Buongiorno, ho 38 anni e sono attualmente alla 11ª settimana di gravidanza (seconda gestazione) e da

10 risposte
Buongiorno, ho 38 anni e sono attualmente alla 11ª settimana di gravidanza (seconda gestazione) e da alcuni giorni avverto un dolore acuto a livello dell'osso sacro e delle ultime vertebre lombari, che si manifesta come un "blocco" o "accavallamento" e mi impedisce di caricare il peso sulla gamba. Inoltre, riporto dolore in zona pelvica/pubica durante i movimenti asimmetrici (stare su una gamba sola, spingere pesi con il piede).

Nell'ultima visita ginecologica (21 aprile) è stato riscontrato un lieve ipertono uterino; durante la mia prima gravidanza, intorno al 7-8 mese ho sofferto molto di dolori al bacino/pubalgia, motivo per cui cerco un approccio riabilitativo che tenga conto di questo quadro. Grazie,
Dott.ssa Deborah Lanni
Fisioterapista, Sessuologo
Roma
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Buongiorno,
quello che descrive è piuttosto tipico in gravidanza, soprattutto se ha già avuto una precedente storia di dolore pelvico.
In gravidanza, già dal primo trimestre, gli ormoni (come la relaxina) rendono i legamenti più “lassi”, riducendo la stabilità del bacino. Se a questo aggiungiamo una predisposizione (come nel tuo caso, visto il precedente episodio), il sistema muscolare può fare più fatica a compensare, e compaiono dolore e blocchi.
Non è un quadro raro, ma nel suo caso va gestito precocemente e con attenzione per evitare che si ripresenti in forma più severa nei mesi successivi.
Se vuole, posso aiutarla con una piccola routine di esercizi adattata alla sua situazione attuale (molto graduale e sicura). Se fosse a Milano ricevo sia a domicilio che in studio in zona Loreto.
Saluti,
P.P.
Buongiorno, da quanto descrive, il dolore in zona sacro-lombare, la difficoltà nel caricare il peso sulla gamba e il dolore pubico/pelvico potrebbero essere compatibili con un’alterazione del carico a livello del bacino, dell’articolazione sacro-iliaca o della sinfisi pubica, condizioni che in gravidanza possono comparire o accentuarsi anche nelle prime settimane.

Considerato il lieve ipertono uterino riferito, sarebbe opportuno procedere sempre in accordo con il ginecologo, così da escludere eventuali controindicazioni al trattamento o all’esercizio terapeutico.

Dal punto di vista fisioterapico, potrebbe essere utile una valutazione specifica del bacino, della zona lombare, della postura, del cammino e dei movimenti che scatenano il dolore. In base alla valutazione, si può impostare un percorso mirato e delicato, con tecniche manuali non invasive, esercizi di stabilizzazione, indicazioni sui movimenti da evitare o modificare e strategie per gestire meglio i carichi quotidiani.

In questi casi è importante evitare esercizi generici o manovre non valutate, soprattutto in gravidanza. Una presa in carico precoce può aiutare a ridurre il dolore, migliorare la mobilità e prevenire il peggioramento dei sintomi nei mesi successivi.
Dott. Maurizio Di Benedetto
Psicologo, Fisioterapista, Posturologo
Monza
Gentilissima, fatta una visita medico specialistica e avendo un quadro clinico completo, le consiglio una visita posturale propriocettiva informazionale. In quanto durante la gravidanza il corpo cambia, per adattarsi al nuovo arrivo. Ecco perché una rieducazione posturale informazionale pre-parto é fondamentale. Cosi da aiutare il corpo a questo nuovo adattamento e vivere con più serenità questo momento.

Saluti
Dott. Maurizio Di Benedetto
Buongiorno, spesso può capitare che in gravidanza si presentino tali problematiche alla schiena e in alcuni casi con coinvolgimento agli arti inferiori. La cosa opportuna da fare a mio avviso sarebbe effettuare una terapia di movimento molto blanda. Mobilizzazione del sacro, dell'articolazione sacro-iliaca e scarico della colonna lombare per alleviare questa condizione dolorosa. Consideri che quanto ha scritto relativo alla prima gravidanza è molto importante perche probabilmente l'aumento delle dimensioni della pancia può aver messo in tensione la fascia peritoneale con risultato del dolore pubo-lombare. Inoltre cerchi di non abbandonare completamente lo sport perchè è comunque un'attività molto importante per il benessere.
Spero di esserle stato di aiuto e resto disponibile per ulteriori chiarimenti.
Distinti saluti
Dott. Paolo Adinolfi
Buonasera, a partire dalla 12 settimana dovrebbe rilogersi ad un collega (laureato in fisioterapia) che si occupa di ginnastica addominale ipopressiva associata al pilates. Imparare a gestire gli sforzi, a conoscere come funziona la muscolatura addominale in sinergia col diaframma e il pavimento pelvico è fondamentale in vista del parto (e anche per il post parto). Inoltre è buona cosa lavorare sulla mobilità alla colonna vertebrale. In sostanza: ci sono vari aspetti di cui tener conto, a patto che ci si rivolga ad un professionista qualificato. Saluti
Dott. Leonardo Pastore
Osteopata, Fisioterapista
Roma
Buongiorno, mi recherei a visita da un osteopata che segue donne in gravidanza o da un fisioterapista specializzato in problematiche di pavimento pelvico.
Dr. Mirko Palmucci
Fisioterapista, Osteopata, Posturologo
Roma
Buongiorno a te! Ti consiglio di consultare un osteopata che si occupa di questo. Durante la gravidanza i legamenti utero-sacrali possono trasmettere una tensione importante (comunque normale considerato il momento, ma potenzialmente dolorosa). Oltre a questo si verifica anche un rallentamento del flusso venoso dei plessi lombari e questa stasi contribuisce all' esperienza del dolore.
Ti auguro una pronta guarigione!
Dott. Stefano Scarpa
Fisioterapista, Osteopata, Massofisioterapista
Torino
considerando le settimane, probabilmente questa lombare aveva già un problema precedente che si sta accentuando con l'evolvere della situazione e dello stress che il corpo sta subendo. senza problemi un buon osteopata può gestire la sua situazione, non serve fare fisioterapia
Buongiorno, le consiglierei di rivolgersi ad una fisioterapista che si occupi anche di riabilitazione del pavimento pelvico, in modo da fare una valutazione completa e tenere in considerazione tutti i fattori che possono influenzare la sua condizione.

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