Buongiorno, ho 20 anni e non sono mai riuscita in vita mia a ingoiare una pillola intera. Ogni volta

Buongiorno, ho 20 anni e non sono mai riuscita in vita mia a ingoiare una pillola intera. Ogni volta che ci provo, il terrore di soffocare mi blocca completamente la gola e finisco sempre per masticarla. ​Questa situazione mi crea un'ansia fortissima per il futuro, perché ho la costante paura di non riuscire mai a sbloccarmi e di trovarmi un giorno in una situazione di emergenza o necessità in cui sarò costretta a prendere un farmaco senza poterlo fare. ​Vi scrivo per sapere se alla mia età, e non avendolo mai fatto prima, sia davvero possibile sbloccarsi del tutto e imparare a deglutire compresse normalmente. Grazie.

71 risposte


Gentile utente, grazie per la sua condivisione. Capisco come una situazione apparentemente semplice possa diventare fonte di molta ansia, soprattutto quando si accompagna alla paura di soffocare e al pensiero di un'esigenza da affrontare nel lungo periodo. Questo pone lo stato d'ansia in una prospettiva sia presente che futura, rendendo il vissuto molto intenso e travolgente. La rassicurazione che posso darle è che il fatto di non esserci mai riuscita fino ad oggi non significa affatto che non potrà imparare a farlo: anche a 20 anni è possibile lavorare gradualmente su questa difficoltà e acquisire maggiore fiducia nella propria capacità di deglutire una compressa. Inoltre, la paura che interviene nel momento del tentativo può aumentare ancora di più la tensione e la sensazione che la gola si chiuda, motivo per cui sarebbe importante affrontare la difficoltà anche dal punto di vista psicologico ed emotivo. Più ci si concentra sul dover riuscire e sul rischio di soffocare, più quel gesto può diventare difficile: per questo può essere utile lavorare gradualmente anche sulla paura. Il fatto che oggi le sembri così difficile non significa che lo sarà anche domani. Può imparare a sentirsi più sicura, con i suoi tempi e senza giudicarsi per questa difficoltà, affrontandola un passo alla volta.

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Buongiorno, la situazione che descrive una grande ansia che diventa una vera e propria fobia di deglutire. Spesso esistono anche altre difficoltà, magari più sfumate , che riguardano la vita della persona che lamenta questo tipo di sintomo. Le consiglio sicuramente di rivolgersi ad una/uno psicoterapeuta di sua fiducia per capire quali siano le situazioni non risolte che stanno alla base di queste manifestazioni. Le auguro di trovare la/il professionista giusta per le sue esigenze.


Gentile Utente, per prima cosa sarebbe necessario che lei escludesse cause mediche o organiche rispetto alla sua difficoltà di nella deglutizione di pillole intere. Sarebbe anche utile capire se le succede solo con le pillole o anche con altri cibi e se è peggiorato nel tempo. Questo lo dico perché potrebbe invece esserci una componente psicologica dietro questa condizione, magari collegata a stati ansiosi oppure ad altre emozioni che a livello conscio potrebbero non essere così chiare da identificare. Se questo fosse il caso, sarebbe utile chiedere una consulenza con un* psicolog* per poterci lavorare e cercare un miglioramento. Però prima di dare per scontato che il sintomo abbia una causa psicologica, sarebbe appunto importante, qualora lei non lo abbia già fatto, escludere cause organiche attraverso un consulto medico. Le auguro una buona giornata.


Buongiorno, è assolutamente possibile affrontando quest'ansia


Gentile Utente, buongiorno. La ringrazio per aver condiviso la sua difficoltà. Sia come psicologo che come psicologo di gruppo lavoro spesso con ansie legate al corpo e alla deglutizione (fagofobia), e sì: a 20 anni è assolutamente possibile imparare a deglutire le compresse in modo sereno. L’approccio che propongo combina: psicoeducazione sul riflesso della deglutizione, tecniche di respirazione e grounding per ridurre la paura di soffocare, e un’esposizione graduale (da piccoli granuli a capsule), talvolta con il supporto di strategie comportamentali validate. La mindfulness aiuta a osservare le sensazioni senza farsi travolgere, mentre la terapia lavora sui pensieri catastrofici (“soffocherò”) che mantengono il blocco. Come tanti altri psicologi e psicoterapeuti, la mia prima seduta è gratuita (anche online) e possiamo comprendere insieme, e in modo più dettagliato, di che tipo di percorso ha bisogno. Non c’è obbligo di un successivo appuntamento, né ad alcun altro impegno successivo. Rimango a disposizione e le auguro un sereno proseguimento di giornata.


Buongiorno, quello che descrive è comprensibile e, soprattutto, non significa necessariamente che questa difficoltà debba accompagnarla per sempre. Quando la paura di soffocare diventa molto intensa, può attivare una risposta di allarme che rende effettivamente più difficile deglutire: la gola si tende, l’attenzione si concentra completamente sull’atto della deglutizione e il timore di non riuscire aumenta ulteriormente la tensione, creando un circolo che tende ad autoalimentarsi. Il fatto che fino ad oggi non sia mai riuscita a ingoiare una compressa non significa quindi che non possa imparare a farlo. È possibile lavorare gradualmente sulla paura e sulle sensazioni che la accompagnano, senza forzarsi e senza esporsi bruscamente alla situazione temuta. In alcuni casi può essere utile anche approfondire con il medico eventuali aspetti fisici della deglutizione, soprattutto se la difficoltà riguarda anche cibi o liquidi. La parte che trovo particolarmente importante nella sua domanda è la preoccupazione per il futuro e per l’eventualità di trovarsi in un’emergenza. Anche questa paura può essere affrontata: l’obiettivo non è soltanto “imparare a ingoiare una pillola”, ma ridurre il senso di pericolo che oggi associa a quella situazione e recuperare maggiore fiducia nelle proprie capacità. Quindi sì, è possibile lavorarci e migliorare anche a 20 anni, indipendentemente dal fatto che finora non ci sia mai riuscita.


Le chiederei innanzitutto se questa difficoltà compare esclusivamente con le compresse oppure se le capita anche con alcuni cibi o liquidi. Da quello che racconta, sembra che nel momento in cui sta per assumere una pillola si attivi una forte paura di soffocare, accompagnata dalla sensazione che la gola si chiuda e che deglutire diventi impossibile. Sarebbe utile capire meglio che cosa succede proprio in quei momenti: per esempio, quale pensiero o immagine le viene in mente quando ha la compressa in bocca, che cosa teme possa accadere e quali sensazioni corporee nota? Il fatto di masticare la compressa probabilmente le permette di ridurre immediatamente l’ansia e di sentirsi più al sicuro; allo stesso tempo, però, può rendere difficile fare esperienza del fatto che potrebbe riuscire a deglutire in un altro modo. È un meccanismo che può essere esplorato e affrontato gradualmente.


Buongiorno, quello che descrive sembra essere legato soprattutto alla paura che possa accadere qualcosa nel momento in cui prova a deglutire la pillola. Il timore di soffocare può infatti attivare una risposta d'ansia che porta a irrigidire proprio quella parte del corpo che dovrebbe invece lasciarsi andare. Non credo però sia utile considerare questa difficoltà come qualcosa di definitivo o come una condizione con cui dovrà necessariamente convivere. È possibile lavorare su questo tipo di paura e imparare progressivamente a vivere la deglutizione con maggiore tranquillità. Sarebbe interessante comprendere anche che significato abbia per lei questa paura e che cosa accade emotivamente quando sente di perdere il controllo di ciò che avviene nel proprio corpo. Più che concentrarsi soltanto sul "riuscire a ingoiare la pillola", può essere utile comprendere il rapporto che ha con la paura, con il controllo e con le sensazioni corporee. Uno spazio psicologico potrebbe aiutarla a esplorare questi aspetti e a comprendere anche se questa modalità di vivere il controllo e il timore possa presentarsi in altre situazioni della sua vita o avere radici nelle esperienze relazionali precedenti o esser legata ad aspetti della sua personalità, ma anche permetterle di lavorare su questa specifica paura. Mantenga viva la speranza. Cordialmente, Dott. Marco Squarcini


Sì, è possibile lavorare su questa difficoltà anche a 20 anni. Il blocco che descrive sembra legato soprattutto alla paura di soffocare e alla conseguente tensione della gola: più prova a controllare la deglutizione, più il corpo può irrigidirsi e confermare la sensazione di non riuscire. Questo non significa che lei sia “incapace”, ma che si è creato un circolo tra paura, controllo e blocco fisico. È importante anche confrontarsi con medico o farmacista, perché non tutte le compresse possono essere masticate o spezzate e spesso esistono formulazioni alternative. Sul piano psicologico, però, inizierei un supporto online o in presenza per affrontare in modo graduale la paura, ridurre l’ansia anticipatoria e costruire sicurezza nella deglutizione senza forzature. Non aspetterei un’eventuale emergenza: è proprio lavorandoci prima, in un contesto protetto, che può imparare a gestire questa difficoltà con maggiore serenità. un caro saluto. Dott. Giulio Blasilli


