Buongiorno, il mio compagno non mi parla se non a monosillabi e non esprime emozioni, in generale è
Buongiorno, il mio compagno non mi parla se non a monosillabi e non esprime emozioni, in generale è poco loquace è riservato ma con me ancora di più. Abbiamo un figlio di 3 anni. La situazione comincia a pesarmi molto e sto valutando la separazione nonostante sia una soluzione che potrebbe infastidirlo visto la sua chiusura mentale. È al corrente del mio malessere, ho già affrontato diverse volte l’argomento ma non ci sono miglioramenti. Sono proprio triste. Mi date un consiglio? Grazie.
3 risposte
Buongiorno, a mai provato a proporgli una terapia di coppia? E' sempre stato cosi? Un saluto cordiale DOtt.ssa Marzia Sellini
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Buongiorno, comprendo quanto possa essere doloroso sentirsi soli e poco ascoltati all’interno della propria relazione, soprattutto dopo aver espresso più volte il proprio malessere senza vedere cambiamenti. La sua riservatezza può essere una caratteristica personale, ma se la comunicazione di coppia è diventata per lei una fonte costante di sofferenza, è importante non ignorare questo vissuto. Prima di prendere decisioni definitive, potrebbe essere utile proporre un percorso di coppia, purché anche il suo compagno sia disponibile a mettersi in gioco. Parallelamente, uno spazio individuale potrebbe aiutarla a comprendere meglio i suoi bisogni e a fare chiarezza sulla scelta più adeguata per lei e per vostro figlio. Nel caso vuole approfondire mi trova su Mio Dottore Dott.ssa Sacha Giannetti Psicologa
Salve, in una prospettiva psicoanalitica lacaniana, il punto non è tanto cercare di modificare la sua modalità di essere riservata, poco incline alla parola e all’espressione affettiva quanto interrogarsi su ciò che questa modalità produce in lei e nella relazione. Lei ha già espresso più volte il proprio disagio, senza che vi siano stati cambiamenti significativi. A questo punto potrebbe essere utile spostare la domanda da “Come posso farlo parlare?” a “Posso continuare a desiderare una relazione in cui l’altro si presenta a me in questo modo?” La separazione, quindi, non dovrebbe essere pensata come uno strumento per provocare una reazione in lui, ma eventualmente come una scelta legata a ciò che lei riconosce come necessario per la propria vita affettiva. Prima di arrivare a una decisione definitiva, potrebbe essere importante uno spazio analitico individuale in cui interrogare il proprio desiderio, la propria sofferenza e ciò che la tiene ancora legata a questa relazione.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.
