Ciao a tutti, vorrei condividere un dubbio che mi porto dentro da tempo. Io e il mio migliore amico

Ciao a tutti, vorrei condividere un dubbio che mi porto dentro da tempo. Io e il mio migliore amico ci conosciamo da circa tre anni e abbiamo un legame molto forte, fatto di complicità, stima e affetto. Da poco ci siamo chiesti se la nostra amicizia potrebbe diventare qualcosa di più. Lui sarebbe pronto a provarci, io invece sono molto combattuta. Il problema è che non provo attrazione fisica nei suoi confronti e faccio fatica a immaginare baci, intimità e la parte romantica di una relazione con lui. Eppure, quando penso al mio futuro, penso proprio a lui: lo vedo accanto a me, come compagno di vita e padre dei miei figli. Vorrei riuscire a sentire anche quella componente fisica e romantica che oggi non sento. In parte, vorrei provare a forzarmi e cercare di sciogliere quel ghiacciolino che c’è in me e che mi blocca davanti ad un semplice bacio. Questa parte mi crea una grande rabbia e so che un domani potrei avere un grande rimorso. Non vorrei dall’altra parte far stare male lui e la cosa che ci siamo promessi è di non compromettere l’amicizia a prescindere dalle scelte che faremo. Ho provato a parlarne con la mia psicologa ma nonostante tutto non trovo soluzione. Sapreste aiutarmi a trovare pace a questo conflitto? Grazie mille :)

3 risposte


Salve, Leggendo ciò che riporta mi sembra che il suo dubbio nasca proprio dall’incontro tra due dimensioni molto profonde: da una parte un legame fatto di intimità, fiducia e complicità, dall’altra l’assenza, almeno oggi, di quella componente di attrazione che lei associa alla relazione di coppia. Secondo il metodo Gottman un metodo che faccio riferimento nei miei percorsi, la connessione emotiva e l’amicizia sono fondamentali per una relazione duratura, ma non necessariamente coincidono con il desiderio romantico o fisico. E forse è proprio questo che rende il suo conflitto così difficile: lei sembra aver trovato in questa persona molte delle qualità che immagina nel proprio futuro, ma il suo corpo e le sue emozioni le stanno raccontando qualcosa di diverso. Non credo ci sia qualcosa di “sbagliato” in lei da sbloccare o da forzare. A volte il desiderio nasce e si trasforma nel tempo, altre volte semplicemente non arriva. E nessuna delle due possibilità rende meno autentico o prezioso il legame che avete costruito. Forse, più che cercare subito una risposta definitiva, può essere utile lasciare spazio anche a questa ambivalenza, senza trasformarla in una colpa o in un rimpianto anticipato. Può essere utile continuare a parlarne con la sua psicologa. Saluti, Dott.ssa Donatella Valsi

