Salve. Soffro di problemi muscolo scheletrici, scoliosi e posturali da tempo. Ho 34 anni, svolgo un

Salve. Soffro di problemi muscolo scheletrici, scoliosi e posturali da tempo. Ho 34 anni, svolgo un lavoro sedentario al PC ma sono in buona forma fisica e pratico sport (pilates, Yoga, nuoto). A seguito di un dolore nella zona cervicale scapolare destra con irradiazione al braccio che non passa con esercizi e sedute da osteopata, ho eseguito una risonanza cervicale ed è emerso in sintesi la perdita della lordosi cervicale, piccole ernie e specialmente alcuni fenomeni spondilo-unco-artrosici che interessano nervi. Inoltre avverto anche fastidi alla zona lombare sinistra. Alcuni medici consigliano fisiatra, altri direttamente fisioterapista. Chiedo quindi a questo punto quale percorso intraprendere per risolvere il dolore acuto e tenere a bada la situazione. Grazie.

14 risposte


Inizierei un percorso con un fisioterapista specializzato in ambito muscolo scheletrico (OMPT). Il lavoro dev'essere basato sul rinforzo e sulla mobilità del tratto cervico-dorsale.

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Buongiorno! Puoi pensare anche ad una figura che sia osteopata e fisioterapista allo stesso tempo! Pazienti con questa problematica a studio ne tratto di continuo ed effettivamente c'è necessità di intervenire sia sul piano manuale che posturale! Auguri di pronta guarigione!


Buongiorno. L'individuazione del tessuto nervoso come possibile "responsabile" del suo disturbo (probabilmente in associazione anche con disfunzioni muscolo scheletriche) giustifica un'attenzione particolare sulla mobilità neurodinamica. Verosimilmente saranno presenti anche trigger point attivi nell'area da lei segnalata che il terapista può individuare e trattare. Chi scrive è un Dottore in Fisioterapia e qundi, forse, di parte ma penso che se una visita da Fisiatra potrebbe darle una valutazione, quella da un Fisioterapista anche un trattamento mirato. Veda lei ....

Dott. Dario Maria Villa

Dott. Dario Maria Villa

fisioterapista

Pogliano Milanese

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Io consiglierei visita fisiatrica che possa escludere e mettere in ordine il motivo di questi sintomi con referti recenti alla mano e poi un percorso dal fisioterapista che appunto è specializzato nella patologia del rachide

Dott.ssa Monica Dalla Mora

Dott.ssa Monica Dalla Mora

fisioterapista

San Donà di Piave

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Buondì, deve rivolgersi ad un collega (laureato in fisioterapia, mi raccomando) esperto in problematiche muscolo scheletriche, lui saprà aiutarla a risolvere il suo problema. Saluti


Buongiorno, sono il Dr. Melchiorre, Fisioterapista di Torino. Comprendo benissimo il disorientamento di fronte a pareri medici discordanti, soprattutto quando si convive con un dolore acuto irradiato al braccio che limita le attività quotidiane e lo sport. - priorità al consulto fisiatrico: prima di iniziare qualsiasi nuovo ciclo di fisioterapia, la visita dal fisiatra è il passaggio fondamentale. il fisiatra è il medico specialista che valuta la risonanza insieme alla clinica, prescrive se necessaria una terapia farmacologica mirata per spegnere l'infiammazione del nervo e definisce il Progetto Riabilitativo Individuale, indicando al fisioterapista le linee guida e le eventuali precauzioni. - gestione del dolore acuto irradato: quando i fenomeni unco-artrosici comprimono o irritano una radice nervosa, il primo obiettivo deve essere la riduzione del dolore neuropatico e dell'infiammazione. spesso gli esercizi attivi o le manipolazioni eseguite in fase acuta rischiano di re-irritare il nervo; spegnere la fase acuta con l'aiuto medico permette di creare la finestra terapeutica ideale per lavorare poi in sicurezza. - fisioterapia specifica e neurodinamica: superata la fase acuta, il percorso con il fisioterapista non dovrà consistere in una ginnastica posturale generica o in trattamenti unicamente passivi. sarà essenziale applicare la neurodinamica (tecniche di mobilizzazione e scorrimento del nervo) per fare in modo che le radici nervose tollerino meglio gli spazi ridotti dalle unco-artrosi, abbinando poi un rinforzo isometrico e progressivo della muscolatura del collo e della cintura scapolare. - modulazione temporanea delle attività sportive: pilates, yoga e nuoto sono ottime discipline, ma in presenza di una radicolopatia attiva o di una perdita di lordosi con compressione nervosa, alcune posizioni (es. estensioni estreme del collo nello yoga, stili di nuoto come rana o delfino) possono accentuare il fastidio. è opportuno confrontarsi con lo specialista per capire quali movimenti modificare momentaneamente. - ergonomia e pause attive al pc: considerando il lavoro sedentario, la postura prolungata davanti allo schermo rappresenta un fattore di carico costante sulle articolazioni unco-vertebrali e sulla zona lombare. impostare micro-pause attive ogni 45-60 minuti per cambiare posizione aiuta a scaricare la pressione dai dischi e dalle articolazioni. Desideri che ti spieghi nel dettaglio come la neurodinamica aiuta a desensibilizzare il nervo compresso, oppure preferisci dei consigli su quali posizioni evitare al PC durante le ore di lavoro?


