Il valore Indacano è 45; ho un calcolo alla cistifellea asintomatico quali probiotici e prebiotici a

7 risposte
Il valore Indacano è 45; ho un calcolo alla cistifellea asintomatico quali probiotici e prebiotici assumere? grazie mille per la vostra gentilezza
Dott. Luca Agostini
Nutrizionista
Terrassa Padovana
Buongiorno,

un valore di indicano pari a 45 può essere compatibile con un aumento dei fenomeni fermentativi intestinali o con una condizione di disbiosi, ma va sempre interpretato insieme ai sintomi e al quadro clinico complessivo.

Per quanto riguarda il calcolo alla colecisti asintomatico, in assenza di sintomi specifici generalmente non influenza in modo significativo la scelta di probiotici o prebiotici.

Non esiste però un probiotico "migliore" valido per tutti. La scelta dipende da:

sintomi predominanti (gonfiore, stipsi, diarrea);
eventuale presenza di SIBO o altre alterazioni del microbiota;
tolleranza individuale.

Anche i prebiotici vanno introdotti con cautela: in presenza di gonfiore importante possono inizialmente aumentare la fermentazione e i sintomi.

Prima di assumere prodotti specifici, consiglierei di valutare il quadro nel suo insieme con il gastroenterologo o il nutrizionista che la segue, in modo da scegliere una strategia realmente personalizzata.

Distinti saluti,
Dr Luca Agostini

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Dott. Riccardo Pambira
Nutrizionista, Chinesiologo, Biologo nutrizionista
Capoterra
Buongiorno,
Un valore di Indicano di 45 risulta aumentato rispetto ai valori considerati nella norma e viene comunemente associato a una disbiosi fermentativa del tenue, anche se questo test da solo non basta per impostare una terapia precisa senza valutare sintomi, dieta e quadro clinico generale. La presenza di un calcolo alla cistifellea asintomatico, invece, in genere si gestisce con osservazione clinica e non rappresenta di per sé una controindicazione all’assunzione di probiotici, ma i probiotici non curano il calcolo.

Nel caso di Indicano alto, diverse fonti orientano verso ceppi di lattobacilli, come Lactobacillus acidophilus, rhamnosus, plantarum, reuteri o casei, che vengono spesso presi in considerazione quando il problema sembra localizzato soprattutto nel tenue. Tuttavia la scelta del ceppo, del dosaggio e della durata non dovrebbe essere “automatica”, perché nelle forme fermentative o in presenza di sospetta sovracrescita batterica del tenue alcuni probiotici, e soprattutto alcuni prebiotici, possono peggiorare gonfiore e fermentazione se introdotti nel momento sbagliato.

Per questo motivo, sui prebiotici farei ancora più attenzione: fibre come FOS, inulina o altre fibre solubili possono essere utili in alcune disbiosi, ma in un quadro fermentativo del tenue spesso vanno valutate con prudenza e personalizzate, invece di essere iniziate da soli. In pratica, più che cercare “il miglior prebiotico”, è importante capire se ha gonfiore dopo i pasti, alvo irregolare, digestione lenta, intolleranze o un sospetto quadro tipo SIBO, perché questi elementi cambiano molto la strategia nutrizionale e integrativa.

Il mio consiglio, quindi, è una valutazione con gastroenterologo o nutrizionista clinico per leggere insieme il valore di Indicano, l’eventuale sintomatologia intestinale e l’alimentazione abituale, così da decidere se iniziare prima una correzione dietetica e solo dopo un probiotico mirato. Se il calcolo alla colecisti dovesse diventare sintomatico, con dolore tipo colica biliare, febbre, nausea importante o ittero, serve invece una rivalutazione medica tempestiva. Una consulenza nutrizionale può essere molto utile anche per ridurre il carico fermentativo intestinale e scegliere integrazioni davvero adatte al suo caso, evitando tentativi casuali che rischiano di peggiorare i disturbi.

Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Dott. Gabriel Russo
Dietista, Nutrizionista
Rimini
Buongiorno, la scelta di probiotici e prebiotici non dovrebbe basarsi solo sul valore di indacano, ma va valutata insieme ai sintomi, alla regolarità intestinale, alla tolleranza alle fibre, all’alimentazione abituale e al quadro clinico generale.
In questi casi non è importante solo “quale integratore assumere”, ma capire la situazione nel suo insieme. Un probiotico o un prebiotico può essere utile se scelto correttamente, ma non esiste un prodotto valido per tutti e alcune fibre possono anche peggiorare gonfiore, gas o crampi se introdotte male.
Il calcolo alla cistifellea, anche se asintomatico, non indica da solo quale integrazione usare, ma va comunque considerato nella valutazione complessiva. Le consiglierei quindi un percorso personalizzato, così da impostare alimentazione ed eventuale integrazione in modo mirato e sicuro.

Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Dott. Enrico Bray
Nutrizionista
Pisa
Buongiorno, il valore di indicano da lei riportato indica una rilevante disbiosi intestinale di tipo fermentativo, dunque localizzata a livello del tenue. La condizione richiede l'adozione di strategie terapeutiche mirate a ridurre l'attività fermentativa microbica. Ciò significa:

1) dieta LOW FODMAP per circa 1 mese dopo la quale reintrodurre i cibi non consentiti;
2) esclusione di cibi fermentescibili (yogurt e altri prodotti con lattosio);
3) aumento del rapporto proteine/carboidrati nella dieta;
3) contenimento dell'assunzione di fibra (prebiotici);
4) minimizzazione dell'assunzione di microrganismi saccarolitici (probiotici).

Considerando gli ultimi due punti, le sconsiglierei un approccio basato sull'assunzione di prebiotici e probiotici. Assieme ad una dieta mirata LOW FODMAP, le consiglierei il ricorso ad altro tipo di integrazione, come l'assunzione di postbiotici (butirrato di sodio), insieme a berberina ("berberol") o estratto di moringa oleifera. Sono alcuni esempi di integrazione che contribuisce a ristabilire la eubiosi, insieme al ripristino della barriera di muco che riveste la mucosa intestinale. Tutto ciò, lo dovrà stabilire insieme ad un professionista della nutrizione che esaminerà attentamente la sua situazione attuale e pregressa. Cordialmente.
Salve,
un valore di indacano a 45 indica una situazione di disbiosi intestinale, quindi un’alterazione del microbiota. In questi casi la domanda non è “quali probiotici assumere?”, ma “come ripristinare il microbiota in modo corretto”.

Probiotici e prebiotici da soli non risolvono la disbiosi, soprattutto quando c’è anche un problema digestivo come un calcolo alla colecisti, che può influenzare la digestione dei grassi e la motilità.

In situazioni come la sua, affiancare al trattamento farmacologico un piano alimentare mirato è fondamentale per riequilibrare il microbiota, migliorare la digestione, ridurre gonfiore e fermentazione.
Senza un’alimentazione adeguata, i probiotici rischiano di essere poco utili.

E la colecisti? Il calcolo alla colecisti, anche se asintomatico, può comunque influenzare la digestione dei grassi, la motilità intestinale e di conseguenza la produzione di aria
Quindi è ancora più importante lavorare su un’alimentazione che supporti sia la digestione sia il microbiota.
Dott.ssa Giada Gattari
Dott.ssa MARA BESACCHI
Biologo nutrizionista, Nutrizionista
Bovolone
nessun probiotico nè pre; una dieta specifica e alcuni interventi di naturopatia e il calcolo si scioglie.
Buonasera. Per la gestione della SIBO solitamente si procede in questa maniera: 1) Prescrizione medica di un antibiotico per eliminare i batteri anomali nel tenue.
2) Percorso alimentare a basso contenuto di FODMAP.
3) Introduzione di probiotici specifici per ripristinare la flora correttamente.
Evita prebiotici come inulina, FOS e GOS e integratori a base di tarassaco, curcuma e carciofo.
Spero di esser stato d'aiuto, un caro saluto.

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