ho un problema con il cibo. è da tanto che mangio, senza un particolare intento nel nutrirmi insomma

23 risposte
ho un problema con il cibo. è da tanto che mangio, senza un particolare intento nel nutrirmi insomma. mangio per noia o per occupare il tempo. poi me ne pento, e I miei genitori anche dicono che non dovrei farlo e che quando ho fame dovrei mangiare cose più sane. però non riesco a dirgli che mangio per questo motivo, per passare il tempo. ho avuto l'ennesimo litigio oggi con loro per questo fatto. cosa faccio?
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che espone. Evidentemente alcuni episodi di vita personale e familiari scatenano in Lei reazioni emotive negative che cerca a tutti i costi di evitare e non elaborare attraverso il consumo di cibo. Seppur questa sia una modalità molto frequente oggigiorno, è a lungo andare dannosa per l'organismo oltre a restituire senso di colpa, impotenza e senso di inefficacia oltre che innescare disturbi e/o disordini alimentari. Dunque, è una modalità che, allo scopo di alleviare la sofferenza, genera comunque sofferenza. Ritengo fondamentale, piuttosto, che Lei possa consultare uno psicologo al fine di indagare le cause, origini ed i fattori di mantenimento dei suoi sintomi e trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente difficili onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

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Dott. Valeriano Fiori
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve, come si sente una volta finito di mangiare? Che sensazioni le provoca il cibo?
Comunque, un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere maggiormente alcuni aspetti di se stesso.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Dott.ssa Alessia Battista
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Catanzaro
Gentile Utente, molte persone hanno difficoltà a gestire il proprio rapporto con il cibo in particolar modo quando sopraffatte da emozioni come rabbia, tristezza o anche la noia come da lei riportato.. Molto spesso il tentativo è quello di "soffocare" o meglio non sentire questi stati d'animo. Comportamento spesso seguito anche da senso di colpa! Potrebbe pertanto essere importante un percorso terapeutico che l'aiuti a comprendere il su lavorare sul suo mondo emotivo e aiutarla ad affrontare in modo diverso le difficoltà.
Cordiali Saluti Dott.ssa Alessia Battista
Dott.ssa Matilde Ciaccia
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Padova
Buonasera, comprendo il disagio che sta attraversando. In questi casi, quando il cibo diventa l'unico modo per riempire un sensazione di vuoto, che inizialmente le dà pure sollievo immagino e successivamente prova rimorso, sarebbe necessario comprendere come mai ha bisogno di sentirsi attraverso il cibo con questa modalità. Ciò che posso consigliarle è di rivolgersi ad uno specialista che può aiutarla a comprendere l'origine del problema e a ritrovare un suo benessere, senza ricorrere al cibo.
Resto a disposizione. Dott.ssa Matilde Ciaccia
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Dott.ssa Elisa Del Greco
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buonasera,
comprendo la situazione e mi dispiace molto.
Sarebbe buono per lei iniziare un percorso psicoterapeutico per capire che significato ha il cibo per lei quando dice che lo fa per noia o per occupare il tempo. Ancora di più capire il significato della noia che prova, quando si annoia e ha bisogno di occupare il tempo.
Resto a disposizione.
Un caro saluto
Dr.ssa Elisa Del Greco
Dr. Ugo Ungaro
Psicologo, Psicoterapeuta
L'Aquila
Salve sulla basse di quanto riferisce è utile per lei valutare la possibilità di consultare uno psicoterapeuta. I temi e i comportamenti che descrive in modo coinciso sembrano aprire la strada a molte possibilità di letture e forse alcune di loro meritano una particolare attenzione. Pertanto un consulto sembra essere una buona possibilità per comprendere la sua situazione e stabilire le eventuali o ulteriori attività. Sicuramente su questo sito potrò trovare un professionista da contattare. Un cordiale saluto
Dr. Gianpietro Rossi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Concesio
Buongiorno.
Ciò che descrive come cibo compensatorio di emozioni o noia è più frequente di quanto si pensi ed è bene poter arginare quanto prima un disturbo di alimentazione incontrollata e fame emotiva per le sue conseguenze fisiche, emotive e sociali.
Sono specializzato in psicologia dell'alimentazione e amo l'approccio di Mindful Eating privarsi dei piaceri del cibo da mangiare con il piacere consapevole (e solo quando si ha reale fame)

