Mia moglie mi respinge, non vuole essere più sfiorata da me, io la desidero sempre e la cerco. Tra n

Mia moglie mi respinge, non vuole essere più sfiorata da me, io la desidero sempre e la cerco. Tra noi non c'è più complicità e condivisione. Sentirmi invisibile mi rende nervoso e irascibile. Mi mancano emozioni condivise di vita quotidiana e mi manca una compagna. L'amo ma sto seriamente pensando di trovare un altra donna. Questo succede da due lustri. L'ho aspettata, pensavo cambiasse qualcosa. Ho 55 anni. Grazie.

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Buongiorno, dalle sue parole emerge una solitudine affettiva che dura da molti anni. Non sembra mancarle soltanto la sessualità: le mancano la complicità, la condivisione quotidiana e la sensazione di avere accanto una compagna. Amare sua moglie e, nello stesso tempo, sentirsi respinto e invisibile può alimentare rabbia, amarezza e un profondo senso di distanza. È possibile che tra voi si sia consolidato un circolo doloroso: lei cerca il contatto per sentirsi nuovamente vicino a sua moglie, mentre sua moglie risponde allontanandosi; il suo rifiuto aumenta la sofferenza e la spinge a cercarla ancora. Questo movimento, ripetuto nel tempo, può rendere ogni avvicinamento carico di tensione per entrambi. La sua irritabilità racconta quanto questa situazione la stia facendo soffrire. È importante che la rabbia possa trovare parole e uno spazio di elaborazione, affinché non diventi pressione nei confronti di sua moglie o risentimento sempre più difficile da contenere. Anche il pensiero di cercare un’altra donna merita di essere compreso: può rappresentare il desiderio di tornare a sentirsi visto, desiderato e parte di una relazione viva. Prima di compiere una scelta, può essere utile affrontare con sua moglie una domanda chiara: esiste ancora, da parte di entrambi, la volontà di occuparsi del vostro matrimonio? Dopo dieci anni, continuare ad aspettare senza un confronto rischia di prolungare una situazione che la fa stare male. Un percorso di coppia potrebbe aiutarvi a comprendere come si sia costruita questa distanza, ad ascoltare anche il vissuto di sua moglie e a valutare se esistano le condizioni per recuperare una forma di vicinanza. Qualora sua moglie non fosse disponibile, un percorso individuale potrebbe aiutarla a chiarire i suoi bisogni, i suoi limiti e la direzione che desidera dare alla propria vita. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti. Un saluto Dott.ssa Daniela Canorro Psicologa clinica Sessuologa clinica Counselor relazionale

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Buongiorno, da quello che racconta emerge una sofferenza che dura da molto tempo e che sembra riguardare non solo la mancanza di intimità, ma soprattutto il sentirsi non visto e non riconosciuto come partner. Vorrei chiederle: ha mai provato a parlare con sua moglie di ciò che sta vivendo, non solo della mancanza di rapporti fisici, ma del suo bisogno di vicinanza, complicità e condivisione?


Buongiorno, dalle sue parole emerge molta sofferenza legata al sentirsi rifiutato e poco visto all’interno della relazione. Dopo tanti anni in cui sente di aver aspettato un cambiamento, è comprensibile che possano emergere rabbia, frustrazione e anche il desiderio di cercare altrove ciò che oggi le manca. Allo stesso tempo, quando una coppia arriva a vivere una distanza così prolungata, spesso non si tratta soltanto della mancanza di intimità fisica, ma di un allontanamento più ampio: sentirsi poco ascoltati, poco considerati, non più complici nella quotidianità. Prima di prendere decisioni importanti, potrebbe essere utile provare a comprendere cosa è accaduto nel tempo tra voi: quando è iniziata questa distanza? Come avete provato ad affrontarla? Cosa succede quando cercate di parlarne? Un percorso di coppia potrebbe essere uno spazio in cui entrambi possiate dare voce ai vostri vissuti e provare a comprendere se esiste ancora una possibilità di ritrovare un contatto diverso. Anche un percorso individuale potrebbe aiutarla a fare chiarezza su ciò che sta vivendo, sulle sue emozioni e sulle scelte che sente di voler compiere. A volte, prima di chiedersi "devo restare o devo andare?", può essere utile fermarsi a comprendere meglio "cosa è successo tra noi e di cosa ho realmente bisogno oggi". Un caro saluto. Dott.ssa Cinzia Pirrotta


Buongiorno, dalle sue parole emerge una sofferenza che sembra andare ben oltre la sfera sessuale: sentirsi respinti e invisibili all'interno della relazione può essere molto doloroso. Dopo tanti anni è comprensibile che si stia interrogando sul futuro del vostro rapporto. Prima di prendere decisioni importanti, potrebbe essere utile provare a comprendere più a fondo cosa sia accaduto tra voi nel tempo

Dott.ssa Rita Casolaro

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psicologo

Marano di Napoli

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Buongiorno, sicuramente la situazione che descrive è complessa e forse un percorso di terapia potrebbe essere lo spazio giusto dove affrontare la sensazione di sentirsi invisibile e le emozioni che ne derivano. Le auguro il meglio, un caro saluto, Laura De Biasio


Leggo molta sofferenza nelle sue parole: il desiderio di sentirsi cercato, visto e riconosciuto dal proprio partner è un bisogno profondamente umano, non riguarda solo la dimensione sessuale ma anche il sentirsi importanti nella vita dell’altro. Quando una distanza nella coppia dura così a lungo, spesso si crea un circolo in cui entrambi possono sentirsi feriti: uno può vivere il rifiuto come abbandono o invisibilità, mentre l’altro può vivere la ricerca di vicinanza come pressione o fatica. Nel tempo questi meccanismi possono allontanare ancora di più. Prima di pensare a una nuova relazione, potrebbe essere utile chiedersi cosa sia successo tra voi, quali bisogni siano rimasti inespressi e se ci sia ancora uno spazio per ricostruire un dialogo e una forma di intimità diversa. Dopo dieci anni di difficoltà non è semplice cambiare da soli una dinamica ormai consolidata: un percorso di terapia di coppia potrebbe aiutarvi a comprendere cosa è accaduto e se esiste una possibilità di ritrovarvi.


Capisco quanto questa situazione possa essere dolorosa, soprattutto dopo così tanto tempo. Da quello che descrivi, non sembra riguardare solo l'intimità fisica, ma anche il sentirti visto, accolto e accompagnato nella vita di coppia. Dopo dieci anni di sofferenza, potrebbe essere utile non affrontare tutto questo da solo. Un confronto con uno psicologo o uno psicoterapeuta, ed eventualmente con un terapeuta di coppia se anche tua moglie fosse disponibile, può aiutarti a fare chiarezza sui tuoi bisogni, sulle possibilità di cambiamento e sulle scelte future. Prendersi questo spazio può offrirti un supporto concreto in un momento così delicato. Antonellla


Gentilissimo, la ringrazio per aver condiviso la sua difficoltà e mi dispiace molto per questo momento che sta vivendo. Comprendo pienamente la sensazione di vuoto relazionale che sta vivendo e comprendo quanto questo possa portarla a vivere emozioni di nervosismo e rabbia. Quello che mi sento di consigliarle è di non affrontare da solo questo momento ma di farlo supportato da un professionista che la possa accompagnare a ritrovare benessere e serenità qualunque decisione vorrà prendere. Resto a disposizione. Un saluto Dott.ssa Glenda Frassi


Salve. La ringrazio per la fiducia con cui ha condiviso una sofferenza che dura da così tanto tempo. Sono rimasta colpita dai due lustri, in quanto dieci anni di distanza fisica ed emotiva mi fanno pensare a qualcosa di importante che è stato eroso. Comprendo il suo nervosismo, la sua irascibilità, e li leggo come un segnale di un bisogno affettivo rimasto a lungo senza risposta, e comprendo come il sentirsi invisibili agli occhi della persona che si ama possa rivelarsi un’esperienza molto dolorosa. Il pensiero rivolto a un'altra donna, in questo contesto che lei descrive, racconta, a mio parere, soprattutto di quanto legittimo sia il suo desiderio di tornare a sentirsi guardato, scelto, vivo agli occhi di qualcuno e, rispetto a questo, il mio pensiero è che questo suo desiderio, se agito ora, potrebbe non trovare la risposta più opportuna fuori dalla relazione che lo ha generato, e potrebbe rischiare di rivelarsi un’opzione che la fa allontanare dal nodo centrale, in un momento in cui questo nodo avrebbe più bisogno di emergere piuttosto che venire aggirato. Secondo me, varrebbe la pena di provare prima, se non lo ha già fatto in questi termini, a parlare con sua moglie, e non per convincerla o per chiederle conto della distanza, ma per condividere con lei, con parole semplici prive di accusa, quale è il suo vissuto in questo momento; può parlare della solitudine, del sentirsi respinto, delle sue paure, della rabbia. Un buon punto di partenza può essere chiederle, con autentica curiosità, cosa sta sperimentando lei in questo momento e cosa ha sperimentato negli anni passati, dal momento che un rifiuto così prolungato è probabile abbia una sua storia, che magari lei stessa fatica a raccontare. Forse, se dopo dieci anni il dialogo fra voi o l’assenza di un dialogo efficace fra voi, ha portato ad una deriva silenziosa, può essere il segnale che la coppia avrebbe bisogno di un aiuto esterno strutturato e degli incontri di coppia possono rivelarsi uno spazio protetto in cui entrambi possiate comunicarvi cose che da soli, in casa, non riuscite a dirvi, in modo da comprendere insieme cosa è successo in questi anni alla vostra intimità, per poi valutare le varie opzioni. Le auguro di trovare, con lei o attraverso un percorso di supporto, un modo per tornare a sentirsi parte di una relazione viva.