Buongiorno, la problematica di cui parla è connessa ad un quadro ansioso importante. Dai disturbi fobici e ansiosi è possibile guarire con l'ausilio della psicoterapia. Si affidi ad uno specialista, vedrà che con il tempo potrà uscire dalla morsa dei suoi sintomi. Cordiali saluti Dott. Diego Ferrara


Buongiorno, quello che descrive può essere legato a una forte risposta d'ansia associata alla paura di soffocare: nel momento in cui prova a deglutire, la paura può aumentare la tensione e rendere ancora più difficile il gesto, creando così un circolo che tende a rafforzarsi. Il fatto che abbia 20 anni e che finora non sia mai riuscita a farlo non significa che non possa imparare. Queste difficoltà possono essere affrontate e, attraverso un percorso graduale e mirato, è possibile lavorare sia sulla paura sia sulle sensazioni corporee che si attivano nel momento della deglutizione. Sarebbe però importante escludere prima eventuali difficoltà fisiche della deglutizione con il medico, soprattutto se il problema non riguarda esclusivamente le compresse. Se sente che questa paura condiziona molto la sua quotidianità o le fa vivere con preoccupazione l'idea di assumere farmaci, può essere utile approfondirla in un percorso psicologico. Un cordiale saluto, Dott.ssa Cinzia Pirrotta


Buon pomeriggio, è sicuramente possibile arrivare a normalizzare la deglutizione di una compressa e a vivere con serenità questa azione che ci è talvolta necessaria. Al contempo, verosimilmente siamo di fronte ad un "blocco" che ha radici psicologiche ed emotive che avrebbero bisogno di essere esplorate e comprese. Ci si può senz'altro lavorare in terapia. Un caro saluto.


Gentile Utente, rispondo subito alla sua domanda che è affermativa: “Sì” è assolutamente possibile sbloccarsi da questa situazione, anche a 20 anni, anche se fino ad ora non c’è riuscita. La difficoltà o l’impossibilità a deglutire le pillole è una condizione molto comune e prende il nome di “fagofobia” quando è legata alla paura di soffocare, altrimenti potrebbe trattarsi di una “più semplice” ansia da deglutizione. Non si tratta di un limite fisico o di una colpa, è un meccanismo di difesa riflesso. Il suo cervello ormai associa l’ingoiare la pillola intera ad un pericolo e di conseguenza blocca la gola per proteggerla, creando quel senso di angoscia o terrore che descrive. E’ importante guardare al futuro con ottimismo, quello che descrive è un blocco emotivo e non anatomico. La sua gola è in grado di far passare il cibo masticato che spesso è ben più grande di una pillola Il problema è che quando sta per mettere in bocca la pillola scatta un segnale d’allarme che le dice che questo non è sicuro. Probabilmente il tutto risale ad una prima volta in cui c’è stata quest’associazione: Prendo la pillola rischio di soffocare. Così come la sua mente ha fatto questa associazione legata al pericolo, può “disimparare” e creare una nuova associazione legata alla sicurezza. Non sarà necessario ingoiare una pillola gigante dall’oggi al domani, bensì fare una cosa più graduale attraverso delle tecniche di desensibilizzazione sistematica o di esposizione con prevenzione della risposta. Si inizierà con dei pezzettini di gelatina o di caramelle gommose per poi aumentare gradualmente. Le consiglierei di intraprendere un percorso mirato che si potrebbe risolvere in tempi brevi attraverso degli esercizi mirati e tecniche di gestione dell’ansia, con uno psicoterapeuta cognitivo comportamentale. Rimango a sua disposizione per un ulteriore approfondimento o per un primo colloquio conoscitivo. Un cordiale saluto, Dott. Samuele Antonini

Dott. Samuele Antonini

Dott. Samuele Antonini

psicoterapeuta

Monte San Vito

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Gentile utente, sì: è assolutamente possibile imparare a deglutire una compressa anche a 20 anni, anche se finora non ci è mai riuscita. Il fatto che il timore le “chiuda la gola” fa pensare che l’ansia stia alimentando una risposta di allerta molto concreta, più che a un'incapacità definitiva. La paura di soffocare, infatti, può creare un circolo: più cerchiamo di controllare la deglutizione, più il corpo si irrigidisce e più l'atto diventa difficile. Può essere utile affrontare la difficoltà gradualmente e senza forzarsi, eventualmente con il supporto di uno psicologo, soprattutto se l'ansia è molto intensa. L'obiettivo non è convincersi che “non succederà nulla”, ma fare piccole esperienze che permettano al cervello di imparare, passo dopo passo, che può fidarsi del proprio corpo. Non pensi quindi al futuro come a una condanna: una difficoltà che oggi sembra enorme può diventare, con il giusto percorso, qualcosa che il suo corpo impara semplicemente a fare.


Buongiorno. Vi sono tecniche studiate apposta per superare questo tipo di ansia. Quindi pensa che è possibile. Credo che tu stia già mangiando cose più grandi di una pillola... Rivolgiti con fiducia ad una/o psicoterapeuta. Ce la farai.


Gentile utente, le rispondo con una rassicurazione immediata e assoluta: sì, è assolutamente possibile sbloccarsi, anche a 20 anni e anche se non ci è mai riuscita prima in vita sua. Il suo blocco non è un'incapacità fisica, ma un vero e proprio meccanismo di difesa del suo sistema nervoso. Dal punto di vista emotivo e psicologico, la gola è una zona fortemente simbolica: rappresenta il passaggio, il confine tra il mondo esterno e il nostro mondo interno. Il terrore di soffocare spesso non riguarda solo la pillola in sé, ma nasconde una paura più profonda di perdere il controllo o l'angoscia di lasciar entrare qualcosa di estraneo nel proprio corpo senza poterlo gestire. Quando lei prova a ingoiare, questa paura inconscia invia un segnale di allarme che fa contrarre involontariamente la muscolatura della gola. Si crea così un "muro" fisico che la costringe a masticare la compressa. In sintesi, il suo corpo sta solo cercando di proteggerla da quella che percepisce come una minaccia. La bellissima notizia è che questa risposta automatica può essere "riprogrammata". Un approccio analitico integrato è molto efficace in questi casi, perché lavora su due fronti: da un lato la aiuta ad abbassare l'allarme fisico che le chiude la gola, dall'altro le permette di esplorare e dare un significato a questo bisogno di controllo. Comprendere cosa rappresenta davvero quell'ostacolo è il modo più sicuro per scioglierlo. Non c'è motivo di farsi accompagnare da questa angoscia per il futuro. Le garantisco che è un blocco superabile, le serve solo uno spazio terapeutico sicuro in cui imparare ad affidarsi e a "lasciar andare". Un caro saluto, Dott.ssa Lara Zinzilli.

Dott.ssa Lara Zinzilli

Dott.ssa Lara Zinzilli

psicologo

Cisterna di Latina

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Buongiorno. La risposta è sì: è possibile sbloccarsi e imparare a deglutire le compresse a vent'anni, anche se non ci è mai riuscita prima. La difficoltà che descrive sembra legata all'ansia: il terrore di soffocare attiva involontariamente i muscoli della gola, bloccandoli. Non si tratta di un limite fisico, ma di un riflesso protettivo innescato dalla paura, che l'ansia anticipatoria per il futuro tende ad amplificare. È un blocco che si può superare con i tempi giusti e piccoli passi. Affrontare questo timore con il supporto di uno psicologo le permetterà di ritrovare la tranquillità necessaria e di gestire la situazione con totale sicurezza. Un cordiale saluto, Dott.ssa Manzoni.


Buongiorno certo che è possibile imparare a deglutire le compresse senza alcuna ombra di dubbio. La prima cosa che potresti fare è sederti, fare tre respiri profondi, mettere la pillola in fondo alla lingua più vicino alla gola, insomma e subito bere abbondante acqua con il capo sollevato.


