Salve. Da 12 mesi circa ho avuto diverse infezioni alle vie urinarie (klebsiella, morganella, proteu

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Salve. Da 12 mesi circa ho avuto diverse infezioni alle vie urinarie (klebsiella, morganella, proteus). In particolar modo l'infezione è stata riscontrata dopo esami di spermiocoltura e quindi mi è stato detto alla postata. Tutte le varie infezioni sono state curate con terapie antibiotiche di circa 10 giorni ad eccezione dell'ultima che è stata di 28 giorni. A fine gennaio di quest'anno si ripresenta infezione stavolta riscontrata su urinocoltura e spermiocoltura. Contaminazione da escherechia coli 1.000.000. Rivoltomi all'urogolo di fiducia mi rimanda all'infettivologo il quale dopo aver approntato diversi esami al sangue ed alle urine (non saprei quali ha fatto) ha sentenziato che l'infezione non è prostatite che non va curata con antibiotici. Prescrivendomi invece l'uso di un particolare probiotico ESCHERECHIA COLI NISSLE 1917. A questo punto mi chiedo..... Come andranno via questi batteri. E' possibile però che mi stiano dando dei fastidi al basso ventre (zona pubica e testicolare). Qualcuno degli esperti mi suggerisce qualcosa? Grazie
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
In pèrimo luogo quelle "infezioni" sanno tanto di campioni contaminati che andavano meglio verificati... troppe variazioni in tempi troppo stretti nonostante una elevata quantità di antibiotici. Peraltro la spermiocoltura spesso si inquina per ovvi motivi di acquisizione del campione. Poi è altrettanto evidente che dopo tutto quell'antibiotico si sia scassato il microbiota intestinale e urinario favorendo una e.coli che anche in questo caso sa di contaminazione anche se presente nell'urina (magari raccolta dopo lo sperma). Non sappiamo quali esami ha svolto l'infettivologo, ma ha in ogni caso ragione a parlare di causa non infettiva... il che non elimina uno stato congestizio-infiammatorio pelvico-prostatico (ora peggiorato dal percorso inutile svolto) di cui nessuno si è occupato adeguatamente né a livello locale né a livello generale.... insomma una prostatite infiammatoria e non su base batterica che va definita nelle sue ragioni e poi trattata. Il probiotico prescritot può essere utile non tanto nel ripristino del microbiota complssivo, quanto nel guidare la reattività infiammatoria intestinale batterio-dipendente e quindi non so quanto realmente da solo sarà utile. Probablmente è meglio un probiotico chefornisca popolazioni "sane" di diversi batteri (yovis granulare o enterogermina 4 miliardi) che ripopolino in equilibrio intstino e via urinaria. Ovviamente potrebbero occorrere anche 2- 3 mesi. In ogni caso tra un mese e non prima sarà doveroso eseguire con un buon andrologo i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. Su tali basi e con una attent elaborasione di dati si attiverà la adeguata strategia terapeutica: ovvio che se alcuni degli aspetti citati qui sono stati attentamente già eseguiti dall'infettivologo allora sarà sufficiente rivedere i dati ed inquadrarli con quanto sicuramente manca.

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