Salve , da quello che leggo si denota che questa situazione la stia facendo soffrire. Il fatto non solo di non essere toccato, desiderato e non essere riconosciuto nella relazione, può generare frustrazione e portarla a cercare altre vie d'uscita, come il pensiero di un'altra donna. Prima di prendere decisioni, potrebbe essere importante provare a comprendere cosa sta accadendo tra voi: cosa rappresenta per sua moglie questa distanza, cosa rappresenta per lei il contatto fisico e quali bisogni reciproci oggi non stanno trovando spazio. Spesso il ritiro dell'intimità è il segnale di qualcosa che riguarda la relazione nel suo insieme, non solo la sessualità.Dott.ssa Torre Giuseppina


Buongiorno, grazie per la sua condivisione. Credo che sia fondamentale che lei possa rimettersi al centro, e che possa considerare non soltanto il dolore di sentirsi respinto, ma anche i suoi bisogni e i suoi desideri. Potrebbe esserle utile essere affiancato da un professionista che possa aiutarla a gestire questo momento faticoso con sua moglie, eventualmente anche attraverso una terapia di coppia, per provare a capire che cosa si è interrotto da parte di lei e perchè, e per poter affrontare questo aspetto insieme. Se avesse bisogno di un sostegno individuale o di coppia non esiti a contattarmi, sono disponibile anche online. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti


Salve, da quanto descrive concedervi tempo e spazio non è risultato funzionale ad un riavvicinamento, pertanto, suggerirei di darvi una nuova possibilità di incontro, magari attraverso un percorso psicologico di coppia con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possa aiutarvi a comprendervi meglio vicendevolmente e a creare nuove dinamiche di benessere condiviso. Saluti. Dr. Francesco Rossi.

Dr. Francesco Rossi

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Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso una situazione così personale e delicata. Da quanto racconta emerge una sofferenza legata al sentirsi distante dalla propria partner, al bisogno di vicinanza emotiva e affettiva e alla fatica di portare avanti questa condizione da molto tempo. Quando in una coppia vengono meno il dialogo, la complicità e il contatto, può essere utile provare a comprendere cosa sia accaduto nella relazione e quali siano i bisogni e le difficoltà di entrambi. Un percorso di supporto psicologico, può offrire uno spazio di ascolto e di riflessione per affrontare questo momento e valutare con maggiore consapevolezza le possibili strade da intraprendere. Le auguro di poter trovare uno spazio in cui sentirsi ascoltato e accompagnato. Sarei felice di accompagnarla in questo percorso. Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo. Resto a disposizione attraverso consulenze online. Dott. Luca Rochdi


Buona giornata sig. Sono Cinzia Iurato, psicoterapeuta cognitivo comportamentale, lavoro anche in terapia di coppia, online. In questi casi sarebbe importante un confronto con una terza persona, un professionista che aiuti la comunicazione e il confronto. Grazie


Gentile Utente, dalle sue parole emerge una sofferenza che dura da molto tempo. Quindici anni non sono un momento di crisi passeggera, ma un periodo sufficientemente lungo da far comprendere quanto questo vissuto abbia inciso sul suo benessere e sulla qualità della vostra relazione. Mi colpisce una frase: *"Mi manca una compagna."* Più ancora della dimensione sessuale, sembra che lei senta la mancanza di vicinanza, complicità, condivisione e del sentirsi scelto ogni giorno. Il desiderio di cercare un'altra donna potrebbe allora non rappresentare solo la ricerca di un rapporto fisico, ma il bisogno di sentirsi nuovamente visto, desiderato e riconosciuto. Prima di decidere se cercare altrove ciò che oggi le manca, forse potrebbe essere utile chiedersi se questo dolore sia stato davvero condiviso con sua moglie. Non tanto attraverso il conflitto o le richieste, ma raccontandole quanto si senta solo all'interno della relazione e quanto questa distanza stia mettendo in discussione il vostro progetto di coppia. Dopo così tanti anni, credo sia importante che questa situazione non rimanga più un peso portato in silenzio. Se entrambi lo desiderate, un percorso di terapia di coppia potrebbe offrire uno spazio protetto per comprendere cosa sia accaduto nel tempo al vostro legame. Se invece questo non fosse possibile, un percorso individuale potrebbe aiutarla a fare chiarezza su ciò che desidera davvero per il suo futuro, affinché qualsiasi scelta non sia dettata solo dalla sofferenza del momento, ma da una maggiore consapevolezza di sé. Un cordiale saluto, Marica Romano Psicologa

Dott.ssa Marica Romano

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psicologo

Provaglio d'Iseo

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Buongiorno, grazie per aver condiviso una parte così delicata della sua storia. Da quello che racconta, sembra che da molto tempo non stia soffrendo solo per la mancanza di intimità, ma soprattutto per il sentirsi solo all'interno della relazione. È una situazione che merita uno spazio di ascolto, senza giudizi e senza soluzioni preconfezionate. Se lo desidera, possiamo fissare un primo colloquio per comprendere meglio cosa sta accadendo e capire insieme come affrontare questo momento. Mi contatti


Buongiorno, Mi dispiace per la situazione che sta vivendo, che da come racconta permane da molto tempo, le sue emozioni sono comprensibili. Sarebbe importante, se possibile, che Lei e sua moglie vi confrontaste a riguardo, per spiegare in modo chiaro come Lei si sente (e capire anche come si sente anche sua moglie) e per comprendere come mai c'è stato questo distacco, altrimenti il rischio è quello di brancolare nel buio e vivere nella frustrazione senza avere chiare le dinamiche. Naturalmente non conosco tutta la situazione, che immagino essersi evoluta e modificata negli anni. Le auguro buona giornata.

Dott.ssa Sara Colautti

Dott.ssa Sara Colautti

psicologo

Cervignano del Friuli

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Buonasera, che spiegazione si dà del comportaemnto di sua moglie? Ha delle ipotesi su quelle che potrebbero essere le motivazioni? Ha provato a parlarne con sua moglie, non per accusare ma per comprendere? La sua descrizione scarna suscita molte domande. Tra queste la curiosità sulla vostra storia di coppia, come è partita e come è arrivata fino a qui. Se ci fosse la disponibilità di entrambi potreste pensare ad una terapia di coppia? Dott.ssa Franca Vocaturi


Buongiorno, grazie per aver condiviso una parte così intima della sua vita. Dal suo messaggio emerge una sofferenza che sembra accompagnarla da molto tempo. Quello che descrive non riguarda soltanto la mancanza di rapporti intimi, ma soprattutto la sensazione di sentirsi escluso dalla relazione, di non essere più visto, cercato o accolto dalla persona che ama. È comprensibile che, dopo tanti anni, questa situazione abbia lasciato spazio a frustrazione, tristezza e anche rabbia. Mi ha colpito una frase in particolare: "Mi manca una compagna". Credo che racchiuda il cuore del suo disagio. Il desiderio che esprime sembra andare oltre la sfera sessuale. Parla di complicità, condivisione, emozioni quotidiane, vicinanza. Quando questi aspetti vengono meno per un lungo periodo, è naturale che anche il rifiuto fisico assuma un significato molto più profondo, come se confermasse la sensazione di non essere più importante per l'altra persona. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, è utile osservare come si sviluppano queste dinamiche nel tempo. Quando una persona si sente respinta ripetutamente, può iniziare a vivere ogni tentativo di avvicinamento con un misto di speranza e paura. Ogni rifiuto aumenta il senso di solitudine e, progressivamente, possono comparire pensieri come "non sono più desiderato", "non conto più", "sono invisibile". Questi pensieri, a loro volta, alimentano emozioni come rabbia, tristezza e frustrazione, che possono riflettersi anche sul modo di comunicare all'interno della coppia. Si crea così un circolo che rischia di allontanare ancora di più i partner. Lei scrive di aver aspettato per molti anni sperando che qualcosa cambiasse. Questo lascia immaginare che abbia investito molto nella possibilità che la situazione si modificasse spontaneamente. Quando però una dinamica di coppia si mantiene così a lungo, difficilmente cambia da sola. Non perché manchi l'amore, ma perché spesso ciascun partner finisce per consolidare modalità di relazione che, senza volerlo, mantengono la distanza. Naturalmente, leggendo soltanto il suo racconto, non è possibile sapere quali siano le ragioni che hanno portato sua moglie ad allontanarsi così tanto dal punto di vista emotivo e fisico. Potrebbero essere molteplici e soltanto un dialogo diretto potrebbe permettere di comprenderle. Proprio per questo sarebbe importante evitare di interpretare il suo comportamento esclusivamente come una mancanza di amore o di interesse. Allo stesso tempo, però, il dolore che lei prova merita di essere ascoltato e non dovrebbe essere minimizzato. Mi sembra significativo anche il fatto che lei dica di stare pensando di cercare un'altra donna. Più che leggere questa frase come un semplice desiderio di avere una relazione diversa, mi sembra il segnale di quanto si senta solo e di quanto abbia bisogno di tornare a sentirsi visto, desiderato e coinvolto emotivamente. È importante, però, chiedersi se questa scelta rappresenterebbe davvero una risposta al suo bisogno più profondo oppure il tentativo di alleviare una sofferenza che nasce all'interno della relazione attuale. Credo che, se entrambi foste disponibili, potrebbe essere molto utile valutare un percorso di coppia. Un approccio cognitivo comportamentale permette di esplorare le dinamiche che si sono costruite negli anni, comprendere i bisogni di entrambi e favorire una comunicazione più autentica. L'obiettivo non è stabilire chi abbia ragione o torto, ma cercare di capire come mai due persone che si sono amate possano arrivare a sentirsi così distanti. Qualora sua moglie non fosse disponibile a intraprendere un percorso insieme, potrebbe essere comunque utile iniziare un percorso individuale. Non per convincerla a restare o a separarsi, ma per aiutarla a comprendere meglio le emozioni che sta vivendo, i suoi bisogni e le possibili strade da percorrere. Quando si attraversano anni di frustrazione e senso di rifiuto, è importante poter riflettere con lucidità prima di prendere decisioni che potrebbero avere un impatto significativo sulla propria vita. Dal suo messaggio emerge una persona che non lamenta semplicemente l'assenza di intimità, ma la perdita di un legame che per lei era fatto di vicinanza, condivisione e presenza reciproca. Credo che questo dolore meriti uno spazio di ascolto e di comprensione. Qualunque sarà il futuro della vostra relazione, affrontare queste dinamiche con il supporto di un professionista potrebbe aiutarla a fare chiarezza su ciò che desidera davvero e sul modo migliore per prendersi cura del proprio benessere. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero


Buongiorno, dal suo racconto emerge una sofferenza che sembra accompagnarla da molto tempo. Quindici anni sono un periodo molto lungo per convivere con la sensazione di sentirsi respinto, invisibile e solo all'interno della propria relazione. Mi colpisce che non parli soltanto della mancanza di rapporti sessuali: le sue parole raccontano soprattutto il desiderio di sentirsi scelto, cercato e di ritrovare una complicità nella quotidianità. Spesso, il bisogno di intimità non riguarda solo la dimensione fisica, ma anche quella emotiva: sentirsi importanti per l'altro, condividere momenti, sentirsi parte di una coppia. È comprensibile che, dopo tanti anni, possano emergere frustrazione, rabbia e persino il pensiero di cercare altrove ciò che sente mancare. Dietro al desiderio di "un'altra donna" potrebbe esserci il bisogno di tornare a sentirsi vivo, desiderato e riconosciuto. Prima di prendere decisioni importanti, però, credo sia fondamentale provare a comprendere cosa sia accaduto nella vostra relazione. Siete è mai riusciti a parlare apertamente di questa distanza? Sua moglie ha espresso come vive questa mancanza di vicinanza? Dietro un rifiuto possono esserci motivazioni molto diverse e conoscerle è essenziale per capire se esista ancora uno spazio di cambiamento. Se entrambi siete disponibili, una terapia di coppia potrebbe rappresentare un'opportunità per dare voce ai bisogni di entrambi e comprendere se il legame possa essere ritrovato o se, invece, le vostre strade si siano realmente allontanate. Se, invece, sua moglie non fosse disponibile a intraprendere questo percorso, potrebbe essere utile iniziare un percorso individuale: non per convincerla a cambiare, ma per aiutarla a comprendere quali siano oggi i suoi bisogni, quali limiti sia disposto ad accettare e quali scelte siano più coerenti con il suo benessere. Dopo tanti anni di sofferenza, credo che sia importante ritagliarsi uno spazio in cui non restare solo con questo dolore e in cui possa riflettere su quale futuro desidera per sé e per la sua relazione. Un cordiale saluto.


Quello che descrive sembra essere una sofferenza che dura da molto tempo. Sentirsi respinti, invisibili o non desiderati dalla persona che si ama può generare solitudine, rabbia, frustrazione e mettere profondamente in discussione il senso della relazione. Dalle sue parole emerge che la mancanza non riguarda soltanto la sessualità, ma anche la complicità, la condivisione e il sentirsi di nuovo una coppia. Dopo tanti anni di attesa, è comprensibile che oggi si trovi a interrogarsi sul futuro del rapporto e sui propri bisogni affettivi. Una risposta online non può dire cosa sia giusto fare né se cercare un'altra relazione sia la scelta migliore. Queste domande toccano aspetti molto profondi della vita di coppia e della propria storia personale. Può però essere importante trovare uno spazio in cui poter parlare di questa sofferenza, dei sentimenti che prova verso sua moglie e di ciò che desidera per sé in questa fase della vita. A volte, quando una relazione attraversa una crisi così lunga, il confronto con uno psicologo o, se entrambi lo desiderano, un percorso di coppia, può offrire un'occasione per comprendere meglio cosa è accaduto tra voi e dare un significato alle scelte che sentite di dover affrontare oggi.


Buongiorno, dal suo racconto emerge soprattutto una profonda solitudine, forse ancora più dolorosa della mancanza di intimità fisica. Sentirsi rifiutato, invisibile e non desiderato dalla persona con cui ha condiviso una parte importante della vita può generare molta frustrazione, tristezza e rabbia. Dopo dieci anni è comprensibile che lei si senta stanco di aspettare un cambiamento. Allo stesso tempo, prima di cercare una nuova relazione, potrebbe essere importante chiedersi se tra voi ci sia ancora uno spazio per un confronto sincero non solo sul sesso, ma sulla distanza emotiva che sembra essersi creata. Spesso il rifiuto del contatto fisico è il sintomo di qualcosa di più profondo nella coppia, ferite non espresse, difficoltà comunicative, risentimenti o un allontanamento progressivo. Sarebbe utile capire se sua moglie riconosce questa sofferenza e se anche lei desidera provare a recuperare un legame. Il suo bisogno di sentirsi amato, cercato e vicino alla propria compagna è un bisogno umano e legittimo. Prima di prendere decisioni importanti, potrebbe aiutarvi un percorso di coppia o almeno un momento di dialogo autentico, per capire se c'è ancora qualcosa da ricostruire. Dopo tanti anni di attesa, forse la domanda non è solo "quanto posso ancora sopportare?", ma anche "che tipo di vita affettiva desidero per me da qui in avanti?" Le auguro di riuscire a trovare uno spazio in cui la sua sofferenza possa essere ascoltata, e affrontare questo momento con maggiori consapevolezze.


Salve, la ringrazio per aver trovato il coraggio di condividere una parte così intima e dolorosa della sua esperienza. Dalle sue parole arrivano con forza la sofferenza, la solitudine e il senso di invisibilità che sembra accompagnarla da molti anni. Il desiderio di essere cercato, desiderato e di poter condividere emozioni, quotidianità e complicità con la persona che ama rappresenta un bisogno profondo e umano. Immagino quanto possa essere stato difficile attendere così a lungo nella speranza che qualcosa cambiasse, continuando nel frattempo a confrontarsi con la distanza e il rifiuto. Anche i pensieri che oggi si trova a fare rispetto alla possibilità di un'altra relazione sembrano parlare più del bisogno di sentirsi nuovamente visto, accolto e vivo nella relazione, che di una semplice ricerca di un'altra persona. Credo possa essere importante concedersi uno spazio di ascolto e di riflessione per comprendere meglio ciò che sta accadendo tra voi, i vissuti di entrambi e quali possibilità di cambiamento siano ancora percorribili per la vostra relazione e per il suo benessere personale. Un caro saluto. Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.


Buongiorno, quello che descrive sembra essere una situazione di sofferenza profonda e protratta nel tempo. Sentirsi rifiutato, non desiderato e poco coinvolto nella vita emotiva della coppia può generare rabbia, frustrazione e solitudine. Allo stesso tempo, è importante che il bisogno di vicinanza non si trasformi in insistenza: il contatto fisico e sessuale deve sempre essere desiderato e condiviso da entrambi. Dopo circa dieci anni, attendere semplicemente che qualcosa cambi difficilmente può essere sufficiente. Sarebbe necessario comprendere cosa abbia portato sua moglie ad allontanarsi: possono esserci risentimenti, difficoltà relazionali, cambiamenti personali, problemi di salute, aspetti legati alla sessualità o una perdita più generale della connessione di coppia. Prima di cercare un’altra relazione, potrebbe essere utile affrontare con sua moglie un confronto chiaro, non accusatorio, spiegandole quanto si senta solo e chiedendole se sia ancora disponibile a lavorare sulla relazione. Una terapia di coppia, possibilmente con un professionista formato anche in sessuologia, potrebbe aiutarvi a comprendere se esistano le condizioni per ricostruire intimità, complicità e progettualità oppure se sia necessario prendere atto di una separazione. Qualora sua moglie non fosse disponibile, un percorso individuale potrebbe comunque aiutarla a gestire la rabbia, chiarire i suoi bisogni e assumere una decisione più consapevole, evitando che la scelta di un’altra donna diventi soltanto un modo per anestetizzare il dolore o rimandare il confronto con la situazione attuale.


Buonasera, vivere per molti anni nel rifiuto fisico e nell'assenza di complicità è un'esperienza profondamente logorante. Lei ha tutto il diritto di desiderare una vita di coppia reale, fatta di affetto, contatto e condivisione quotidiana. La rabbia e la frustrazione che avverte non sono un difetto caratteriale, ma la naturale reazione a un bisogno fondamentale che le viene costantemente negato, facendola sentire invisibile. Un distacco così prolungato è spesso lo specchio di un blocco emotivo o di risentimenti profondi che sua moglie esprime attraverso il corpo. Per questo motivo, prima di cercare un'altra persona, è fondamentale che lei faccia chiarezza dentro di sé, per capire se questo pensiero sia una via di fuga dal dolore o la consapevolezza che il matrimonio è ormai giunto al capolinea. Il passo successivo richiede un confronto definitivo con sua moglie, improntato a un'onestà radicale. È il momento di aprirsi senza accuse, spiegandole come si sente e rendendole chiaro che la situazione attuale non è più sostenibile. Proporre un percorso di terapia di coppia può diventare il test decisivo: la reazione di sua moglie ie dirà chiaramente se esiste ancora la volontà di salvare il rapporto. Dopo aver aspettato così a lungo, è saggio che lei fissi un limite temporale interiore entro cui valutare se avvengono cambiamenti reali. Se si renderà conto che nulla può cambiare, la via della separazione alla luce del sole si rivelerà la scelta più sana e rispettosa, evitandole i compromessi di una vita clandestina. Lei merita di tornare a essere visto e desiderato, sia che questo avvenga attraverso una rinascita del suo matrimonio, sia attraverso l'inizio di un nuovo capitolo della sua vita. Cordialmente Dott.ssa Chantal Danna


Salve, comprendo la sua frustrazione. Mi domando se ha provato a parlare apertamente con sua moglie rispetto a questo, proprio cosi come lo ha scritto in questa sede. Confrontarsi e condividere i propri pensieri e le proprie sensazioni con il partner e' fondamentale per avere una maggiore comprensione delle problematiche che si stanno attraversando ed eventualmente trovare le soluzione che siano giuste per entrambi.


