Ho 52 anni e sono uno sportivo. 5 anni fa ho cambiato la sella della MTB, l’ho presa più larga, e l’
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Ho 52 anni e sono uno sportivo. 5 anni fa ho cambiato la sella della MTB, l’ho presa più larga, e l’ho spostata in avanti. Ci ho pedalato 20 giorni. Mi è venuto un forte dolore alle ginocchia, e alla parte interna delle gambe (dal gluteo al ginocchio). Fatta RMN, visto ortopedico, che mi suggerisce di alzare la sella, perché le ginocchia non hanno nulla. Alzo la sella (troppo), spariscono i dolori alle ginocchia, ma pedalo con forti dolori agli hamstring. Comincio ad avere una forte instabilità alle ginocchia. Pedalo in qsta posizione (con le gambe completamente distese a fine pedalata) con dolore agli hamstring. Sono ormai passati 5 anni, da allora ho gli hamstring fortemente contratti (se li alleno o faccio stretching si bloccano completamente), fatico a deambulare e a stare in piedi. Se mi siedo, la pressione me li blocca, e quando mi alzo le gambe sono rigidissime (anche in auto) e per i primi passi barcollo. Tutta la zona delle ginocchia è infiammata e dolorante. Quando scendo le scale devo prestare molta attenzione. Ho visto molti terapisti (fisio, osteopati, chiropratici, ortopedici, reumatologi) fatto elettromiografia (tutto bene) e varie risonanze, ma non risolvo. Non ho mai fatto un’ecografia alle cosce, e nemmeno una RMN. E’ possibile che mi sia provocato delle fibrosi muscolari a causa della posizione esageratamente distesa delle gambe? E che queste fibrosi mi impediscano di usare le gambe? Fare un’ecografia o una RMN alle cosce potrebbe servire? Oppure avete altri suggerimenti? Potrebbe dipendere dalla schiena? La RMN cita: “Lieve spondilosi margino-somatica e discreta ipertrofia dei massicci articolari e dei legamenti gialli nel tratto lombare inferiore. Tendenza alla retrolistesi di L5 su S1. Il disco intersomatico è modestamente ridotto in altezza e protrude concentricamente con maggior focalità in sede mediana-paramediana bilaterale ove presenta fissurazione dell'anulus fibroso che giunge a contatto con le emergenze radicolari S1. Minimo idrartro a destra a tale livello. Non alterazioni di segnale a carico del cono midollare.” Ps. L’ernia mi si è infiammata nel 2018, ho impiegato 6 mesi a sfiammarla, ma non aveva minimamente influito sul problema alle gambe, che è spuntato 2 anni dopo. Io sono alla canna del gas, non ce la faccio più, così non posso più andare avanti…
Gentile paziente,
la sua frustrazione è comprensibile. La sua condizione richiederebbe una valutazione in presenza con accurato esame obiettivo ed eventuale prescrizione/visione di accertamenti diagnostici. Sulla base dei risultati si potrebbe scegliere la terapia più accurata (esercizio terapeutico, approccio farmacologico, applicazione di mezzi fisici, ozonoterapia, educazione). Le consiglio una visita fisiatrica specialistica al più presto per impostare eventuale progetto riabilitativo individuale.
Qualora di suo interesse, per prenotare una visita o, nel mentre, una consulenza online tramite MioDottore clicchi sul pulsante “Prenota una visita”.
Cordialmente,
Dr. Nicola Manocchio, Fisiatra, specialista in Fisiatria e ozonoterapia, Roma.
la sua frustrazione è comprensibile. La sua condizione richiederebbe una valutazione in presenza con accurato esame obiettivo ed eventuale prescrizione/visione di accertamenti diagnostici. Sulla base dei risultati si potrebbe scegliere la terapia più accurata (esercizio terapeutico, approccio farmacologico, applicazione di mezzi fisici, ozonoterapia, educazione). Le consiglio una visita fisiatrica specialistica al più presto per impostare eventuale progetto riabilitativo individuale.
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Ciao,
cerco di rispondere a tutto ciò che hai riportato nella tua anamnesi per ripercorrere la storia del tuo dolore e ipotizzando le cause del tuo problema attuale nonché gli eventuali accertamenti da effettuare.
