Buongiorno, sono una ragazza di 24 anni... soffro di derealizzazione e depersonalizzazione 24h su 2
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Buongiorno,
sono una ragazza di 24 anni... soffro di derealizzazione e depersonalizzazione 24h su 24h, è una tortura... ormai non so più che fare... il sintomo non mi sta dando la possibilità di vivere al 100%... sono 2 mesi che ormai non riesco a lavorare... essendo un lavoro d’ufficio non riesco a concentrarmi e a ricordarmi bene le cose...io adoravo il mio lavoro e ne sto soffrendo tantissimo, mi sento disabilitata da questo disturbo... e ogni giorno mi chiedo come posso andare avanti così... ero una ragazza energica e brillante, ma questa cosa mi sta distruggendo nel profondo... sono in cura da uno psichiatra che mi aveva prescritto prima un antidepressivo il citalopram (ma il mio corpo lo rigettava completamente) e pertanto ha pensato ad un tipo di terapia differente... mi ha prescritto poche gocce di haldol la sera prima di addormentarmi (queste non mi sta dando nessun tipo di problemi) poi sto andando 2 volte alla settimana in cura da uno psicoterapeuta... il problema è che sono passati 2 mesi e mezzo... ma non sto notando nessun tipo di cambiamento... mi sto impegnando molto sulla conoscenza di me stessa... ma ormai sono alla frutta, sono davvero disperata e non so più che fare... ho una paura terribile di rimanere così per sempre e di non riuscire più ad avere una vita normale al 100%... tutto è iniziato l’anno scorso per via di un trauma che ho avuto che mi ha sconvolto
Spero che qualcuno riesca a darmi qualche parola di conforto, grazie e scusate per la lunghezza del messaggio
sono una ragazza di 24 anni... soffro di derealizzazione e depersonalizzazione 24h su 24h, è una tortura... ormai non so più che fare... il sintomo non mi sta dando la possibilità di vivere al 100%... sono 2 mesi che ormai non riesco a lavorare... essendo un lavoro d’ufficio non riesco a concentrarmi e a ricordarmi bene le cose...io adoravo il mio lavoro e ne sto soffrendo tantissimo, mi sento disabilitata da questo disturbo... e ogni giorno mi chiedo come posso andare avanti così... ero una ragazza energica e brillante, ma questa cosa mi sta distruggendo nel profondo... sono in cura da uno psichiatra che mi aveva prescritto prima un antidepressivo il citalopram (ma il mio corpo lo rigettava completamente) e pertanto ha pensato ad un tipo di terapia differente... mi ha prescritto poche gocce di haldol la sera prima di addormentarmi (queste non mi sta dando nessun tipo di problemi) poi sto andando 2 volte alla settimana in cura da uno psicoterapeuta... il problema è che sono passati 2 mesi e mezzo... ma non sto notando nessun tipo di cambiamento... mi sto impegnando molto sulla conoscenza di me stessa... ma ormai sono alla frutta, sono davvero disperata e non so più che fare... ho una paura terribile di rimanere così per sempre e di non riuscire più ad avere una vita normale al 100%... tutto è iniziato l’anno scorso per via di un trauma che ho avuto che mi ha sconvolto
Spero che qualcuno riesca a darmi qualche parola di conforto, grazie e scusate per la lunghezza del messaggio
Gentile utente, Lei ha messo in atto tutte le strategie più opportune. Il lavoro su sé stessi richiede tempo, ma ad un certo punto si accorgerà dei benefici che porta. Continui ad impegnarsi e a credere nelle sue possibilità.
I miei auguri,
MG
I miei auguri,
MG
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Buonasera, come già sottolineato dalla collega lei ha scelto la strada più opportuna per prendersi cura della sua sofferenza. Ci vuole tempo, probabilmente questo la espone un pochino alla frustrazione di non vedere subito i risultati sperati, ma non si arrenda, il cambiamento necessita di uno spazio interno che non si conquista in un “batter d’occhio”. È stata molto coraggiosa e attenta a se stessa, continui su questa strada vedrà che i risultati non tarderanno ad arrivare. Un caro augurio Dottsa Elisa Galantini
Salve,
dal momento che ha già iniziato un percorso psicoterapeutico, è il caso che parli con il suo psicoterapeuta di queste sue difficoltà, in modo da poterle affrontare in terapia, si apra il più possibile e si affidi al suo terapeuta lasciandosi aiutare.
