Da oltre 20 anni ho un tremore involontario alla testa che si manifesta soprattutto quando vengo oss
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Da oltre 20 anni ho un tremore involontario alla testa che si manifesta soprattutto quando vengo osservato, toccato o sono al centro dell’attenzione (es. dal dentista, dal parrucchiere, dalla mia compagna). Il tremore è veloce e riguarda solo testa e collo, spesso accompagnato da rigidità muscolare ma senza dolore o altri sintomi neurologici. Mi crea imbarazzo e un certo evitamento sociale. Vorrei escludere cause neurologiche e capire se si tratta di un disturbo funzionale legato all’ansia.
Buonasera, sicuramente visti i sintomi che descrive farebbe bene ad escludere prima di tutto le cause organiche facendo un controllo neurologico. In ogni caso le consiglierei di intraprendere anche un percorso psicologico per ricevere supporto relativamente ai sintomi che descrive. Se avesse bisogno sono a sua disposizione in presenza o online, per una terapia di tipo relazionale integrata, con il supporto di varie tecniche personalizzate in base al paziente, ai suoi bisogni ed obiettivi con evidenza scientifica. Dott.ssa Susanna Scainelli
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Buongiorno, dalla sua descrizione potrebbe trattarsi di un segnale somatico di ansia, legato all'attivazione del sistema nervoso simpatico. Le suggerisco in considerare l'ipotesi di iniziare un percorso di psicoterapia per capire che significato ha l'ansia nel contesto sociale, da dove deriva e come gestirla.
Un caro saluto,
dott.ssa Carlotta Volpi
Un caro saluto,
dott.ssa Carlotta Volpi
Gentile utente, comprendo come quello che lei descrive possa interferire con la sua quotidianità e a lungo andare essere un peso.
Se non è già stato fatto è importante escludere cause neurologiche tramite una valutazione medica specialistica, come una visita neurologica.
Dal punto di vista psicologico ciò che lei descrive potrebbe, come lei già accenna, essere legato all'ansia, in particolare all'ansia sociale, proprio perchè questi tremori si manifestano in situazioni sociali che portano poi ad evitamenti. Le è diventata difficile da gestire proprio perchè il corpo la attiva come se fosse una reazione automatica in quelle situazioni, come se volesse comunicarci un disagio interno che non sa come altro comunicare.
In questi casi, un percorso di terapia può aiutare a ridurre il livello di attivazione e a recuperare un senso di controllo. Potrebbero esserle utili tecniche di rilassamento, respirazione e approcci come la terapia cognitivo-comportamentale.
Spero di esserle stata d'aiuto e rimango a disposizione, dott.ssa Ilaria Bresolin.
Se non è già stato fatto è importante escludere cause neurologiche tramite una valutazione medica specialistica, come una visita neurologica.
Dal punto di vista psicologico ciò che lei descrive potrebbe, come lei già accenna, essere legato all'ansia, in particolare all'ansia sociale, proprio perchè questi tremori si manifestano in situazioni sociali che portano poi ad evitamenti. Le è diventata difficile da gestire proprio perchè il corpo la attiva come se fosse una reazione automatica in quelle situazioni, come se volesse comunicarci un disagio interno che non sa come altro comunicare.
In questi casi, un percorso di terapia può aiutare a ridurre il livello di attivazione e a recuperare un senso di controllo. Potrebbero esserle utili tecniche di rilassamento, respirazione e approcci come la terapia cognitivo-comportamentale.
Spero di esserle stata d'aiuto e rimango a disposizione, dott.ssa Ilaria Bresolin.
Buonasera,
comprendo quanto questo tremore possa essere fastidioso e condizionante, soprattutto nelle situazioni in cui ti senti esposto o osservato. Da come lo descrivi, sembra avere caratteristiche compatibili con una risposta ansiosa o un disturbo funzionale, e lavorarci in psicoterapia può davvero aiutarti a capirne meglio l’origine e a ridurne l’impatto nella tua vita quotidiana.
Se vuoi, possiamo iniziare un percorso insieme per esplorare cosa succede in quei momenti, da dove nasce questa reazione corporea e come imparare a gestirla con più libertà e sicurezza.
comprendo quanto questo tremore possa essere fastidioso e condizionante, soprattutto nelle situazioni in cui ti senti esposto o osservato. Da come lo descrivi, sembra avere caratteristiche compatibili con una risposta ansiosa o un disturbo funzionale, e lavorarci in psicoterapia può davvero aiutarti a capirne meglio l’origine e a ridurne l’impatto nella tua vita quotidiana.
Se vuoi, possiamo iniziare un percorso insieme per esplorare cosa succede in quei momenti, da dove nasce questa reazione corporea e come imparare a gestirla con più libertà e sicurezza.