Ben trovata, comprendo la sua paura e la sensazone di paura che sta vivendo. Di certo, un percorso di psicoterapia potrà aiutarla a comprendere meglio la sua paura e a ristrutturare i pensieri che soggiacciono alle forti emozioni che racconta. A volte una paura intensa come quella di soffocare dop ol'assunzione di una pasticca, potrebbe essere solo la punta dell'iceberg di un vissuto degno di essere esplorato insieme ad un professionista. Alla fine il risultato potrebbe ssere quello di risolvere la sua paura o di trovare strategie alternative, insime ad una più profonda consapevolezza del suo mondo interiore emotivo. Le auguro ogni bene. Un caro saluto Dott. Valerio Confalone


Buongiorno, sì, a 20 anni è assolutamente possibile imparare a deglutire una compressa anche se fino ad oggi non ci è mai riuscita. Il fatto di non averlo mai fatto non significa che questa difficoltà debba necessariamente accompagnarla per sempre. Da quello che racconta, però, mi sembra importante distinguere due aspetti. Il primo è la difficoltà concreta: quando prova a ingoiare una pillola compare la paura di soffocare, il corpo si tende, la gola sembra chiudersi e diventa ancora più difficile fare proprio quel gesto che in quel momento vorrebbe controllare. Il secondo aspetto riguarda invece ciò che potrebbe accadere in futuro: “E se un giorno avessi assolutamente bisogno di un farmaco e non riuscissi a prenderlo?”. Qui non siamo più nel mondo del reale, cioè in qualcosa che sta accadendo adesso, ma nel mondo del possibile. La situazione immaginata potrebbe verificarsi oppure no, ma il corpo può reagire a quel pensiero come se il pericolo fosse già presente oggi. E così ci si trova a vivere nel presente l'ansia di un'emergenza che, in questo momento, non esiste. Questo non significa che la sua paura sia banale o che basti dirsi “non ci devo pensare”. Al contrario, può essere utile imparare a riconoscere quando sta affrontando un problema reale e quando invece sta cercando di trovare oggi una soluzione definitiva a tutti i possibili scenari di domani. Anche sulla deglutizione si può lavorare gradualmente, senza trasformare ogni tentativo in un esame da superare. Più diventa “devo riuscirci perché altrimenti un giorno potrei essere in pericolo”, maggiore sarà facilmente la tensione con cui il corpo affronta quel gesto. Un percorso psicologico può aiutare sia a lavorare sulla paura specifica sia a riconoscere ciò che accade nel corpo quando l'ansia prende il sopravvento, riportando progressivamente l'attenzione a ciò che sta realmente accadendo qui e ora. Naturalmente, se avesse difficoltà a deglutire anche cibi, liquidi o normali bocconi, sarebbe opportuno parlarne con il medico per escludere una difficoltà organica. Inoltre eviterei di masticare o spezzare autonomamente qualsiasi compressa, perché alcune formulazioni devono essere assunte intere: quando necessario, medico o farmacista possono indicare se quel farmaco può essere diviso o se esistono formulazioni alternative. Quindi sì, è una difficoltà sulla quale si può lavorare. Ma forse il primo passo è proprio separare ciò che oggi è reale da ciò che oggi è soltanto possibile, evitando di dover risolvere nel presente anche tutte le emergenze che la mente riesce a immaginare per il futuro.


Salve, è una paura che hanno in molti. Se vuole provare a risolvere il problema, le consiglierei di procedere gradualmente, rompendo la pastiglia in pezzi via via più grandi, fino a mangiarla intera.


La difficoltà che descrive non significa necessariamente che sia destinata a rimanere così. Quando c'è una forte paura di soffocare, infatti, il tentativo di deglutire può accompagnarsi a molta tensione e questo può rendere ancora più difficile compiere un gesto che normalmente avviene in modo automatico. È quindi comprensibile che, dopo molte esperienze in cui la paura ha avuto la meglio, lei abbia iniziato a preoccuparsi anche per il futuro. Questo però non significa che non possa imparare a vivere diversamente questa situazione. Sarebbe importante innanzitutto parlarne con il proprio medico, anche per verificare che non ci siano difficoltà fisiche nella deglutizione e per sapere quali farmaci possono eventualmente essere assunti in forme diverse dalle compresse. Dal punto di vista psicologico, invece, quando la difficoltà è legata soprattutto alla paura e all'ansia, è possibile lavorare gradualmente proprio su questi aspetti, senza forzarsi né pretendere di riuscire tutto subito. Il fatto di non esserci mai riuscita finora non significa che non possa riuscirci in futuro. Ilenia Ceravolo, Psicologa


Gentile Utente, sì, a 20 anni è certamente possibile imparare a deglutire una compressa anche se finora non ci è mai riuscita. Il fatto di non averlo mai fatto non significa che non potrà farlo in futuro. Da ciò che racconta sembra essersi creato un circolo: **teme di soffocare, la paura aumenta la tensione proprio nel momento della deglutizione, la difficoltà che ne deriva conferma l'idea che ingoiare una pillola sia pericoloso**. A quel punto ogni nuovo tentativo non riguarda più soltanto una compressa, ma anche tutte le esperienze precedenti e la paura di fallire nuovamente. Mi soffermerei inoltre sulla sua preoccupazione per il futuro: sembra che il problema attuale la porti già a immaginare possibili emergenze nelle quali potrebbe trovarsi senza soluzione. Anche questa anticipazione può contribuire ad aumentare l'ansia. Non cercherei quindi di “costringersi” a superare la paura con tentativi sempre più carichi di tensione. Se non presenta difficoltà nel deglutire normalmente cibi e liquidi, può parlarne con il medico o con un professionista per individuare un apprendimento graduale e sicuro. Se invece la difficoltà riguarda anche alimenti o bevande, è opportuno segnalarlo al medico per valutarla specificamente. Una precauzione importante: **non tutte le compresse possono essere masticate, frantumate o divise**, perché questo può modificarne l'assorbimento o il funzionamento. Per ogni farmaco è quindi necessario chiedere al medico o al farmacista; spesso esistono anche formulazioni alternative. Forse l'obiettivo non è convincersi che *“non soffocherò mai”*, cercando una certezza assoluta, ma permettere gradualmente al suo corpo di fare esperienza del fatto che può deglutire senza che la paura debba prendere il controllo. Un cordiale saluto, Marica Romano Psicologa


Buongiorno, il fatto di avere 20 anni e di non essere mai riuscita finora a deglutire una compressa intera non significa che non possa imparare a farlo. Da ciò che racconta, la difficoltà sembra presentarsi specificamente davanti alle compresse. Nel momento in cui prova a ingerirne una compare il timore di soffocare, aumenta la tensione e sente la gola bloccarsi. A questo si aggiunge un'altra paura: quella di non riuscire mai a superare questa difficoltà e di trovarsi, in futuro, in una situazione nella quale dovrà necessariamente assumere un farmaco senza esserne capace. È interessante quindi osservare come alla difficoltà del presente si aggiunga già l'anticipazione di ciò che potrebbe accadere in futuro. Ogni compressa rischia così di diventare una prova: “riuscirò questa volta?”, “e se mi va di traverso?”, “e se non imparerò mai?”. Quando l'attenzione e il controllo si concentrano così intensamente sulla deglutizione, può diventare ancora più difficile affidarsi a un gesto che normalmente il corpo compie in maniera spontanea. Dal suo racconto non emergono difficoltà nella normale deglutizione di cibi o bevande e quindi il problema sembra concentrarsi proprio sulle pillole e sulla paura associata al momento di ingerirle. Naturalmente, qualora fossero presenti difficoltà anche con cibi o liquidi, sarebbe invece importante segnalarlo al medico per una valutazione specifica. Se, come sembra, la difficoltà riguarda le compresse e il timore di soffocare, può essere affrontata gradualmente anche dal punto di vista psicologico, lavorando sulla paura, sull'anticipazione e sulle reazioni corporee che compaiono in quel momento, senza costringersi e senza trasformare ogni tentativo in una verifica delle proprie capacità. Eviterei anche di considerare il fatto di masticare la compressa come una soluzione valida in generale: alcuni farmaci non possono essere masticati, spezzati o triturati. Quando le viene prescritto un farmaco può quindi chiedere al medico o al farmacista come debba essere assunto e se, quando necessario, esistano formulazioni alternative. Più che pensare di dover riuscire a “sbloccarsi” una volta per tutte, potrebbe provare a considerarla una difficoltà specifica che può essere compresa e affrontata progressivamente. Il fatto che finora non sia riuscita a farlo non stabilisce ciò che sarà o non sarà capace di fare in futuro. Un caro saluto, Dott.ssa Cinzia Scirè Psicologa e Mediatrice Familiare


Salve, le confermo che è possibile superare tale difficoltà (anche se ad oggi ci possono essere anche modi alternativi per assumere farmaci); detto ciò, avendo aspetti di contatto con paure, ansie e reazioni sul piano corporeo mi sentirei di suggerirle un percorso psicologico focalizzato, affiancata da uno Psicologo Clinico o da uno Psicoterapeuta Funzionale ad approccio Psico-Corporeo integrato. Saluti. Dr. Francesco Rossi.

