Buongiorno, da circa 8/9 anni soffro di sindrome ansiosa depressiva. inizialmente sono stata curata

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Buongiorno, da circa 8/9 anni soffro di sindrome ansiosa depressiva.
inizialmente sono stata curata con Paroxetina al minimo dosaggio con ansiolitico solo ad inizio terapia, quando la paroxetina ha iniziato a fare effetto sono stata molto bene per 4/5 anni, a seguito di un lutto ho avuto un ritorno dei sintomi ansiosi e depressivi e la paroxetina mi è stata cambiata col Prozac che però ho preso solo 3 mesi perchè non mi aiutava, successivamente sono passata al cipralex che ho mantenuto per 2 anni circa, ho affrontato una gravidanza ed è andato tutto per il meglio.
Dopo 6 mesi dal parto ho iniziato a risentire i sintomi di ansia e depressione ed ho cambiato psichiatra che mi ha passato alla Venlafaxina, dopo circa 30 giorni un incubo, pianti disperati, ansia e mi ha causato problemi anche sul ciclo mestruale...
Mi è stato sospeso di colpo e dopo circa 3 giorni ho assunto Wellbutrin che prendo tutt'ora da 8 giorni associato allo Xanax mattina e sera perchè avverto un ansia fortissima...
lo specialista vuole portarmi tra qualche giorno a ma essendo io una persona ansiosa non capisco perchè questa scelta terapeutica, ho letto online che non è indicato per chi soffre d'ansia forte e sinceramente adesso ho molta paura di aumentare il dosaggio...
Buongiorno,
la sua storia mostra una sensibilità marcata alle variazioni farmacologiche, soprattutto nelle fasi iniziali di introduzione o cambio terapia. Le reazioni che ha avuto con venlafaxina e, in parte, anche ora con il bupropione (Wellbutrin) non sono rare nei primi giorni/settimane.

Il bupropione è un farmaco con un profilo più attivante, e per questo può inizialmente aumentare ansia, agitazione o insonnia, soprattutto in persone con una componente ansiosa importante. Proprio per questo viene spesso associato temporaneamente a un ansiolitico (come lo Xanax) nelle fasi iniziali.

L’aumento del dosaggio dopo alcuni giorni rientra nelle modalità standard di utilizzo, ma è comprensibile che nel suo caso generi timore, anche alla luce delle esperienze precedenti.

Più che essere “una scelta sbagliata”, si tratta di una strategia che può funzionare in alcuni quadri, ma che richiede attenzione e monitoraggio, soprattutto se l’ansia è predominante.

Il punto centrale è che le sue reazioni iniziali non indicano necessariamente che il farmaco non funzionerà, ma vanno valutate insieme allo specialista. Se l’ansia è molto intensa o poco gestibile, è assolutamente legittimo confrontarsi con il suo psichiatra prima di aumentare la dose, per eventualmente modulare i tempi o la strategia.

Eviti modifiche autonome, ma si senta autorizzata a esprimere chiaramente le sue preoccupazioni: la terapia deve essere efficace ma anche sostenibile per lei.

Un cordiale saluto.

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Dr. Francesco Botti
Psichiatra, Psicoterapeuta
La Spezia
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