La situazione che descrive appare dolorosa e logorante, soprattutto perché dura da molti anni e riguarda non solo la sessualità, ma anche il sentirsi visto, scelto e coinvolto nella vita di coppia. Il desiderio di cercare altrove può nascere proprio da questo senso di solitudine, ma prima di agire sarebbe importante fermarsi e capire cosa sta realmente accadendo tra voi: distanza emotiva, rabbia accumulata, mancanza di comunicazione, eventuali vissuti di sua moglie, bisogni rimasti inespressi. Il punto non è “pretendere” vicinanza, perché il corpo dell’altro va sempre rispettato, ma nemmeno ignorare la sua sofferenza. Potrebbe essere utile proporre a sua moglie un confronto chiaro, non accusatorio, e valutare un percorso di coppia o una consulenza psicologica individuale, online o in presenza, per comprendere se questa relazione può essere ricostruita o se serva prendere decisioni più definite e consapevoli. un caro saluto. Dott. Giulio Blasilli


Gentile utente, dalle sue parole emerge una sofferenza che sembra accompagnarla da molto tempo. Vivere per anni sentendosi respinto, non desiderato e privo di complicità all'interno della relazione può generare frustrazione, solitudine e un profondo senso di invisibilità. È importante sottolineare che il problema che descrive non riguarda soltanto la sfera sessuale. Lei parla della mancanza di condivisione, di vicinanza emotiva e del desiderio di sentirsi nuovamente parte di una coppia. Questi aspetti sono fondamentali per il benessere di una relazione. Dopo un periodo così lungo è comprensibile che abbia iniziato a interrogarsi sul futuro del vostro rapporto e che stia valutando altre possibilità. Prima di prendere decisioni che potrebbero avere conseguenze importanti, potrebbe essere utile chiedersi se tra voi ci sia ancora uno spazio di dialogo autentico. Ha avuto occasione di parlare con sua moglie non solo della mancanza di rapporti intimi, ma anche del dolore e della solitudine che questa situazione le provoca? Sarebbe altrettanto importante comprendere come lei viva questa distanza e quali siano le ragioni del suo rifiuto. Se entrambi foste disponibili, una terapia di coppia potrebbe rappresentare un'occasione per esplorare le dinamiche che negli anni hanno portato a questo allontanamento e valutare se vi siano le condizioni per ricostruire il rapporto. Se invece sua moglie non fosse interessata a intraprendere un percorso, potrebbe comunque essere utile per lei confrontarsi individualmente con uno psicologo, così da chiarire i propri bisogni, comprendere quali siano i suoi limiti e prendere decisioni coerenti con i propri valori e con il proprio benessere. Qualunque scelta deciderà di fare, è importante che non sia dettata soltanto dalla sofferenza del momento, ma maturi dopo una riflessione approfondita su ciò che desidera realmente per il suo futuro. Le auguro di riuscire a trovare la strada che le permetta di vivere relazioni più soddisfacenti e autentiche. Le mando un caloroso saluto Dott. Michele Basigli Perugia


Gentile Signore, La ringrazio per la sua sincerità. "Sentirsi invisibili" per dieci anni accanto alla persona che si ama è una ferita profonda, ed è assolutamente normale che oggi provi un forte nervosismo e una grande frustrazione. Il fatto che lei stia pensando a un'altra donna, pur amando sua moglie, non la rende una persona cattiva: è semplicemente il disperato bisogno di quell'"ossigeno" emotivo e fisico di cui è privato da troppo tempo. Tuttavia, aspettare le ha dimostrato che le cose non si risolvono da sole: i silenzi e la distanza tendono a cronicizzarsi e a diventare muri. Ha il diritto di vivere una relazione piena e di non sentirsi un semplice coinquilino. Le suggerisco due strade pratiche: - Proporre una terapia di coppia: per affrontare finalmente il non-detto e capire se ci sono i margini per ritrovare l'intimità perduta. - Iniziare un percorso individuale: qualora sua moglie rifiutasse, un supporto psicologico le servirà per gestire la frustrazione e capire, con lucidità, che direzione dare alla sua vita per tornare a essere sereno. Non rimanga fermo in questa situazione che la logora, un caro saluto.

Dott.ssa Laura Corbelli

Dott.ssa Laura Corbelli

psicologo clinico

Reggio Emilia

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Comprendo profondamente il dolore, la solitudine e la frustrazione che derivano dal sentirsi invisibili e respinti dalla persona che si ama, specialmente dopo aver aspettato con pazienza , a sua detta, per così tanti anni. A 55 anni è assolutamente legittimo desiderare una vita piena, fatta di complicità, affetto e una sessualità condivisa. Quando il rifiuto si protrae per così tanto tempo (due lustri sono un periodo estremamente lungo), si crea una dinamica di coppia in cui la distanza fisica diventa una distanza emotiva invalicabile, alimentando nervosismo e irascibilità in chi si sente rifiutato, e probabilmente un ulteriore irrigidimento in chi si allontana. Da una prospettiva psicologica e sessuologica, prima di prendere decisioni definitive sull'esterno, è fondamentale fare un ultimo e chiarissimo tentativo di comunicazione profonda ed esplicita. Spesso nelle coppie si parla molto delle cose da fare, ma si comunica poco su come ci si sente. dal mio punto di vista sarebbe utile indagare alcuni livelli e farvi leva in questo momento: 1. Comunicare dal proprio "Io" ( quindi Evitare l'accusa) Quando si affronta l'argomento, il rischio è quello di scivolare nella recriminazione ("Tu mi respingi", "Tu non mi cerchi"), che fa scattare l'immediata difesa dell'altro. La comunicazione efficace parte da ciò che provi tu: "Mi sento invisibile, mi manca la tua vicinanza e questo mi fa soffrire e mi rende irascibile perché ti amo e desidero una vita con te". Mostrare la propria vulnerabilità e il proprio dolore è spesso più potente del mostrare la propria rabbia. 2. Esplicitare questa sorta di bivio emotivo (Con totale onestà) Dopo dieci anni, è il momento di una comunicazione di massima trasparenza, senza minacce ma con ferma realtà. sua moglie ha bisogno di comprendere appieno la gravità della situazione e il fatto che sia arrivato a un punto di rottura. Condividere con lei che pur amando la vita con lei non riesce più a rinunciare a una dimensione di coppia e di intimità (al punto da valutare altre strade) non significa ricattarla, ma metterla di fronte alla realtà dei fatti. 3. Esplorare il significato del rifiuto Il rifiuto del contatto fisico può avere molteplici radici: cambiamenti ormonali legati alla menopausa, risentimenti accumulati e mai espressi, ansia da prestazione o semplicemente una perdita di sintonizzazione emotiva. Per ripartire, a volte è necessario fare piccoli passi: non cercare subito il rapporto completo, ma chiedere e offrire piccoli gesti di contatto non finalizzati al sesso (un abbraccio prolungato, tenersi per mano, una carezza), per abbassare le difese e ricostruire la sicurezza. Dal momento che questa situazione dura da molto tempo e le dinamiche si sono ormai cronicizzate, il mio consiglio professionale più vivo è quello di proporre una terapia di coppia o una consulenza sessuologica. Un professionista può aiutarvi a tradurre i vostri silenzi e le vostre difese in parole chiare, per capire se c'è ancora la volontà e la possibilità di ricostruire quel ponte di complicità che si è interrotto o se, dolorosamente, le vostre strade emotive si sono già separate. Merita di vivere una vita affettiva e intima soddisfacente; darsi la possibilità di chiarire questo nodo, con l'aiuto di un esperto, è il passo più rispettoso che può fare per se stesso e per la storia che avete costruito. se volete contattarmi mi occupo di questo. dott.ssa giusi vicino


Salve, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Quella che descrive è una situazione che può essere molto dolorosa, soprattutto quando si protrae per così tanto tempo. Sentirsi respinti dalla persona che si ama e percepire la mancanza di complicità, vicinanza e condivisione può alimentare un profondo senso di solitudine e di frustrazione. Il pensiero di cercare un'altra donna sembra esprimere il bisogno di ritrovare ciò che oggi sente mancare nella sua relazione: non soltanto l'intimità fisica, ma anche il sentirsi desiderato, riconosciuto e coinvolto nella quotidianità. Forse questo momento può rappresentare un'occasione per interrogarsi su quali siano oggi i bisogni e le aspettative di entrambi e se vi sia ancora uno spazio per un dialogo sincero. Dare un nome a ciò che si prova e comunicarlo con autenticità può essere un primo passo per comprendere meglio la direzione che desidera dare alla sua vita affettiva. Le auguro di riuscire a fare chiarezza su ciò che è più importante per lei e di prendere la decisione che senta più coerente con i suoi bisogni. Un cordiale saluto.


Gentile, la ringrazio per aver trovato il coraggio di condividere una parte così intima della sua vita. Dalle sue parole emerge una sofferenza che sembra accompagnarla da molti anni. Non parla soltanto della mancanza di rapporti sessuali, ma soprattutto del dolore di sentirsi respinto, invisibile e privato di quella vicinanza emotiva che rende una relazione un luogo di condivisione e di reciproco sostegno. Dopo così tanto tempo è comprensibile che dentro di lei convivano sentimenti diversi: l'amore che prova ancora per sua moglie, la delusione, la frustrazione, il senso di solitudine e il desiderio di sentirsi nuovamente visto e desiderato. Sono emozioni profonde, che meritano di essere ascoltate senza giudizio. Quando una distanza affettiva e fisica si protrae per anni, il rischio è che la sofferenza si trasformi in rabbia, irritabilità o rassegnazione. A volte si arriva persino a immaginare un'altra relazione, non solo per cercare un'intimità sessuale, ma per ritrovare quella sensazione di essere accolti, cercati e importanti per qualcuno. Prima di prendere decisioni che potrebbero avere conseguenze importanti, potrebbe essere utile provare a chiedersi se, all'interno della vostra relazione, esista ancora uno spazio autentico di dialogo. Talvolta dietro il rifiuto del contatto fisico si nascondono dinamiche relazionali, sofferenze personali o bisogni mai espressi che meritano di essere compresi, senza attribuire automaticamente colpe a uno dei due partner. Dopo due lustri di sofferenza, però, è altrettanto importante non dimenticare sé stesso. I suoi bisogni affettivi, emotivi e relazionali hanno valore e non devono essere messi da parte. Chiedersi che cosa desidera davvero per il suo futuro non significa smettere di amare sua moglie, ma iniziare ad ascoltare anche sé stesso. Un percorso psicologico individuale, o se entrambi lo desideraste una terapia di coppia, potrebbe offrirle uno spazio protetto in cui comprendere meglio ciò che sta vivendo, dare un significato al suo dolore e valutare con maggiore serenità quale direzione desidera prendere. Qualunque sarà la sua scelta, mi auguro che possa nascere dal rispetto dei suoi bisogni e non soltanto dalla sofferenza accumulata in questi anni. Un caro saluto, **Dott.ssa Alessia Mariosa** **Psicologa** **Ricevo anche online**