Dr. Francesco Rossi

Dr. Francesco Rossi

psicologo

Ozzano dell'Emilia

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Buongiorno, sì, anche a 20 anni e anche se finora non è mai riuscita a ingoiare una compressa intera, è possibile imparare a farlo. Il fatto di non esserci mai riuscita non significa che questa difficoltà debba necessariamente accompagnarla per tutta la vita. Da una prospettiva cognitivo comportamentale, dal suo racconto sembra essersi creato un meccanismo abbastanza comprensibile. Quando vede la compressa compare rapidamente il pensiero “potrei soffocare”. A quel punto aumenta la paura, presta molta attenzione alla gola e probabilmente cerca di controllare volontariamente un gesto che normalmente avviene in modo piuttosto automatico. Più controlla la deglutizione, più può percepire la gola come rigida o bloccata. Alla fine mastica la compressa oppure evita di inghiottirla e immediatamente la paura diminuisce. Il problema è che quel sollievo può insegnare alla mente qualcosa come: “meno male che non l’ho ingoiata, altrimenti sarebbe potuto succedere qualcosa”. Così, al tentativo successivo, l’allarme riparte ancora più facilmente. Questo non significa che il blocco sia volontario. La sensazione alla gola può essere assolutamente reale, anche se è l’attivazione e la paura a contribuire a renderla così intensa. Un elemento importante è anche l’ansia sul futuro. Lei non sta più affrontando soltanto la compressa che ha davanti, ma immagina già una possibile emergenza futura nella quale “dovrà” riuscirci e teme di non esserne capace. In questo modo una difficoltà presente diventa la previsione di un problema permanente. Potrebbe essere utile provare a modificare proprio questo pensiero. Non deve dimostrare oggi che saprà assumere qualsiasi compressa in qualsiasi situazione futura. Deve semplicemente imparare, gradualmente, una capacità che finora è stata associata alla paura. Il lavoro più utile solitamente non consiste nel costringersi improvvisamente a ingoiare una compressa grande per dimostrare di potercela fare. Sarebbe più sensato procedere per piccoli passaggi, partendo da situazioni che provocano una quantità di paura gestibile e aumentando progressivamente la difficoltà. L’obiettivo è permettere alla mente di fare nuove esperienze: “posso sentire un po’ di paura e comunque deglutire senza che accada ciò che temo”. È importante anche evitare di trasformare ogni tentativo in un esame. Se parte pensando “questa volta devo riuscire, altrimenti significa che non ce la farò mai”, la pressione aumenta moltissimo. Un tentativo non riuscito non dimostrerebbe nulla sul futuro, così come riuscire una volta non significa che la paura debba sparire immediatamente. Potrebbe essere utile osservare anche se la difficoltà riguarda esclusivamente le compresse oppure se prova problemi simili con cibi, liquidi o altri tipi di deglutizione. Se esistessero difficoltà anche al di fuori delle pillole, sarebbe corretto parlarne con il proprio medico per valutare l’aspetto fisico. Se invece mangia e beve normalmente e il blocco compare soprattutto davanti alla compressa, l’aspetto della paura diventa particolarmente interessante da approfondire. Anche rispetto al masticare le compresse, è bene non dare per scontato che sia sempre possibile farlo: per la modalità corretta di assunzione di un eventuale farmaco è necessario attenersi alle indicazioni del medico o del farmacista. Sul piano psicologico, invece, la sua domanda più importante sembra essere: “posso davvero sbloccarmi?”. La risposta è che questa difficoltà può essere affrontata e modificata, ma sarebbe poco realistico promettere che sparirà immediatamente o completamente senza un lavoro graduale. Se sente che la paura è molto forte o che da sola continua a bloccarsi, un percorso psicologico ad orientamento cognitivo comportamentale potrebbe essere particolarmente indicato. Permetterebbe innanzitutto di capire quali pensieri si attivano nel momento della deglutizione, quali comportamenti utilizza per sentirsi al sicuro e come affrontare progressivamente la situazione senza forzarsi. Il punto non sarebbe convincersi a parole che “non succederà nulla”, ma fare esperienze graduali che permettano alla sua mente di imparare qualcosa di nuovo. Il fatto che non abbia mai ingoiato una compressa finora descrive ciò che è successo fino a oggi, non stabilisce ciò che sarà capace di fare in futuro. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero


Buongiorno. Sì, è assolutamente possibile imparare a deglutire le compresse anche a 20 anni, anche se non lo si è mai fatto prima. Il fatto che finora non ci sia mai riuscita non significa affatto che questa difficoltà sia destinata a rimanere così per sempre. Da quello che racconti, sembra esserci soprattutto un forte timore di soffocare: nel momento in cui provi a ingoiare la compressa, la paura aumenta, la gola si tende e il gesto che vorresti fare diventa ancora più difficile. Si può creare così un circolo molto comprensibile: “ho paura di non riuscire → mi irrigidisco → faccio più fatica → questo conferma la mia paura”. La cosa importante è che non hai bisogno di “dimostrarti” subito di riuscire a ingoiare una pillola. Se vorrai lavorarci, può essere molto più utile procedere gradualmente, con piccoli passi e in condizioni di tranquillità, imparando prima di tutto a riconoscere cosa accade nel corpo quando compare la paura. In questo senso, l'obiettivo non è obbligarti a deglutire, ma fare gradualmente esperienza del fatto che puoi avvicinarti a quella sensazione senza esserne travolta. Anche la preoccupazione per il futuro può alimentare il problema: “E se un giorno fosse un'emergenza?”. Prova, quando emerge questo pensiero, a ricordarti che oggi non devi risolvere tutte le possibili situazioni future. Stai incontrando una difficoltà specifica, e le difficoltà specifiche possono essere affrontate e allenate. Se senti che la paura è molto intensa, potrebbe essere utile parlarne con uno psicologo, soprattutto se tende a comparire anche in altre situazioni legate al soffocamento o alla deglutizione. E, naturalmente, se hai difficoltà a deglutire anche cibi o liquidi, dolore, episodi reali di soffocamento o altri sintomi fisici, è importante parlarne anche con il medico per escludere eventuali cause organiche. Quindi sì: il fatto che tu abbia 20 anni e non abbia mai ingoiato una compressa non significa che tu non possa imparare. Non sei “in ritardo” e non c'è nulla che debba essere risolto tutto in una volta. Puoi iniziare da piccoli passi, con curiosità e senza combattere contro la tua paura.


Gentile utente, immagino quanto questa situazione possa generare ansia e un senso di forte preoccupazione per il futuro. La paura di soffocare di fronte all'idea di deglutire una compressa (fagofobia) è molto più comune di quanto si pensi e il blocco che avverte alla gola è una risposta del tutto naturale del corpo di fronte a un segnale di allarme percepito. Le rispondo subito con chiarezza: è possibile sbloccarsi ed è un obiettivo del tutto raggiungibile anche a 20 anni, indipendentemente dal fatto di non esserci mai riuscita prima. Il nostro cervello impara attraverso l'esperienza e, così come ha appreso a proteggersi bloccando la deglutizione, può rieducarsi a vivere questo gesto come sicuro. In questi casi, un percorso di terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) standard con esposizione graduale potrebbe fare al caso suo. Attraverso questo approccio è possibile disattivare gradualmente l'associazione tra la pillola e la sensazione di pericolo, lavorando a piccoli passi e con tempi rispettosi dei suoi ritmi per ritrovare serenità e autonomia anche nei momenti di necessità. Cordialmente, Dott.ssa Alessia D'Angelo


Buongiorno, la difficoltà che descrive può essere molto limitante, soprattutto perché sembra essere accompagnata da una forte paura di soffocare e dall’anticipazione di possibili situazioni future in cui potrebbe aver bisogno di assumere un farmaco. Il fatto che a 20 anni non sia mai riuscita a deglutire una compressa non significa affatto che non possa imparare a farlo. Anche quando una difficoltà è presente da molti anni, può essere possibile modificarla attraverso un percorso mirato. In questo caso, oltre alla difficoltà concreta nella deglutizione, sarebbe importante comprendere cosa accade nel momento in cui prova a ingoiare la pillola: quali pensieri compaiono, quale paura avverte, quali sensazioni corporee percepisce e cosa fa subito dopo. La paura di soffocare può infatti aumentare la tensione e portare a evitare il tentativo o a masticare la compressa, mantenendo così il problema. Un percorso psicologico può aiutare a lavorare proprio su questi aspetti, attraverso una graduale esposizione alla situazione temuta, rispettando i suoi tempi e imparando progressivamente a gestire l’ansia e le sensazioni che si presentano. Quindi sì, è possibile lavorare su questa difficoltà anche se non è mai riuscita a deglutire una pillola fino ad oggi. Il fatto che lei desideri affrontarla e che sia già consapevole di quanto questa paura incida sulla sua vita rappresenta un punto di partenza importante.


Ciao, la paura di soffocare può portare a irrigidire involontariamente la muscolatura della gola e ad aumentare l'attenzione sulle sensazioni fisiche, creando un circolo in cui più temi di non riuscire, più la deglutizione diventa difficile. In questi casi può essere utile affrontare la difficoltà in modo graduale, senza forzarsi: un percorso psicologico può aiutare a lavorare sulla paura e sull'evitamento, eventualmente attraverso un'esposizione progressiva e concordata con il professionista. Anche esercitarsi gradualmente con alimenti di piccole dimensioni può essere una strategia utilizzata per acquisire sicurezza.