Saluti.
dal momento che ha già iniziato un percorso psicoterapeutico, è il caso che parli con il suo psicoterapeuta di queste sue difficoltà, in modo da poterle affrontare in terapia, si apra il più possibile e si affidi al suo terapeuta lasciandosi aiutare.
Saluti.
Buongiorno. Lei è in cura e immagino la fatica nel sostenere la cura, in termini di fiducia, di alleanza con i curanti, ma sopratutto con la parte sana di sé stessa. Questa è l'unica riflessione che mi sento di darle. La strada è faticosa ma credo sia quella giusta
Carissima, ti consiglio di provare a parlare della tua disperazione al tuo terapeuta che già ti conosce. I risultati di una psicoterapia non sono sempre immediati, ci vuole tempo, pazienza, fiducia verso il lavoro che stai facendo e verso la figura del terapeuta; questi sono elementi fondamentali per la buona riuscita di una terapia. Inoltre, il tuo terapeuta saprà fornirti ulteriori strumenti per elaborare il trauma che tanto ti attanaglia. Un caro saluto Dr.ssa Claudia Sposini
Cara ragazza sta facendo tutto quello che bisogna fare. Una psicoterapia intensiva e la cura farmacologica. Deve avere solo un po' di altra pazienza. I tempi di elaborazione di un trauma non sono brevi e dalla sua descrizione sembra essere stato un evento molto destabilizzante. Prosegua con quanto sta facendo e i miglioramenti arriveranno. Cari saluti
Stai facendo tutto ciò che ti servirà a stare bene. Hai scritto di un trauma che ha fatto da innesco... Immagino che con la tua terapeuta tu ne abbia già parlato, fallo ancora... Ti servirà a capire perché proprio questi sintomi. Il percorso all'inizio è faticoso e sembra non avere riscontri perché non sono immediati. Datti tempo, hai iniziato da poco!
Gentile utente di mio dottore,
La strada intrapresa è quella corretta, i percorsi di psicoterapia richiedono impegno e sacrificio ma anche tempo. Abbia pazienza e non demorda, vedrà che con il tempo le cose andranno meglio.
Un caro saluto
Dott. Diego Ferrara
La strada intrapresa è quella corretta, i percorsi di psicoterapia richiedono impegno e sacrificio ma anche tempo. Abbia pazienza e non demorda, vedrà che con il tempo le cose andranno meglio.
Un caro saluto
Dott. Diego Ferrara
Buongiorno! Capisco perfettamente le sue difficoltà e immagino che il dispendio di energie mentali sia elevato, però ha messo in pratica tutto ciò che è necessario fare per risolvere la sua situazione. Due mesi e mezzo non sono ancora sufficienti per vedere dei risultati che arriveranno con il tempo.
Saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Buongiorno, lei si trova all'interno di un percorso di cura e di un progetto terapeutico, per quello che sta facendo.
Deve sapere che i "tempi psichici" sono più lunghi del previsto molte volte. Alla base ci sono contenuti emotivi che richiedono una certa elaborazione mentale. Questo trauma di cui dice, avrà modificato parte dell'organizzazione della sua personalità. Abbia fiducia nel parlarne sempre al suo terapeuta, e provi ad accettare l'idea di tempi più lunghi di cambiamento, rispetto alle sue aspettative.
Auguri,
Dr. Cameriero Vittorio
Deve sapere che i "tempi psichici" sono più lunghi del previsto molte volte. Alla base ci sono contenuti emotivi che richiedono una certa elaborazione mentale. Questo trauma di cui dice, avrà modificato parte dell'organizzazione della sua personalità. Abbia fiducia nel parlarne sempre al suo terapeuta, e provi ad accettare l'idea di tempi più lunghi di cambiamento, rispetto alle sue aspettative.
Auguri,
Dr. Cameriero Vittorio
Due mesi non sono molti per osservare un live miglioramento insista!