Buongiorno, le consiglio di avere una comunicazione aperta con sua moglie per capire cosa sta succedendo alla vostra coppia. Successivamente, non escluda la possibilità di rivolgersi ad un terapista di coppia per approfondire la vostra relazione. Un caro saluto dott.ssa Alessia Serio


Da quello che racconta emerge una sofferenza che sembra accompagnarla da molto tempo. Sentirsi rifiutato dalla persona che si ama, non percepire più vicinanza, complicità e condivisione può generare un profondo senso di solitudine, frustrazione e rabbia. È comprensibile che, dopo tanti anni, si senta stanco e combattuto. Allo stesso tempo, il desiderio di cercare un'altra relazione potrebbe rappresentare non solo un bisogno di intimità fisica, ma anche il tentativo di colmare un vuoto affettivo e relazionale che avverte da tempo. Prima di prendere una decisione così importante, potrebbe essere utile cercare di comprendere insieme a sua moglie cosa abbia portato a questa distanza e se esista ancora la possibilità di ricostruire un dialogo autentico. Quando la comunicazione è difficile o bloccata, un percorso di coppia può offrire uno spazio protetto in cui entrambi possano esprimere i propri bisogni e vissuti. Se sua moglie non fosse disponibile a intraprendere questo percorso, potrebbe comunque essere utile per lei rivolgersi a uno psicologo. Un percorso individuale può aiutarla a comprendere meglio ciò che prova, a gestire la sofferenza che sta vivendo e a riflettere con maggiore consapevolezza su quale scelta sia più coerente con i suoi bisogni, i suoi valori e il futuro che desidera costruire. Dott.ssa Chiara Avelli


La sua situazione va approfondita. Da quello che scrive non è possibile essere precisi nel proporre una soluzione funzionale. Mi contatti e ne parleremo. Dott. Agostino Marotti - psicologo e coach di formazione breve strategica (Perugia)


Sentirsi invisibili e rifiutati dalla persona che si ama, soprattutto per un tempo così prolungato, comporta un carico di solitudine, frustrazione e sofferenza davvero pesante. È del tutto comprensibile che la mancanza di intimità, di complicità e di condivisione quotidiana generi in Lei un senso di nervosismo e un profondo conflitto interiore tra il sentimento che prova e il bisogno legittimo di sentirsi desiderato e considerato come compagno. Un percorso di supporto psicologico può essere lo spazio giusto in cui fare chiarezza su quello che sta vivendo, comprendere a fondo i Suoi bisogni e valutare quali passi compiere per il Suo benessere, sia personale che di coppia.


Quello che descrive trasmette un senso di solitudine che sembra accompagnarla da molto tempo. Sentirsi respinti dalla persona che si ama, soprattutto quando il desiderio di vicinanza non riguarda solo la sfera sessuale ma anche la complicità, il dialogo e la condivisione, può essere molto doloroso. Il fatto che questa situazione duri da anni suggerisce che probabilmente non si tratta solo di un problema di intimità, ma di una distanza relazionale che merita di essere compresa. Prima di prendere decisioni importanti, come cercare un'altra relazione, potrebbe essere utile provare ad aprire un dialogo sincero con sua moglie, non limitandosi a parlare della sessualità, ma raccontandole come si sente: invisibile, solo, bisognoso di vicinanza e di ritrovare la coppia che un tempo eravate. Allo stesso tempo, è importante cercare di ascoltare anche il suo punto di vista, con curiosità e senza partire dall'idea di trovare un colpevole. Dietro un rifiuto possono esserci motivazioni molto diverse: fatiche personali, cambiamenti legati alla salute, vissuti emotivi, risentimenti accumulati o bisogni che non sono mai stati espressi. Dott.ssa Irene Canulli


hai provato a parlarle e a esprimerle quello che provi?


Buongiorno, quello che descrive non sembra riguardare solo la sessualità. Sembra soprattutto il dolore di chi, da anni, non si sente più visto, desiderato e scelto dalla propria compagna. Dopo dieci anni di distanza emotiva e fisica, è comprensibile che dentro di lei convivano amore, frustrazione e il desiderio di cercare altrove ciò che sente di non ricevere più. Prima di prendere una decisione così importante, però, le suggerirei di provare a comprendere cosa sia realmente accaduto alla vostra relazione. Molto spesso il calo del desiderio è il sintomo di qualcosa di più profondo, non il problema in sé. Se entrambi lo desiderate, una terapia di coppia potrebbe aiutarvi a capire se quel legame può essere ritrovato oppure se è arrivato il momento di separarsi con consapevolezza. In ogni caso, rimanere per anni in una relazione in cui ci si sente invisibili finisce quasi sempre per far soffrire entrambi. Dr. Giuseppe Mirabella


Buongiorno, avete pensato di provare a fare una terapia di coppia? Se sua moglie non fosse disponibile le consiglierei una psicoterapia individuale così da poter portare in un contenitore protetto il suo dolore e la sua sofferenza relativi a questa situazione così difficile. Cordiali saluti, dott.ssa Marianna Mansueto


Buongiorno, spesso i sintomi e le dinamiche di coppia non riguardano soltanto un membro della coppia, ma la relazione che si crea tra i due. Può accadere che si crei un equilibrio tra due partner in risposta a detereminati eventi che in quel momento risulta la miglior risposta che la coppia è in grado di dare, che però nel corso del tempo porta a rotture o rifiuto. Per questo vi suggerisco un colloquio con un/a terapeuta meglio se anche sessuologo/a per approfondire e valutare meglio il vostro caso. Un saluto, Antonio Pagni Fedi


Salve, ha avuto modo di analizzare le dinamiche e le motivazioni profonde alla base di questo allontanamento tra lei e sua moglie? Quando si percepisce la mancanza di sintonia con la propria partner, la sfera sessuale è spesso solo il sintomo visibile di un'incomunicabilità o di una frattura avvenuta su più livelli della relazione. Potrebbe essere prezioso ritagliarsi un momento di confronto aperto e sincero. Dialogare con chiarezza vi permetterà di valutare se esistano i presupposti e le motivazioni condivise per ricucire il vostro legame, oppure se sia più funzionale prendere in considerazione un percorso di distacco.


Buonasera, dalle sue parole emerge una sofferenza che sembra andare ben oltre la mancanza di rapporti sessuali. Mi colpisce quando scrive: "Mi manca una compagna". È una frase che parla di vicinanza, condivisione, riconoscimento, prima ancora che di desiderio. Dopo dieci anni di distanza emotiva e fisica è comprensibile sentirsi soli all'interno della propria relazione. Quando una persona si sente costantemente respinta, può finire per vivere quel rifiuto come una ferita al proprio valore, e questo può trasformarsi in rabbia, irritabilità e nel desiderio di cercare altrove ciò che da tanto tempo manca. Allo stesso tempo, mi chiedo se in questi anni siate riusciti a parlare davvero di ciò che sta accadendo tra voi. Non tanto del sesso, ma del significato che questa distanza ha assunto per entrambi. Spesso il rifiuto del contatto fisico è l'espressione di qualcosa di più profondo nella relazione, e comprenderne le ragioni è fondamentale prima di decidere quale strada intraprendere. Lei scrive di aver aspettato dieci anni sperando che qualcosa cambiasse. Forse oggi è arrivato il momento di chiedersi non solo quanto ancora riesca ad aspettare, ma anche quale tipo di relazione desideri vivere nei prossimi anni. Restare in un legame così doloroso e cercare contemporaneamente un'altra persona rischierebbe di aggiungere ulteriore sofferenza a una situazione già molto complessa. Se c'è ancora la volontà di comprendere cosa sia accaduto tra voi, una psicoterapia di coppia potrebbe offrire uno spazio in cui affrontare questa distanza. Se invece sua moglie non fosse disponibile o la relazione fosse ormai emotivamente conclusa, credo sia importante interrogarsi con sincerità sul futuro del vostro matrimonio, prima di cercare una risposta in un'altra relazione. Perché nessuna nuova storia potrà colmare davvero il bisogno più profondo che emerge dalle sue parole: quello di sentirsi visto, scelto e accolto dalla persona con cui condivide la propria vita.


Buongiorno, ha mai provato a chiedere a sua moglie i motivi di questo allontanamento emotivo e fisico? Sarebbe anche utile, per avere un contesto più chiaro, sapere se ricorda un evento particolare che potrebbe aver dato inizio a questa situazione. Cordiali saluti


Buonasera, avete avuto modo di parlare di quello che stava accadendo? a volte l'attesa necessita di un lavoro parallelo di riscoperta del dialogo...


Gentile utente di mio dottore, lei è portatore di una istanza di coppia, ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui riportate. Ne parli anche con sua moglie, sarebbe una occasione evolutiva per entrambi. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara


Gentile utente, Da ciò che racconta emerge una sofferenza che sembra accompagnarla da molto tempo. Sentirsi respinti dalla persona che si ama, soprattutto quando questo accade per anni, può generare sentimenti di solitudine, frustrazione, rabbia e un profondo senso di invisibilità. È comprensibile che, dopo così tanto tempo, si trovi a interrogarsi sul futuro della sua relazione. Al di là della dimensione sessuale, mi sembra che ciò che le manchi maggiormente sia la vicinanza emotiva: sentirsi visto, desiderato, ascoltato e condividere la quotidianità con sua moglie. Spesso, infatti, il desiderio fisico è strettamente legato al bisogno di sentirsi emotivamente connessi all'altro. Il pensiero di cercare un'altra donna potrebbe rappresentare il tentativo di colmare bisogni affettivi e relazionali rimasti a lungo insoddisfatti. Prima di prendere una decisione così importante, potrebbe essere utile chiedersi se tra voi ci sia ancora uno spazio di dialogo autentico, in cui entrambi possiate esprimere bisogni, fatiche ed emozioni senza sentirvi giudicati. Se questo dialogo è diventato difficile o sembra impossibile, un percorso di terapia di coppia potrebbe offrire un contesto protetto in cui comprendere cosa sia accaduto nel tempo alla vostra relazione e se esistano ancora le condizioni per ricostruire un legame soddisfacente per entrambi. Qualora sua moglie non fosse disponibile, anche un percorso individuale potrebbe aiutarla a fare chiarezza sui suoi bisogni, sui suoi limiti e sulle scelte che desidera compiere per il suo benessere. Le auguro di poter trovare uno spazio in cui sentirsi ascoltato e di riuscire a prendere una decisione che sia il più possibile consapevole e rispettosa sia di sé stesso sia della relazione che ha costruito in questi anni. Un cordiale saluto.