Buongiorno,
comprendo la difficoltà che sta vivendo e vivendola da molti anni potrebbe sembrare qualcosa legato a cause psicologiche, in ogni caso le consiglio giustamente di parlare con il suo medico e pianificare delle visite per escludere cause fisiche ed organiche, se ancora non lo avesse fatto. Fatto questo si può assolutamente pensare ad una eventuale terapia psicologica per comprendere origine e causa di questo tremore e poter migliorare la sua condizione. Resto a disposizione online. Un saluto
Dott.ssa Ilaria Biasion
comprendo la difficoltà che sta vivendo e vivendola da molti anni potrebbe sembrare qualcosa legato a cause psicologiche, in ogni caso le consiglio giustamente di parlare con il suo medico e pianificare delle visite per escludere cause fisiche ed organiche, se ancora non lo avesse fatto. Fatto questo si può assolutamente pensare ad una eventuale terapia psicologica per comprendere origine e causa di questo tremore e poter migliorare la sua condizione. Resto a disposizione online. Un saluto
Dott.ssa Ilaria Biasion
Buongiorno,
i sintomi che Lei descrive potrebbero effettivamente essere coerenti con una risposta da stress importante e compatibili con manifestazioni di tipo psicofisiologico.
Una volta esclusa l'origine organica, una valutazione clinico-psicologica, anche di tipo psicofisiologico, potrebbe offrire informazioni oggettive molto utili. Molte volte il corpo è costretto a comunicare in questo modo, ma mi sembra che da parte sua ci sia già la curiosità di comprendere meglio ciò che le accade. Imparare a conoscere sé stessi e la propria natura rappresenta già una buona parte del processo di guarigione. Le suggerirei di effettuare una consulenza con uno specialista che si occupa di somatizzazioni e valutazione psicofisiologica e le auguro il meglio per il suo percorso.
i sintomi che Lei descrive potrebbero effettivamente essere coerenti con una risposta da stress importante e compatibili con manifestazioni di tipo psicofisiologico.
Una volta esclusa l'origine organica, una valutazione clinico-psicologica, anche di tipo psicofisiologico, potrebbe offrire informazioni oggettive molto utili. Molte volte il corpo è costretto a comunicare in questo modo, ma mi sembra che da parte sua ci sia già la curiosità di comprendere meglio ciò che le accade. Imparare a conoscere sé stessi e la propria natura rappresenta già una buona parte del processo di guarigione. Le suggerirei di effettuare una consulenza con uno specialista che si occupa di somatizzazioni e valutazione psicofisiologica e le auguro il meglio per il suo percorso.
Salve, probabilmente come Lei ha ipotizzato potrebbe essere dovuto all'ansia ma è sempre bene escludere ogni tipo di causa neurologica così da iniziare serenamente un percorso di riabilitazione e gestione emotiva
Buongiorno,
da quanto descrivi, il tremore che interessa solo testa e collo e che si manifesta principalmente in situazioni di attenzione, osservazione o contatto sociale, senza altri sintomi neurologici associati, può essere compatibile con un disturbo funzionale o tremore da ansia/condizionamento situazionale.
Il fatto che compaia in contesti sociali o durante il contatto fa pensare a un fattore psicologico o ansioso.
La rigidità muscolare associata senza dolore né deficit neurologici importanti è spesso osservata in disturbi funzionali o tensioni muscolari legate all’ansia.
La durata di oltre 20 anni e il peggioramento in presenza di osservatori suggeriscono che il fattore emotivo e sociale abbia un ruolo centrale.
Le suggerisco di effettuare il seguente percorso clinico per l'analisi approfondita della sua condizione, tale percorso consta di:
-Valutazione neurologica completa: è fondamentale escludere cause organiche, come tremore essenziale o altre patologie neurologiche.
-Valutazione neuropsicologica o psicologica: può aiutare a capire il ruolo dell’ansia, della tensione muscolare e dei meccanismi di evitamento sociale.
-Strategie di gestione: se il tremore ha componente funzionale, tecniche di rilassamento, biofeedback, training muscolare e terapia cognitivo-comportamentale possono essere molto efficaci nel ridurre sintomi e imbarazzo sociale.
è possibile che il tremore abbia una componente funzionale legata all’ansia, ma è importante confermare l’assenza di patologie neurologiche tramite una valutazione specialistica.
Cordialmente
da quanto descrivi, il tremore che interessa solo testa e collo e che si manifesta principalmente in situazioni di attenzione, osservazione o contatto sociale, senza altri sintomi neurologici associati, può essere compatibile con un disturbo funzionale o tremore da ansia/condizionamento situazionale.
Il fatto che compaia in contesti sociali o durante il contatto fa pensare a un fattore psicologico o ansioso.
La rigidità muscolare associata senza dolore né deficit neurologici importanti è spesso osservata in disturbi funzionali o tensioni muscolari legate all’ansia.
La durata di oltre 20 anni e il peggioramento in presenza di osservatori suggeriscono che il fattore emotivo e sociale abbia un ruolo centrale.
Le suggerisco di effettuare il seguente percorso clinico per l'analisi approfondita della sua condizione, tale percorso consta di:
-Valutazione neurologica completa: è fondamentale escludere cause organiche, come tremore essenziale o altre patologie neurologiche.
