Dottori salve a tutti, sono di nuovo Michela, e in breve vi dico che da quando avevo 15 anni mi sono
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Dottori salve a tutti, sono di nuovo Michela, e in breve vi dico che da quando avevo 15 anni mi sono fidanzata con un ragazzo di 19 anni all’epoca, adesso ho 20 anni.
E da poco la mia storia è finita, mi ha lasciato lui per una sciocchezza.
Siamo stati 5 anni e mezzo insieme.
Lui è sempre stato un ragazzo ossessivo nei miei confronti, diciamo che mi ha sempre messo alla scelta, ed io l’ho sempre scelto.
Ho rinunciato a tutto come già vi ho detto, ho lasciato gli amici, il lavoro.
Non scendevo più da sola nemmeno per fare spesa perché gli dava fastidio, scendevo solo con mia mamma, e dovevo avvisarmi ovunque andavo.
Se mi trovava occupata si impressionava e mi trattava male, non potevo parlare con un uomo perché diceva che ero una poco di buono.
Quindi ho sempre evitato, chiudendomi in casa.
Ma in casa non vivevo bene, non ho mai avuto un bel rapporto con mio padre, non si è mai interessato di me, non mi ha mai chiesto come stavo, nemmeno al mio compleanno mi faceva gli auguri, e per questa cosa ho sofferto e tutt’ora soffro moltissimo.
Ma comunque proprio per non perdere il mio ragazzo ho fatto di tutto, non avevo nemmeno più numeri telefonici sul telefono se non della mia famiglia.
Lui invece poteva uscire, stava giù anche fino alla mattina e tantissime volte gli si spegneva il telefono e non si faceva sentire.
E diciamo che anche quando sbagliava lui io lo rincorrevo per paura di restare senza di lui.
Prima di fidanzarmi avevo una vita tutta mia, andavo a scuola e lavoravo anche se piccola, lui mi ha riempito sempre di domande trattandomi male perché si impressionava su di me, e tutte le volte che non rispondevo come voleva lui, mi trattava male dicendo che non ero buona, e tante volte ha alzato le mani, l’ho sempre perdonato.
Ma le domande non finivano, ogni volta che gli venivano in mente anche la notte tardi dovevo rispondergli perché altrimenti mi lasciava e non si faceva sentire più.
E le domande sono sempre state le stesse.
Però ogni volta che stavamo bene, mi dava la vita mi faceva sentire importante, amata e mi sentivo bene e felice con lui.
Ultimamente siamo andati in vacanza con i suoi genitori a Rimini, è un giorno c’era giù all’hotel dove alloggiavamo il karaoke, e beh io e il suo papà abbiamo cantato una canzone, prima di cantare gli chiesi il permesso lui mi rispose di si ed io cantai con il papà tranquillamente, non lo vidi più.
Forse si aspettava che io nn cantavo, ma vi giuro io senza malizia cantai con il papà, ma se sapevo non cantavo.
Da quel momento mi ha lasciato, dicendomi che ero una prostituta, una poco di buona mi ha detto di non essere seria e che da quel momento mi ha schifato.
E con una come me non ci sarebbe tornato, io presa dal dolore appena tornati andai a casa sua e gli feci una sorpresa perché mi sentivo in colpa ma niente.
Sono 13 giorni che non si fa sentire, ed io ancora adesso sto male mi sento in colpa è pure nella mia testa mi dico perché mi fa questo?
Eppure non l’ho mai tradito l’ho sempre rispettato, ho rinunciato a qualsiasi cosa per lui, e anche quando sbagliava ero io ad andargli dietro.
In questo momento mi sento abbandonata ho tanta paura perché lo penso continuamente.
E non riesco a realizzare la fine di questa relazione.
Ma ditemi ho sbagliato io? Sono io quella sbagliata?
Vi prego aiutatemi.
Cordiali saluti.
E da poco la mia storia è finita, mi ha lasciato lui per una sciocchezza.
Siamo stati 5 anni e mezzo insieme.
Lui è sempre stato un ragazzo ossessivo nei miei confronti, diciamo che mi ha sempre messo alla scelta, ed io l’ho sempre scelto.
Ho rinunciato a tutto come già vi ho detto, ho lasciato gli amici, il lavoro.