Dott.ssa Giulia Ardita

Dott.ssa Giulia Ardita

psicologo clinico

Catania

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Caro utente, leggendo il suo messaggio mi ha colpito una frase in particolare: "mi manca una compagna". Ho la sensazione che la sua sofferenza non riguardi soltanto la sfera sessuale, ma anche il bisogno di sentirsi visto, desiderato e di ritrovare quella complicità che racconta di aver perso nel tempo. Non ci dice da quanto state insieme, se avete già provato a parlarne apertamente o se avete mai pensato di intraprendere un percorso di terapia di coppia. Sono informazioni importanti per comprendere meglio la vostra storia. Mi racconta che questa situazione va avanti da circa dieci anni. È un tempo molto lungo e comprendo quanto possa essere frustrante aver atteso così tanto nella speranza che qualcosa cambiasse. Scrive anche di stare pensando di trovare un'altra donna. Più che giudicare questa possibilità, mi domanderei cosa rappresenti per lei: il desiderio di un'altra persona o, forse, il desiderio di tornare a sentirsi desiderato, accolto e in relazione con qualcuno. Prima di prendere una decisione così importante, credo possa essere utile concedersi uno spazio di confronto, individuale o di coppia. Anche relazioni che attraversano lunghi periodi di distanza emotiva possono ritrovare nuove modalità di incontro, purché entrambi siano disponibili a mettersi in gioco. Un caro saluto.


Gentile utente, grazie per aver condiviso una parte così delicata della sua storia. Da ciò che racconta, noto che la sofferenza principale non deriva dal semplice rifiuto fisico, ma da una conseguente distanza emotiva, e dal sentirsi invisibile e solo all’interno della relazione. È comprensibile che, dopo così tanto tempo, il dolore si sia trasformato anche in rabbia e frustrazione. Capisco che in questi anni abbia sperato in un cambiamento; tuttavia, quando una dinamica di coppia si consolida per molto tempo, difficilmente evolve in maniera spontanea. Il vero cambiamento nasce generalmente dalla disponibilità di entrambi a guardare insieme ciò che sta accadendo: se entrambi desiderate tentare di recuperare il rapporto, è fondamentale creare uno spazio di dialogo in cui ciascuno possa esprimere i propri bisogni senza sentirsi accusato. Qualora ciò non fosse più possibile in autonomia, un percorso di coppia può aiutare a comprendere i fattori scatenanti di questa distanza e soprattutto se esistono le condizioni per ricostruire il legame. Se invece sua moglie non fosse disponibile ad intraprendere un percorso insieme, potrebbe essere comunque utile iniziare un lavoro individuale. Le consentirebbe di affrontare questa situazione con maggiore lucidità, attribuendo valore ai propri bisogni e valutando, con il tempo, quale direzione sia più rispettosa per entrambi. Le auguro di trovare uno spazio in cui non debba più sentirsi invisibile. Un caro saluto, Dott.ssa Simona Accardo

Dott.ssa Simona Accardo

Dott.ssa Simona Accardo

psicologo

Pomigliano d'Arco

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Buongiorno, avete mai fatto terapia di coppia? Un saluto cordiale Dott.ssa Marzia Sellini


Gentile Amico, che situazione difficile state vivendo. Ci sarebbero tante cose che vorrei chiedervi: ascoltare sua moglie, i suoi motivi, e poi lei, il suo desiderio di un abbraccio, di condividere con sua moglie affetto ed emozioni. il sesso è solo un sintomo di un malessere più profondo, di una difficoltà a incontrarsi. Avete mai pensato a una terapia di coppia? Magari con il modello Emotionally Focused Therapy? con i migliori auguri, dr. Ventura


Gentile utente, comprendo questa forte frustrazione e malessere; un altro passo potrebbe essere quello di valutare la terapia di coppia. Dott.ssa Psicologa Pinessi Giorgia


Gentile utente, la ringrazio per aver scritto. Dal suo messaggio si sente chiaramente quanto sia pesante e faticoso vivere da ben dieci anni dentro un matrimonio in cui ci si sente messi da parte, non desiderati e invisibili. Il fatto che oggi lei sia nervoso e irascibile è del tutto normale: è la reazione umana di chi da troppo tempo non riceve più affetto e contatto fisico. Anche il pensiero di cercare un'altra donna non deve farla sentire in colpa, ma è il segnale chiaro di un bisogno di vicinanza che chiede di essere ascoltato. Lei ha scritto di aver aspettato sperando che le cose cambiassero. Purtroppo, dopo dieci anni, è evidente che l'attesa e il silenzio non bastano più. A questo proposito, è importante considerare un aspetto fondamentale: per la maggior parte delle donne, la sfera sessuale e il desiderio non viaggiano mai da soli, ma sono strettamente legati all'intesa emotiva e quotidiana. Se una donna si sente sintonizzata, sostenuta e capita nel rapporto di tutti i giorni, l'intimità ne è la naturale conseguenza; se invece quel legame profondo si incrina o si interrompe, il corpo è spesso il primo a ritrarsi e a bloccare ogni contatto. Il rifiuto fisico, quindi, è a volte il sintomo di qualcosa di non detto o non risolto nella relazione. Nel caso di sua moglie questa ovviamente è solo un’ipotesi visto che non so nulla del suo punto di vista. In ogni caso, se tra voi c'è ancora l'interesse di entrambi a ritrovare una vita di coppia vera e appagante per entrambi, la strada migliore è smettere di aspettare da soli e rivolgersi insieme a uno psicologo o a uno psicologo sessuologo per fare terapia di coppia. Un esperto potrà aiutarvi a capire cosa ha bloccato il vostro desiderio e se ci sono i presupposti per riavvicinarvi. A 55 anni lei ha tutto il diritto di non sentirsi più solo e di tornare a vivere una relazione serena. È il momento di fare un passo concreto per la sua felicità. Un caro saluto e buona fortuna!


Buongiorno, potrebbe valutare di proporre a sua moglie di intraprendere una terapia di coppia con un professionista. Qualora non ci fosse motivazione da entrambe le parti, potrebbe valutare di iniziare un percorso psicologico individuale che potrebbe portarla a comprendere meglio il suo funzionamento, anche dal punto di vista relazionale e affettivo. Se avesse bisogno sono a sua disposizione in presenza o online, per una terapia di tipo relazionale integrata, con il supporto di varie tecniche personalizzate in base al paziente, ai suoi bisogni ed obiettivi con evidenza scientifica. Dott.ssa Susanna Scainelli


Gentile Utente, due lustri sono un tempo molto lungo per convivere con un senso di rifiuto e di solitudine nella coppia. È comprensibile che oggi si senta frustrato, arrabbiato e che inizi a interrogarsi sul futuro della vostra relazione. Più che chiedersi se cercare un'altra donna, forse potrebbe essere utile chiedersi se tra voi ci sia ancora uno spazio in cui poter parlare apertamente di ciò che è accaduto in questi anni e dei bisogni di entrambi. Dietro il rifiuto dell'intimità possono esserci motivazioni molto diverse, che meritano di essere comprese, non solo subite. Se il dialogo è diventato impossibile, un percorso di terapia di coppia potrebbe offrire un luogo protetto per capire se e come ricostruire la relazione o affrontare con maggiore consapevolezza le scelte future. Dott.ssa Silvia Falqui Psicologa Psicoterapeuta silviafalqui.it

Dott.ssa Silvia Falqui

Dott.ssa Silvia Falqui

psicologo

Quartu Sant'Elena

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Buonasera, da ciò che racconta emerge una sofferenza che dura da molto tempo. Sentirsi rifiutati, invisibili o non desiderati dalla persona che si ama può generare tristezza, rabbia, frustrazione e un profondo senso di solitudine. Quando nella coppia vengono meno la vicinanza emotiva, la condivisione e l’intimità, il problema raramente riguarda solo la sfera sessuale: spesso diventa difficile sentirsi visti, ascoltati e riconosciuti dall’altro. Prima di prendere decisioni importanti, potrebbe essere utile cercare uno spazio di confronto, individuale o di coppia, che vi aiuti a comprendere cosa è accaduto nel tempo tra voi, quali bisogni sono rimasti inascoltati e se esistono ancora possibilità di incontro reciproco. Dopo tanti anni di sofferenza, merita di non restare solo con questo peso. Un caro saluto.


Salve, da psicologa e psicoterapeuta i.f., sento di dirle che in una coppia sono normali periodi di avvicinamento ed allontanamento, il suo sentirsi invisibile e, successivamente, rabbioso sento dipenda dal fatto che la situazione va avanti da tempo. Nella vostra coppia c'è dialogo e condivisione? Lei e sua moglie riuscite a parlarvi e a confrontarvi sul perchè di questo "rifiuto"? L'aspetto sessuale è uno dei pilastri che tiene in piedi una coppia ma quando viene a mancare non è mai casuale, ci sono degli aspetti più profondi che generano il distacco sia da parte di uno solo dei partner che entrambi. Potrebbe provare a comunicare a sua moglie come si sente, sento che è importante provare a trovare uno spazio di condivisione e dialogo aperto per entrambi, qualora da soli sentite di non riuscire, valutate l'idea di intraprendere un percorso di coppia. In ogni caso in bocca al lupo, un caro saluto!


Buongiorno, grazie per aver condiviso una parte così delicata della sua vita. Da quello che racconta in questo piccolo spazio, emerge una sofferenza che dura da molto tempo: sentirsi respinto dalla persona che si ama può far nascere solitudine, frustrazione e il timore di non essere più visto o desiderato. Comprendo l'interrogarsi sul futuro della sua relazione, ma potrebbe essere utile provare a comprendere insieme a sua moglie, se possibile, cosa abbia portato la vostra coppia a questa distanza. Se il dialogo è diventato difficile, un percorso di coppia o uno spazio individuale potrebbero aiutarla a fare chiarezza sui suoi bisogni e su ciò che desidera davvero per il suo futuro. Le auguro di ritrovare la sua serenità.


