Buonasera, una decina di giorni fa ho avuto un forte attacco di panico in seguito a un lutto. Da que
Buonasera, una decina di giorni fa ho avuto un forte attacco di panico in seguito a un lutto. Da quel momento, ogni giorno, ho avuto senso di oppressione al petto che andava e veniva, nodo allo stomaco e delle ondate di ansia. Poi sono iniziate a comparire delle fitte alle braccia. Sono andata quindi al pronto soccorso, mi hanno fatto analisi del sangue, elettrocardiogramma, ecocardiografia ed è tutto apposto, ma continuo a sentire delle fitte alle braccia, soprattutto in quello sinistro, come dei tiramenti. Cosa mi consigliate di fare? Ringrazio per la disponibilità.
2 risposte
Salve, se con i medici ha riscontrato che non vi è una causa organica, potrebbe essere opportuno rivolgersi a uno psicologo. I sintomi di cui racconta, spesso, quando non hanno una causa organica, sono i segni di un malessere psicologico. Un forte stress, un evento luttuoso, una perdita, un trauma non si vivono solo nella mente ma anche attraverso il corpo. E' lo stesso sistema nervoso che in uno stato di allarme ci fa sentire nel corpo delle sensazioni spiacevoli. Spesso lo stress provoca tensioni anche nei muscoli...le spalle contratte, la cervicale tesa, la mandibola serrata. Le emozioni si vivono nel corpo. Dargli voce potrà aiutarla a stare meglio. Un caro saluto, Mirea.
Ottieni una risposta grazie al consulto online
Hai bisogno del consiglio di uno specialista? Prenota un consulto online: riceverai tutte le risposte senza uscire di casa.
Buonasera, grazie per aver condiviso quello che sta vivendo. Dopo un lutto e un’esperienza così intensa come un attacco di panico, è comprensibile che il corpo possa continuare a farsi sentire in modo molto forte. Gli accertamenti che ha fatto al Pronto Soccorso e che sono risultati nella norma sono un elemento rassicurante. Le fitte alle braccia, così come l’oppressione, il nodo allo stomaco e le ondate d’ansia, sono sensazioni reali e possono essere legate a uno stato di attivazione che, dopo un’esperienza così intensa, può faticare a rientrare. In questo momento, però, più che concentrarsi sul controllo di ogni singola sensazione, potrebbe essere utile fermarsi a comprendere che cosa sta succedendo dentro di lei da quel giorno: cosa ha rappresentato quell’attacco, che cosa ha iniziato a temere o ad aspettarsi dal suo corpo, e come il lutto si è intrecciato con tutto questo. È proprio questo il tipo di lavoro che si può fare in psicoterapia: non cercare semplicemente di eliminare i sintomi, ma comprendere il significato che hanno assunto nella sua esperienza, così che possano progressivamente perdere la loro forza. Se gli accertamenti medici sono stati rassicuranti, potrebbe quindi essere un buon momento per prendersi cura anche di questa parte di sé, con qualcuno che possa accompagnarla in questo passaggio.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.
