Buongiorno ho 51 anni e assumo 25000 u.i.al mese fiala mensile di vitamina D dibase... A Maggio e ne
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Buongiorno ho 51 anni e assumo 25000 u.i.al mese fiala mensile di vitamina D dibase... A Maggio e nei mesi seguenti ne ho assunti 50000 u.i al mese poi avendola provata dopo 3 mesi di integrazione e avendo riscontrato un buon livello 86nmol/l da Novembre ne assumo 25000 x riuscire a mantenerla così. Ora chiedo cortesemente se può essere una "buona strategia di mantenimento" e soprattutto se è indispensabile associarvi il magnesio cosa che non ho mai fatto fino ad ora. Grazie
Buonasera! Il valore che riporta ( 86 nmol/L) è in genere considerato adeguato (sopra la soglia di carenza).
Come “mantenimento”, passare da 50.000 UI/mese a 25.000 UI/mese può essere una strategia sensata: tra l’altro Dibase 25.000 UI (colecalciferolo) ha proprio una posologia preventiva/mantenimento “una volta al mese” in adulti a rischio di carenza.
Detto questo, il livello può oscillare con stagione, esposizione solare, peso/assorbimento e altre condizioni, quindi di solito ha senso concordare col medico se e quando ricontrollarla (spesso è utile farlo a fine inverno/inizio primavera).
Per quanto riguarda il magnesio: non è indispensabile associarlo “di routine” alla vitamina D. Il magnesio è coinvolto nei processi di attivazione/metabolismo della vitamina D, ma questo non significa che tutti debbano integrarlo: in pratica si valuta solo se c’è scarso apporto dietetico, sintomi compatibili o rischio di carenza (o se emerge dagli esami).
Se l’alimentazione è già ricca di fonti di magnesio (legumi, frutta secca, cereali integrali, verdure a foglia, cacao), spesso non serve aggiungere un integratore.
Ne parli col medico curante portando l’esame, così confermate dose e tempi del prossimo controllo, e valutate se abbia senso misurare anche calcio/magnesio in base al suo caso.
Come “mantenimento”, passare da 50.000 UI/mese a 25.000 UI/mese può essere una strategia sensata: tra l’altro Dibase 25.000 UI (colecalciferolo) ha proprio una posologia preventiva/mantenimento “una volta al mese” in adulti a rischio di carenza.
Detto questo, il livello può oscillare con stagione, esposizione solare, peso/assorbimento e altre condizioni, quindi di solito ha senso concordare col medico se e quando ricontrollarla (spesso è utile farlo a fine inverno/inizio primavera).
Per quanto riguarda il magnesio: non è indispensabile associarlo “di routine” alla vitamina D. Il magnesio è coinvolto nei processi di attivazione/metabolismo della vitamina D, ma questo non significa che tutti debbano integrarlo: in pratica si valuta solo se c’è scarso apporto dietetico, sintomi compatibili o rischio di carenza (o se emerge dagli esami).
Se l’alimentazione è già ricca di fonti di magnesio (legumi, frutta secca, cereali integrali, verdure a foglia, cacao), spesso non serve aggiungere un integratore.
Ne parli col medico curante portando l’esame, così confermate dose e tempi del prossimo controllo, e valutate se abbia senso misurare anche calcio/magnesio in base al suo caso.
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Buongiorno,
il valore di 86 nmol/L di vitamina D rientra in un buon range di sufficienza. Una dose di 25.000 UI al mese può rappresentare una corretta strategia di mantenimento, soprattutto dopo una fase di carico, purché il valore venga monitorato periodicamente (1–2 volte l’anno) e non si superino livelli eccessivi.
Per quanto riguarda il magnesio, non è indispensabile associarlo automaticamente alla vitamina D se non vi è una carenza documentata o sintomi suggestivi (crampi, affaticamento, irritabilità). L’integrazione va valutata caso per caso. Se l’alimentazione è equilibrata e non ci sono segni di carenza, può tranquillamente continuare senza.
Distinti saluti
Dr. Luca Agostini
il valore di 86 nmol/L di vitamina D rientra in un buon range di sufficienza. Una dose di 25.000 UI al mese può rappresentare una corretta strategia di mantenimento, soprattutto dopo una fase di carico, purché il valore venga monitorato periodicamente (1–2 volte l’anno) e non si superino livelli eccessivi.
Per quanto riguarda il magnesio, non è indispensabile associarlo automaticamente alla vitamina D se non vi è una carenza documentata o sintomi suggestivi (crampi, affaticamento, irritabilità). L’integrazione va valutata caso per caso. Se l’alimentazione è equilibrata e non ci sono segni di carenza, può tranquillamente continuare senza.