Salve, Sicuramente quello che lei vive è molto frustrante. Ha provato però a parlane apertamente con sua moglie? Magari capire se e quali motivazioni ci sono alla base del suo rifiuto, potrebbe aiutarvi a superare questo momento di difficoltà. Spero di esserle stata utile e resto a sua disposizione, Dott.ssa Maryviol De Bernardi


Ciao, il problema non sembra essere solo la mancanza di rapporti sessuali, ma una distanza emotiva che va avanti da molto tempo. Quando una persona si sente rifiutata continuamente, spesso non vive più solo il gesto del rifiuto, ma inizia a sentirsi non vista, non scelta, non importante. Dall’altra parte però bisogna capire cosa è successo nella vostra coppia: dopo dieci anni di questa dinamica, probabilmente non basta più aspettare che qualcosa cambi da solo. Il desiderio e la complicità non si recuperano con la pressione o con la ricerca di conferme, ma attraverso un nuovo modo di comunicare e di incontrarsi. La domanda ora non è solo "trovo un’altra donna?", ma capire se dentro questa relazione c’è ancora uno spazio in cui entrambi volete investire. Hai provato a parlarle non solo della mancanza di sesso, ma della tua solitudine e del tuo bisogno di sentirti nuovamente suo compagno? Prima di prendere decisioni importanti, forse sarebbe utile fare chiarezza su cosa è rimasto tra voi e su cosa invece si è perso. Un percorso di coppia potrebbe aiutarvi a capire se c’è ancora qualcosa da ricostruire o se state semplicemente trascinando una situazione che vi fa soffrire entrambi. Se ti va di approfondire scrivimi

Dott. Nicola Nacca

Dott. Nicola Nacca

psicologo

Macerata Campania

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Gentile Paziente, la mancanza di condivisione e contatto nella coppia è di frequente motivo di scontri e allontanamenti. In situazioni come quella che descrive potrebbe essere d'aiuto, a lei e a sua moglie, un percorso di supporto psicologico alla coppia che vi permetta di esprimere liberamente i vostri rispettivi bisogni con l'obiettivo di migliorare la qualità della vostra relazione.

Dott. Marco Leone

Dott. Marco Leone

psicoterapeuta

Cagliari

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ciao, mi spiace per la situazione che stai vivendo, capisco il senso di smarrimento e abbadono. Tuttavia ho delle domande: la lontananza di tua moglie è dovuta a qualcosa? Avete attraversato delle difficoltà di qualche tipo prima di arrivare a questo punto? Avete provato a parlarne? Il consiglio che posso dare è parlarne insieme e valutare il coinvolgimento di un professionista prima di pensare di cercare un'altra persona. Ci avete già provato? Se hai/avete bisogno, sono qui.


Buongiorno, dalle sue parole emerge una sofferenza che sembra accompagnarla da molto tempo. Sentirsi respinto dalla persona che si ama, non sentirsi più cercato e vivere la sensazione di essere invisibile può generare un profondo senso di solitudine, oltre a rabbia e frustrazione. Più che concentrarsi esclusivamente sull'assenza di intimità, mi domanderei cosa sia accaduto nella vostra relazione negli anni perché si arrivasse a questa distanza. Spesso il rifiuto fisico è anche il modo in cui una coppia esprime un disagio relazionale più ampio, fatto di bisogni non ascoltati, emozioni non condivise e modalità di comunicazione che, nel tempo, possono irrigidirsi. Il desiderio di cercare un'altra donna è comprensibile se letto come espressione del bisogno di sentirsi nuovamente visto, desiderato e riconosciuto. Prima di prendere una decisione così importante, però, potrebbe essere utile chiedersi se tra voi esista ancora uno spazio in cui parlare apertamente di ciò che entrambi state vivendo e se ci sia una disponibilità reciproca a comprendere come si sia costruita questa distanza. Se entrambi foste disponibili, un percorso di terapia di coppia potrebbe offrire un contesto protetto per esplorare queste dinamiche e capire se sia possibile ricostruire un dialogo e una nuova vicinanza. Qualora sua moglie non desiderasse intraprendere questo percorso, anche un confronto individuale potrebbe aiutarla a comprendere più a fondo i suoi bisogni e a orientare con maggiore consapevolezza le scelte che la attendono. Spero di esserle stato di supporto e le auguro una buona giornata.


Gentile Signore, grazie per aver condiviso qualcosa di così delicato. Quello che descrive è una ferita che pesa doppiamente quando la si porta in silenzio per così tanto tempo. Spesso, quando in una coppia il corpo si allontana, non è solo il corpo a parlare: è un modo per segnalare qualcosa che non ha ancora trovato parole tra voi due, una distanza emotiva, un cambiamento non condiviso, un dolore non detto da entrambe le parti. Due lustri sono un tempo lungo per un'attesa silenziosa, ed è comprensibile che questo abbia eroso anche la sua serenità quotidiana. Prima di decidere dove cercare ciò che le manca, forse la domanda più utile non è "cosa devo fare io", ma "cosa rappresenta oggi questa distanza tra noi due", e se c'è ancora spazio, tra voi, per chiedervelo insieme. Un caro saluto, Dott.ssa Ioana Cristina Toma


Ha provato a parlarle prima ancora di cercare un contatto fisico? Potrebbe esserci un problema che sua moglie non le sta mostrando o di cui non riesce a parlarle, provi a chiederglielo. Se le manca una compagna e con sua moglie non funziona più, però, il tradimento non è la soluzione. Cerchi prima di terminare la relazione in cui sta, anche se la ama, poi potrà cercare un'altra donna. Diversamente la situazione con la sua attuale moglie potrebbe solo peggiorare. Grazie per aver chiesto


Salve, il logoramento emotivo che descrive merita profondo rispetto. Convivere per dieci anni con il rifiuto fisico e la sensazione di non essere visti dal partner è doloroso: la sua solitudine e la sua irritabilità sono reazioni del tutto umane a una prolungata mancanza di affetto e complicità. A 55 anni, il suo desiderio di una compagna e di una quotidianità condivisa è pienamente legittimo e una distanza così radicata è complessa da risolvere aspettando un cambiamento. Valutate insieme una terapia di coppia per capire se sia possibile ricostruire il legame o separarsi con rispetto. Se sua moglie dovesse rifiutare, un supporto psicologico individuale aiuterà lei a fare chiarezza e a prendere le decisioni migliori per il suo futuro. Le auguro sinceramente di poter ritrovare la serenità e lo spazio d'ascolto di cui ha bisogno.


Quello che descrivi sembra essere una sofferenza che si è protratta nel tempo. Sentirsi respinti, invisibili e privi di quella complicità che dà significato alla relazione può generare frustrazione, tristezza e un profondo senso di solitudine. Mi colpisce il fatto che tu dica di aver aspettato per molti anni, sperando che qualcosa cambiasse. Forse, più che chiederti se sia giusto o sbagliato cercare altrove ciò che oggi ti manca, potrebbe essere utile domandarti se questa relazione risponde ancora ai bisogni fondamentali di entrambi e se c'è ancora la volontà reciproca di affrontare questa distanza. Prima di prendere una decisione che potrebbe avere conseguenze importanti, potrebbe essere prezioso concederti uno spazio per comprendere meglio ciò che stai vivendo, cosa desideri davvero e quali possibilità esistono per il vostro rapporto. Se senti il bisogno di approfondire questi aspetti, puoi contattarmi per un consulto.


Buongiorno. Colpisce leggere che questa situazione non duri da qualche mese, ma da dieci anni. È un tempo molto lungo in cui convivere con la sensazione di essere respinto e di non riuscire più a ritrovare quella vicinanza che desidera. Nel suo messaggio non emerge solo la mancanza di intimità fisica. Mi sembra che a pesarle ancora di più sia sentirsi invisibile agli occhi di sua moglie: scrive che le mancano la complicità, la condivisione e una compagna con cui vivere la quotidianità. Quando questi aspetti vengono meno, è comprensibile che possano comparire rabbia, frustrazione e il desiderio di cercare altrove ciò che si sente di non ricevere più. Pensare a un'altra donna, in questo contesto, potrebbe essere meno il segno della fine dell'amore e più l'espressione di un bisogno profondo di sentirsi nuovamente visto, desiderato e coinvolto in una relazione viva. Vale la pena interrogarsi su questo prima di prendere decisioni importanti. Sarebbe utile chiedersi se, in questi anni, sua moglie abbia mai espresso cosa vive rispetto a questa distanza. Non per cercare un colpevole, ma per capire se esista ancora uno spazio di dialogo. A volte dietro un rifiuto prolungato possono esserci motivazioni molto diverse, che meritano di essere ascoltate senza essere date per scontate.Se entrambi foste disponibili, un percorso di coppia potrebbe offrire uno spazio protetto per comprendere cosa sia accaduto nel tempo tra voi. Se invece sua moglie non desiderasse intraprenderlo, potrebbe essere comunque prezioso concedersi uno spazio personale in cui esplorare ciò che questa lunga attesa ha significato per lei e quale direzione desidera dare oggi alla sua vita. Dopo dieci anni di sofferenza, credo sia importante non continuare soltanto ad aspettare che qualcosa cambi da sé. Qualunque scelta farà, merita di nascere da una maggiore chiarezza sui suoi bisogni e sui limiti della relazione, più che dalla sola stanchezza di sentirsi solo pur essendo in coppia.


