Buongiorno Dottore, negli ultimi mesi ho avuto 3 episodi andando al pronto soccorso, di quelle che d
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Buongiorno Dottore, negli ultimi mesi ho avuto 3 episodi andando al pronto soccorso, di quelle che dicevano coliche renali al pronto soccorso, e ogni volta che passava il dolore a fianco e schiena dopo la cura, rimanevano fastidi a vescica, testicoli e tratto urinario con minzioni frequenti.
Adesso circa 15 giorni fa, ho avuto di nuovo un attacco di questo, con dolore ai fianchi, che si protraeva dietro la schiena, dolore alla vescica dalla parte sinistra più vicina all inguine, dolore all'inguine, minzioni frequentissime con vari fastidi testicoli, tratto urinario, e infine bruciore a volte anche forte nell'eiaculazione e fastidi pre, con senso di malessere durante la giornata come se avessi febbricola ma non ne ho. Il dottore mi ha detto che non erano coliche e di fare spermiocoltura.
L'esame purtroppo è risultato positivo rilevando un batterio chiamato Raoultella Ornithinolytica con carica batterica 50.000 CFU/ml. Sono un po preoccupato e vorrei sentire più pareri, il dottore mi ha prescritto ciproxin per 14 gg e fra 1 mese ripetere spermiocoltura.
Non conoscendo questo tipo di batterio Vorrei capire se c'è da preoccuparsi o è una cosa risolvibile con la cura antibiotica, se è una cosa diffusa e quali potrebbero essere state le causa, ma più che altro capire la gravità del problema.
Infine io nello stesso momento sto curando un ascesso perianale, potrebbero essere stato questo batterio la causa?
Grazie mille in anticipo per le eventuali risposte.
Adesso circa 15 giorni fa, ho avuto di nuovo un attacco di questo, con dolore ai fianchi, che si protraeva dietro la schiena, dolore alla vescica dalla parte sinistra più vicina all inguine, dolore all'inguine, minzioni frequentissime con vari fastidi testicoli, tratto urinario, e infine bruciore a volte anche forte nell'eiaculazione e fastidi pre, con senso di malessere durante la giornata come se avessi febbricola ma non ne ho. Il dottore mi ha detto che non erano coliche e di fare spermiocoltura.
L'esame purtroppo è risultato positivo rilevando un batterio chiamato Raoultella Ornithinolytica con carica batterica 50.000 CFU/ml. Sono un po preoccupato e vorrei sentire più pareri, il dottore mi ha prescritto ciproxin per 14 gg e fra 1 mese ripetere spermiocoltura.
Non conoscendo questo tipo di batterio Vorrei capire se c'è da preoccuparsi o è una cosa risolvibile con la cura antibiotica, se è una cosa diffusa e quali potrebbero essere state le causa, ma più che altro capire la gravità del problema.
Infine io nello stesso momento sto curando un ascesso perianale, potrebbero essere stato questo batterio la causa?
Grazie mille in anticipo per le eventuali risposte.
Premesso che quell'esito può essere da ocntaminazione del campione (cosa facilissima con la masturbazione che rende la spermiocoltira un esame a bassa attendibilità), quella presenza nel caso va prima verificata con la coltura differenziale (coltura del primo ml di urina, semivuotamento della vescica, coltura della restante urina, vuotamento totale delal vescica e successivo estrazione del secreto prostatico tramite massaggio). Solo poi, a fronte di positività significative si procederà con un antibiotico a dose adeguata per 3-4 giorni, senza dover incorrere nei problemi di tossicità del ciproxin (e simili) per terapie lunghe ed immotivate. Certamente la sua sintomatologia non deriva da quella supposta e da veriifcare infezione. Potrebbe avere problemi di calcoli da verificare in prima battuta per via ecografica e poi nel caso con la urotac contrastografica, problemi di congestione infiammatoria pelvico prostatica da verificare con i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma) e, nel caso, generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno). La presenza dell'ascesso perineale può essere una ragione di contaminazione del campione spermatico da un lato e di innesco e/o sostegno della congestione infiammatoria pelvico-prostatica. Fatta la dovuta ed adeguata diagnosi si imposterà la corretta ed utile strategia terapeutica.
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