Buongiorno ho un problema con mia madre... 79 anni dializzata da 5 con tutti i problemi che ne seguo

Buongiorno ho un problema con mia madre... 79 anni dializzata da 5 con tutti i problemi che ne seguono... Dimagrita 40 kg non ha appetito ed in più le sono caduti quasi tutti i denti il che rende ancora più difficile l'alimentazione. Adicembre 2019 è stata operata al cuore sostituzione valvola. Dopo l'intervento, permane un battuto particolarmente accelerato (magari se servono inserirò dati medici) e comunque a seguito dello stesso il suo stato generale è notevolmente peggiorato. Le forze sono diminuite notevolmente prima riusciva a fare le sue cose quotidiane adesso è molto difficile, non dorme mai neanche con sonniferi ed in più da un mese circa ha iniziato a vedere animali lei lechiama larve di tutti i colori che assumono gli aspetti più strani. Portata da un geriatra le ha dato una pasticca che per il momento (è una settimana che la assume) la fa solo dormire di tanto in tanto. Le visioni dopo una calma di 3/4 giorni sono tornate sotto forma di brillantini di strisce colorate e di molte altre forme che lei descrive molto minuziosamente. Che tipo di atteggiamento dobbiamo avere??? Abbiamo messo del "veleno" per toglierle madopo una calma iniziale non serve tanto che lei vuole andare di persone a parlare per fare disinfestazione. Mondo più cosa fare per calmarla e neanche che strade seguire. Potete darmi qualche consiglio? Se avete bisogno di dati medici chiedete pure. Grazie

25 risposte


Gentile Utente, mi spiace molto per la salute di Sua madre. E' una condizione molto complessa, nella quale la pesante denutrizione potrebbe avere qualche implicazione, ma è solo ipotizzabile. Posto che la situazione medica sia seguita dai necessari medici specialisti, ritengo che una visita psichiatrica sia necessaria. Dopo sarà possibile pensare al miglior atteggiamento da mantenere a fronte di quelle che potrebbero essere allucinazioni o dispercezioni, difficile dirlo, soprattutto alla luce dell'importante deprivazione di sonno. Sicuramente non è convincibile della non esistenza di larve, quindi eviterei di andare in aperto contrasto, turberebbe sia lei che voi. Chiedete un consulto psichiatrico e fate chiarezza, poi sarà possibile pianificare la miglior strategia, di intervento o di contenimento. Un caro augurio di buona fortuna

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Gentile, concordo con il collega si tratta di una situazione particolare per la quale è fondamentale una presa in caro di persona. Le consiglio di contattare uno psichiatra che possa avere una quadro più chiaro di quello che ha descritto come apparente allucinazione per comprendere se le cause siano legate a qualche tipo di patologia organica. Certo è che deprivazione di cibo e sonno hanno un ruolo significativo. In bocca al lupo


Buonasera, purtroppo noi siamo degli psicoterapeuti ed inoltre non possiamo da lontano fare diagnosi a persone che non si conoscono. Sicuramente sue madre starà già in cura da uno psichiatra, si rivolga nuovamente a lui e chieda xchè di queste allucinazioni e se la cura che sta facendo potrebbe dare tali allucinazioni. Il quadro è molto complicato, le auguro un buon proseguimento, dott. Eugenia Cardilli.


Gentile utente, quella che descrive è decisamente una situazione complessa che richiede molta attenzione. Sono molti gli aspetti che potrebbero incidere sull’attuale comportamento di sua madre: la terapia farmacologica, il forte calo ponderale, la mancanza di un riposo adeguato, nonché lo stress fisico ed emotivo correlati al suo attuale stato di salute. Le falsificazioni percettive di cui parla probabilmente si collocano all’interno di un quadro che è necessario considerare nella sua complessità e quindi da valutare attentamente, come già consigliatole, da uno psichiatra. L’atteggiamento migliore da tenere con sua madre è certamente quello di assecondarla quanto più possibile per non indurre ulteriore agitazione. Le auguro un buon proseguimento.