Grazie innanzitutto per questa condivisione. Comprendo molto bene la tua preoccupazione ma ti rassicuro sul fatto che è possibile imparare a deglutire le pillole a qualsiasi età. Il blocco che descrivi è una risposta di difesa automatica del tuo corpo. La paura di soffocare attiva un'ansia anticipatoria che contrae i muscoli della gola, rendendo davvero difficile (se non impossibile) il passaggio della compressa. È un circolo vizioso molto comune, ma che si può superare con i giusti passi graduali. La prima cosa da fare sarebbe quella di comprendere che cosa scatena la paura. Se ti va raccontami se ti è mai capitato di parlarne al medico di famiglia o a uno psicologo; se ancora non l’hai fatto, potrebbe essere una buona occasione di confronto. Resto a disposizione per qualsiasi necessità e ti auguro il meglio.


Buongiorno, il fatto di non essere mai riuscita finora a deglutire una compressa non significa che non possa imparare a farlo anche a 20 anni. Da quello che racconta, sembra che la paura di soffocare possa aver creato nel tempo un circolo vizioso: più anticipa con ansia quel momento, più si irrigidisce e percepisce la deglutizione come difficile o impossibile, confermando così la paura iniziale. Potrebbe essere utile affrontare gradualmente questa paura con il supporto di un professionista, senza imporsi di raggiungere determinati risultati entro tempi prestabiliti. Se invece dovesse avere difficoltà a deglutire anche cibi o liquidi, o avvertire frequentemente la sensazione che qualcosa rimanga bloccato in gola, sarebbe importante parlarne con il medico per escludere eventuali difficoltà nella deglutizione. Un caro saluto, PR.


Buongiorno, comprendo quanto questa paura possa essere forte e condizionante, soprattutto pensando al futuro. Anche a 20 anni è assolutamente possibile lavorare su questa difficoltà: attraverso un percorso graduale si può imparare a gestire la paura e acquisire maggiore sicurezza nella deglutizione. È comunque importante escludere eventuali difficoltà organiche. Un caro saluto.


Salve, sì: a 20 anni è assolutamente possibile imparare a deglutire le compresse anche se finora non ci è mai riuscita. Il fatto che oggi, nel momento in cui prova, la paura di soffocare le faccia irrigidire la gola è compatibile con un meccanismo d'ansia: più aumenta la paura, più si presta attenzione alla gola e alla deglutizione e più il gesto può diventare difficoltoso. Per questo cercherei di non vivere la situazione come una prova che prima o poi dovrà necessariamente superare. Il suo obiettivo potrebbe essere piuttosto quello di ridurre progressivamente la paura, permettendo al cervello di fare esperienza del fatto che può affrontare quella situazione senza che accada ciò che teme. Un percorso graduale può essere particolarmente utile: inizialmente si può lavorare anche soltanto sull'idea di deglutire qualcosa, per poi passare, quando l'ansia lo consente, a piccoli alimenti o caramelle di dimensioni adeguate e aumentando gradualmente la difficoltà. L'esposizione graduale viene infatti utilizzata proprio quando la paura del soffocamento mantiene il problema. Non le consiglierei però di iniziare autonomamente con una vera compressa come “prova” né di forzarsi quando l'ansia è molto elevata. Può essere utile affrontare questo aspetto con la sua psicologa, costruendo insieme una piccola gerarchia di passi che siano impegnativi ma ancora tollerabili. Inoltre, se lei riesce a mangiare e bere normalmente e la difficoltà riguarda esclusivamente le compresse, è un elemento rassicurante. Se invece avesse difficoltà anche a deglutire normalmente cibi o liquidi, oppure episodi frequenti di tosse o soffocamento durante i pasti, sarebbe opportuno parlarne con il medico prima di fare esercizi di questo tipo. ([nhs.uk][1]) E anche rispetto alla sua paura del futuro, tenga presente che **non è vero che, se non imparasse a deglutire le compresse, in caso di necessità non avrebbe alternative: per molti farmaci esistono formulazioni liquide, orodispersibili o altre modalità di somministrazione, a seconda del medicinale. Sarà il medico o il farmacista a poterle indicare, caso per caso, la formulazione appropriata. Quindi sì, può ragionevolmente pensare a questa difficoltà come a qualcosa su cui può lavorare, e non come a un limite destinato necessariamente ad accompagnarla per tutta la vita. Il fatto di non esserci mai riuscita finora non significa affatto che non possa riuscirci in futuro. Le mando un caloroso saluto Dott. Michele Basigli Psicologo clinico Perugia


Ciao, si è possibile imparare a deglutire una pillola anche a 20 anni, anche se finora non ci si è mai riusciti. Quando la paura di soffocare è molto forte, infatti, può attivarsi una risposta d’ansia che rende ancora più difficile rilassare la gola: non è una mancanza di volontà. Più che forzarsi a “superare” la paura, può essere utile procedere gradualmente


Buongiorno. Sì, anche a 20 anni è assolutamente possibile modificare il proprio modo di vivere questa difficoltà e imparare, gradualmente, a deglutire una compressa. Il fatto di non esserci mai riuscita prima non significa che non potrà farlo in futuro. Da quello che racconta, però, sembra che il problema non sia semplicemente “non saper ingoiare una pillola”: nel momento in cui prova, si attiva una paura molto intensa di soffocare, il corpo si irrigidisce e la gola sembra bloccarsi. In questo senso, più si cerca di controllare volontariamente la deglutizione e di obbligarsi a farcela, più il timore può aumentare. Potrebbe quindi essere utile non partire dal tentativo di “sbloccarsi a tutti i costi”, ma cercare di comprendere cosa accade dentro di lei in quei momenti: che cosa immagina possa succedere, che significato ha per lei la possibilità di soffocare e come questa paura si è costruita nel tempo. Un eventuale percorso psicologico potrebbe aiutarla a conoscere meglio questo modo di stare nella situazione e, parallelamente, a sperimentare gradualmente modalità diverse, senza trasformare ogni tentativo in una prova da superare. La cosa importante è che non consideri questa difficoltà come una condanna per il futuro: il fatto che oggi sia così non significa che dovrà esserlo per sempre.


Gentile utente, sì, è assolutamente possibile imparare a deglutire una compressa anche a 20 anni, soprattutto considerando che il problema sembra essere legato più alla paura e all'attivazione dell'ansia che a una reale incapacità fisica. Quando ci si concentra sul timore di soffocare, la tensione può effettivamente rendere più difficile la deglutizione, creando un circolo tra paura, contrazione e ulteriore paura. Più che costringersi a ingoiare una pillola, potrebbe essere utile procedere gradualmente, in un contesto tranquillo e con l'aiuto di un professionista se l'ansia è molto intensa. L'obiettivo non sarebbe dimostrare di “riuscirci a tutti i costi”, ma fare esperienze successive nelle quali il suo corpo possa imparare che quella situazione può essere affrontata senza pericolo. Eviti invece di sperimentare con farmaci reali senza prima verificare con medico o farmacista se una compressa possa essere divisa, frantumata o assunta in altra forma: per alcuni medicinali ciò non è sicuro. Un caro saluto.


Buongiorno, non essere mai riuscita a deglutire una compressa non significa che questa difficoltà debba rimanere immutata. Esistono percorsi psicologici che possono aiutarla a comprendere e affrontare la paura di soffocare e l’ansia legata alle eventuali necessità future. In particolare, mi sentirei di consigliarle una psicoterapia cognitivo-comportamentale, l’approccio a me più familiare, che permette di lavorare sui pensieri che alimentano la paura e di affrontare gradualmente le situazioni temute, attraverso passaggi concordati e adeguati alle sue possibilità. Nel percorso si potranno esplorare anche eventuali esperienze o significati personali associati a questa difficoltà, senza dare per scontato che vi siano necessariamente cause più profonde. Non è possibile garantirle a priori uno “sblocco completo”, ma è una difficoltà sulla quale si può lavorare.