Non scendevo più da sola nemmeno per fare spesa perché gli dava fastidio, scendevo solo con mia mamma, e dovevo avvisarmi ovunque andavo.
Se mi trovava occupata si impressionava e mi trattava male, non potevo parlare con un uomo perché diceva che ero una poco di buono.
Quindi ho sempre evitato, chiudendomi in casa.
Ma in casa non vivevo bene, non ho mai avuto un bel rapporto con mio padre, non si è mai interessato di me, non mi ha mai chiesto come stavo, nemmeno al mio compleanno mi faceva gli auguri, e per questa cosa ho sofferto e tutt’ora soffro moltissimo.
Ma comunque proprio per non perdere il mio ragazzo ho fatto di tutto, non avevo nemmeno più numeri telefonici sul telefono se non della mia famiglia.
Lui invece poteva uscire, stava giù anche fino alla mattina e tantissime volte gli si spegneva il telefono e non si faceva sentire.
E diciamo che anche quando sbagliava lui io lo rincorrevo per paura di restare senza di lui.
Prima di fidanzarmi avevo una vita tutta mia, andavo a scuola e lavoravo anche se piccola, lui mi ha riempito sempre di domande trattandomi male perché si impressionava su di me, e tutte le volte che non rispondevo come voleva lui, mi trattava male dicendo che non ero buona, e tante volte ha alzato le mani, l’ho sempre perdonato.
Ma le domande non finivano, ogni volta che gli venivano in mente anche la notte tardi dovevo rispondergli perché altrimenti mi lasciava e non si faceva sentire più.
E le domande sono sempre state le stesse.
Però ogni volta che stavamo bene, mi dava la vita mi faceva sentire importante, amata e mi sentivo bene e felice con lui.
Ultimamente siamo andati in vacanza con i suoi genitori a Rimini, è un giorno c’era giù all’hotel dove alloggiavamo il karaoke, e beh io e il suo papà abbiamo cantato una canzone, prima di cantare gli chiesi il permesso lui mi rispose di si ed io cantai con il papà tranquillamente, non lo vidi più.
Forse si aspettava che io nn cantavo, ma vi giuro io senza malizia cantai con il papà, ma se sapevo non cantavo.
Da quel momento mi ha lasciato, dicendomi che ero una prostituta, una poco di buona mi ha detto di non essere seria e che da quel momento mi ha schifato.
E con una come me non ci sarebbe tornato, io presa dal dolore appena tornati andai a casa sua e gli feci una sorpresa perché mi sentivo in colpa ma niente.
Sono 13 giorni che non si fa sentire, ed io ancora adesso sto male mi sento in colpa è pure nella mia testa mi dico perché mi fa questo?
Eppure non l’ho mai tradito l’ho sempre rispettato, ho rinunciato a qualsiasi cosa per lui, e anche quando sbagliava ero io ad andargli dietro.
In questo momento mi sento abbandonata ho tanta paura perché lo penso continuamente.
E non riesco a realizzare la fine di questa relazione.
Ma ditemi ho sbagliato io? Sono io quella sbagliata?
Vi prego aiutatemi.
Cordiali saluti.
Salve Michela, da quello che leggo posso comprendere il suo stato d'animo e il suo sfogo. Credo che i fatti che ha raccontato possano essere per lei uno spunto iniziale per iniziare a riflettere sulle dinamiche della vostra relazione. Rispetto alle sue domande finali: nessun essere umano è sbagliato quando prova ad esercitare la propria libertà nel rispetto degli altri.
Spero di esserle stata d'aiuto.
Dott.ssa Maria Lucia Dimaglie
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Buonasera Michela, posso immaginare lo sconforto di questo silenzio e il dolore che ne consegue, dopo gli anni passati insieme non privi di sacrifici da parte sua. Spero che trovi la forza per farsi aiutare ad affrontare questo momento, per poter crescere e scegliere qualcuno che arricchisca la sua vita piuttosto che mortificarla. Saluti
Salve carissima Comprendo il suo dolore nel sentirsi abbandonata, ma mi chiedo cosa possa rappresentare per lei una storia così e che tipo di vantaggio ne ottenga. Mi rendo conto che le mie parole potrebbero non piacerle ma riesce a distaccarsi da tutta questa storia e leggere con occhio obbiettivo cosa le succede?