Buonasera, nelle tue parole si sente quanto sia doloroso, e quanto a lungo tu abbia cercato di aspettare, sperare e mantenere vivo qualcosa che per te è ancora importante. Sentirsi rifiutati, non desiderati e soprattutto invisibili proprio dalla persona con cui si è scelto di condividere la propria vita può generare una profonda solitudine, oltre a rabbia, nervosismo e frustrazione. Dopo così tanti anni è comprensibile chiederti se abbia ancora senso aspettare un cambiamento e, allo stesso tempo, sentire il bisogno di ritrovare affetto, complicità, vicinanza e condivisione. Forse, prima ancora di decidere se cercare un’altra donna o quale direzione dare al vostro rapporto, potrebbe essere importante fermarti ad ascoltare ciò che questa situazione sta raccontando di te, dei tuoi bisogni e di ciò che oggi non riesci più a sostenere. Un percorso psicologico potrebbe offrirti uno spazio in cui poterlo fare senza giudizio, comprendendo meglio ciò che provi e aiutandoti a orientarti verso una scelta che sia realmente consapevole e rispettosa di te. Un caro saluto, Dott. Fabio Mallardo Psicologo-Psicoterapeuta


Buongiorno, quando scrive "mi manca una compagna", sembra descrivere un bisogno più ampio: sentirsi visto, desiderato, coinvolto nella quotidianità e nella relazione. La mancanza di complicità e di vicinanza emotiva può essere dolorosa quanto quella dell'intimità fisica. Racconta anche di aver aspettato a lungo, nella speranza che qualcosa cambiasse. Due lustri rappresentano un tempo significativo, ed è comprensibile che oggi si senta stanco, frustrato e combattuto. Il pensiero di cercare un'altra relazione potrebbe essere letto non solo come il desiderio di un'altra donna, ma anche come l'espressione del bisogno di sentirsi nuovamente accolto, desiderato e riconosciuto. Prima di prendere decisioni importanti, potrebbe essere utile chiedersi se tra voi ci sia ancora uno spazio in cui parlare apertamente di ciò che sta accadendo, cercando di comprendere anche il punto di vista di sua moglie. Talvolta il rifiuto dell'intimità può avere significati diversi e non sempre coincide con la mancanza di affetto o di interesse per il partner. Comprenderne le ragioni richiede però la disponibilità di entrambi al dialogo. Allo stesso tempo, è importante che anche il suo vissuto trovi spazio. Sentirsi invisibili all'interno della propria relazione può incidere profondamente sull'autostima, sull'umore e sul modo di vivere il rapporto. I suoi bisogni di vicinanza, affetto e condivisione sono legittimi e meritano di essere ascoltati. Se il dialogo tra voi è diventato difficile o sembra essersi interrotto da tempo, potrebbe essere utile valutare un confronto con un professionista, individualmente o, se entrambi foste disponibili, come coppia. Avere uno spazio neutrale può favorire una comunicazione diversa e aiutare a comprendere se esistono ancora possibilità di ricostruire la relazione o se, invece, i vostri bisogni hanno preso direzioni differenti. Le auguro di riuscire a trovare un modo per dare voce a questa sofferenza senza restare solo con il peso che porta da così tanto tempo. Indipendentemente dall'evoluzione del rapporto, è importante che le decisioni future nascano da una riflessione consapevole e da un dialogo il più possibile autentico con sé stesso e con sua moglie. Cordialmente


Grazie per averlo raccontato così chiaramente. Dieci anni cambiano molto il significato di quello che descrivi: non sembra più soltanto una fase di calo del desiderio, ma una relazione nella quale da molto tempo ti senti solo pur essendo in coppia. Da quello che scrivi, inoltre, il problema non è semplicemente che tua moglie non vuole essere toccata o che tu desideri avere rapporti sessuali. Dici qualcosa di più profondo: «mi manca una compagna». Ti mancano complicità, condivisione, sentirti cercato, emozioni quotidiane vissute insieme. Il desiderio sessuale sembra essere anche il luogo nel quale senti maggiormente tutta questa distanza. C'è però un punto importante: tua moglie ha pieno diritto di non desiderare il contatto fisico, e continuare a cercarla quando manifesta di non voler essere sfiorata rischia di aumentare ulteriormente la sua chiusura. Allo stesso tempo, tu hai diritto a riconoscere che una relazione priva per anni di intimità, reciprocità e vicinanza può non essere più una relazione nella quale riesci a vivere bene. Rispettare il suo limite non significa dover rinunciare indefinitamente ai tuoi bisogni. La tua irritabilità mi sembra quindi qualcosa da ascoltare, non da usare contro di lei. Probabilmente contiene frustrazione, rifiuto, solitudine e forse anche rabbia per il tempo trascorso aspettando che qualcosa cambiasse. Ma dopo dieci anni, continuare semplicemente ad aspettare rischia di diventare una scelta essa stessa. Prima di cercare un'altra donna, però, proverei a fare una cosa diversa: mettere finalmente sul tavolo il matrimonio, non il sesso. Non chiederle ancora una volta di avvicinarsi fisicamente, ma parlarle della relazione nel suo complesso. Dirle, senza minacciarla, che la ami ma che non riesci più a vivere così; che non vuoi costringerla a desiderarti, ma neppure fingere che per te questa situazione sia sostenibile. E soprattutto chiederle una cosa molto concreta: lei desidera ancora costruire una relazione di coppia con te? Se la risposta fosse sì, allora avrebbe senso capire insieme cosa è accaduto fra voi e, se necessario, affrontarlo con una terapia di coppia. Se invece non volesse affrontare l'argomento, non riconoscesse il problema o ti dicesse sostanzialmente che per lei la relazione può continuare esattamente così, avresti davanti un'informazione dolorosa ma fondamentale. Non potresti più basare i prossimi anni sulla speranza che prima o poi cambi. Quanto all'altra donna: capisco perché ci stai pensando. Dopo anni nei quali ti senti invisibile, essere nuovamente desiderato potrebbe sembrarti ossigeno. Ma una relazione parallela rischierebbe anche di spostare il problema senza risolverlo: anziché decidere cosa vuoi fare del tuo matrimonio, entreresti in una seconda relazione mentre la prima rimane sospesa. A 55 anni la domanda forse non è «quanto ancora devo aspettarla?», ma «se nulla cambiasse, sarei disposto a vivere così altri cinque o dieci anni?». E subito dopo ce n'è un'altra ancora più importante: «amo mia moglie, oppure amo mia moglie e desidero ancora la vita di coppia che potremmo avere insieme?» Sono due cose diverse. Se vuoi, possiamo ragionarci insieme senza partire subito dall'idea di separarti o di trovare un'altra donna. Possiamo provare a capire che cosa è successo tra voi in questi dieci anni e perché tua moglie è arrivata a rifiutare persino di essere sfiorata da te. Questo potrebbe cambiare parecchio la lettura della situazione.

Dott. Fabio Nenci

Dott. Fabio Nenci

psicologo clinico

San Maurizio Canavese

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Dieci anni di distanza fisica ed emotiva lasciano un vuoto che è comprensibile non voler più sostenere in silenzio, ma prima di orientarsi verso una scelta come cercare un'altra persona può valere la pena capire cosa abbia davvero allontanato sua moglie: spesso non si tratta di mancanza di desiderio verso di lei, quanto di un accumulo di incomprensioni, ferite o cambiamenti mai affrontati apertamente nella coppia. Aprire un confronto diretto e non accusatorio su cosa sia successo in questi anni, magari con l'aiuto di un percorso di coppia, permette di capire se esista ancora la possibilità di ricostruire complicità, prima di considerare che l'unica strada sia allontanarsi. Qualunque sia la scelta finale, arrivarci con chiarezza aiuta a evitare rimpianti su entrambi i fronti.


Quello che descrive sembra essere diventato, nel tempo, molto più di un problema di intimità sessuale: parla di distanza, mancanza di condivisione, solitudine dentro la relazione e del sentirsi non più riconosciuto come partner. Dopo molti anni in questa situazione è comprensibile che emergano rabbia, frustrazione e anche il pensiero di cercare altrove ciò che sente di non trovare più nel rapporto. Prima di prendere decisioni importanti, però, potrebbe essere utile capire cosa è accaduto tra voi e se esiste ancora uno spazio reale per ricostruire una relazione di coppia, non soltanto una convivenza. Un percorso psicologico, individuale o di coppia se sua moglie fosse disponibile, può aiutare a chiarire bisogni, aspettative e possibilità concrete, evitando di rimanere ancora a lungo in una situazione che le provoca sofferenza.


Buongiorno, dalle sue parole arriva molto chiaramente la sofferenza di sentirsi rifiutato, non desiderato e, soprattutto, non più visto all’interno della propria relazione. Quando dice “mi sento invisibile”, credo che sia importante soffermarsi proprio su questo: spesso la mancanza di intimità sessuale non riguarda soltanto il sesso, ma può finire per essere vissuta come una mancanza di vicinanza, di riconoscimento e di complicità. Comprendo anche la frustrazione che può provare dopo aver aspettato due anni nella speranza che qualcosa cambiasse. Allo stesso tempo, prima di decidere di cercare un’altra persona, potrebbe essere importante provare a comprendere cosa sia accaduto tra voi e se esista ancora uno spazio in cui entrambi abbiate voglia di lavorare sulla relazione. Il desiderio non può essere imposto e sua moglie ha il diritto di non voler essere toccata; allo stesso tempo, anche il suo bisogno di affetto, intimità e condivisione è legittimo e non dovrebbe essere continuamente messo da parte. La questione, quindi, non è stabilire chi dei due abbia “ragione”, ma capire se oggi riuscite ancora a incontrarvi e a parlarvi realmente di ciò che vi sta succedendo. Prima di cercare una relazione fuori dal matrimonio, potrebbe essere utile chiedersi: ho ancora desiderio di recuperare il rapporto con mia moglie? Lei è disponibile a confrontarsi su questa distanza? Cosa ci ha portati fino a qui? E cosa significa per me sentirmi desiderato e amato? Un percorso psicologico, individuale o eventualmente di coppia, potrebbe offrirvi uno spazio protetto per affrontare questi aspetti senza trasformare ogni confronto in un’ulteriore occasione di conflitto. E anche se alla fine dovesse emergere che la relazione non può più essere quella di prima, arrivarci attraverso una maggiore consapevolezza potrebbe aiutarla a fare una scelta che non nasca soltanto dalla rabbia, dalla solitudine o dal bisogno urgente di sentirsi nuovamente desiderato. Dopo due anni di sofferenza, credo che lei meriti soprattutto di non rimanere ancora da solo dentro a questa situazione.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.