Mia moglie mi respinge, non vuole essere più sfiorata da me, io la desidero sempre e la cerco. Tra n

Mia moglie mi respinge, non vuole essere più sfiorata da me, io la desidero sempre e la cerco. Tra noi non c'è più complicità e condivisione. Sentirmi invisibile mi rende nervoso e irascibile. Mi mancano emozioni condivise di vita quotidiana e mi manca una compagna. L'amo ma sto seriamente pensando di trovare un altra donna. Questo succede da due lustri. L'ho aspettata, pensavo cambiasse qualcosa. Ho 55 anni. Grazie.

3 risposte


Buongiorno, dalle sue parole emerge una solitudine affettiva che dura da molti anni. Non sembra mancarle soltanto la sessualità: le mancano la complicità, la condivisione quotidiana e la sensazione di avere accanto una compagna. Amare sua moglie e, nello stesso tempo, sentirsi respinto e invisibile può alimentare rabbia, amarezza e un profondo senso di distanza. È possibile che tra voi si sia consolidato un circolo doloroso: lei cerca il contatto per sentirsi nuovamente vicino a sua moglie, mentre sua moglie risponde allontanandosi; il suo rifiuto aumenta la sofferenza e la spinge a cercarla ancora. Questo movimento, ripetuto nel tempo, può rendere ogni avvicinamento carico di tensione per entrambi. La sua irritabilità racconta quanto questa situazione la stia facendo soffrire. È importante che la rabbia possa trovare parole e uno spazio di elaborazione, affinché non diventi pressione nei confronti di sua moglie o risentimento sempre più difficile da contenere. Anche il pensiero di cercare un’altra donna merita di essere compreso: può rappresentare il desiderio di tornare a sentirsi visto, desiderato e parte di una relazione viva. Prima di compiere una scelta, può essere utile affrontare con sua moglie una domanda chiara: esiste ancora, da parte di entrambi, la volontà di occuparsi del vostro matrimonio? Dopo dieci anni, continuare ad aspettare senza un confronto rischia di prolungare una situazione che la fa stare male. Un percorso di coppia potrebbe aiutarvi a comprendere come si sia costruita questa distanza, ad ascoltare anche il vissuto di sua moglie e a valutare se esistano le condizioni per recuperare una forma di vicinanza. Qualora sua moglie non fosse disponibile, un percorso individuale potrebbe aiutarla a chiarire i suoi bisogni, i suoi limiti e la direzione che desidera dare alla propria vita. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti. Un saluto Dott.ssa Daniela Canorro Psicologa clinica Sessuologa clinica Counselor relazionale

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Buongiorno, da quello che racconta emerge una sofferenza che dura da molto tempo e che sembra riguardare non solo la mancanza di intimità, ma soprattutto il sentirsi non visto e non riconosciuto come partner. Vorrei chiederle: ha mai provato a parlare con sua moglie di ciò che sta vivendo, non solo della mancanza di rapporti fisici, ma del suo bisogno di vicinanza, complicità e condivisione?


Buongiorno, dalle sue parole emerge molta sofferenza legata al sentirsi rifiutato e poco visto all’interno della relazione. Dopo tanti anni in cui sente di aver aspettato un cambiamento, è comprensibile che possano emergere rabbia, frustrazione e anche il desiderio di cercare altrove ciò che oggi le manca. Allo stesso tempo, quando una coppia arriva a vivere una distanza così prolungata, spesso non si tratta soltanto della mancanza di intimità fisica, ma di un allontanamento più ampio: sentirsi poco ascoltati, poco considerati, non più complici nella quotidianità. Prima di prendere decisioni importanti, potrebbe essere utile provare a comprendere cosa è accaduto nel tempo tra voi: quando è iniziata questa distanza? Come avete provato ad affrontarla? Cosa succede quando cercate di parlarne? Un percorso di coppia potrebbe essere uno spazio in cui entrambi possiate dare voce ai vostri vissuti e provare a comprendere se esiste ancora una possibilità di ritrovare un contatto diverso. Anche un percorso individuale potrebbe aiutarla a fare chiarezza su ciò che sta vivendo, sulle sue emozioni e sulle scelte che sente di voler compiere. A volte, prima di chiedersi "devo restare o devo andare?", può essere utile fermarsi a comprendere meglio "cosa è successo tra noi e di cosa ho realmente bisogno oggi". Un caro saluto. Dott.ssa Cinzia Pirrotta

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.