Buongiorno, sono della prov. di Pesaro, premetto che ho il petto leggermente incavo e partivo da una
Buongiorno, sono della prov. di Pesaro, premetto che ho il petto leggermente incavo e partivo da una taglia 1°, sono alta 166 e peso 56 kg , mi sono sottoposta ad un intervento di mastoplastica additiva sub ghiandolare con protesi da 310 cc alto profilo ma ho avuto un leggero problema di simmastia ma la riga mediana è rimasta diciamo attaccata per qualche millimetro anche se i seni si toccavano, dopo circa 6 mesi il chirurgo mi ha rioperato riposizionando le protesi nuovamente sub muscolari anche se in sede di colloquio una settimana prima dell'operazione si era parlato di inserirle sotto muscolo in dual plane, comunque il chirurgo a fatto dei punti di sutura interni con sostituzione protesi a medio profilo da 340 cc ma di nuovo il seno si è riavvicinato anche se in maniera meno evidente di prima riproponendosi anche il rippling verso l'interno del seno. Mi sento presa in giro!! Ora la mia domanda è questa: cambiare sede e quondi inserirle sotto muscolo avrebbe risolto il problema???
6 risposte
Forse mi ha già contattato. Comunque dall’accesso areolare si sesegue una parziale o totale capsulectomia superiore. E si chiude lo spazio eternale con punti a lento riassorbimento. Si crea una tasca corretta lateralmente e si riposiziona la sua stessa protesi. Se il suo torace è stretto bisogna valutare il diametro della base della protesi che sia adeguato al torace per non incorrere in recidive. È importante la medicazione che ricrei le aderenze nella zona sterile in modo che lamorotesi resti più lateralizzata. Se si posiziona sottomuscolo il Problema non sussiste Bisogna allestire una tasca corretta e usare le fasce che il chirurgo consiglia. Il muscolo pettorale tende a far risalire le protesi se non si usano correttamente !!!!
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Buon di . Nella mia opinione , mettere la protesi sotto il muscolo risolverebbe il problema della simmastia , visto che sarebbe fatta un’altra tasca e i muscolo stesso terrebbe le protesi separate . Bisogna sapere se esiste un problema di ptosi mammaria associato e giudicare la indicazione di una eventuale mastopessia .
Buongiorno. Bisognerebbe visitarla per rendersi conto della sua antropometria. In via generale la collocazione retromuscolare delle protesi potrebbe andar bene. Bisognerebbe anche sapere quanta parte di fibre del muscolo pettorale è stata sacrificata per il posizionamento dual plane. Nulla sappiamo, inoltre della tenuta dei suoi tessuti (eventuale pessi?). Discorso a parte merita anche la scelta di protesi così voluminose e pesanti.
Sarebbe utile un indagine diagnostica ecografia mammaria più un eventuale Rnm oltre a un consulto per capire meglio il problema. Purtroppo il dislocamento delle protesi è una complicanza frequente se nn viene effettuata una tasca adeguato oltre alla misura delle protesi corretta . Un cordiale saluto
Buonasera, Premetto che sarebbe utile visitarla per poter valutare l'opzione migliore. In linea generale per quanto riguarda la simmastia, il problema non deriva dal piano del posizionamento (retroghiandolare, retromuscolare o dual plane), ma dall'estensione mediale della tasca, dalla dimensione della protesi e dalla qualità dei tessuti. Nel suo caso, molto probabilmente, il posizionamento sottomuscolare della protesi o dual-plane avrebbe richiesto comunque una disinserzione anche parziale del muscolo grande pettorale nel terzo medio-inferiore dell'inserzione sternale. In altre parole consideri che ci sono diversi modi per correggere la simmastia e il posizionamento in un piano diverso è solo una delle possibili strategie, non necessariamente risolutiva di per sè. Il rippling invece può essere dovuto ad una contrattura capsulare, ad un problema di dislocazione della protesi, un difetto della tasca o un'anomalia della protesi (ipotesi remota se ha effettuato recentemente l'intervento, ma da escludere con un'ecografia in prima battuta). Le consiglio di parlarne con il chirurgo che la segue e stabilire una soluzione adatta a lei. I consigli in questa risposta sono solo speculazioni che vanno adeguate al suo caso specifico. Un cordiale saluto
La simmastia è una complicanza rara ma complessa della mastoplastica additiva, più frequente nei casi di petto leggermente incavo e con protesi posizionate in sede subghiandolare, perché manca un supporto sufficiente tra le protesi e lo sterno. Il riposizionamento sotto il muscolo (specialmente in dual plane) avrebbe potuto offrire un maggiore contenimento, riducendo il rischio di recidiva. Tuttavia, il fatto che il problema si sia ripresentato, seppur in forma meno evidente, indica che potrebbe essere necessaria una strategia chirurgica più mirata, come l’uso di punti di capsulorrafia più rinforzati, l’impiego di una rete o matrice biologica per stabilizzare l’area sternale o addirittura una riduzione delle dimensioni protesiche. È comprensibile il suo disappunto, e un’ulteriore valutazione con uno specialista magari presenziale potrebbe aiutarla a trovare la soluzione più adatta al suo caso.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.