Buongiorno, quando si soffre e si hanno delle difficoltà è umano volerle risolvere il più velocemente possibile. La magia non esiste, la strada che coraggiosamente ha intrapreso è quella giusta, deve solo avere la pazienza e la costanza nel suo percorso. Non è facile ma fondamentale per il raggiungimento di un benessere che merita di avere. Le auguro il meglio.
Dott.ssa Federica Leonardi
Dott.ssa Federica Leonardi
Buongiorno, purtroppo non se ne esce solo con i farmaci, ma è importante affiancarci una psicoterapia, meglio se cognitivo-comportamentale.
dott Tealdi
dott Tealdi
Buongiorno,
Dev'essere molto difficile questa condizione che sta vivendo.
Lei ha intrapreso le cure necessarie e si sta impegnando. I risultati lì vedrà, ma è necessario un po' di tempo. Abbia fiducia. E per qualsiasi dubbio ne parli con lo psichiatria e lo psicoterapeuta che la stanno aiutando.
Un caro saluto
Dott. Santo La Monica
Dev'essere molto difficile questa condizione che sta vivendo.
Lei ha intrapreso le cure necessarie e si sta impegnando. I risultati lì vedrà, ma è necessario un po' di tempo. Abbia fiducia. E per qualsiasi dubbio ne parli con lo psichiatria e lo psicoterapeuta che la stanno aiutando.
Un caro saluto
Dott. Santo La Monica
Buon giorno, la sua frustrazione è comprensibile, ma la terapia porterà sicuramente i suoi frutti. Si confronti con il suo terapeuta e con il suo psichiatra senza esitare. Saluti Dr. Ssa Rossella Ianniello
Caro utente , due mesi e mezzo di terapia sono molto pochi per raccogliere già i frutti , ma vedrà che il tempo la aiuterà ad una maggior comprensione e gestione dei suoi stati.
Sicuramente la terapia combinata è un’ottima soluzione ma, come già i colleghi hanno espresso, parli con Il suo psicoterapeuta e psichiatra di come si sta sentendo.
Sicuramente la terapia combinata è un’ottima soluzione ma, come già i colleghi hanno espresso, parli con Il suo psicoterapeuta e psichiatra di come si sta sentendo.
Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online
Gentile ragazza, le parole di conforto che sento di darle, è che lei sta facendo tutto ciò che si deve, andando da uno psichiatra e due volete da uno psicoterapeuta. Per questo tipo di disagi ci vuole tempo. Si affidi a chi l'ha presa in carico e continui il suo percorso. Lei è stata coraggiosa, ha preso atto del fatto che sta male e si è mossa per fare qualcosa per se stessa (non tutti lo fanno, poichè non tutti ci riescono). Inizi a veder quello che c'è: una persona volenterosa, consapevole della sua sofferenza, che ha preso parte attiva al suo processo di cambiamento. Si dica "brava" per questo, perchè lo è veramente. In bocca allupo!
Un caro saluto,
Rosella Pettinari
Un caro saluto,
Rosella Pettinari
Gentile utente, fidarsi ed affidarsi rappresentano l'innesco necessario a rendere funzionali le risorse a cui ha fatto riferimento. Sono certo che la strada intrapresa sia quella giusta, ma bisogna pazientare ed alimentare la tenacia con la quale sta affrontando questo difficile momento.
Capisco quanto possa essere faticoso e spaventoso vivere quello che lei descrive. La derealizzazione e la depersonalizzazione possono dare proprio quella sensazione di “essere scollegati” da sé e dalla realtà che, quando si protrae nel tempo, può far sentire scoraggiati, soprattutto se prima ci si percepiva energici e brillanti. Ma lei non è affatto “rotta” e “destinata a rimanere così”.
Questi sintomi, per quanto intensi, sono spesso legati a stati di ansia, stress o ad un’esperienza traumatica, come lei stessa riconosce. In molti casi rappresentano un “meccanismo di protezione” della mente che, dopo un evento sconvolgente, fatica a ritrovare un nuovo equilibrio. Sono sintomi del tutto reversibili, anche se a volte richiedono tempo.
Il fatto che lei stia già facendo sia una psicoterapia sia un percorso psichiatrico è molto positivo. Ma la psicoterapia ha bisogno di tempo per lavorare in profondità, soprattutto se c’è stato un trauma; e anche gli aggiustamenti farmacologici possono richiedere diversi tentativi prima di trovare il dosaggio funzionale per la persona.
