Buongiorno, spiego brevemente la mia situazione. Circa due anni fa soffrivo di ansia e attacchi di p
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Buongiorno, spiego brevemente la mia situazione. Circa due anni fa soffrivo di ansia e attacchi di panico anche intensi (tachicardia, senso di oppressione al petto, difficoltà a stare tra le persone).
Successivamente ho avuto un episodio di gastrite importante (con vomito notturno) e da quel momento sono iniziati i miei problemi allo stomaco, che persistono ancora oggi è invalidano la mia vita quotidiana (sensazione di stomaco “strano”, difficoltà digestiva).
Da quando sono comparsi i sintomi allo stomaco, gli attacchi di panico non si sono più presentati, ma rimane una certa ansia che si attiva soprattutto quando avverto i sintomi digestivi.
Gli esami eseguiti risultano nella norma, e ho notato che i sintomi variano molto e migliorano quando sono più tranquillo o distratto.
questa situazione può essere legata anche a una componente del sistema nervoso/ansiosa? In tal caso, può avere senso valutare anche un supporto psichiatrico?
Successivamente ho avuto un episodio di gastrite importante (con vomito notturno) e da quel momento sono iniziati i miei problemi allo stomaco, che persistono ancora oggi è invalidano la mia vita quotidiana (sensazione di stomaco “strano”, difficoltà digestiva).
Da quando sono comparsi i sintomi allo stomaco, gli attacchi di panico non si sono più presentati, ma rimane una certa ansia che si attiva soprattutto quando avverto i sintomi digestivi.
Gli esami eseguiti risultano nella norma, e ho notato che i sintomi variano molto e migliorano quando sono più tranquillo o distratto.
questa situazione può essere legata anche a una componente del sistema nervoso/ansiosa? In tal caso, può avere senso valutare anche un supporto psichiatrico?
Buongiorno, è possibile che questi sintomi siano inquadrabili in un disturbo d'ansia che andrebbe approfondito tramite una visita con uno specialista psichiatra, in particolare la correlazione con stati di maggiore tranquillità/distrazione.
Cordialmente
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Gentile utente,
Da quello che descrive, la risposta alla sua prima domanda è affermativa: c'è una fortissima connessione clinica. Quello che ha sperimentato è probabilmente un fenomeno molto frequente in ambito psichiatrico denominato "spostamento del sintomo". L'ansia che due anni fa si sfogava in modo esplosivo attraverso gli attacchi di panico e la tachicardia, oggi ha "cambiato bersaglio", trovando un nuovo canale di sfogo nel suo apparato digerente.
L'apparato gastrointestinale è a tutti gli effetti un "secondo cervello", ricchissimo di recettori emotivi e nervosi.
Il fatto che tutti gli esami strumentali siano perfettamente nella norma e che il fastidio migliori nettamente quando è distratto o tranquillo, significa che non c'è alcun danno organico; c'è invece probabilmente un sistema nervoso centrale che, essendo rimasto in un costante stato di "allarme di fondo", scarica la tensione accumulata direttamente sulla muscolatura gastrica.
Rispondendo al suo secondo dubbio: ha assolutamente senso richiedere una valutazione psichiatrica; anzi, è il passo più mirato e risolutivo che possa compiere in questo momento per sbloccare la situazione.
Uno specialista saprà inquadrare esattamente questa somatizzazione e valutare l'opportunità di una terapia mirata. Esistono infatti farmaci che lavorano in modo eccellente sull'asse intestino-cervello, capaci di spegnere rapidamente l'ipersensibilità dei recettori gastrici e curare alla radice l'ansia che continua ad alimentare questo fastidioso circolo vizioso.
Si affidi ad uno specialista psichiatra esperto in tale settore, che attraverso una visita psichiatrica diretta possa valutare accuratamente il suo quadro clinico e poterla aiutare nel migliore dei modi per raggiungere il benessere psico-fisico.
Resto a disposizione per eventuali necessità, le faccio i migliori auguri per tutto.
Cari saluti.
Da quello che descrive, la risposta alla sua prima domanda è affermativa: c'è una fortissima connessione clinica. Quello che ha sperimentato è probabilmente un fenomeno molto frequente in ambito psichiatrico denominato "spostamento del sintomo". L'ansia che due anni fa si sfogava in modo esplosivo attraverso gli attacchi di panico e la tachicardia, oggi ha "cambiato bersaglio", trovando un nuovo canale di sfogo nel suo apparato digerente.
L'apparato gastrointestinale è a tutti gli effetti un "secondo cervello", ricchissimo di recettori emotivi e nervosi.
Il fatto che tutti gli esami strumentali siano perfettamente nella norma e che il fastidio migliori nettamente quando è distratto o tranquillo, significa che non c'è alcun danno organico; c'è invece probabilmente un sistema nervoso centrale che, essendo rimasto in un costante stato di "allarme di fondo", scarica la tensione accumulata direttamente sulla muscolatura gastrica.
Rispondendo al suo secondo dubbio: ha assolutamente senso richiedere una valutazione psichiatrica; anzi, è il passo più mirato e risolutivo che possa compiere in questo momento per sbloccare la situazione.
Uno specialista saprà inquadrare esattamente questa somatizzazione e valutare l'opportunità di una terapia mirata. Esistono infatti farmaci che lavorano in modo eccellente sull'asse intestino-cervello, capaci di spegnere rapidamente l'ipersensibilità dei recettori gastrici e curare alla radice l'ansia che continua ad alimentare questo fastidioso circolo vizioso.
Si affidi ad uno specialista psichiatra esperto in tale settore, che attraverso una visita psichiatrica diretta possa valutare accuratamente il suo quadro clinico e poterla aiutare nel migliore dei modi per raggiungere il benessere psico-fisico.
Resto a disposizione per eventuali necessità, le faccio i migliori auguri per tutto.
Cari saluti.
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