Io leggo molta rabbia nei suoi riguardi da parte del suo ex per motivazioni che trovo assolutamente distorte e inappropriate, ma soprattutto una totale mancanza di fiducia.
Forse il fatto che lui abbia scelto di lasciarla rappresenta una grande occasione per lei! Ci rifletta, magari confrontandosi con una figura professionale.
Io leggo molta rabbia nei suoi riguardi da parte del suo ex per motivazioni che trovo assolutamente distorte e inappropriate, ma soprattutto una totale mancanza di fiducia.
Forse il fatto che lui abbia scelto di lasciarla rappresenta una grande occasione per lei! Ci rifletta, magari confrontandosi con una figura professionale.
Buonasera Michela,
mi è facile comprendere il suo stato d'animo in questo momento. Il lutto (cioè la perdita) è un dolore forte che ahimé bisogna attraversare per poter superare. Ha pensato di iniziare un percorso di psicoterapia? Uno psicologo può aiutarla a superare questo difficile momento.
mi è facile comprendere il suo stato d'animo in questo momento. Il lutto (cioè la perdita) è un dolore forte che ahimé bisogna attraversare per poter superare. Ha pensato di iniziare un percorso di psicoterapia? Uno psicologo può aiutarla a superare questo difficile momento.
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Michela carissima, da quanto hai scritto, mi sembra che. tra voi, non ci sia, mai, stata una Relazione sana! L'Amore è, o dovrebbe essere, innanzitutto, libertà d'essere se stessi ed esprimersi, con il "proprio respiro"!... Dagli elementi forniti, mi sembra più un cosiddetto "incastro"...una codipendenza che, inevitabilmente, doveva arrivare, a questo punto, per...cambiare, anche solo, qualcosa!... Credo che sia importante, per te, sviluppare consapevolezze, con l'aiuto, d'un professionista!...sei giovane! e, magari, poi, con nuovi strumenti, puoi aiutare e ri/trovre, anche, lui! Io credo che tu debba considerare una fortuna, in questo momento, che tu sia arrivata al "nodo", della situazione! Allora, significa non stringere il nodo, in maniera irrecuperabile; ma, provare, a recuperare il "filo d'oro", della tua vita, con volontà e pazienza, per poterlo ri/utilizzare, al meglio!...
Buona sera, il lutto ha diverse fasi e porta con se un dolore forte che bisogna attraversare per poter superare. Le consiglio di rivolgersi da uno specialista
Salve, concordo con i miei colleghi riguardo alla questione del dolore dovuto alla separazione da chi per lei, in questo momento rappresenta un punto di riferimento affettivo, ma sono ancora più d'accordo con la collega che definisce la sua relazione "non sana", anche se sono parole dure da accettare. La libertà di essere è la cosa più importante che abbiamo e nessuno può ostacolare la vita un'altra persona, che, oltretutto, si comporta, da quello che lei scrive, in maniera corretta. Le consiglio vivamente di riprendere in mano la sua vita , questa è un'occasione importantissima per lei e la deve cogliere! Ovviamente da sola non è facile, quindi le consiglio sempre la presenza di un professionista che la possa accompagnare in questo percorso.
Buongiorno Michela, è tanto il malessere che esprime nel racconto dalla sua storia. Ha mai pensato di iniziare un percorso di psicoterapia per poter lavorare su alcune dinamiche da lei descritte che sembrerebbero essere poco sane e che da come scrive , le stanno iniziando a pesare generando delle ripercussioni negative in altri ambiti della sua vita.
Cara Michela, lei continua a scriverci, ma mi chiedo se veramente legge le risposte che le scriviamo, perchè insiste a ripetere ossessivamente la sua storia. Perciò mi chiedo se ha compreso che deve trovare la forza di uscire da un rapporto tossico, ripartendo da se stessa e dalla ristrutturazione delle sue convinzioni, naturalmente con l'aiuto di un professionista, che può trovare al consultorio di zona, al CSM, al Centro antiviolenza della sua città. Ho l'impressione che insista a scriverci perchè cerca un esperto che le dica che il suo rapporto va salvato e che il suo ragazzo non è disturbato, ma NESSUNO DI NOI LE DIRA' QUESTO, glielo garantisco.