Cara utente, mi dispiace molto per ciò che state passando e capisco la sofferenza e la difficoltà anche da parte sua. Vista però la complessità della situazione è necessario affidarsi ad un neurologo o ad uno psichiatra molto competente che possa gestirla al meglio. Le faccio tanti auguri e se dovesse avere bisogno di un nome posso aiutarla. Dott.ssa Federica Leonardi


Gentile utente, capisco il suo dolore di fronte ad una situazione difficile come quella da lei descritta. Il quadro è dovuto a condizioni mediche e pertanto è necessario, come già detto dai colleghi, contattare uno psichiatra e valutare terapia idonea con monitoraggi periodici. L'unica cosa che posso dirle è che contraddire le sue convinzioni non fa che peggiorare la situazione. Meglio sarebbe assecondarla e tranquillizzarla. Non sarà facile ma con l'aiuto idoneo potrà trovare giovamento. In bocca al lupo. Dott.ssa Valeria Randisi

Dott.ssa Valeria Randisi

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psicologo

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Concordo con i miei colleghi della necessità di consultare uno psichiatra che saprà indicare la cura farmacologica più idonea sia per i sintomi che per l’età della signora. Un cordiale saluto


Gentile Utente, mi dispiace per le complicate condizioni di salute di sua madre. Le visioni che descrive possono essere allucinazioni o dispercezioni, è importante quindi che faccia visitare la signora da uno psichiatra per valutare che tipo di sintomo sono e come gestirlo farmacologicamente. Ci chiede quale atteggiamento tenere quando si manifestano queste visioni: la persona è sempre convinta della loro reale esistenza, perciò non va mai sgridata e non si deve cercare di convincerla che non sono vere, altrimenti si generano frustrazione e reazioni di rabbia. Le consiglio di ascoltarla e mostrarsi comprensivo con lei, di trovare un modo per tranquillizzarla rispetto alle visioni. Immagino che per lei siano molto pesanti da sostenere il carico assistenziale e il carico emotivo derivanti da questa situazione. Se si accorge di avere bisogno di un sostegno emotivo, di uno spazio per condividere le preoccupazioni e la sofferenza, si rivolga a uno psicologo. Non si dimentichi di se stesso, perché per potersi prendere cura di sua madre deve prima di tutto stare bene lei, sia a livello fisico che psicologico. Cordiali saluti, Dott.ssa Irene Capello


Salve. Come le hanno già suggerito le mie colleghe, si tratta di una situazione molto delicata dove sua madre va aiutata con una efficace terapia psichiatrica. Molto probabilmente si trova debilitato e logora su tanti aspetti, ma nel tempo e con la cura giusta riuscirà a contenerla. Le suggerisco(anche per esperienza personale) di richiedere un sostegno anche per lei che si prende cura in prima linea. Sarà più efficace e di maggiore aiuto. Le auguro il meglio per lei e la sua mamma. Cordiali saluti Dottor Emanuele Grilli.


Buonasera, sarebbe necessario individuare con i dovuti esami clinici tutte le cause che generano questi sintomi in sua madre, affinché nulla sia lasciato non approfondito. Forse, invece, per lei potrbbe essere utile trovare un supporto in questo momento così delicato, in cui, quando ci si spende tanto per gli altri, con dolore e confusione spesso, le nostre enrgie possono risentirne molto. Un caro saluto Dott.ssa Elisa Galantini


Buonasera, come detto dai colleghi, purtroppo tramite le sue descrizioni non è possibile comprendere pienamente lo stato di sua madre. Le consiglio di contattare uno psichiatra, se ancora non l'avesse fatto, perchè è lui la persona che potrà aiutare sua madre. Per quanto concerne lei, che certamente sta risentendo profondamente della situazione, le consiglio di chiedere una consulenza psicologica, per affrontare con un professionista il suo stato d'animo e ritrovare un pò di serenità. Resto a disposizione, un caro saluto, dott.ssa Paola De Martino