A disposizione,
Dr. Gianpietro Rossi
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Dott.ssa Floriana Guccione
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Palermo
Caro utente, ha mai pensato che il cibo che lei ingerisce possa essere una forma di riempimento rispetto ad un vuoto che la sua mente sente il bisogno di colmare? Approfondisca con uno specialista quali sono le vere cause del suo rapporto conflittuale con il cibo. A disposizione e un caro saluto Floriana Guccione
Dott.ssa Francesca Pieri
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno, mi dispiace molto sentire la sua situazione.
Il cibo è, spesso, un canale attraverso cui esprimiamo altri disagi nostri, che possono essere connessi alle relazioni, alla noia, o ad alcuni stress della vita. Il problema, solitamente, non è il cibo in sè: il cibo è uno strumento. Capita, infatti, che diventi un "modo per passare il tempo", per colmare il vuoto, lo spazio che non sappiamo come riempire. In questo caso, le consiglio di provare a fermarsi e di chiedersi ogni volta che sta per nutrirsi di "junk food", il perchè di questo gesto. Inoltre, potrebbe provare a comprare cibo più sano, in modo da non avere scorte di cibo poco salutare e non cadere in tentazione. Di questo, provi a parlarne anche con i suoi genitori: un piano di azione familiare può sicuramente aiutare.
Sono una psicologa che si occupa principalmente delle tematiche connesse al cibo e all'alimentazione, se può esserle utile mi contatti direttamente.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Francesca Pieri
Buongiorno, grazie per aver condiviso con noi le sue difficoltà... posso immaginare che per lei sia veramente doloroso.
Cerchi di capire le emozioni che prova prima di iniziare a mangiare e quando ha finito. Probabilmente sta cercando di colmare un vuoto o un dolore. Di fronte a queste difficoltà la invito a non girarsi dall'altra parte, chieda aiuto ad uno psicoterapeuta che accoglierà la sua storia e capirete insieme come intervenire.
Io sono disponibile anche per colloqui online se avesse bisogno di chiarimenti.
Un caro saluto,
dott.ssa Chiara De Battisti
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Dott.ssa Elisabetta Gagliardi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Como
buongiorno, la relazione con il cibo e con i suoi familiari sembra stia assumendo un valore comunicativo, seppure negativo. Credo possa essere utile per lei iniziare una riflessione su questi aspetti, e sulle sue modalità di percepire e gestire la noia. Potrebbe esserle utile impegnarsi in un percorso terapeutico all'interno del quale sviluppare queste riflessioni. Vi sono possibilità di accessi privati e consultoriali. Sarebbe importante lei si desse l'opportunità di una riflessione e di un cambiamento per poter vivere in modo più pieno e sereno. un caro saluto
Gentile Utente, mi dispiace molto per il disagio con cui sta facendo i conti. Il rapporto con il cibo abbraccia dimensioni che oltrepassano la nutrizione e la situazione che ha descritto merita di essere adeguatamente approfondita. Il fatto che lei abbia individuato un problema e che abbia anche scelto di dichiararlo per chiedere aiuto indica come abbia le risorse per risolverlo. Inoltre, se è qui a scrivere, magari ha già intuito la risposta alla sua stessa domanda: conoscere un* psicolog* a cui affidarsi per prendersi cura di Lei. Resto pertanto a sua disposizione, dott.ssa Valentina Cecchi
Dott.ssa Valentina Maccioni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Cagliari
Buongiorno, mi dispiace per la situazione che sta vivendo. Il rapporto con il cibo abbraccia dimensioni di nutrimento affettivo, comunicazione e tanti altri aspetti. Per tale motivo il mio consiglio è quello di inziare un percorso psicoterapico per approfondire tali aspetti. Cordialmente, Dott.ssa Valentina Maccioni
Dott.ssa Ilaria Rasi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Buonasera, ha pensato di consultare uno psicologo per comprendere meglio come mai questo accade?
Dott.ssa Anna Paolantonio
Psicologo, Psicoterapeuta, Posturologo
Roma
Salve. Valuti la possibilità di intraprendere un percorso psicoterapeutico che possa aiutarla a chiarire come mai ha questo rapporto col cibo più riempitivo di vuoti di tempo che di vuoto di stomaco. Un percorso che stimolando la fiducia in sé può aiutarla a individuare altri interessi per passare il tempo riuscendo a vivere la vita in modo più attivo e meno passivo. Distinti saluti
Dott.ssa Francesca Gentile
Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Gentile utente, dalle sue parole emerge la difficoltà che sta vivendo. Forse potrebbe esserle utile approfondire con uno specialista questo ambito ponendo anche l'attenzione sulla parte emotiva, ad esempio quali emozioni entrano in gioco quando mangia e che significato hanno per lei.
Distinti saluti
Dott.ssa Giuseppina Mangano
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive. Dal suo racconto emerge come episodi di vita scatenano reazioni emotive negative che cerca a tutti i costi di evitare attraverso il consumo di cibo. Ritengo utile intraprendere un percorso psicologico al fine di elaborare pensieri e le emozioni connessi alla situazione descritta e trovare strategie utili per fronteggiarla. Se sceglierà di affidarsi ad un professionista, io faccio anche consulti online, resto a disposizione, Dott.ssa G.Mangano
Dott.ssa Francesca Caloiaro
Psicologo, Psicologo clinico
Castellamonte
Salve,
attraverso lo strumento del colloquio con un professionista potrebbe analizzare questa difficoltà che esprime e comprenderne meglio il significato, l'origine e alcuni strumenti per farvi fronte e per poterlo spiegare a chi le è accanto.
Un cordiale saluto,
Francesca Caloiaro
Buonasera, grazie per aver condiviso con noi la sua storia. Penso che sarebbe importante capire il motivo di questa sua abitudine con il cibo, magari parlandone con uno psicologo e con un nutrizionista.
Se lo desidera, io sono a disposizione anche online
Dott.sa Elena Bonini
Dott.ssa Martina Panzeri
Psicologo, Psicologo clinico
Cusano Milanino
Gentile utente,
Qua non mi interessa risolvere il problema del peso, che non pertiene certamente tra le mie competenze. Vorrei focalizzarmi su di lei e sul suo sentirsi annoiata, con un desiderio di "riempire". Cosa sta accadendo in questo momento di vita? Rispetto alla domanda che pone, cosa può fare, mi viene da dirle che può prendersi carico e in mano questa visione di sé e cercare di capire, tramite un percorso psicologico, da dove nasce e si sviluppa questo suo modo di funzionare e la gestione del rapporto col cibo. Resto a disposizione, Dott.ssa Martina Panzeri
Dott. Giorgio De Giorgi
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Gentile,

