Buongiorno, vorrei sapere se con massoterapia\laserterapia\tecarterapia riesco realmente a risolvere
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Buongiorno, vorrei sapere se con massoterapia\laserterapia\tecarterapia riesco realmente a risolvere il mio problema.
Mi è stata diagnosticata 1 grossolana ernia L5-S1, un'ernia L4-L5 ed un armonico bulging L3-L4. Dopo una cura di cortisone, sembrava andare meglio, l'ortopedico a cui mi sono rivolto, dopo la cura di cortisone mi ha prescritto una cura di algix a pranzo e un miorilassante la sera, ma niente io continuo ad avere dolore muscolare intenso dietro la gamba e formicolio nel piede sinistro, questi dolori li avverto in piedi, non riesco a stare più 5/10 min che ho bisogno di sedermi. L'ortopedico mi aveva detto delle suddette terapie nel caso avvertissi ancora il dolore, ma io mi domando meglio provare con le terapie o rivolgermi ad un neurochirurgo?
Grazie
Mi è stata diagnosticata 1 grossolana ernia L5-S1, un'ernia L4-L5 ed un armonico bulging L3-L4. Dopo una cura di cortisone, sembrava andare meglio, l'ortopedico a cui mi sono rivolto, dopo la cura di cortisone mi ha prescritto una cura di algix a pranzo e un miorilassante la sera, ma niente io continuo ad avere dolore muscolare intenso dietro la gamba e formicolio nel piede sinistro, questi dolori li avverto in piedi, non riesco a stare più 5/10 min che ho bisogno di sedermi. L'ortopedico mi aveva detto delle suddette terapie nel caso avvertissi ancora il dolore, ma io mi domando meglio provare con le terapie o rivolgermi ad un neurochirurgo?
Grazie
Buongiorno,
capisco bene la sua preoccupazione e la frustrazione che sta vivendo. Convivere con un dolore così intenso, che limita la possibilità di stare in piedi anche solo pochi minuti, è davvero difficile!
È importante comunque sapere che, per la maggior parte delle persone con ernie discali come la sua, la strada conservativa, basata sul movimento graduale e guidato, è quella che oggi le evidenze scientifiche indicano come più efficace e sostenibile nel lungo periodo.
Le terapie fisiche passive come massoterapia, laserterapia o tecarterapia possono dare un beneficio momentaneo sul dolore, aiutando a rilassare la muscolatura o a ridurre un po’ l’infiammazione locale. Tuttavia, da sole non risolvono la causa del dolore radicolare (la sciatica) né prevengono le recidive.
Oggi sappiamo che per dolori come il suo, è più importante:
Ripristinare gradualmente il movimento senza paura,
Ridurre l’ipervigilanza sul dolore,
Migliorare la tolleranza della colonna ai carichi di tutti i giorni,
Riacquisire fiducia nelle proprie capacità di movimento (autoefficacia).
Il dolore non è solo un fatto meccanico.
Un’ernia, anche grossolana, può guarire o migliorare spontaneamente: i dischi intervertebrali hanno una capacità di riduzione spontanea ben documentata. Inoltre, la ricerca mostra che fattori come stress, paura del movimento o credenze disfunzionali possono amplificare la percezione del dolore.
Per questo è importante indagare la situazione a 360° lavorando in modo personalizzato e incentrato sulle sue necessità.
La chirurgia o il neurochirurgo si valutano se ci sono segnali d’allarme importanti (perdita di forza grave, incontinenza, anestesia a sella). Negli altri casi, anche con ernie importanti, il corpo ha una grande capacità di guarigione, se guidato correttamente.
Quindi sì, può provare anche le terapie strumentali, ma io le consiglio di investire soprattutto in un percorso attivo, graduale e personalizzato, con esercizi mirati e supporto educativo.
Se vuole, possiamo costruire insieme un piano di movimento sicuro, passo dopo passo, così da tornare a stare in piedi senza timore. In ogni caso resto a disposizione!
Elena
capisco bene la sua preoccupazione e la frustrazione che sta vivendo. Convivere con un dolore così intenso, che limita la possibilità di stare in piedi anche solo pochi minuti, è davvero difficile!
È importante comunque sapere che, per la maggior parte delle persone con ernie discali come la sua, la strada conservativa, basata sul movimento graduale e guidato, è quella che oggi le evidenze scientifiche indicano come più efficace e sostenibile nel lungo periodo.
Le terapie fisiche passive come massoterapia, laserterapia o tecarterapia possono dare un beneficio momentaneo sul dolore, aiutando a rilassare la muscolatura o a ridurre un po’ l’infiammazione locale. Tuttavia, da sole non risolvono la causa del dolore radicolare (la sciatica) né prevengono le recidive.
Oggi sappiamo che per dolori come il suo, è più importante:
Ripristinare gradualmente il movimento senza paura,
Ridurre l’ipervigilanza sul dolore,
Migliorare la tolleranza della colonna ai carichi di tutti i giorni,
Riacquisire fiducia nelle proprie capacità di movimento (autoefficacia).
Il dolore non è solo un fatto meccanico.
Un’ernia, anche grossolana, può guarire o migliorare spontaneamente: i dischi intervertebrali hanno una capacità di riduzione spontanea ben documentata. Inoltre, la ricerca mostra che fattori come stress, paura del movimento o credenze disfunzionali possono amplificare la percezione del dolore.
Per questo è importante indagare la situazione a 360° lavorando in modo personalizzato e incentrato sulle sue necessità.
La chirurgia o il neurochirurgo si valutano se ci sono segnali d’allarme importanti (perdita di forza grave, incontinenza, anestesia a sella). Negli altri casi, anche con ernie importanti, il corpo ha una grande capacità di guarigione, se guidato correttamente.