Buongiorno a lei. Il quadro che ha descritto circa le condizioni di salute di sua madre suggerisce senz'altro la necessità di un consulto con uno psichiatra, poichè i sintomi che lamenta, uniti al quadro fisico fortemente compromesso, esprimono comunque una forte sofferenza che ha necessità di essere alleviata, se necessario o almeno in una prima fase, anche col supporto di farmaci. Vede, le sofferenze del corpo, talora, quando diventano insopportabili, quando non trovano tregua, possono divenire realtà, nella materia, attraverso trasfigurazioni mostruose che , purtroppo, il paziente può vivere come reali. In questo caso un adeguato supporto psicoterapeutico e, nel caso anche farmacologico, possono tanto aiutare questa mente spaventata da quello che accade, dalla sofferenza e dalla visione di un futuro non particolarmente roseo. Possono essere elaborate fobie che in alcuni casi - ma solo un percorso specialistico potrà dirglielo - possono diventare allucinazioni. Cerchi di non scoraggiarsi (anche se il carico è veramente tanto) e di accompagnare ancora sua madre, col consueto amore, in ulteriori percorsi di terapia che certamente le darebbero sollievo.


Buongiorno. Mi ripeterei in quanto i colleghi sono stati piuttosto chiari. La invito comunque a rivolgersi ad un medico psichiatra. Cordialità Massimiliano Trossello


Buongiorno, concordo con i colleghi su una visita psichiatrica. Mi sento di dirle che comprendo che non è facile gestire la situazione di salute di sua madre. Un supporto importante per sua madre è la presenza della famiglia come già mi sembra accade. Affidatevi a cure mediche e farmacologiche e continuate a farle sentire il vostro amore, affetto e presenza un abbraccio dott. Ssa Annalisa Allocca


Buonasera, mi dispiace per questa situazione. Più di tutto credo sia molto doloroso vedere il proprio genitore ridursi così a causa di una malattia, motivo per cui le consiglio di farsi aiutare consultando uno psicoterapeuta per affrontare la situazione difficile, ciò che ha portato via, le emozioni che ne derivano e per trovare risorse e tecniche per gestire al meglio sua mamma e la sua sintomatologia. A questo affiancherei una visita neurologica per sua mamma in modo che possa essere seguita bene farmacologicamente per cercare di tenere a bada i sintomi. E soprattutto, cerchi per quanto può di starle vicino col suo amore e cerchi anche qualcuno che può stare vicino a lei. Spesso chi si prende cura, si trascura. Non lo faccia.


Gentile utente, è assolutamente comprensibile e legittimo lo sconforto associato alla situazione che descrive. Sicuramente, una analisi più attenta da parte del medico competente, potrà dar luogo ad una farmacoterapia più incisiva e attenuante il disagio di cui Sua madre soffre. La invito, inoltre, a rivolgersi presso quelle associazioni presenti su tutto il territorio, che organizzano gruppi d'incontro a sostegno delle persone con familiari ammalati. Cordialità.


Buongiorno, capisco quanto le sia difficile affrontare la situazione di sua madre. Sono d'accordo con i colleghi, sarebbe meglio fare un consulto con un altro medico specialista. Personalmente opterei per un neurologo. Cordiali saluti. Dott.ssa Michele Da Costa


Salve, le allucinazioni visive spesso sono collegate a disfunzioni o alterazioni organiche. Nel caso di sua madre sarebbe importante effettuare una approfondita diagnosi differenziale per capire l'origine della sintomatologia descritta, se sono presenti alterazioni della forma e del contenuto del pensieroe e quindi per strutturare un interventobche potrebbe essere polispecialistico. Cordialmente.


