Gentile dottore, mio marito ha 34 anni e ha sofferto per 10 anni circa di cistiti ricorrenti associa

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Gentile dottore, mio marito ha 34 anni e ha sofferto per 10 anni circa di cistiti ricorrenti associate a frequenti cistite a cadenza annuale, puntualmente curate con antibiotico e fermenti lattici. Oltre alle cistite, ha sempre sofferto di colon irritabile con scariche piuttosto frequenti. Abbiamo eseguito le prove allergiche ma non risultano allergie alimentari. Quest'anno, alla ricerca per la prima volta di un figlio, facciamo spermiogramma e spermiocoltura di controllo. La spermiocoltura rileva per l'ennesima volta la presenza dell'Escherichia Coli nello sperma, invece lo spermiogramma presenta pessimi valori relativi alla motilità degli spermatozoi. L'urologo andrologo ci prescrive dapprima una cura con antibiotico ma a distanza di tre mesi l'Escherichia Coli è ancora presente nelle urine e lo spermiogramma rileva ancora pessimi valori per la motilità. L'andrologo urologo allora ci prescrive per un mese cura antibiotica e cortisone. A breve dobbiamo ripetere lo spermiogramma ma siamo davvero angosciati, è possibile che ora lo spermiogramma sia migliorato?Mio marito riscontra miglioramenti dal punto di vista intestinale, non ha più mal di pancia ricorrenti, nè scariche. Aggiungo anche che l'ecografia ai testicoli e la visita alla prostata non ha rilevato nessuna anomalia. La ringrazio.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Impossibile un miglioramento dello spermiogramma sia per l'azione negativa del cortisone e dell'antibiotico usato in eccesso, sia perché per vedere il reale effetto di una qualsiasi terapia sulla spermiogenesi devono passare almeno 6 mesi dal termine della terapia. Peraltro suo marito ha eseguito una terapia antibiotica ripetuta nel tempo con tutto i suoi effetti tossici e basata solo su un esame a bassa attendibilità (la spermiocoltura che si inquina facilmente), ovvero senza svolgere le dovute e reali valutazioni sul quadro clinico complessivo. Lei poi parla solo di motilità, ma una analisi spermatica ben eseguita va valutata con tutti i dati e i dati devono essere completi, altrimenti è facile dare interpretazioni scorrette. Credo poi che con alta probabilità suo marito stia trascinando da anni una congestione infiammatoria pelvico-prostatica (sono rarissime le cistiti negli uomini e sempre secondarie a questioni prostatiche o della alta via urinaria) mal valutata e senza che in ogni caso ne siano state valutate le ragioni: inseguire i batteri, come dimostra la storia, non serve a nulla. Credo sia doveroso che cerchiate un buon andrologo che riprenda in mano la situazione, riveda quanto svolto e il quadro clinico, svolga i dovuti esami genitali (ecodoppler pelvico-prostatico e testicolare, analisi spermatica completa e coltura del secreto prostatico estratto, test di Stamey) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, vascolare, fisico e stressogeno) e poi decida nel merito.

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