Quindi sì, può provare anche le terapie strumentali, ma io le consiglio di investire soprattutto in un percorso attivo, graduale e personalizzato, con esercizi mirati e supporto educativo.
Se vuole, possiamo costruire insieme un piano di movimento sicuro, passo dopo passo, così da tornare a stare in piedi senza timore. In ogni caso resto a disposizione!
Elena
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Buongiorno, non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino l’utilità delle terapie sopracitate, le consiglio una visita neurochirurgica per valutare se intervenire chirurgicamente o tentare un approccio conservativo con un fisioterapista specializzato in osteopatia che intervenga con una terapia manuale mirata e sicura per ridurre la compressione sulle radici nervose.
Buonasera,
io consiglio sempre la terapia conservativa prima di valutare un possibile intervento. La lombosciatalgia viene gestita molto bene sia in ambito fisioterapico, con la terapia manuale e l'esercizio terapeutico, addestrando il paziente stesso a gestire il dolore e a muoversi meglio, sia in ambito osteopatico. Sconsiglio terapie passive come massoterapia/tecarterapia/laserterapia perché non hanno effetto a lunga durata e non risalgono alla causa del problema.
Spero di esserti stata d'aiuto!
io consiglio sempre la terapia conservativa prima di valutare un possibile intervento. La lombosciatalgia viene gestita molto bene sia in ambito fisioterapico, con la terapia manuale e l'esercizio terapeutico, addestrando il paziente stesso a gestire il dolore e a muoversi meglio, sia in ambito osteopatico. Sconsiglio terapie passive come massoterapia/tecarterapia/laserterapia perché non hanno effetto a lunga durata e non risalgono alla causa del problema.
Spero di esserti stata d'aiuto!
Buonasera, le consiglierei di provare con dei trattamenti miofasciali. Normalmente è utile interpellare un neurochirurgo se nota un deficit importante di forza o di sensibilità o nel momento in cui il dolore non è gestibile in alcun modo, tendenzialmente al di fuori di queste casistiche il neurochirurgo propone un trattamento conservativo.
Cordiali saluti
Massimo Ottonello
Cordiali saluti
Massimo Ottonello
Buongiorno, la figura più indicata in questo tipo di patologia è il neurochirurgo. Sarà lui a valutare la situazione, somministrargli la cura più adatta e indirizzarla eventualmente da uno specialista (fisioterapista, terapista del dolore) per delle terapie ulteriori. Le terapie da lei indicate hanno poca/nulla efficacia. In caso avesse bisogno mi contatti pure.
buongiorno poichè il suo problema discale è di natura meccanica andrebbe risolto con della ottima fisioterapia praticata da fisioterapisti esperti di schiena,inoltre consultare un neurochirurgo potrtebbe essere utile x comprendere l'entità del bulging
Buonasera, deve provare con le terapie ed associare a questi trattamenti passivi anche delle terapie di tipo attivo come esercizi di rinforzo e stretching della colonna. Non è detto che il problema sia necessariamente legato all'ernia.
E' consigliabile che si faccia visitare da un osteopata esperto
Buongiorno. Data la diagnosi, è evidente che i suoi nervi sono compressi e irritati. La massoterapia, laserterapia e tecarterapia sono utili per gestire il dolore e le contratture muscolari associate, e possono offrire un sollievo temporaneo o aiutare nel percorso riabilitativo, ma difficilmente risolvono completamente un'ernia discale grossolana che causa sintomi radicolari così marcati (dolore alla gamba e formicolio che la limitano in piedi). Il fatto che la cura con cortisone abbia dato un sollievo parziale e che l'Algix e i miorilassanti non siano sufficienti, suggerisce che la compressione nervosa è significativa. In questa situazione, la sua domanda se sia meglio provare le terapie o rivolgersi a un neurochirurgo è molto pertinente. Le consiglio vivamente di consultare un neurochirurgo. Sarà lui, dopo un'attenta valutazione clinica e delle immagini (RM), a stabilire se la sua condizione possa beneficiare di un approccio conservativo (fisioterapia mirata, ad esempio per la decompressione neurale) o se, data la severità dei sintomi e la limitazione funzionale, sia il caso di considerare opzioni interventistiche per liberare il nervo.
A volte dopo eventi infiammatori acuti, la schiena reagisce con assestamenti posturali sbagliati di difesa per permettere al soggetto di continuare a fare le attività di vita quotidiane. Questo porta a disfunzioni che sono secondari alle ernie ma non per questo meno dolorosi. Noi in questi casi non agiamo mai con semplici terapie strumentali antinfiammatoria, ma lavoriamo per rimettere in armonia il sistema muscolo-scheletrico, poi se c'è ancora infiammazione allora associamo le due cose, ma mai solo terapia antinfiammatoria!
buongiorno,
consiglierei entrambe vista la situazione..il neurochirurgo può valutare se la situazione possa avere necessità di intervento, ma la seduta con un fisioterapista potrebbe dare indicazioni e informazioni importanti sul trattamento di tipo conservativo che può evitare quello chirurgico.
consiglierei entrambe vista la situazione..il neurochirurgo può valutare se la situazione possa avere necessità di intervento, ma la seduta con un fisioterapista potrebbe dare indicazioni e informazioni importanti sul trattamento di tipo conservativo che può evitare quello chirurgico.
buongiorno
Avrei necessità di avere maggiori informazioni.
Mi invii il suo numero di cell su questo sito, la chiamerò prima possibile.
Senza impegno economico.
Grazie
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