Buongiorno ,la situazione da lei descritta è molto complessa , pertanto le consiglierei di rivolgersi ad uno psichiatra che farmacologicamente possa trovare la modalità giusta per contenere i sintomi presentati da sua madre . Non trascurerei la possibilità che lei stessa possa rivolgersi ad uno psicoterapeuta ,al fine di prendersi cura di se stessa in bocca al lupo


Salve, mi dispiace per la situazione che sta vivendo, noto in lei, giustamente, una certa dose di preoccupazione. Concordo con i miei colleghi, consulti nel caso specifico uno specialista, possibilmente uno psichiatra, perché la situazione è abbastanza complicata. Vedrà che in un secondo momento le cose miglioreranno. In bocca al lupo. Buona giornata. Dott. Fiori


Salve, la situazione è abbastanza severa. Dovrebbe rivolgersi a uno psichiatra. Un saluto, MMM


Buongiorno, dovrebbe contattare il medico curante per farsi indicare uno specialista come uno psichiatra. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini


Le allucinazioni che descrivi sono molto probabilmente legate a uno squilibrio metabolico o neurologico, frequente nei pazienti anziani dializzati e fragili. È importante non contraddirla né rinforzare le sue convinzioni, ma rassicurarla con calma e presenza. Serve però una rivalutazione clinica urgente, preferibilmente da un neurologo o dal nefrologo che la segue, per verificare esami, farmaci e stato metabolico: spesso la causa è reversibile se identificata in tempo.


Salve, le visioni di animali, “larve”, brillantini o strisce colorate, soprattutto comparse nell’ultimo mese e in un quadro di peggioramento generale, non vanno interpretate come un semplice problema psicologico. In un’anziana con pluripatologie, sintomi di questo tipo fanno pensare prima di tutto a una possibile condizione organica o metabolica. Nei pazienti in dialisi possono verificarsi alterazioni elettrolitiche, squilibri metabolici, infezioni, effetti collaterali farmacologici o stati confusionali acuti (delirium) che si manifestano proprio con allucinazioni visive molto vivide e dettagliate. Il fatto che le descriva in modo minuzioso e che per lei siano assolutamente reali è coerente con un disturbo percettivo, non con un “capriccio” o una scelta volontaria. Anche l’insonnia marcata può peggiorare molto questo tipo di fenomeni. L’atteggiamento da tenere è fondamentale. È sconsigliabile contraddirla in modo frontale o cercare di convincerla con logica che ciò che vede non esiste, perché questo rischia di aumentare agitazione e sfiducia. Allo stesso tempo, non è utile confermare l’esistenza reale delle “larve”. Una posizione intermedia funziona meglio: validare l’emozione (“capisco che le faccia paura” o “deve essere molto fastidioso per lei”) senza confermare il contenuto (“noi in questo momento non le vediamo, ma restiamo qui con lei”). Questo riduce il conflitto e la rassicura sul piano affettivo. Mettere “veleno” per rassicurarla può aver dato un sollievo momentaneo, ma se la causa è interna (neurologica o metabolica) il sintomo tenderà a ripresentarsi, come infatti è accaduto. Dal punto di vista medico, è importante che la situazione venga rivalutata in modo approfondito. Le suggerirei di contattare nuovamente il geriatra o il medico curante segnalando chiaramente che le allucinazioni persistono. Potrebbe essere utile una valutazione neurologica, un controllo degli esami ematochimici (assetto elettrolitico, funzionalità metabolica), una revisione completa dei farmaci e, se indicato, un inquadramento per escludere uno stato confusionale acuto o una forma di deterioramento cognitivo. In pazienti fragili questi quadri possono fluttuare molto. Sul piano relazionale, cercate di mantenere un ambiente il più possibile stabile, con luci adeguate (né troppo buio né abbagliante), ritmi regolari e stimoli non eccessivi. La deprivazione di sonno peggiora nettamente le allucinazioni, quindi anche la gestione dell’insonnia è centrale. Comprendo la sensazione di smarrimento che può provare lei come familiare. In queste situazioni può essere utile anche un breve supporto psicologico per i caregiver, perché il carico assistenziale e l’angoscia di vedere un genitore cambiare così possono diventare molto pesanti. La priorità ora è una rivalutazione medica accurata per chiarire l’origine delle visioni. Non considererei questo quadro come semplicemente “psicologico”, data la complessità clinica di sua madre. Resto a disposizione se desidera fornire ulteriori dati medici per ragionare in modo più preciso. Cordiali saluti.