Distinti saluti
Dr. Luca Agostini
Suggerirei di assumere una dose giornaliera a basso dosaggio di vitamina D3 complessata con la forma K2, per migliorare la forma attiva nel corpo. Purtroppo si è visto che l'emivita della forma attiva è di 24-36h, per cui conviene assumere una dose più bassa ma continuativa (solitamente dai 1500 ai 3000 UI)
Buonasera, si potrebbe continuare in questo modo, andando eventualmente a ridurre (seppur è bene che si confronti SEMPRE con il suo medico curante - lui è a conoscenza delle sue necessità) durante i soli mesi estivi. Il magnesio sicuramente è funzionale per molte condizioni fisio/patologiche per cui in caso di necessità è un ottima integrazione, non per forza correlata alla vitamina D. Bisognerebbe effettuare un' anamnesi personale e fisio/patologia per capire se occorre assumerlo. Cari saluti.
Buongiorno, la sua strategia è nel complesso sensata: 25.000 UI al mese come mantenimento, con un valore di 86 nmol/L, è una dose moderata e generalmente sicura. Tuttavia, non è garantito che la stessa quantità mantenga stabile il livello nel tempo, perché il fabbisogno varia con stagione, esposizione solare, peso e metabolismo. Un controllo ogni 6–12 mesi resta quindi opportuno.
Il magnesio non è indispensabile, ma ha un ruolo importante nell’attivazione della vitamina D. Non assumerlo non è necessariamente un errore, ma dare per scontato di non averne bisogno può essere una semplificazione: se carente, l’efficacia della vitamina D può ridursi. Valutarne i livelli o considerare una lieve integrazione può rendere la strategia più completa.
Il magnesio non è indispensabile, ma ha un ruolo importante nell’attivazione della vitamina D. Non assumerlo non è necessariamente un errore, ma dare per scontato di non averne bisogno può essere una semplificazione: se carente, l’efficacia della vitamina D può ridursi. Valutarne i livelli o considerare una lieve integrazione può rendere la strategia più completa.
Gentile Paziente, il valore che ha ottenuto è ottimo e merita di essere mantenuto. La fiala da 25.000 UI che sta assumendo è già in soluzione oleosa, quindi l’assorbimento è adeguato. La strategia mensile può andare bene; il consiglio generale, tuttavia, è preferire una somministrazione quotidiana (o almeno più frazionata) perché garantisce livelli più stabili nel tempo. Se desidera restare sul mensile, prosegua pure con 25.000 UI e ricontrolli la 25‑OH‑vitamina D dopo 3–4 mesi e poi a fine inverno, così da calibrare con precisione. Il magnesio, a mio avviso, è sempre consigliato: non solo perché è un cofattore essenziale per l’attivazione della vitamina D, ma anche per le sue altre funzioni su sistema nervoso, muscoli, qualità del sonno e regolarità intestinale. Preferisca una forma organica ben tollerata (per esempio bisglicinato, glicerofosfato o pidolato); altre forme più “osmoticamente attive” si usano soprattutto per andare in bagno e non sono l’ideale come mantenimento. Una dose indicativa può essere 200–300 mg al giorno, in genere la sera. In sintesi: mantenga pure l’attuale schema (meglio ancora se lo fraziona giornalmente), aggiunga magnesio in forma organica e monitori periodicamente il valore per confermare la stabilità raggiunta. Cordiali saluti.
Buongiorno,
il valore di 86 nmol/L indica uno stato di sufficienza e 25.000 U.I. mensili sono un dosaggio di mantenimento corretto.
Per ottimizzare la terapia è però consigliato associare i cofattori:
- Magnesio: utile per attivare biologicamente la Vitamina D.
- Vitamina K2: necessaria per indirizzare correttamente il calcio nel tessuto osseo, evitando depositi nei tessuti molli (es. arterie).
Raccomando comunque il monitoraggio periodico dei livelli ematici: la Vitamina D è liposolubile e si accumula, quindi è fondamentale evitare il sovradosaggio nel lungo periodo.
Cordiali saluti.
il valore di 86 nmol/L indica uno stato di sufficienza e 25.000 U.I. mensili sono un dosaggio di mantenimento corretto.
Per ottimizzare la terapia è però consigliato associare i cofattori:
- Magnesio: utile per attivare biologicamente la Vitamina D.
- Vitamina K2: necessaria per indirizzare correttamente il calcio nel tessuto osseo, evitando depositi nei tessuti molli (es. arterie).
Raccomando comunque il monitoraggio periodico dei livelli ematici: la Vitamina D è liposolubile e si accumula, quindi è fondamentale evitare il sovradosaggio nel lungo periodo.