Dr. Luisa Almerico

Dr. Luisa Almerico

psicologo

Santa Maria Capua Vetere

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Buongiorno, intanto grazie per la sua condivisione. Il problema che descrive è un problema molto più affrontabile di quanto possa sembrarle in questo momento. Da quello che racconta, sembra essersi instaurato un circolo tra paura e risposta fisica: nel momento in cui prova a ingoiare la pillola, il pensiero di poter soffocare le fa aumentare l'ansia. Questa sensazione può farle percepire la deglutizione come difficile e rafforzare la convinzione che non riuscirà mai a farcela. Il fatto di masticare la compressa rappresenta probabilmente una modalità che, nel breve termine, le permette di ridurre questa paura, ma può involontariamente mantenere il problema nel tempo. È importante però distinguere la difficoltà a deglutire le compresse da una vera difficoltà di deglutizione. Se nella quotidianità riesce a mangiare e bere, ma il problema compare soprattutto davanti alla pillola e alla paura di soffocare, questo è un elemento che merita di essere valutato da un punto di vista psicologico. Dal punto di vista psicologico, è assolutamente possibile lavorare su questo tipo di paura. Non è necessario "sbloccarsi" forzatamente o riuscire a ingerire una pillola intera subito. In genere è più utile procedere gradualmente,imparando a tollerare l' ansia e la paura senza interpretarle come un segnale di pericolo. Il fatto che oggi non riesca a farlo non significa che non possa farlo in futuro. Le paure legate alla deglutizione possono essere affrontate e le capacità possono essere apprese anche in età adulta. La preoccupazione per una futura emergenza, inoltre, sembra avere assunto un peso importante nella sua ansia attuale. Potrebbe essere utile lavorare, con l'aiuto di un professionista, non soltanto sulla deglutizione in sé, ma anche sul bisogno di avere la certezza assoluta che in futuro non si verificherà mai una situazione in cui potrebbe sentirsi in difficoltà. Imparare a ridurre questa richiesta di certezza può contribuire a far diminuire l'ansia provata. La ringrazio e le auguro una buona giornata

Dott.ssa Giulia Pirotta

Dott.ssa Giulia Pirotta

psicologo

Sommariva del Bosco

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Buongiorno a lei, la tematica che porta è un problema molto comune e frequente. Deglutire è un meccanismo che coinvolge una parte molto importante e delicata del nostro corpo, come la gola in cui passano apparati necessari per noi. Non riuscire a deglutire pasticche nasconde una profonda paura che blocca poi l’azione fisica. Le consiglio di prendere in considerazione l’inizio di un percorso di supporto psicologico per comprendere al meglio la motivazione psicologica di questa profonda paura. Lei è giovane, lavorando sui problemi possono essere gestiti e risolti. Le auguro una buona giornata


Buongiorno, è una condizione più comune di quanto pensa. Si lega all'anginofobia o fagofobia e, come molte fobie, abbiamo un margine per sbloccarle. A piccoli passi ci può riuscire, meglio se con il sostegno di uno specialista psicologo. Ci sono comunque alcune soluzioni, ad esempio mandarla giù con qualcosa di diverso dall'acqua, più solido (come uno yogurt o un budino); ridurre la dimensione del farmaco; dove possibile usare lo stesso farmaco in un altro formato. Questo potrebbe aiutarla in una situazione di emergenza. Grazie per la sua domanda


E' possibile sbloccarsi del tutto. Se questo succederà a lei, non saprei assolutamente dirglielo. La gola è un canale delicato. Mi chiedo a cosa lei lo associ


Buongiorno, mi spiace che le provochi tanta ansia! È possibile deglutire le compresse normalmente se non vi sono cause fiosologiche alle difficoltà; in quel caso, un percorso psicologico può aiutarla a comprendere da dove arriva quel terrore e in che modo poterlo placare


Tutti possono cambiare, non è una questione anagrafica! Mi contatti. Dott. Agostino Marotti - psicologo e coach di formazione breve strategica (Perugia)


Buongiorno, le confermo che sì, con l'aiuto di un professionista, è possibile superare questa paura e l'ansia ad essa collegata. Le suggerisco di iniziare un percorso psicologico. Un caro saluto. Dott.ssa Siria Dal Santo.


Salve, non è possibile prevedere come ci comporteremmo in situazioni di emergenza. Se questa paura le causa disagio potrebbe essere utile essere supportata da un professionista, magari seguendo un percorso di esposizione graduale.


La ringrazio per aver condiviso questa difficoltà. Quello che descrive può essere legato proprio al circolo tra paura di soffocare, ansia e conseguente tensione della gola, e non significa che sia una difficoltà destinata a rimanere così per sempre. E' assolutamente possibile lavorare su questo tipo di paura e imparare gradualmente a vivere la deglutizione con maggiore tranquillità. Il fatto di non esserci mai riuscita prima non esclude affatto la possibilità di sbloccarsi. Se sente che questa paura sta limitando la sua serenità o le crea molta preoccupazione rispetto al futuro, può essere utile approfondirla con un professionista, così da comprenderne meglio i meccanismi e affrontarla gradualmente. Un caro saluto


Buongiorno, comprendo il suo disagio e le sue preoccupazioni per il futuro. Sarebbe interessante indagare meglio quando è stata la prima volta che le è successo di non riuscire ad ingoiare una pillola. Inoltre, sarebbe auspicabile individuare anche i pensieri che le creano quest'ansia e vedere quale funzione ha l'ingoiare la pillola rispetto all'ansia. Ricostruire insieme questi aspetti, potrebbe permetterle sia di dare un nome alla sofferenza che prova, sia di orientarla verso un possibile trattamento. Infatti, è possibile lavorare su questi aspetti da lei riportati, in quanto sono presenti protocolli ad hoc, la cui efficacia è stata riconosciuta. Perciò, mi rendo disponibile ad essere contattata, sono la dott.ssa Ilaria De Mola e ricevo a Milano e online.


Buongiorno, sì: il fatto che tu abbia 20 anni e non sia mai riuscita a ingoiare una pillola non significa affatto che questa difficoltà debba accompagnarti per sempre. Spesso, infatti, il problema non è una vera incapacità fisica di deglutire, ma il modo in cui paura e attenzione finiscono per interferire con un'azione che normalmente dovrebbe essere automatica. Nel momento in cui provi a prendere la compressa, compare il pensiero “potrei soffocare”. A quel punto inizi probabilmente a controllare la gola, la deglutizione e ogni sensazione del corpo. Più cerchi di assicurarti che tutto funzioni perfettamente, però, più la deglutizione può diventare difficile e la sensazione di blocco conferma la paura iniziale. Si crea così un circolo: **paura → controllo → tensione/blocco → conferma della paura**. Anche la preoccupazione per il futuro sembra mantenere il problema: non stai vivendo soltanto la difficoltà di oggi, ma stai già cercando di risolvere una possibile emergenza che potrebbe verificarsi chissà quando. E più cerchi la certezza che “un giorno sarò sicuramente in grado di farlo”, più quella certezza diventa qualcosa che devi continuamente verificare. Forse quindi l'obiettivo non dovrebbe essere dimostrarti subito che riuscirai a ingoiare una pillola, ma comprendere e interrompere quel meccanismo di paura e controllo che oggi ti blocca. È un tipo di difficoltà sulla quale si può lavorare, anche quando è presente da molti anni. Naturalmente, se hai difficoltà a deglutire anche cibi o liquidi, o hai avuto episodi reali di soffocamento, è importante parlarne anche con il medico per escludere una componente fisica. Sono disponibile per un colloquio online, saluti.


Buongiorno, grazie per aver condiviso con sincerità le tue preoccupazioni. È comprensibile che questa paura ti generi un’ansia molto intensa, e riconoscere questa difficoltà è già un passo importante verso il suo superamento. La tua paura di soffocare e il blocco che sperimenti sono molto comuni in persone che sviluppano ansia legata alla deglutizione, e spesso questa condizione può essere affrontata con un percorso di supporto psicologico e, se necessario, anche con l’aiuto di professionisti medici o logopedisti specializzati. Può essere utile lavorare sulle tue paure in modo graduale, attraverso tecniche di rilassamento, esposizione progressiva e strategie di gestione dell’ansia, per aiutarti a riacquistare sicurezza. Ricorda che, anche se può sembrare difficile, molte persone riescono a superare queste paure e a imparare a ingoiare le compresse normalmente, anche in età adulta. Ti consiglio di consultare una psicologa o uno psicologo, che potrà aiutarti a esplorare le cause di questa paura e a sviluppare un piano personalizzato per affrontarla e superarla. Non sei sola in questa situazione, e con il giusto supporto, è possibile migliorare e sentirsi più sicura.


Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso questa sua fatica. Le posso assicurare che questa sua condizione è molto più frequente di quanto si pensi. Molte persone hanno difficoltà ad ingoiare le pillole intere(indipendentemente dalla loro grandezza). Ci potrebbero essere molti fattori dietro a questa sua difficoltà; vista la sua forte preoccupazione che le genera anche una forte ansia verso il futuro e la sensazione/terrore di soffocamento di consultare un professionista che la possa aiutare nella gestione di queste situazioni. Esistono varie tecniche e terapie con potenziali risultati benefici(variabili da individuo a individuo).


