Buongiorno, sono un’appassionata di montagna, abituata fino a pochi mesi fa a trekking molto impegna

Buongiorno, sono un’appassionata di montagna, abituata fino a pochi mesi fa a trekking molto impegnativi. A fine aprile, al termine di una salita, ho avvertito una piccola fitta puntiforme al polpaccio laterale sinistro, come la sensazione di un sottile “capello” che si tirasse/rompesse. Non avevo dolore camminando e ho completato il giro (25 km, 1000 m D+); il giorno successivo ho fatto altri 22 km e 900 m D+, con solo lieve fastidio. Nei due giorni seguenti ho camminato ancora 22–25 km al giorno in pianura, finché il dolore è aumentato molto e ho ridotto drasticamente l’attività. Dopo circa 6 giorni il polpaccio si era completamente silenziato. Circa 20 giorni dopo, però, una camminata in piano di 1h30 ha riacceso il dolore. L’ecografia è risultata normale. Ho quindi fatto fisioterapia per una presunta contrattura (massaggi miofasciali ed esercizi in piscina), al termine della quale il muscolo è stato giudicato recuperato. Da allora, tuttavia, ho avuto continue riacutizzazioni anche per carichi molto modesti, come pochi minuti di cammino continuativo o alcuni esercizi. La ricaduta più importante è avvenuta a inizio luglio dopo una settimana in cui avevo camminato leggermente di più e ha impiegato circa 10 giorni a rientrare. Anche una RMN 3 Tesla è risultata completamente normale. Recentemente, in un altro centro, con ecoelastografia è stata rilevata nella zona sintomatica una maggiore rigidità muscolare rispetto al controlaterale. Ho appena iniziato un ciclo di 10 sedute di tecar e trattamento manuale abbinate a SIS. Dopo tre mesi e tante ricadute per carichi minimi sono molto preoccupata e frustrata. Vorrei capire come interpretare un decorso così prolungato nonostante ECO e RMN negative e, soprattutto, se posso realisticamente aspettarmi di recuperare completamente e tornare ai trekking impegnativi che facevo prima.

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