Cordiali saluti.
Quando potrei consigliarlo?
Solo se:
magnesio basso negli esami
crampi frequenti
osteopenia/osteoporosi
terapia con diuretici
Altrimenti non è necessario.
Solo se:
magnesio basso negli esami
crampi frequenti
osteopenia/osteoporosi
terapia con diuretici
Altrimenti non è necessario.
Buongiorno, grazie per le informazioni condivise. L’integrazione di vitamina D, soprattutto con dosaggi mensili, richiede sempre un monitoraggio periodico da parte del medico, che può confermare se 25.000 UI al mese rappresentano una strategia adeguata per il mantenimento del suo valore attuale.
L’associazione con magnesio non è obbligatoria per tutti: diventa rilevante solo in caso di sospetta carenza o specifiche indicazioni cliniche. Una valutazione personalizzata con il professionista che la segue è il modo più sicuro per definire il regime più adatto a lei.
L’associazione con magnesio non è obbligatoria per tutti: diventa rilevante solo in caso di sospetta carenza o specifiche indicazioni cliniche. Una valutazione personalizzata con il professionista che la segue è il modo più sicuro per definire il regime più adatto a lei.
Buongiorno, si lo è. Magnesio e vitamina K fondamentali per assorbimento della vitamina D. resto a disposizione. Dott. Luigi Gimigliano
Buongiorno,
La strategia è appropriata. Una dose di mantenimento di 25.000 UI/mese di colecalciferolo (Dibase) è coerente con la pratica clinica per mantenere livelli di 25-OH-D intorno a 75–100 nmol/L; il valore di 86 nmol/L rientra pienamente nel range ottimale e la riduzione da 50.000 a 25.000 UI/mese dopo la fase di correzione è una scelta corretta e fisiologica.
L’associazione con magnesio non è indispensabile in soggetti sani e senza carenze, perché la maggior parte delle persone con alimentazione equilibrata raggiunge apporti sufficienti e riesce comunque a metabolizzare adeguatamente la vitamina D.
Può essere utile solo in caso di introito dietetico scarso, carenza documentata o condizioni che ne aumentano il fabbisogno, ma non è un requisito obbligatorio per l’efficacia o la sicurezza della supplementazione con vitamina D.
Resto a disposizione
Dott. Davide Privitera
La strategia è appropriata. Una dose di mantenimento di 25.000 UI/mese di colecalciferolo (Dibase) è coerente con la pratica clinica per mantenere livelli di 25-OH-D intorno a 75–100 nmol/L; il valore di 86 nmol/L rientra pienamente nel range ottimale e la riduzione da 50.000 a 25.000 UI/mese dopo la fase di correzione è una scelta corretta e fisiologica.
L’associazione con magnesio non è indispensabile in soggetti sani e senza carenze, perché la maggior parte delle persone con alimentazione equilibrata raggiunge apporti sufficienti e riesce comunque a metabolizzare adeguatamente la vitamina D.
Può essere utile solo in caso di introito dietetico scarso, carenza documentata o condizioni che ne aumentano il fabbisogno, ma non è un requisito obbligatorio per l’efficacia o la sicurezza della supplementazione con vitamina D.
Resto a disposizione
Dott. Davide Privitera
salve Il magnesio può essere utile solo in situazioni specifiche (carenza, crampi frequenti, alcune condizioni cliniche), ma non è una co-prescrizione automatica della vitamina D.
resto a disposizione
dott.ssa antelmi antonella
resto a disposizione
dott.ssa antelmi antonella
Gentile utente,
un valore di 86 nmol/L (circa 34 ng/mL) rientra in un range adeguato per la popolazione generale. Una dose di mantenimento pari a 25.000 UI al mese è comunemente utilizzata e, in molti casi, sufficiente a mantenere livelli stabili, ma la risposta è individuale: l’unico modo corretto per verificarlo è ricontrollare la vitamina D dopo 3–4 mesi.
Assumere la vitamina D quotidianamente in piccole dosi (ad esempio 800–1000 UI al giorno) permette solitamente di mantenere livelli più stabili nel sangue e ridurre picchi e cali, mentre la somministrazione mensile di dosi elevate, come 25.000 UI al mese, è comoda e altrettanto efficace nel mantenimento a lungo termine, purché controllata con esami periodici. La scelta dipende quindi da praticità e preferenza, ma entrambe le modalità sono valide se si monitorano i livelli ematici. Sottolineo come la strategia va comunque personalizzata in base a esami ematochimici, eventuali condizioni cliniche ed esposizione solare (più si sta o si lavora al sole e meno Vitamina D è necessario assumere).
