Mio padre di anni 69 stato operato di turp il 4 aprile 2022. Da circa 2 mesi il flusso urinario

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Mio padre di anni 69 stato operato di turp il 4 aprile 2022.

Da circa 2 mesi il flusso urinario si è molto ridotto.
Dall'uroflussometria di giorno 8 luglio risulta un flusso massimo di 9 m/s e un flusso medio di 4 m/s.

Il ristagno post minzionale è di 265cc.

Non ha nessun infezione in quanto sia l'esame delle urine che l'urinocoltura hanno dato esito negativo.

L'urologo gli ha detto che bisogna necessariamente fare la cistoscopia flessibile per accertare se c'è una stenosi.

In realtà mio padre non vuole farla perché è un esame invadente, col rischio di aggravare un'eventuale stenosi, se già presente, o addirittura di formarne una nuova.
Pensa che l'eventuale stenosi nell'uretra, sempre se esistente, possa essersi formata il terzo giorno dopo l'intervento, quando l'infermiera gli ha tolto il catetere.
Lui ha provato un fortissimo dolore e pensa che questo trauma abbia generato un eventuale stenosi.

Cosa consigliate di fare?
Lui anche se urina male vorrebbe convivere con la stenosi, per evitare ulteriori aggravamenti o eventuali interventi alla prostata.
Volevo chiedervi: con un ecografia approfondita sull'uretra è possibile notare un'eventuale stenosi?

Faccio presente che dall'ecografia, la vescica di mio padre ha le pareti ispessite, ed è presente anche un diverticolo di circa 3 cm.
Può essere che la difficoltà ad urinare derivi dal danno della parete vescicale e non da un eventuale stenosi?

Grazie mille in anticipo.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Impossibile che una stenosi si costituisca in due giorni e quella riduzione di flusso post-TURP ha solo due possibili ragioni per quanto possano essere concomitanti. Una carente resezione disostruttiva che in fatto non ha risolto il problema, una forte congestione infiammatoria pelvico-prostatica che indice il restringimento uretrale. Una attenta ecografia doppler transrettale (anche contrastando l'uretra con l'infusione retrograda di soluzione fisiologica: certo occorre che sia l'urologo o l'androlgo a svolgere l'esame) potrà dirimere in gran parte la questione, riservando la cistoscopia ove proprio non si riesca a valutare la pervietà uretrale.

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