Capisco che la situazione con il cibo e i suoi significati possa sembrare un po' un circolo vizioso. Le capita mai di fermarsi a riflettere su cosa accade nei momenti in cui sente il bisogno di mangiare senza fame? Cosa pensa che succeda, magari, se provasse a osservare quel momento da un’altra prospettiva, senza giudicare? A volte, scoprire nuove modalità di fare esperienza può aprire spazi inaspettati per comprendere meglio noi stessi.

Un abbraccio virtuale,

Dr. Giorgio De Giorgi
Dott.ssa Giulia Sedda
Psicologo clinico, Terapeuta, Psicologo
Roma
Caro utente, il rapporto con il cibo è assai complesso e spesso questo può creare tensioni familiari proprio a causa della difficoltà di comprensione riguardo le varie declinazioni del problema. Spesso il cibo ha una funzione compensativa e ci aiuta a mettere a tacere qualcos'altro dentro di noi. La noia che riferisce potrebbe essere indagata meglio per capire che cosa sottende. Potrebbe valutare la possibilità di rivolgersi a un professionista per poter analizzare i suoi vissuti e i suoi pensieri. Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti. Un caro saluto
Dott. Luca Mazzoleni
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno,
grazie per aver condiviso le sue sensazioni. Le consiglio di iniziare un percorso psicologico per indagare meglio questo suo non "intento nel nutrirmi"; trovando così delle motivazioni e/o risolvere il suo discorso.
Le auguro il meglio.
Luca Mazzoleni

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