Salve Michela, è importante che lei comprenda le motivazioni che la tengono ancora molto legata a questo ragazzo insieme a qualcuno di esperto ed obbiettivamente esterno da voi, ... Vedrà che questo sentimento di smarrimento che ancora oggi prova assumerà maggior chiarezza e si dissolverà per poter ripartire verso una nuova vita,....
Gentile Michela,
lei dice che è stata lasciata dal suo fidanzato per una sciocchezza, che ha rinunciato a tutto e tutti per lui, che non poteva scendere nemmeno a fare la spesa perché a lui dava fastidio e che le ha dato della prostituta. In tutto questo lei si chiede se ha sbagliato e si sente abbandonata. Credo che per lei sia importante parlare con un professionista per capire a fondo le dinamiche che hanno tenuto in piedi questo rapporto e i motivi che l'hanno spinta ad accettare alcuni comportamenti di lui, perché in una prossima relazione non si debba sentire ancora lasciata e abbandonata.
Un cordiale saluto
lei dice che è stata lasciata dal suo fidanzato per una sciocchezza, che ha rinunciato a tutto e tutti per lui, che non poteva scendere nemmeno a fare la spesa perché a lui dava fastidio e che le ha dato della prostituta. In tutto questo lei si chiede se ha sbagliato e si sente abbandonata. Credo che per lei sia importante parlare con un professionista per capire a fondo le dinamiche che hanno tenuto in piedi questo rapporto e i motivi che l'hanno spinta ad accettare alcuni comportamenti di lui, perché in una prossima relazione non si debba sentire ancora lasciata e abbandonata.
Un cordiale saluto
Gentile Michela, succede di ritrovarsi entro a relazioni che si sviluppano in modo non adeguato. Dalla sua descrizione si notano da un lato degli schemi aggressivi, sia verbali che fisici, che tendono a ripetersi dall'altro la sua necessità di trovare conferme e supporto dal partner. In poche righe ovviamente non si possono risolvere delle dinamiche relazionali così radicate ma, proprio per evitare la ripetizione in futuro di altri rapporti segnati dall'isolamento sociale, dal bisogno, dalla violenza e dall'abbandono successivo la invito a prendere in considerazione un percorso psicologico ad hoc.Cordialmente
Carissima Michela, ho letto attentamente la situazione che ha descritto, penso che abbia vissuto anni molto intensi nei quali si è dedicata completamente a questo ragazzo, magari anche per reazione una situazione famigliare che ha descritto come complessa. Probabilmente in questo momento sarebbe molto utile concedersi uno spazio di ascolto dedicato a lei e agli eventi che le sono accaduti. Le mando un sincero augurio affinché possa raggiungere la serenità desiderata, anche rispetto al giudizio su se stessa. Un caro saluto
Cara Michela, uscire da una storia, da una relazione che ci ha tenute intrappolate, che ci ha reso dipendenti non è semplice. Bisogna lavorare molto su se stessi, capire perché non riusciamo a dimenticare questa persona nonostante ci ha abbandonato e non ci ha capito. Si tratta di un percorso interiore che è necessario perchè rischia di ripetersi con una altra persona simile a quella che l'ha lasciata. Le consiglio di prendere contatti con uno psicologo che possa seguirla ed aiutarla. Un saluto. dr.ssa Marina Gori
Cara Michela, capisco il dolore di una storia finita ma credo che sia importante per il suo futuro realizzare con la mente e con il cuore le caratteristiche di questo rapporto. Cosa le ha veramente dato questo ragazzo? Quante volte ha dovuto mettere da parte i suoi desideri per assecondare quelli di lui? Che spazio ha veramente avuto lei in questa relazione? Il rischio di non prendere coscienza di questi ed altri aspetti, è quello di ritrovarci in situazioni simili con un altro uomo. Ogni sofferenza può essere occasione di grandi cambiamenti. Si metta in contatto con uno psicoterapeuta e inizi a guardarsi dentro con più attenzione, magari scoprirà che si può essere amati e rispettati per ciò che si è, senza dover assecondare copioni o aspettative altrui.