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Ciao, provo a rispondere ai tuoi dubbi qui in chat, ma da quello che emerge credo ci sia un percorso più approfondito da fare. Per quanto possa essere dettagliato il mio riassunto, alcuni aspetti andrebbero analizzati meglio all'interno di un percorso terapeutico. Ti direi innanzitutto di non cercare di "convincerti" a provare attrazione. Il fatto che tu lo immagini come compagno di vita, che lo stimi profondamente e che lo consideri una persona con cui costruire una famiglia è molto importante, ma non significa necessariamente che tu lo desideri come partner. Nel tuo racconto c'è una frase particolarmente significativa: "vorrei forzarmi e sciogliere quel ghiacciolino". Qui farei attenzione. L'attrazione non è un esame da superare con la volontà. Non puoi ordinarle di comparire. Allo stesso tempo, non concluderei immediatamente che "se non c'è attrazione oggi, non ci sarà mai". L'attrazione può crescere quando cambia la percezione dell'altra persona, soprattutto quando esiste già una forte intimità emotiva. Il problema è capire se dentro di te c'è un desiderio ancora inesplorato oppure semplicemente il desiderio di desiderarlo. Ti proporrei quindi un esperimento molto concreto: non iniziare subito una relazione e non prendere nemmeno la decisione definitiva di rinunciare. Concediti un breve periodo in cui esplorare questa possibilità senza obblighi. Chiediti: Quando penso a lui che mi bacia, provo curiosità e desiderio oppure principalmente blocco? Se sapessi che non potrebbe mai diventare il mio compagno, sentirei soprattutto tristezza per la perdita di un amico o dolore perché perdo un possibile partner? Mi piacerebbe toccarlo, baciarlo, dormire con lui, oppure mi piace soprattutto l'idea della vita che potremmo costruire? Se incontrassi oggi una persona con le sue stesse qualità ma per cui provassi forte attrazione fisica, cosa cambierebbe? E soprattutto prova a distinguere paura e assenza di desiderio. Se davanti al bacio pensi "mi piacerebbe, ma mi spaventa", c'è qualcosa da esplorare. Se invece senti "non voglio farlo, ma vorrei volerlo", il messaggio è molto diverso. Non devi neanche "provare" fisicamente con lui per forza. Puoi eventualmente dirgli che vuoi capire cosa senti, senza promettergli una relazione. Infine, il possibile rimorso non deve guidare la scelta. Non scegliere una relazione perché temi di pentirti di averla rifiutata. Sceglila se desideri realmente quella persona. La domanda definitiva, quindi, non è: "Potrei essere felice con lui?" Probabilmente sì. È: "Desidero essere la sua compagna oppure desidero che lui sia il mio compagno ideale?" La differenza sembra sottile, ma psicologicamente è enorme. Se scopri che ami profondamente l'uomo che è, ma non desideri viverlo come uomo/partner, accettarlo non significa perdere l'amore della tua vita: significa riconoscere che un legame può essere profondissimo senza essere una relazione romantica. E se invece scopri che sotto il blocco c'è curiosità, desiderio o paura, allora vale la pena esplorarlo lentamente, senza forzarti e senza trasformare ogni emozione in una sentenza definitiva. Se invece la situazione è realmente questa: “lo voglio nella mia vita, lo considero la persona ideale con cui costruire una famiglia, ma non desidero baciarlo, toccarlo o avere rapporti sessuali con lui” allora il conflitto è molto più preciso. Da psicoterapeuta ti direi una cosa abbastanza netta: non puoi costruire serenamente una relazione di coppia sulla speranza che prima o poi inizierai a desiderarlo fisicamente. Potrebbe succedere, ma non puoi basare una decisione così importante su questa eventualità. Il punto è capire perché manca il desiderio. Ci sono due possibilità molto diverse: Il desiderio è bloccato. C'è curiosità, fantasie, emozione quando lui si avvicina, ma contemporaneamente paura, ansia, pudore o un blocco. In questo caso bisogna procedere molto lentamente. Il desiderio semplicemente non c'è. Ti piace essere abbracciata da lui, condividere la vita, parlare, progettare il futuro, ma quando immagini un bacio o il sesso senti soprattutto estraneità o rifiuto. In questo caso probabilmente stai cercando di trasformare un amore affettivo e una grandissima compatibilità in attrazione sessuale, e non è qualcosa che si può imporre. E allora come si va avanti? Non devi scegliere immediatamente tra “fidanzarci” e “perderci per sempre”. Puoi dirgli con estrema sincerità: “Ti vedo nella mia vita e riesco a immaginarti come una persona con cui costruire qualcosa di importante. Però oggi non sento desiderio fisico e non voglio fingere né costringermi. Vorrei capire se questo sentimento può evolvere, senza prometterti che succederà.” Poi osserva cosa accade senza forzare i baci, il sesso o l'intimità. Se con il tempo nasce spontaneamente il desiderio, avete qualcosa da esplorare. Se invece continui a pensare “vorrei desiderarlo, ma non lo desidero”, allora devi prendere atto che forse stai cercando nel tuo migliore amico il compagno ideale, ma non necessariamente il partner che desideri. E c'è un'altra cosa fondamentale: non fare un figlio o iniziare una convivenza sperando che la componente fisica arriverà dopo. Sarebbe ingiusto sia verso di te sia verso di lui. Il vero rischio, infatti, non è rinunciare a lui. È accettare una relazione pensando “è perfetto, quindi prima o poi dovrò desiderarlo” e ritrovarsi dopo anni a vivere la sessualità come un dovere. Quindi, per ora, non devi trovare la risposta a “sarà il padre dei miei figli?”. Devi rispondere a una domanda molto più semplice: “Quando penso a lui come uomo che mi desidera e che io posso desiderare, dentro di me c'è qualcosa che vuole avvicinarsi oppure sto cercando di convincermi che dovrebbe esserci?” Quella risposta, più del progetto ideale di una famiglia, ti dirà in quale direzione andare.

Dott. Gianni Cavaliere

Dott. Gianni Cavaliere

psicoterapeuta

Campobasso

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Buongiorno, quello che racconti mi sembra un conflitto molto comprensibile: da una parte c’è una persona con cui senti un legame profondo e con cui riesci a immaginare un futuro, dall’altra ti accorgi che oggi manca una componente importante per te, quella dell’attrazione e del desiderio fisico. Non credo però che tu debba “forzarti” a sentire qualcosa. L’attrazione non si può imporre, così come non significa necessariamente che, se oggi non c’è, non possa mai esserci. Forse può essere utile provare a comprendere meglio che cosa rappresenta per te questo blocco, che cosa desideri realmente da questa relazione e da dove nasce il bisogno di volerlo “sciogliere”. Il fatto che tu non abbia ancora trovato una risposta con la tua psicologa non significa che non ci sia una strada: a volte alcuni conflitti hanno bisogno di essere attraversati con tempi e prospettive diverse, più che di trovare subito una soluzione. Se senti che può esserti utile, puoi anche prenotare un colloquio con me: possiamo provare a dare insieme un po’ di spazio e ordine a questo conflitto, senza partire dall’idea che tu debba necessariamente scegliere una direzione.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.