Concludo dicendo che non è indispensabile associare il magnesio. Il magnesio partecipa ai processi di attivazione della vitamina D, ma in un soggetto con alimentazione equilibrata e senza deficit clinici non è obbligatorio integrarlo.
un valore di 86 nmol/L (circa 34 ng/mL) rientra in un range adeguato per la popolazione generale. Una dose di mantenimento pari a 25.000 UI al mese è comunemente utilizzata e, in molti casi, sufficiente a mantenere livelli stabili, ma la risposta è individuale: l’unico modo corretto per verificarlo è ricontrollare la vitamina D dopo 3–4 mesi.
Assumere la vitamina D quotidianamente in piccole dosi (ad esempio 800–1000 UI al giorno) permette solitamente di mantenere livelli più stabili nel sangue e ridurre picchi e cali, mentre la somministrazione mensile di dosi elevate, come 25.000 UI al mese, è comoda e altrettanto efficace nel mantenimento a lungo termine, purché controllata con esami periodici. La scelta dipende quindi da praticità e preferenza, ma entrambe le modalità sono valide se si monitorano i livelli ematici. Sottolineo come la strategia va comunque personalizzata in base a esami ematochimici, eventuali condizioni cliniche ed esposizione solare (più si sta o si lavora al sole e meno Vitamina D è necessario assumere).
Concludo dicendo che non è indispensabile associare il magnesio. Il magnesio partecipa ai processi di attivazione della vitamina D, ma in un soggetto con alimentazione equilibrata e senza deficit clinici non è obbligatorio integrarlo.
Buongiorno, è sicuramente una buona strategia, ma consideri che nei mesi estivi, dove si è più esposti alla luce solare, la produzione di vitamina D aumenta
L'integrazione con il magnesio non è indispensabile, ma fortemente consigliata poiché ne facilita l'assorbimento ed entrambi collaborano per la salute ossea.
L'integrazione con il magnesio non è indispensabile, ma fortemente consigliata poiché ne facilita l'assorbimento ed entrambi collaborano per la salute ossea.
Buongiorno,
in linea generale, la strategia che descrive può essere ragionevole come mantenimento, perché un valore di 25(OH)D pari a 86 nmol/L rientra in un intervallo considerato adeguato per la maggior parte delle persone, mentre i livelli oltre 125 nmol/L sono quelli più associati a possibili effetti indesiderati.
Inoltre, 25.000 UI al mese corrispondono a circa 800 UI al giorno, quindi una quota vicina agli apporti raccomandati nell’adulto e compatibile con un mantenimento quando il dosaggio è stato personalizzato dal medico curante.
Il punto più utile, però, è ricontrollare periodicamente i valori, perché la risposta alla vitamina D non è identica in tutti e può risentire anche di esposizione solare, composizione corporea e capacità di assorbimento.
Per quanto riguarda il magnesio, non è indispensabile associarlo in modo automatico alla vitamina D: è un minerale coinvolto in molti processi metabolici, ma una carenza sintomatica da scarso introito è poco comune nelle persone sane e l’eccesso da integratori può dare soprattutto diarrea, nausea e crampi addominali.
In pratica, se non ci sono sintomi, carenze documentate, particolari condizioni cliniche o farmaci che favoriscano bassi livelli di magnesio, di solito ha più senso curare l’apporto alimentare che aggiungere subito un altro integratore.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
in linea generale, la strategia che descrive può essere ragionevole come mantenimento, perché un valore di 25(OH)D pari a 86 nmol/L rientra in un intervallo considerato adeguato per la maggior parte delle persone, mentre i livelli oltre 125 nmol/L sono quelli più associati a possibili effetti indesiderati.
Inoltre, 25.000 UI al mese corrispondono a circa 800 UI al giorno, quindi una quota vicina agli apporti raccomandati nell’adulto e compatibile con un mantenimento quando il dosaggio è stato personalizzato dal medico curante.
Il punto più utile, però, è ricontrollare periodicamente i valori, perché la risposta alla vitamina D non è identica in tutti e può risentire anche di esposizione solare, composizione corporea e capacità di assorbimento.
Per quanto riguarda il magnesio, non è indispensabile associarlo in modo automatico alla vitamina D: è un minerale coinvolto in molti processi metabolici, ma una carenza sintomatica da scarso introito è poco comune nelle persone sane e l’eccesso da integratori può dare soprattutto diarrea, nausea e crampi addominali.
In pratica, se non ci sono sintomi, carenze documentate, particolari condizioni cliniche o farmaci che favoriscano bassi livelli di magnesio, di solito ha più senso curare l’apporto alimentare che aggiungere subito un altro integratore.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
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