Da un anno provo a ridurre le benzodiazepine (delirazepam) ma l'insonnia è invalidante. Faccio già p

4 risposte
Da un anno provo a ridurre le benzodiazepine (delirazepam) ma l'insonnia è invalidante. Faccio già psicoterapia da 6 mesi. Cerco urgentemente un consiglio di un'esperto per la gestione dell'insonnia da astinenza. Grazie.
Dott. Alessandro Arone
Psichiatra, Psicoterapeuta
Catanzaro
Buongiorno, ci sono vari approcci farmacologici per ridurre, con il programma di sospendere anche, farmaci ansiolitici quali le benzodiazepine, sovente con l'impiego temporaneo di altri farmaci. E' fondamentale però che il suo quesito venga approfondito a seguito di visita specialistica esaustiva.

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Dr. Fabio M. P. Tortorelli
Psichiatra, Psicoterapeuta
Roma
Gentilissimo,

Le benzodiazepine non sono indicate nel trattamento a lungo termine dell'insonnia.

Sono disponibili trattamenti più efficaci nel lungo periodo, in grado di consentire un riposo notturno ristoratore senza causare le problematiche di dipendenza e perdita di efficacia tipiche delle benzodiazepine.

Resto a disposizione in caso di necessità, cari saluti
Dott. Raffaele Falato
Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico di medicina generale
Firenze
La sospensione delle benzodiazepine richiede tempi variabili e adattati al singolo caso. Se l'insonnia è invalidante, significa che la riduzione è stata troppo rapida: va rallentata o temporaneamente stabilizzata. Sarebbe utile passare ad altre molecole per un tapering più graduale. Possono essere d’aiuto altri farmaci di supporto, ma sempre su indicazione specialistica. Occorre un supporto psichiatrico esperto in dipendenze da benzodiazepine. Resto a disposizione per una consulenza in merito.
Dott.ssa Chiara Muscarella
Psichiatra, Psicoterapeuta, Psicologo
Firenze
Buongiorno,
l’insonnia da riduzione di benzodiazepine è frequente e può essere severa. È indicata una riduzione molto graduale, talvolta con passaggio a una molecola a lunga emivita, e l’eventuale supporto con farmaci non benzodiazepinici.
Se l’insonnia è invalidante, è consigliata una valutazione psichiatrica specialistica esperta in disassuefazione. Eviti modifiche autonome della terapia.

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