Buongiorno, mi dispiace per la tua paura, credo che tu debba provare ad affrontarla. Dietro potrebbe esserci un blocco psicologico, la paura o il rifiuto di mandar giù qualcosa. Dalle parole che hai scritto, non riesco a non pensare che senti di aver "mandato giù" troppe volte, con la giustificazione che "era per il tuo bene". Lavorerei e rifletterei su questo! E, se invece non riuscissi ad ingoiare pillole, non credo sia grave, si possono assumere farmaci sotto forme diverse! Ti auguro il meglio


Sì, è possibile lavorare su questa difficoltà anche a 20 anni. Da ciò che descrive, sembra che la paura di soffocare attivi un livello di ansia tale da rendere difficile la deglutizione, creando un circolo in cui più teme di non riuscire, più la gola si tende. Non è necessario forzarsi a ingoiare una pillola: il percorso può partire gradualmente dalla gestione dell'ansia e della paura, arrivando poi, con esercizi progressivi e rispettando i suoi tempi, ad affrontare la deglutizione senza panico. Se la difficoltà riguarda anche cibi o liquidi, è invece importante parlarne anche con il medico per escludere eventuali cause fisiche. Dott.ssa Janett Aruta Ricevo online su MioDottore e in studio a Palermo


Buongiorno, ho letto il tuo messaggio. Racchiude una domanda implicita importante: diventerò mai grande? Sarò in grado di superare le mie paure? Rispetto ai coetanei questa paura è concreta o non è adeguata all'età? Ti rispondo: non esistono paure che hanno una età precisa. Sono pensieri, nostri vissuti psichici. Arrivano e vanno via quando siamo pronti ad elaborarle. Spesso le superiamo crescendo, ci fanno meno paura e basta. Io ne rappresento un esempio. Da bambina , adolescente e giovane donna ho sempre rifiutato categoricamente di ingoiare pillole. Per fortuna non ne ho avuto bisogno. Poi, un giorno, ho dovuto prendere un antibiotico per 3 volte al giorno. All'inizio una gran paura, poi prove su prove con l'acqua, con la mollica di pane, e alla fine, stufa di tanta trafila mi sono detta: oh, se mi strozzo pace! E l'ho mandata giù con un bel bicchierone d'acqua. Fine. Ora non ho più paura. Spero di esserti stata di aiuto. Se vuoi ,contattami per una visita. Un caro saluto


Buongiorno, sì, è possibile imparare a deglutire una compressa anche a 20 anni, e il fatto di non esserci mai riuscita finora non significa che questa difficoltà debba necessariamente accompagnarla per sempre. Da quello che racconta, però, mi sembra che il problema non riguardi soltanto il gesto della deglutizione. Lei descrive un vero e proprio circuito di paura: anticipa la possibilità di soffocare, avverte la gola bloccarsi e questa sensazione diventa a sua volta la conferma che ingoiare la pillola sia pericoloso. È interessante anche che la preoccupazione si proietti molto nel futuro: non teme soltanto la compressa che ha davanti, ma immagina già una possibile emergenza nella quale non riuscire a prendere un farmaco. In questo modo un problema circoscritto rischia di assumere progressivamente dimensioni molto più grandi. Prima di considerarlo esclusivamente un problema ansioso, ne parlerei comunque con il medico per escludere eventuali difficoltà della deglutizione. Inoltre eviterei di masticare automaticamente qualsiasi compressa: alcuni farmaci non devono essere spezzati, triturati o masticati e, quando necessario, il medico o il farmacista possono indicare formulazioni alternative. Se non emergono problemi organici, credo che possa essere utile lavorare gradualmente proprio sulla paura, senza trasformare ogni tentativo in una prova del tipo “questa volta devo riuscirci”. Più sente di dover dimostrare a se stessa di poter ingoiare la compressa, infatti, più facilmente aumenta quella tensione che rende difficile fare qualcosa che normalmente avviene in modo automatico. Se questa paura è molto intensa, un breve lavoro psicologico può aiutarla a esporsi progressivamente alla situazione temuta e, soprattutto, a interrompere l'associazione tra deglutire una pillola e il pericolo di soffocare. L'obiettivo non sarebbe forzarsi a farlo, ma arrivare gradualmente a sperimentare che quella sensazione di allarme può essere tollerata senza dover necessariamente evitare la deglutizione.


Buongiorno, probabilmente alla base di questa sua paura c'è qualche esperienza (conscia od inconscia) che si attiva anche alla sola idea di ingoiare una pillola. Nella mia esperienza, sono riuscita ad aiutare persone con questo problema ma, senza conoscere lei e la sua storia non posso rispondere alla sua domanda. Le consiglio di consultare uno psicoterapeuta per capire a fondo il problema e percorrere la via per sbloccarsi. Rimango disponibile per qualsiasi chiarimento in merito. Un caro saluto


Buongiorno, la risposta breve è sì: è possibile imparare a ingoiare le compresse normalmente, anche a 20 anni e senza averlo mai fatto. Quello che descrive è una difficoltà molto più comune di quanto si pensi, e l'età non è un ostacolo. Non si tratta di un limite fisico, ma di una paura appresa: la gola si irrigidisce per proteggerla dal rischio di soffocare, e più ci si prova con l'ansia addosso, più il blocco si rinforza. Essendo una risposta appresa, può essere disimparata. La terapia d'elezione per questo tipo di difficoltà è la Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) e la tecnica che funziona meglio in questi casi è l'esposizione graduata: si parte da qualcosa di molto piccolo e privo di rischio e si aumenta la dimensione a piccoli passi, insieme a tecniche per rilassare la gola e ridurre l'allarme del corpo. Ogni piccolo successo insegna al cervello che ingoiare è sicuro, e il timore cala. Con un lavoro mirato, i tempi sono spesso brevi. Due precisazioni utili. La prima: se non ha mai avuto dolore, senso di ostacolo o difficoltà a deglutire anche cibo e liquidi, è probabile che la causa sia la paura; in caso contrario è bene parlarne prima con il medico. La seconda: non mastichi le compresse senza aver chiesto al medico o al farmacista, perché alcuni farmaci non vanno rotti o masticati. Molti esistono in altre forme (gocce, bustine, compresse che si sciolgono in bocca), quindi in caso di necessità una soluzione di solito c'è. Cordiali saluti

Dott.ssa Anna Borghi

Dott.ssa Anna Borghi

psicologo clinico

Salsomaggiore Terme

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Buongiorno, sì: anche a 20 anni è assolutamente possibile imparare a deglutire le compresse, anche se finora non ci sei mai riuscita. Da quello che descrivi, sembra che il momento della deglutizione sia diventato associato a una forte paura di soffocare. Quando l’ansia aumenta, è comprensibile percepire la gola come “bloccata” e rendere il gesto ancora più difficile. Più che obbligarti a riuscirci, potrebbe essere utile procedere gradualmente, osservando cosa accade nel corpo e nei pensieri quando provi, senza trasformare ogni tentativo in una prova da superare. Ti consiglierei anche di parlarne con il medico o con uno psicologo, soprattutto se questa paura sta diventando molto invasiva. E attenzione a non masticare automaticamente le compresse: alcune non devono essere spezzate o triturate, quindi è sempre meglio chiedere al medico o al farmacista. Se invece hai difficoltà anche a deglutire cibi o liquidi, è importante segnalarlo al medico per una valutazione specifica.


Buongiorno, il fatto che a 20 anni non sia mai riuscita a ingoiare una pillola non significa che questa difficoltà non possa cambiare. Nel Suo racconto colpiscono alcune parole: «terrore di soffocare», «non riuscire mai a sbloccarmi», «essere costretta». Che cosa succede per Lei nel momento in cui prova a deglutire? Che cosa teme possa accadere? E perché una situazione che potrebbe verificarsi in futuro genera già oggi così tanta ansia? Potrebbe essere utile approfondire proprio il significato che questa difficoltà ha assunto per Lei, oltre alla difficoltà concreta di deglutire. Se la paura è molto intensa e condiziona la Sua vita, un colloquio psicologico può essere uno spazio per esplorarla e comprenderla meglio.


Buongiorno, sì, è possibile imparare a deglutire compresse anche da adulti, anche se non ci si è mai riusciti prima. Nel suo racconto sembra che il problema non sia semplicemente “tecnico”, ma che il momento della deglutizione venga anticipato da una paura intensa di soffocare; più prova a controllare il gesto, più la gola può irrigidirsi e confermare la sensazione di non riuscirci. Può essere utile procedere molto gradualmente, senza partire subito da compresse vere, lavorando prima sulla paura e poi sulla deglutizione con esercizi progressivi. Anche il medico o il farmacista possono aiutarla a valutare, quando serve un farmaco, se esistono formulazioni liquide, solubili o alternative adatte. Una cosa importante: non tutte le compresse possono essere spezzate, aperte o masticate, perché in alcuni casi questo modifica il modo in cui il farmaco viene assorbito. Prima di farlo è quindi sempre meglio chiedere al farmacista o al medico. Se invece ha difficoltà anche a deglutire cibi o liquidi, sente dolore, episodi di soffocamento, tosse frequente durante i pasti o la sensazione che il cibo si blocchi, sarebbe opportuno parlarne con il medico per escludere una difficoltà di deglutizione vera e propria. Se il problema riguarda soprattutto la paura e l’anticipazione del soffocamento, può essere utile anche un colloquio psicologico, eventualmente online, per lavorare sul blocco e affrontarlo in modo graduale. Un caro saluto.


