Buongiorno, ho 20 anni e non sono mai riuscita in vita mia a ingoiare una pillola intera. Ogni volta
Buongiorno, ho 20 anni e non sono mai riuscita in vita mia a ingoiare una pillola intera. Ogni volta che ci provo, il terrore di soffocare mi blocca completamente la gola e finisco sempre per masticarla. Questa situazione mi crea un'ansia fortissima per il futuro, perché ho la costante paura di non riuscire mai a sbloccarmi e di trovarmi un giorno in una situazione di emergenza o necessità in cui sarò costretta a prendere un farmaco senza poterlo fare. Vi scrivo per sapere se alla mia età, e non avendolo mai fatto prima, sia davvero possibile sbloccarsi del tutto e imparare a deglutire compresse normalmente. Grazie.
8 risposte
Gentile utente, grazie per la sua condivisione. Capisco come una situazione apparentemente semplice possa diventare fonte di molta ansia, soprattutto quando si accompagna alla paura di soffocare e al pensiero di un'esigenza da affrontare nel lungo periodo. Questo pone lo stato d'ansia in una prospettiva sia presente che futura, rendendo il vissuto molto intenso e travolgente. La rassicurazione che posso darle è che il fatto di non esserci mai riuscita fino ad oggi non significa affatto che non potrà imparare a farlo: anche a 20 anni è possibile lavorare gradualmente su questa difficoltà e acquisire maggiore fiducia nella propria capacità di deglutire una compressa. Inoltre, la paura che interviene nel momento del tentativo può aumentare ancora di più la tensione e la sensazione che la gola si chiuda, motivo per cui sarebbe importante affrontare la difficoltà anche dal punto di vista psicologico ed emotivo. Più ci si concentra sul dover riuscire e sul rischio di soffocare, più quel gesto può diventare difficile: per questo può essere utile lavorare gradualmente anche sulla paura. Il fatto che oggi le sembri così difficile non significa che lo sarà anche domani. Può imparare a sentirsi più sicura, con i suoi tempi e senza giudicarsi per questa difficoltà, affrontandola un passo alla volta.
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Buongiorno, la situazione che descrive una grande ansia che diventa una vera e propria fobia di deglutire. Spesso esistono anche altre difficoltà, magari più sfumate , che riguardano la vita della persona che lamenta questo tipo di sintomo. Le consiglio sicuramente di rivolgersi ad una/uno psicoterapeuta di sua fiducia per capire quali siano le situazioni non risolte che stanno alla base di queste manifestazioni. Le auguro di trovare la/il professionista giusta per le sue esigenze.
Gentile Utente, per prima cosa sarebbe necessario che lei escludesse cause mediche o organiche rispetto alla sua difficoltà di nella deglutizione di pillole intere. Sarebbe anche utile capire se le succede solo con le pillole o anche con altri cibi e se è peggiorato nel tempo. Questo lo dico perché potrebbe invece esserci una componente psicologica dietro questa condizione, magari collegata a stati ansiosi oppure ad altre emozioni che a livello conscio potrebbero non essere così chiare da identificare. Se questo fosse il caso, sarebbe utile chiedere una consulenza con un* psicolog* per poterci lavorare e cercare un miglioramento. Però prima di dare per scontato che il sintomo abbia una causa psicologica, sarebbe appunto importante, qualora lei non lo abbia già fatto, escludere cause organiche attraverso un consulto medico. Le auguro una buona giornata.
Gentile Utente, buongiorno. La ringrazio per aver condiviso la sua difficoltà. Sia come psicologo che come psicologo di gruppo lavoro spesso con ansie legate al corpo e alla deglutizione (fagofobia), e sì: a 20 anni è assolutamente possibile imparare a deglutire le compresse in modo sereno. L’approccio che propongo combina: psicoeducazione sul riflesso della deglutizione, tecniche di respirazione e grounding per ridurre la paura di soffocare, e un’esposizione graduale (da piccoli granuli a capsule), talvolta con il supporto di strategie comportamentali validate. La mindfulness aiuta a osservare le sensazioni senza farsi travolgere, mentre la terapia lavora sui pensieri catastrofici (“soffocherò”) che mantengono il blocco. Come tanti altri psicologi e psicoterapeuti, la mia prima seduta è gratuita (anche online) e possiamo comprendere insieme, e in modo più dettagliato, di che tipo di percorso ha bisogno. Non c’è obbligo di un successivo appuntamento, né ad alcun altro impegno successivo. Rimango a disposizione e le auguro un sereno proseguimento di giornata.