Un caro saluto
Un caro saluto
Buongiorno. Alla sua età le dinamiche relazionali sono sempre piuttosto mutevoli e di difficile comprensione. Si capisce tuttavia piuttosto bene, quanto siano intensi i suoi sentimenti e lo smarrimento che prova. Per evitare di affrontare da sola questa situazione così indecisa provi a farsi supportare da uno specialista, magari approfittando di un servizio di consulenza scolastico.
In bocca al lupo
Massimiliano Trossello
In bocca al lupo
Massimiliano Trossello
Buonasera Michela, leggo dell'evoluzione che ha subito la sua storia rispetto alla sua ultima lettera. Credo che sia importante per lei in questo momento avere la possibilità di confrontarsi, nella maniera in cui le risulta possibile, cercando magari di riallacciare i rapporti con delle coetanee o contattando, come le consigliavo la scorsa volta, un professionista anche qui sul portale, che anche solo attraverso un rapporto a distanza, potrebbe cominciare ad indirizzarla verso un incontro terapeutico sul suo territorio di appartenenza. Quando si vivono situazioni così profondamente confusive, dolorose, si tende a sentirsi totalmente risucchiati e a guardare alla realtà in maniera limitata o, talvolta, distorta. Cerchi di aprire un varco, si apra ad altre possibilità e prospettive.
Le faccio i miei auguri migliori, Dott.ssa Genitore
Le faccio i miei auguri migliori, Dott.ssa Genitore
Carissima Michela, lei non ha sbagliato, ha semplicemente "reagito" in base agli schemi che il suo "copione interno" ha previsto. Consideri che si tratta di dinamiche inconsce e che quindi non è sufficiente la volontà o la determinazione per apportare dei cambiamenti, è invece necessario intervenire con tecniche specifiche per modificare in profondità gli schemi inconsci. Non è difficile e neanche lungo come lavoro. Certo è che bisogna sapere come intervenire.
Gentile Michela, il disagio e la sofferenza che hanno caratterizzato e che caratterizzano questo rapporto, dovrebbero farla riflettere sulla natura del rapporto stesso. Dov'è stato confinato l'amore? Perché si è innescata una relazione di dipendenza? Con la maturità di oggi è utile chiedersi perché mai comportamenti ossessivi e possessivi abbiano costellato un legame che non ha potuto godere di un'indispensabile fiducia.
È importante guarire queste ferite invece che sperare in un ritorno guaritore dell'altro, perché le cicatrici le ricorderanno quali sono quelle dinamiche disfunzionali che le permetteranno di avere futuri legami sereni. Cordialità.
È importante guarire queste ferite invece che sperare in un ritorno guaritore dell'altro, perché le cicatrici le ricorderanno quali sono quelle dinamiche disfunzionali che le permetteranno di avere futuri legami sereni. Cordialità.
Salve, è sicura che sia lei la persona sbagliata?
Comunque, le consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia per fare un po' di chiarezza, soprattutto per lavorare sulla sua autostima.
Rimango a sua disposizione.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Comunque, le consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia per fare un po' di chiarezza, soprattutto per lavorare sulla sua autostima.
Rimango a sua disposizione.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Salve, quanti dubbi, forse è il caso di fare un pò chiarezza con un professionista.
Un saluto,
MMM
Un saluto,
MMM
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Michela, il dolore che sta vivendo è grande, e non c’è da vergognarsene. Quando si perde una relazione così lunga, che ha occupato tanti anni della propria vita, è naturale sentirsi come svuotata, senza punti di riferimento. Lei ha investito tutto in questa relazione, tempo, energie, sogni, libertà e adesso sente di non sapere più chi è senza di lui.
Ma forse questo è proprio il punto da cui partire: perché sente di avere così tanto bisogno di questa relazione, anche se le ha fatto soffrire così tanto?
Spesso, in storie come la sua, il bisogno non è solo d’amore, ma anche di conferma, di sentirsi vista, riconosciuta, scelta. Da come ne parla, mi sembra che nella sua famiglia e in particolare nel rapporto con suo padre, lei abbia spesso provato una mancanza di attenzione e di cura.