Buongiorno, dalle sue parole emerge una situazione molto complessa e sicuramente faticosa da affrontare, sia per sua madre sia per voi familiari che le siete accanto quotidianamente. Quando una persona cara attraversa problemi di salute importanti e progressivamente perde autonomia, energia e serenità, è naturale sentirsi disorientati e chiedersi quale sia il modo migliore per comportarsi. La prima cosa che mi sento di sottolineare è che sua madre sta vivendo un periodo estremamente delicato della sua vita. Dai problemi fisici che descrive, alle difficoltà nel sonno, fino a queste esperienze percettive che la spaventano e la convincono della presenza di animali o altre forme visive, tutto questo rappresenta per lei una realtà molto concreta e fonte di sofferenza. Anche se dall'esterno può sembrare evidente che ciò che vede non corrisponda a ciò che osservano gli altri, per lei quelle esperienze appaiono assolutamente reali. Proprio per questo motivo, da un punto di vista psicologico, spesso entrare in una contrapposizione diretta o cercare di convincere con forza la persona che ciò che vede non esiste rischia di aumentare il senso di incomprensione e la sua agitazione. Quando una persona è molto convinta di ciò che percepisce, sentirsi continuamente contraddetta può portarla a chiudersi ulteriormente o a sentirsi sola nella propria esperienza. Può essere più utile cercare di accogliere il disagio emotivo che sta vivendo, distinguendo il vissuto dalla realtà percepita. In altre parole, può essere importante riconoscere la sua paura, il suo spavento o il suo fastidio, senza necessariamente confermare l'esistenza concreta di ciò che vede. Frasi che trasmettono comprensione emotiva tendono spesso a risultare più rassicuranti rispetto a tentativi ripetuti di dimostrare che si sbaglia. Leggendo il suo messaggio, colpisce anche quanto il sonno sembri essere diventato un problema importante. Quando una persona per lungo tempo riposa poco o male, può trovarsi in una condizione di forte vulnerabilità psicologica ed emotiva. A questo si aggiungono anni di problemi fisici importanti, interventi, terapie e cambiamenti significativi nella qualità della vita. È comprensibile che il suo equilibrio generale possa esserne stato messo a dura prova. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, quando una persona vive esperienze che generano paura e incertezza, può svilupparsi un circolo in cui l'attenzione viene continuamente orientata verso ciò che preoccupa. Più si osservano certi fenomeni, più questi occupano spazio mentale, più aumentano ansia e allerta. Questo non significa che il problema sia immaginario o volontario, ma che mente ed emozioni possono amplificare notevolmente la sofferenza associata a ciò che sta accadendo. Mi sembra positivo che abbiate già coinvolto uno specialista e che stiate monitorando la situazione. Una sola settimana, tuttavia, rappresenta un periodo molto breve per comprendere l'andamento complessivo di un quadro così articolato. Continuare a mantenere un dialogo costante con i professionisti che la seguono appare sicuramente importante. Vorrei però aggiungere una riflessione che riguarda anche voi familiari. Quando si assiste una persona fragile, spesso tutta l'attenzione si concentra giustamente sul suo benessere, mentre passa in secondo piano il carico emotivo di chi si prende cura di lei. Dal suo messaggio si percepisce preoccupazione, senso di impotenza e il desiderio di trovare una soluzione che la faccia stare meglio. Sono reazioni assolutamente comprensibili. In questi casi può essere utile anche per i familiari avere uno spazio di confronto e sostegno, per comprendere meglio come gestire queste situazioni e come proteggere il proprio equilibrio emotivo. Credo che il vostro obiettivo, in questo momento, non debba essere quello di convincerla che ciò che vede non esiste, quanto piuttosto aiutarla a sentirsi al sicuro, compresa e accompagnata. Parallelamente, può essere molto utile continuare ad approfondire con i professionisti che la seguono tutti i fattori che potrebbero contribuire al suo malessere generale, cercando di comprendere sempre meglio il funzionamento complessivo della situazione e le modalità più efficaci per affrontarla. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

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