dopo una visita chirurgica mi hanno diagnosticato una fistola perianale da eliminare con l'intervent
dopo una visita chirurgica mi hanno diagnosticato una fistola perianale da eliminare con l'intervento chirurgico. la tempistica del tradizionale metodo è molto lunga e il mio lavoro non mi consente di avere una lunga convalescenza, vorrei notizie circa il nuovo metodo VAAFT
3 risposte
Le fistole perianali sono di diversi tipi e beneficiano di cure diverse. Il confronto tra le diverse tecniche non ha purtroppo mostrato grandi passi avanti riguardo alla percentuale di guarigione definitiva, che non va oltre il 70/80 per cento. Si sono quindi affermate le tecniche che danno meno disagio al paziente e meno effetti collaterali. La vaaf, che è una di queste, è una tecnica in cui si usa uno strumento, il videofistuloscopio attraverso cui si percorre sotto visione la fistola scoprendo eventuali canali secondari, la si "ripulisce" coagulandone la superficie interna e, individuato l'orifizio di origine se ne provvede la chiusura. L'opportunità di applicarla nel suo caso dipende dalle caratteristiche della sua fistola.
Ottieni una risposta grazie al consulto online
Hai bisogno del consiglio di uno specialista? Prenota un consulto online: riceverai tutte le risposte senza uscire di casa.
è il caso forse di aggiungere che il problema delle fistole perianali è talvolta molto complesso, e fondamentale è il precisare esattamente il percorso, e l'eventuale diramazione della fistola, proprio in ordine alla definitiva ottimale risoluzione chirurgica. Molte volte la non definitiva risoluzione, e le recidive, dipendono proprio dal non aver preventivamente ed esattamente trovato o riconosciuto "il" o "i" reali percorsi della fistola.
La TRAP delle fistole perianali è nella mia personale esperienza la metodica meno invasiva e non dolorosa per la loro certa e stabile guarigione: la TRAP è una metodica all'avanguardia e di cui dopo 20 anni hanno preso atto le Linee Guida della UIP: gli studi attualmente in corso sulla istochimica della metodica di rigenerazione cellulare. Essa consente la completa inibizione degli enzimi COX 2 e come sappiamo da anni ciò consente al processo infiammatorio in atto di consentire la liberazione di abbondanti citochine (fattori di accrescimento cellulare): in pratica il concime biochimico per l'uomo delle cellule staminali autologhe. La metodica è comunque riconosciuta dalla UIP ed è validata dal semplice successo terapeutico, ampiamente riconosciutomi dai pazienti. Vedere per credere: ma in Medicina i progressi terapeutici non coincidono affatto con i progressi della validazione universitaria (sebbene molto semplici) essi hanno sempre tempi e percorsi diversi per comprensibili ragioni.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.