-Valutazione neuropsicologica o psicologica: può aiutare a capire il ruolo dell’ansia, della tensione muscolare e dei meccanismi di evitamento sociale.
-Strategie di gestione: se il tremore ha componente funzionale, tecniche di rilassamento, biofeedback, training muscolare e terapia cognitivo-comportamentale possono essere molto efficaci nel ridurre sintomi e imbarazzo sociale.
è possibile che il tremore abbia una componente funzionale legata all’ansia, ma è importante confermare l’assenza di patologie neurologiche tramite una valutazione specialistica.
Cordialmente
Da quanto riferisce, potrebbe trattarsi di un tremore funzionale, cioè di un disturbo del movimento senza una base neurologica evidente, in cui la componente ansiosa e la memoria corporea potrebbero avere un ruolo rilevante. Il fatto che il tremore compaia soprattutto quando si sente osservato o toccato, e non sembri peggiorare nel tempo né associarsi ad altri sintomi neurologici, farebbe pensare a qualcosa di non degenerativo.
È possibile che, in alcune situazioni di esposizione, il corpo reagisca come se l’essere guardato fosse una forma di minaccia: il sistema di allerta si attiverebbe e i muscoli del collo potrebbero contrarsi in modo involontario. In questa prospettiva, il tremore sarebbe una risposta automatica, appresa nel tempo, legata a un meccanismo di difesa più che a un’alterazione del sistema nervoso.
Sul piano clinico, si potrebbe ipotizzare un disturbo del movimento funzionale o un tremore psicogeno situazionale, ma la diagnosi dovrebbe essere confermata da una valutazione diretta, anche neurologica.
Se fosse così, un percorso psicoterapeutico centrato sulla regolazione dell’ansia e sulla rielaborazione del rapporto con il corpo potrebbe risultare utile. Approcci come l’EMDR o interventi basati sulla consapevolezza corporea potrebbero favorire una progressiva riduzione del sintomo. Tecniche di respirazione e biofeedback potrebbero contribuire a migliorare il controllo della risposta automatica.
In sintesi, il suo corpo potrebbe aver sviluppato una modalità di difesa che oggi si manifesta come tremore. Con un lavoro mirato e una valutazione adeguata, la situazione potrebbe essere compresa e gestita.
È possibile che, in alcune situazioni di esposizione, il corpo reagisca come se l’essere guardato fosse una forma di minaccia: il sistema di allerta si attiverebbe e i muscoli del collo potrebbero contrarsi in modo involontario. In questa prospettiva, il tremore sarebbe una risposta automatica, appresa nel tempo, legata a un meccanismo di difesa più che a un’alterazione del sistema nervoso.
Sul piano clinico, si potrebbe ipotizzare un disturbo del movimento funzionale o un tremore psicogeno situazionale, ma la diagnosi dovrebbe essere confermata da una valutazione diretta, anche neurologica.
Se fosse così, un percorso psicoterapeutico centrato sulla regolazione dell’ansia e sulla rielaborazione del rapporto con il corpo potrebbe risultare utile. Approcci come l’EMDR o interventi basati sulla consapevolezza corporea potrebbero favorire una progressiva riduzione del sintomo. Tecniche di respirazione e biofeedback potrebbero contribuire a migliorare il controllo della risposta automatica.
In sintesi, il suo corpo potrebbe aver sviluppato una modalità di difesa che oggi si manifesta come tremore. Con un lavoro mirato e una valutazione adeguata, la situazione potrebbe essere compresa e gestita.
Gentile, la ringrazio per aver condiviso le sue difficoltà e comprendo quanto un sintomo così visibile possa generare imbarazzo, senso di esposizione e progressivo evitamento. Il fatto che il tremore si presenti soprattutto quando si sente osservato, toccato o al centro dell’attenzione, e che aumenti in contesti sociali specifici (dentista, parrucchiere, intimità), è compatibile con una componente di attivazione ansiosa e con meccanismi di “ipercontrollo” del corpo, che spesso mantengono e amplificano il sintomo nel tempo. Detto questo, è assolutamente corretto che lei voglia escludere prima cause neurologiche: le suggerisco di effettuare una visita neurologica (eventualmente con valutazione del movimento) portando una descrizione dettagliata e, se possibile, un breve video del tremore nei momenti in cui si manifesta, così da facilitare l’inquadramento clinico; se il neurologo esclude patologie organiche, si può lavorare in modo mirato sull’aspetto funzionale e sull’ansia da prestazione/attenzione sociale che sembra attivare il sintomo. Sul piano psicologico, in questi casi è spesso molto utile intervenire su vergogna, anticipazione, evitamento e sul circolo “mi accorgo del tremore → mi controllo → aumento tensione → il tremore cresce”, così da ridurne intensità e impatto nella vita quotidiana. Se lo desidera, sono disponibile ad approfondire la sua situazione in seduta e costruire un percorso mirato che integri la parte di esclusione medica con un lavoro efficace sul mantenimento psicologico del sintomo. Rimanendo a disposizione, le invio cordiali saluti. Dott. Ivan De Lucia
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