Buongiorno, quello che descrive è comprensibile e, soprattutto, non significa necessariamente che questa difficoltà debba accompagnarla per sempre. Quando la paura di soffocare diventa molto intensa, può attivare una risposta di allarme che rende effettivamente più difficile deglutire: la gola si tende, l’attenzione si concentra completamente sull’atto della deglutizione e il timore di non riuscire aumenta ulteriormente la tensione, creando un circolo che tende ad autoalimentarsi. Il fatto che fino ad oggi non sia mai riuscita a ingoiare una compressa non significa quindi che non possa imparare a farlo. È possibile lavorare gradualmente sulla paura e sulle sensazioni che la accompagnano, senza forzarsi e senza esporsi bruscamente alla situazione temuta. In alcuni casi può essere utile anche approfondire con il medico eventuali aspetti fisici della deglutizione, soprattutto se la difficoltà riguarda anche cibi o liquidi. La parte che trovo particolarmente importante nella sua domanda è la preoccupazione per il futuro e per l’eventualità di trovarsi in un’emergenza. Anche questa paura può essere affrontata: l’obiettivo non è soltanto “imparare a ingoiare una pillola”, ma ridurre il senso di pericolo che oggi associa a quella situazione e recuperare maggiore fiducia nelle proprie capacità. Quindi sì, è possibile lavorarci e migliorare anche a 20 anni, indipendentemente dal fatto che finora non ci sia mai riuscita.
Le chiederei innanzitutto se questa difficoltà compare esclusivamente con le compresse oppure se le capita anche con alcuni cibi o liquidi. Da quello che racconta, sembra che nel momento in cui sta per assumere una pillola si attivi una forte paura di soffocare, accompagnata dalla sensazione che la gola si chiuda e che deglutire diventi impossibile. Sarebbe utile capire meglio che cosa succede proprio in quei momenti: per esempio, quale pensiero o immagine le viene in mente quando ha la compressa in bocca, che cosa teme possa accadere e quali sensazioni corporee nota? Il fatto di masticare la compressa probabilmente le permette di ridurre immediatamente l’ansia e di sentirsi più al sicuro; allo stesso tempo, però, può rendere difficile fare esperienza del fatto che potrebbe riuscire a deglutire in un altro modo. È un meccanismo che può essere esplorato e affrontato gradualmente.
Buongiorno, quello che descrive sembra essere legato soprattutto alla paura che possa accadere qualcosa nel momento in cui prova a deglutire la pillola. Il timore di soffocare può infatti attivare una risposta d'ansia che porta a irrigidire proprio quella parte del corpo che dovrebbe invece lasciarsi andare. Non credo però sia utile considerare questa difficoltà come qualcosa di definitivo o come una condizione con cui dovrà necessariamente convivere. È possibile lavorare su questo tipo di paura e imparare progressivamente a vivere la deglutizione con maggiore tranquillità. Sarebbe interessante comprendere anche che significato abbia per lei questa paura e che cosa accade emotivamente quando sente di perdere il controllo di ciò che avviene nel proprio corpo. Più che concentrarsi soltanto sul "riuscire a ingoiare la pillola", può essere utile comprendere il rapporto che ha con la paura, con il controllo e con le sensazioni corporee. Uno spazio psicologico potrebbe aiutarla a esplorare questi aspetti e a comprendere anche se questa modalità di vivere il controllo e il timore possa presentarsi in altre situazioni della sua vita o avere radici nelle esperienze relazionali precedenti o esser legata ad aspetti della sua personalità, ma anche permetterle di lavorare su questa specifica paura. Mantenga viva la speranza. Cordialmente, Dott. Marco Squarcini
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.