Quando da ragazza incontra qualcuno che invece la guarda, la desidera, la mette al centro, può sembrare finalmente di colmare quel vuoto.
Ma col tempo quella attenzione si trasforma in controllo, quella “protezione” in gabbia. E lei, pur soffrendo, continua a restare perché teme che, senza quella presenza, torni quel senso di invisibilità che conosce da sempre.
Non è colpa sua, Michela. È una dinamica affettiva molto umana: cerchiamo negli altri il calore che non abbiamo ricevuto come ci serviva, e a volte restiamo anche quando quel calore diventa fuoco che brucia.
In questo momento provi a guardare più in profondità, forse potrà iniziare a chiedersi:
che cosa cercavo davvero in questa relazione?
cosa mi dava lui che io non riesco ancora a darmi da sola?
che cosa ho paura di affrontare, ora che non c’è più?
Non sono domande facili, ma possono aiutarla a spostare l’attenzione da lui a se stessa, a scoprire che dentro di lei c’è ancora una parte viva, forte, che desidera essere libera, rispettata, e amata senza dover chiedere permesso.
Un percorso psicologico la può aiutare ad affrontare la situazione che sta vivendo e a ricostruire la sua identità, non più intorno al bisogno di essere amata, ma al desiderio di essere se stessa.
Un cordiale saluto,
Dott.ssa Valentina Vaglica
Ma forse questo è proprio il punto da cui partire: perché sente di avere così tanto bisogno di questa relazione, anche se le ha fatto soffrire così tanto?
Spesso, in storie come la sua, il bisogno non è solo d’amore, ma anche di conferma, di sentirsi vista, riconosciuta, scelta. Da come ne parla, mi sembra che nella sua famiglia e in particolare nel rapporto con suo padre, lei abbia spesso provato una mancanza di attenzione e di cura.
Quando da ragazza incontra qualcuno che invece la guarda, la desidera, la mette al centro, può sembrare finalmente di colmare quel vuoto.
Ma col tempo quella attenzione si trasforma in controllo, quella “protezione” in gabbia. E lei, pur soffrendo, continua a restare perché teme che, senza quella presenza, torni quel senso di invisibilità che conosce da sempre.
Non è colpa sua, Michela. È una dinamica affettiva molto umana: cerchiamo negli altri il calore che non abbiamo ricevuto come ci serviva, e a volte restiamo anche quando quel calore diventa fuoco che brucia.
In questo momento provi a guardare più in profondità, forse potrà iniziare a chiedersi:
che cosa cercavo davvero in questa relazione?
cosa mi dava lui che io non riesco ancora a darmi da sola?
che cosa ho paura di affrontare, ora che non c’è più?
Non sono domande facili, ma possono aiutarla a spostare l’attenzione da lui a se stessa, a scoprire che dentro di lei c’è ancora una parte viva, forte, che desidera essere libera, rispettata, e amata senza dover chiedere permesso.
Un percorso psicologico la può aiutare ad affrontare la situazione che sta vivendo e a ricostruire la sua identità, non più intorno al bisogno di essere amata, ma al desiderio di essere se stessa.
Un cordiale saluto,
Dott.ssa Valentina Vaglica
Gentile Michela,
leggere il suo racconto fa comprendere quanto questa relazione abbia occupato uno spazio enorme nella sua vita, non solo affettivo ma anche identitario.
Le rispondo con chiarezza: no, non è lei quella sbagliata. Cantare una canzone con il padre del suo compagno, dopo avergli chiesto il permesso, non è un comportamento scorretto. Le parole che ha ricevuto (“prostituta”, “poco di buono”, “mi fai schifo”) non sono una reazione proporzionata a ciò che è accaduto.
Nel suo racconto emerge una dinamica relazionale molto precisa: controllo, isolamento, richieste di rassicurazione continue, minacce di abbandono, alternanza tra svalutazione e momenti di intensa idealizzazione. Questo tipo di alternanza crea un legame molto forte perché ai momenti di paura e umiliazione seguono momenti di amore intenso, che fanno sentire “scelta” e importante. È un meccanismo che rende molto difficile allontanarsi, anche quando si soffre.