Salve, il fisiatra è il medico che prescrive la terapia (se si parla di sistema pubblico). Nel privato invece il fisioterapista è autorizzato a ricevere pazienti su accesso diretto, perciò può tranquillamente andare dal fisioterapista che saprà indicarle come gestire al meglio questa problematica.

Dott.ssa Chiara Bagni

Dott.ssa Chiara Bagni

fisioterapista

Marano sul Panaro

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Salve, grazie per aver descritto accuratamente la situazione. La mia opinione, considerando anche che ha già effettuato diversi trattamenti senza risultati soddisfacenti, è che prima di intraprendere un ulteriore percorso riabilitativo sia importante arrivare a una diagnosi clinica il più possibile precisa. La risonanza è certamente importante, ma i suoi risultati devono essere messi in relazione con i sintomi e con una valutazione clinica approfondita. Le consiglierei quindi innanzitutto una visita fisiatrica e, qualora il medico lo ritenesse necessario, un eventuale approfondimento con un ortopedico o un neurochirurgo specializzato nella colonna vertebrale. Una volta definita la diagnosi, sarà la figura medica a indicare la strategia di cura e l'eventuale percorso riabilitativo più appropriato, che potrà poi essere svolto con il professionista indicato. In una situazione come la sua, eviterei quindi di procedere per tentativi con ulteriori trattamenti prima di avere un inquadramento clinico preciso.


Buonasera, sarebbe opportuna una visita in presenza da un fisioterapista, così da inquadrare al meglio la situazione, fare una valutazione con anamnesi e test clinici per capire la problematica, in modo da intraprendere subito il percorso giusto per lei. Se fossero necessari approfondimenti, sarà il professionista ad indicarle quelli necessari. Saluti!


Buongiorno, il fisiatra è il medico specialista che le può prescrivere le terapie riabilitative anche tramite sistema sanitario nazionale, quindi un passaggio da questa figura la farei (chieda al suo medico di base di prescrivere una visita, anche quella mutuabile). In seguito potrà rivolgersi a un centro riabilitativo o un fisioterapista con un piano riabilitativo in mano! Continui comunque con l'attività sportiva compatibilmente con il dolore

Dott.ssa Marta Abbate

Dott.ssa Marta Abbate

fisioterapista

Cernusco sul Naviglio

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L'ideale è fare una visita prima con il fisiatra che può vedere la risonanza e capire quali di queste ernie sono compatibili con il dolore. Successivamente il fisioterapista dovrebbe aiutarti nella gestione del dolore e nel recupero delle funzioni che non riesci a svolgere ma non tutti i fisioterapisti sono specializzati in questo, ti consiglio di cercare colleghi OMPT specializzati nei disturbi-muscoloscheletrici perchè con le tecniche sbagliate questi dolori possono non passare.


Buongiorno, considerata l'irradiazione del dolore al braccio e la persistenza dei sintomi, le consiglierei una valutazione fisiatrica per integrare i risultati della risonanza con un esame clinico e verificare l'eventuale coinvolgimento delle radici nervose. Le alterazioni evidenziate alla risonanza, come le ernie e i fenomeni artrosici, non sono necessariamente la causa di tutti i sintomi: è importante valutare anche forza, sensibilità, riflessi e movimenti che riproducono il dolore. Successivamente, un percorso fisioterapico personalizzato, basato su esercizio terapeutico e recupero graduale delle attività, può aiutarla a gestire il dolore e migliorare la funzionalità. Non è necessariamente utile concentrarsi sulla correzione della postura, ma individuare le strategie più adatte alla sua situazione. Se dovessero comparire perdita di forza progressiva al braccio o alla mano, difficoltà di coordinazione o disturbi dell'equilibrio, è importante rivolgersi tempestivamente a un medico.

Dr. Simone Butti

Dr. Simone Butti

fisioterapista

Lurate Caccivio

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Le consiglierei di prenotare una visita fisioterapica per lavorare poi con esercizi di neurodinamica , qualora ne risultasse idonea al trattamento


Buongiorno, consiglio innanzitutto una valutazione con un fisioterapista per cercare di capire da dove deriva il problema, nel caso sarà lui ad indirizzarti da una figura medica (fisiatra, ortopedico o neurologo) che faccia al caso suo

Dott. Giovanni Girotto

Dott. Giovanni Girotto

fisioterapista

Castelfranco Veneto

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