Calo di energie o zuccheri dopo alcune ore. Buongiorno dottori ,sono un ragazzo di 23 anni e vi pon

5 risposte
Calo di energie o zuccheri dopo alcune ore.
Buongiorno dottori ,sono un ragazzo di 23 anni e vi pongo questo la domanda dato che mi capita ormai da anni ma non ho mai approfondito. Praticamente ho il bisogno di fare molti pasti al giorno sennò sto male. Generalmente faccio colazione, poi uno spuntino a metà mattinata e pranzo. Successivamente merenda nel pomeriggio e poi cena. Noto che dopo alcune ore aver fatto colazione se non mangio qualcosa appunto a metà mattinata o prima di pranzo e faccio qualche sforzo , movimento ho quella sensazione di "calo di zuccheri " con tachicardia,debolezza delle gambe , giramenti di testa. Una volta mangiato , soprattutto zuccheri, sto subito meglio. Non ho mai fatto analisi o altro perché non saprei se sono ipoglicemico o meno. In sintesi ho bisogno sempre di fare tot pasti per stare bene sennò mi compaiono quei cali di energie.
Dr. Loredana Vesci
Nutrizionista, Dietologo
Roma
Buongiorno, bisognerebbe valutare la sua composizione corporea ed effettuare un'anamnesi accurata, generale e alimentare per approfondire i sintomi che racconta. Il fabbisogno nutrizionale dipende dalla sua struttura e metabolismo e se necessita di mangiare molte volte potrebbe significare che il metabolismo ossidativo è molto accentuato.

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Dott.ssa Brunella Troncone
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Napoli
Gentile paziente, il fatto di fare gli spuntini non è una cattiva abitudine e va benissimo così, non va bene invece che lei ha gli attacchi di fame e deve mangiare zuccheri per placare la sensazione di malessere.
I sintomi da lei descritti indicano insulino resistenza e le consiglio di fare analisi del sangue con valutazione del quadro glicemico: glicemia, curva da carico, livelli di insulina nel sangue.
Nel caso in cui risultasse positivo all'insulino resistenza le basta seguire una dieta specifica e ripristinare il peso.
Ad ogni modo, le consiglio una colazione bilanciata, con una buona quota proteica, lipidica e carboidrati a basso indice glicemico. Per gli spuntini le consiglio di mangiare frutta secca e magari 2/3 frollini a ridotto contenuto di zucchero.
Le consiglio l'avena, un cereale che modula il rilascio di zucchero nel sangue ed altamente saziante.
Spero di averla aiutata, cordialmente dottssa Troncone.
Dott.ssa Lucia Chierchia
Nutrizionista, Dietologo, Dietista
Milano
Ciao!
Hai fatto bene a raccontare quello che ti succede, e da quello che descrivi è possibile che tu abbia una sensibilità glicemica o una tendenza all’ipoglicemia reattiva. Non è raro, soprattutto nei ragazzi giovani e magri o con un metabolismo veloce, oppure in chi ha una dieta ricca di zuccheri semplici o troppo sbilanciata a colazione.

Ti spiego meglio cosa può succedere:
• Dopo una colazione (soprattutto se ricca di carboidrati semplici, come biscotti, brioche, zucchero, cereali raffinati), il corpo rilascia insulina per abbassare la glicemia.
• In alcune persone, l’insulina “lavora troppo”, facendo abbassare la glicemia più del dovuto, dopo 2-3 ore.
• A quel punto arrivano sintomi come debolezza, tachicardia, gambe molli, giramenti di testa, fame improvvisa, ecc.
• Se mangi qualcosa (soprattutto zuccheri), ti senti subito meglio: è un segno che si trattava proprio di un calo glicemico.

Cosa puoi fare per migliorare la situazione:
1. Fai colazione con proteine e grassi buoni, non solo zuccheri. Esempi:
• Pane integrale con uova o prosciutto + frutta
• Yogurt greco (anche senza lattosio se serve) con frutta secca e fiocchi d’avena
• Omelette + una fetta di pane + una mela
2. Evita zuccheri semplici da soli a stomaco vuoto: favoriscono il picco e il calo successivo.
3. Fai piccoli pasti regolari, come già fai: è giusto ascoltare il tuo corpo se ti senti meglio così.
4. Valuta con il tuo medico di base la possibilità di fare una curva glicemica o un controllo della glicemia a digiuno e post-prandiale per capire meglio il quadro.
5. Attenzione anche allo stress, sonno irregolare, caffeina a digiuno, che possono accentuare i sintomi.

Non sei da solo: questo disturbo è più comune di quanto si pensi e con una dieta personalizzata può migliorare tantissimo. Se vuoi, possiamo costruire insieme una colazione o un piano su misura.
Dott. Antonio Vivenzio
Dietologo, Medico estetico
Ancona
sembra che lei stia descrivendo un "calo glicemico reattivo" le cui cause possono essere variabili, sarebbero necessarie alcune analisi curva da carico orale di glucosio e insulina durante la curva. Può fare degli stick di controllo quando a queste sensazioni.
Con questi esami può andare a visita Endocrinologicca e poi nel caso valutare una terapia nutrizionale
Dott. Francesco Pepino
Nutrizionista, Dietologo, Dietista
Bergamo
Salve,
da quello che descrive la sensazione di “calo di zuccheri” dopo alcune ore dal pasto è un disturbo piuttosto comune, soprattutto nei soggetti giovani e attivi. Tuttavia è importante chiarire subito un punto: la sensazione di ipoglicemia non sempre corrisponde a una vera ipoglicemia misurata nel sangue.
Molte persone avvertono sintomi come debolezza, tachicardia, giramenti di testa o senso di vuoto quando passano diverse ore senza mangiare, soprattutto se nel frattempo svolgono attività fisica o mentale intensa. In alcuni casi può trattarsi di quella che viene definita ipoglicemia reattiva, cioè una risposta dell’organismo in cui dopo un pasto ricco di carboidrati si verifica una secrezione insulinica piuttosto marcata, con una successiva riduzione della glicemia che può provocare i sintomi che lei descrive.
Va anche considerato che l’organismo normalmente regola la glicemia attraverso l’equilibrio tra ormoni come insulina e glucagone, che mantengono i livelli di glucosio nel sangue relativamente stabili anche nelle ore tra un pasto e l’altro. Per questo motivo, se i sintomi compaiono frequentemente, è opportuno capire se si tratta semplicemente di una normale risposta metabolica oppure se esiste una reale alterazione della regolazione glicemica.
Il fatto che lei stia meglio dopo aver mangiato, soprattutto zuccheri, è coerente con un abbassamento temporaneo della glicemia percepita dall’organismo, ma non permette da solo di fare diagnosi. Per chiarire la situazione sarebbe utile eseguire alcuni esami di base, come glicemia a digiuno, eventualmente emoglobina glicata o altri test metabolici, che permettono di valutare come l’organismo gestisce il glucosio nel tempo.
Dal punto di vista nutrizionale, spesso è utile lavorare sulla qualità e composizione dei pasti: pasti troppo ricchi di zuccheri semplici o poco bilanciati possono favorire oscillazioni glicemiche più rapide, mentre pasti che contengono anche proteine, fibre e grassi tendono a stabilizzare maggiormente la risposta glicemica.
Se questo problema è presente da anni e condiziona il suo benessere quotidiano, può essere utile una valutazione nutrizionale personalizzata per analizzare la distribuzione dei pasti, la composizione della dieta e l’eventuale relazione con l’attività fisica.

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