Gentile utente, capisco la preoccupazione, soprattutto quando inizi a pensare a situazioni future in cui potresti aver bisogno di assumere un farmaco. Il fatto di non aver mai imparato a deglutire una compressa non significa necessariamente che non potrai farlo in futuro. Nel tuo racconto sembra esserci soprattutto una forte paura di soffocare che, nel momento in cui provi a ingoiare la pillola, aumenta la tensione e rende ancora più difficile il gesto. Si può quindi creare un circolo tra paura, attenzione al momento della deglutizione e ulteriore difficoltà. Più che forzarti a farlo o affrontare subito la situazione che temi maggiormente, potrebbe essere utile lavorare gradualmente sulla paura e sulle sensazioni che provi in quei momenti. Anche parlarne con uno psicologo potrebbe aiutarti a comprendere meglio questo meccanismo e a ridurre l'ansia legata alla deglutizione.


capisco quanto possa essere frustrante vivere questa difficoltà e soprattutto avere paura che possa accompagnarti anche in futuro. Il fatto che tu non sia mai riuscita a deglutire una pillola non significa affatto che non possa imparare: spesso, quando c’è una forte paura di soffocare, è proprio l’ansia a irrigidire la gola e a rendere il gesto più difficile. È una difficoltà sulla quale si può lavorare con gradualità, senza forzarsi, partendo dalla paura e dalle sensazioni che la accompagnano. Se vuoi, possiamo affrontarla insieme con un percorso mirato e aiutarti a recuperare fiducia nella tua capacità di deglutire.


Buongiorno. La situazione descritto sembra essere "fagofobia", appunto la paura di soffocare. E' una fobia, al pari della claustrofobia e dalla fobia degli insetti. Un percorso di terapia CBT potrò aiutarla a supererare gradualmente queste ansie. Dott. Giuseppe Salciarini


Buongiorno, grazie per aver condiviso questa difficoltà. Il fatto di non essere mai riuscita a deglutire una pillola non significa affatto che non possa imparare a farlo: anche a 20 anni è possibile modificare questa risposta e acquisire gradualmente maggiore sicurezza. Da quello che descrive, sembra che sia soprattutto la paura di soffocare ad attivare una forte risposta d'ansia, fino a farle percepire la gola come “bloccata”. In questi casi, il tentativo di forzarsi a deglutire può paradossalmente aumentare il controllo e la tensione, rendendo ancora più difficile il gesto. Potrebbe essere utile affrontare la difficoltà con una psicoterapia cognitivo-comportamentale, lavorando sulla paura di soffocare e sulle eventuali condotte di evitamento e controllo attraverso un percorso graduale e concordato. L'obiettivo non sarebbe semplicemente “convincersi” che non succederà nulla, ma imparare progressivamente a tollerare la sensazione di ansia senza lasciarsi guidare da essa. Quindi sì, è assolutamente possibile lavorare su questa difficoltà e ottenere un cambiamento significativo, anche se finora non è mai riuscita a farlo. Rimango disponibile se desidera approfondire ulteriormente la situazione.

Dott.ssa Taslima Grossi

Dott.ssa Taslima Grossi

psicologo

San Martino Siccomario

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Sì, è possibile imparare anche a 20 anni. Da quello che descrive, sembra che la paura di soffocare attivi molta tensione proprio nel momento della deglutizione. Può essere utile procedere gradualmente, con tecniche specifiche per imparare a deglutire compresse, senza forzarsi. Nel frattempo, per eventuali farmaci, chieda sempre al medico o al farmacista se esistono formulazioni liquide, solubili o compresse divisibili: non tutte possono essere spezzate o masticate. Se invece avverte difficoltà anche nel deglutire cibi o liquidi, è opportuno parlarne con il medico per escludere un problema della deglutizione.


Buongiorno a te, quello che descrivi è molto comune. Non è la gola che non funziona, è la paura che tende i muscoli e blocca. E...certo che sì ...a 20 anni si può imparare del tutto, anche se non lo hai mai fatto. È un apprendimento. Tale blocco, a volte, può nascere da un episodio di quasi-soffocamento da bambina, da ansia anticipatoria o un periodo di forte stress e succede quindi che la paura si può legare a quel ricordo. Ovviamente, però, ciò va valutato con calma. E' da sottolineare inoltre che ciò non è una regola, a volte capita che non si riesce e basta. Come consigli posso suggerire la modulazione del respiro (3 respiri lenti) e testa dritta. Fare allenamento iniziale con acqua e chicco di riso o tic-tac ( le caramelle alla menta) pensando di ingoiare semplicemente l'acqua e, solo dopo tali esercizi, bottiglietta d'acqua alla mano e compressa sulla lingua comincia a bere con abbondanti sorsi dalla bottiglietta. Per il futuro, poi, stai tranquilla: esistono gocce, sciroppi e farmaci orosolubili, l' importante è vivere il presente sperimentando tale apprendimento. Buona giornata a te

Dott.ssa Francesca Nunziato

Dott.ssa Francesca Nunziato

psicologo

Santa Maria la Carità

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E' importante che in questi momenti di difficoltà riesca ad affidarsi a un terapeuta che sappia realmente aiutarla a conoscere e gestire i propri vissuti emotivi in merito. A presto, Dott. Salvatore Di Costanzo


Salve, ad ogni età è possibile imparare a deglutire le compresse. Questa difficoltà è comune e può creare un circolo vizioso: la paura si manifesta con forte tensione e sensazione che la gola “si chiuda”, rendendo più complessa la deglutizione e l’ingerimento. Inoltre, la paura porta spesso all’evitamento, che finisce per rafforzare ulteriormente la convinzione di non esserne capaci. Un percorso psicologico può essere utile proprio per interrompere questi meccanismi. In particolare, si può lavorare anche attraverso un’esposizione graduale, cioè avvicinandosi progressivamente alla situazione temuta con passaggi piccoli e sostenibili, senza forzature. Questo permette di ridurre l’ansia, aumentare la familiarità con il gesto e costruire nel tempo un maggiore senso di sicurezza e di autoefficacia. L’obiettivo non è quindi “costringersi” a ingoiare una compressa, ma imparare gradualmente a tollerare la paura fino a rendere il comportamento più gestibile.


Sì, è possibile imparare anche a 20 anni: spesso il problema non è un’incapacità fisica, ma il circolo paura–tensione–sensazione di blocco. Più teme di soffocare, più controlla la gola e cerca di “far funzionare” la deglutizione, aumentando involontariamente la difficoltà. Quando prova a deglutire una compressa, cosa succede prima: compare subito la paura oppure avverte realmente una difficoltà fisica? Potrebbe essere utile affrontare gradualmente questa paura con un professionista, invece di forzarsi: sarebbe disposta a lavorare proprio sulla paura del soffocamento, più che sulla pillola in sé?


Buongiorno a lei e grazie per la sua domanda, è possibile superare questo blocco a qualsiasi età, anche se la accompagna da sempre. Quello che sperimenta è un meccanismo molto comune e con un approccio psicologico pratico come quello CBT potrebbe insegnare nuovamente alla mente che la sua gola è perfettamente in grado di far passare una compressa, esattamente come fa ogni giorno durante i pasti. In questo approccio spesso si esegue una esposizione graduale che la potrebbe aiutare a ritrovare la fiducia nel suo riflesso di deglutizione naturale. Piano piano la paura lascerà il posto alla sicurezza, riscoprendo la sua serenità. Le auguro un buon proseguimento Psicologa Giada Martorelli


Gentile utente,, la paura di soffocare durante la deglutizione di una pillola può generare un'ansia molto intensa, che a sua volta può portare a una sensazione di blocco e rendere il tentativo ancora più difficile. Il timore di non riuscire mai a superare questa difficoltà può inoltre alimentare l'ansia anticipatoria, facendole vivere con preoccupazione anche situazioni che potrebbero verificarsi in futuro. La rassicuro sul fatto che è possibile lavorare su questa difficoltà anche a 20 anni, indipendentemente dal fatto che non sia mai riuscita finora a deglutire una compressa intera. Non è necessario considerarla una condizione definitiva: attraverso un percorso graduale è possibile imparare a gestire la paura e acquisire maggiore sicurezza. Le consiglierei un percorso di supporto psicologico, durante il quale poter approfondire l'origine di questa paura e lavorare con tecniche specifiche per la gestione dell'ansia e, se indicato, con esercizi graduali di esposizione alla situazione temuta, rispettando i suoi tempi. L'obiettivo è ridurre progressivamente il timore di soffocare e aiutarla a sentirsi più sicura. È importante anche non forzarsi e non tentare esercizi con compresse senza aver prima ricevuto indicazioni adeguate: se la difficoltà riguarda anche la deglutizione di cibi o liquidi, è opportuno parlarne con il medico per escludere eventuali cause fisiche. Per i farmaci, chieda al medico o al farmacista se esistono formulazioni alternative; non tutte le compresse possono essere masticate o frantumate. Non è troppo tardi per affrontare questa difficoltà e non deve necessariamente conviverci per sempre. Con un aiuto adeguato, può imparare ad affrontarla con maggiore serenità. Sarei felice di accompagnarla in questo percorso. Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo. Resto a disposizione attraverso consulenze online. Dott. Luca Rochdi

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