Lei ha progressivamente rinunciato a spazi personali, amicizie, lavoro, autonomia. Quando una relazione richiede di restringere la propria vita per evitare conflitti, non è più uno scambio paritario ma un rapporto sbilanciato.
Il senso di colpa che prova ora è comprensibile, ma non corrisponde a una reale responsabilità. Spesso chi vive dinamiche di controllo interiorizza l’idea di essere “la causa” delle reazioni dell’altro. In realtà, la gelosia patologica e la violenza verbale (e fisica, come lei stessa ha raccontato) non dipendono da un karaoke o da una risposta data in modo diverso da quello atteso.
Il dolore che sente in questi giorni è reale e intenso perché non sta perdendo solo un partner, ma anche l’unica figura che le faceva sentire amore in un contesto familiare dove si è sentita poco vista e poco riconosciuta. Questo rende la separazione ancora più destabilizzante.
Dentro di noi possono convivere bisogni opposti: il desiderio di essere amate e la paura di restare sole. Ma nessun amore dovrebbe richiedere di annullarsi per essere mantenuto.
Il fatto che lei stia chiedendo aiuto è un segnale di forza, non di debolezza. In questo momento sarebbe molto importante che non affrontasse tutto da sola. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a ricostruire il senso di valore personale al di fuori di una relazione fondata sul controllo.
Non è sbagliata. È ferita. E le ferite si possono curare.
Resto a disposizione.
Dott.ssa Iolanda Mastromonaco
Psicologa – Sessuologa
Mi occupo di ansia, dinamiche relazionali e difficoltà emotive.
Comprendere il significato di ciò che proviamo è il primo passo per non esserne più sopraffatti.
leggere il suo racconto fa comprendere quanto questa relazione abbia occupato uno spazio enorme nella sua vita, non solo affettivo ma anche identitario.
Le rispondo con chiarezza: no, non è lei quella sbagliata. Cantare una canzone con il padre del suo compagno, dopo avergli chiesto il permesso, non è un comportamento scorretto. Le parole che ha ricevuto (“prostituta”, “poco di buono”, “mi fai schifo”) non sono una reazione proporzionata a ciò che è accaduto.
Nel suo racconto emerge una dinamica relazionale molto precisa: controllo, isolamento, richieste di rassicurazione continue, minacce di abbandono, alternanza tra svalutazione e momenti di intensa idealizzazione. Questo tipo di alternanza crea un legame molto forte perché ai momenti di paura e umiliazione seguono momenti di amore intenso, che fanno sentire “scelta” e importante. È un meccanismo che rende molto difficile allontanarsi, anche quando si soffre.
Lei ha progressivamente rinunciato a spazi personali, amicizie, lavoro, autonomia. Quando una relazione richiede di restringere la propria vita per evitare conflitti, non è più uno scambio paritario ma un rapporto sbilanciato.
Il senso di colpa che prova ora è comprensibile, ma non corrisponde a una reale responsabilità. Spesso chi vive dinamiche di controllo interiorizza l’idea di essere “la causa” delle reazioni dell’altro. In realtà, la gelosia patologica e la violenza verbale (e fisica, come lei stessa ha raccontato) non dipendono da un karaoke o da una risposta data in modo diverso da quello atteso.
Il dolore che sente in questi giorni è reale e intenso perché non sta perdendo solo un partner, ma anche l’unica figura che le faceva sentire amore in un contesto familiare dove si è sentita poco vista e poco riconosciuta. Questo rende la separazione ancora più destabilizzante.
Dentro di noi possono convivere bisogni opposti: il desiderio di essere amate e la paura di restare sole. Ma nessun amore dovrebbe richiedere di annullarsi per essere mantenuto.
Il fatto che lei stia chiedendo aiuto è un segnale di forza, non di debolezza. In questo momento sarebbe molto importante che non affrontasse tutto da sola. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a ricostruire il senso di valore personale al di fuori di una relazione fondata sul controllo.
Non è sbagliata. È ferita. E le ferite si possono curare.
Resto a disposizione.
Dott.ssa Iolanda Mastromonaco
Psicologa – Sessuologa
Mi occupo di ansia, dinamiche relazionali e difficoltà emotive.
Comprendere il significato di ciò che proviamo è il primo passo per non esserne più sopraffatti.
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