La difficoltà di concentrazione, la labilità della memoria e il senso di “annebbiamento” significano soltanto che le sue capacità sono temporaneamente “offuscate” dallo stato interno che sta vivendo. Certo, è comprensibile la paura di “restare così per sempre”, una paura molto comune in chi vive la derealizzazione/depersonalizzazione e che non fa che alimentare il circolo vizioso dell’ansia e dei sintomi. Tuttavia non è una previsione reale sul tuo futuro, ma un effetto dello stato emotivo attuale.
Lavorando su di sé, come sta già facendo, l’aiuterà anche a cambiare prospettiva e ad imparare gradualmente a tollerare le sensazioni senza combatterle continuamente, a riportare l’attenzione sul corpo e sul presente. La disperazione che a volte prova appartiene alla nostra umanità, alla stanchezza che procura la sofferenza, ma non è una condizione definitiva. Al contrario, il fatto che lei cerchi aiuto, che si stia impegnando in una cura e che riesca ancora a raccontarsi con lucidità dice molto della sua forza, anche se in questo momento non la percepisce.
Insieme al suo terapeuta sono certa che stia già esplorando il suo mondo interiore: non abbia mai remore a parlarne apertamente. La terapia è un lavoro di squadra, e qualsiasi dubbio e incertezza sono parte importante del processo. Lei non è sola.
Con i tempi giusti e il lavoro adeguato, tornerà a sentirsi di nuovo se stessa, perfino più sicura e più consapevole del proprio essere.
P.S. Le indicazioni fornite hanno carattere generale e si basano esclusivamente sulle informazioni contenute nella domanda. Non sostituiscono una valutazione psicologica approfondita svolta nell’ambito di un colloquio diretto con uno specialista.
Questi sintomi, per quanto intensi, sono spesso legati a stati di ansia, stress o ad un’esperienza traumatica, come lei stessa riconosce. In molti casi rappresentano un “meccanismo di protezione” della mente che, dopo un evento sconvolgente, fatica a ritrovare un nuovo equilibrio. Sono sintomi del tutto reversibili, anche se a volte richiedono tempo.
Il fatto che lei stia già facendo sia una psicoterapia sia un percorso psichiatrico è molto positivo. Ma la psicoterapia ha bisogno di tempo per lavorare in profondità, soprattutto se c’è stato un trauma; e anche gli aggiustamenti farmacologici possono richiedere diversi tentativi prima di trovare il dosaggio funzionale per la persona.
La difficoltà di concentrazione, la labilità della memoria e il senso di “annebbiamento” significano soltanto che le sue capacità sono temporaneamente “offuscate” dallo stato interno che sta vivendo. Certo, è comprensibile la paura di “restare così per sempre”, una paura molto comune in chi vive la derealizzazione/depersonalizzazione e che non fa che alimentare il circolo vizioso dell’ansia e dei sintomi. Tuttavia non è una previsione reale sul tuo futuro, ma un effetto dello stato emotivo attuale.
Lavorando su di sé, come sta già facendo, l’aiuterà anche a cambiare prospettiva e ad imparare gradualmente a tollerare le sensazioni senza combatterle continuamente, a riportare l’attenzione sul corpo e sul presente. La disperazione che a volte prova appartiene alla nostra umanità, alla stanchezza che procura la sofferenza, ma non è una condizione definitiva. Al contrario, il fatto che lei cerchi aiuto, che si stia impegnando in una cura e che riesca ancora a raccontarsi con lucidità dice molto della sua forza, anche se in questo momento non la percepisce.
Insieme al suo terapeuta sono certa che stia già esplorando il suo mondo interiore: non abbia mai remore a parlarne apertamente. La terapia è un lavoro di squadra, e qualsiasi dubbio e incertezza sono parte importante del processo. Lei non è sola.
Con i tempi giusti e il lavoro adeguato, tornerà a sentirsi di nuovo se stessa, perfino più sicura e più consapevole del proprio essere.
P.S. Le indicazioni fornite hanno carattere generale e si basano esclusivamente sulle informazioni contenute nella domanda. Non sostituiscono una valutazione psicologica approfondita svolta nell’ambito di un colloquio diretto con uno specialista.
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