Spostando la sella anteriormente, il ginocchio, fortemente già sollecitato dal tipo di attività sportiva, ha dovuto sopperire ad una linea di carico “impropria”: la MTB richiede anche fasi in cui si resta sospesi sopra alla sella, in cui tutto il peso è sui piedi e scarica sulle ginocchia, mantenute in semiflessione con un importante reclutamento della muscolatura di coscia. Come in uno squat mal eseguito allo stesso modo la tua postura in sella ha sicuramente sovraccaricato l’articolazione del ginocchio bilateralmente.
Dopo 20 giorni, col sopraggiungere del dolore immagino tu ti sia fermato per poi fare gli accertamenti del caso. La RM di ginocchio risultava negativa perché una sollecitazione articolare atraumatica di soli 20 giorni difficilmente causa delle alterazioni anatomiche visibili.
Al consiglio dell’ortopedico modifichi l’assetto della sella, alzandola e quindi scaricando le ginocchia ma, mi sembra di capire, che la sella fosse ancora posta anteriormente (forse troppo vicina al manubrio?) tant’è che sono sopraggiunti i dolori agli hamstrings, che infatti con questa postura, durante il moto ciclico del pedale, mantengono uno stato di accorciamento costante con scarsi e insufficienti momenti di contrazione eccentrica e di allungamento. Si mantengono contratti anche in estensione di ginocchio poiché devono rispondere alle sollecitazioni del terreno e controllare il bacino per mantenere l’equilibrio in sella.
Sopraggiunge inoltre l’instabilità di ginocchio, che possiamo anche in questo caso associare allo scarso reclutamento di quadricipite, per questo tipo di setting di sella.
Con questa modalità però in qualche modo hai continuato a praticare ciclismo e nel corso degli anni gli ischio-crurali si sono accorciati tanto che pure facendo allungamento passivo o stretching non riesci ad avere una effettiva sensazione di allungamento.
La difficoltà nella deambulazione e nell’ortostatismo è dovuta ad un’estensione incompleta del ginocchio?
Si inserisce poi un problema che potrebbe in qualche modo essere nato dalla postura scorretta in bici: la patologia discale a livello lombare (ma è difficile che sia da correlarsi ad un fattore unico poiché la pratica sportiva riguarda una percentuale limitata delle ore settimanali).
Hai scritto che le gambe sono rigide alla risalita dalla posizione assisa e per i primi passi con scarso controllo deambulatorio anche nella discesa dalle scale. Seppur la EMG degli arti inferiori non rilevi sofferenze di nervo, non significa che non possa esservi una lieve radicolopatia che si manifesta solo in determinate posizioni, anche perché alla RM si è diagnosticata un’ernia che prende contatto con la radice di S1, radice che innerva anche gli hamstrings.
Ovviamente occorrerebbe una visita fatta di persona per poter valutare clinicamente la condizione degli arti inferiori quindi ti consiglio innanzitutto una visita fisiatrica; meglio presentarsi già con un’ecografia muscoloscheletrica degli hamstrings svolta da un ecografista esperto in ecografia muscoloscheletrica (meglio se sportiva): non tutti gli ecografisti hanno lo stesso background e la stessa esperienza quindi un professionista che non è abituato a fare ecografia di muscolo non è detto che abbia l’”occhio” per questo tipo di distretto, raramente indagato nella popolazione generale.
Una fibrosi della muscolatura è possibile ma potrebbe essere una concausa che si inserisce in un quadro più ampio.
Ricapitolando farei innanzitutto un’ecografia muscoloscheletrica degli ischio-crurali e poi una visita fisiatrica: nel tuo piano riabilitativo potrebbero proporti tecarterapia per ridurre rigidità ed eventuale infiammazione muscolare, massoterapia o trattamento fibrolitico manuale e idrokinesiterapia o rieducazione motoria a secco per ripristinare la funzionalità degli arti inferiori.
Mi dispiace aver rubato molto tempo con una risposta molto lunga ma data la domanda complessa era difficile non dilungarsi.
Spero di esserti stata d’aiuto.
Un caro saluto,
Dott.ssa Erica Bagolini
cerco di rispondere a tutto ciò che hai riportato nella tua anamnesi per ripercorrere la storia del tuo dolore e ipotizzando le cause del tuo problema attuale nonché gli eventuali accertamenti da effettuare.
Spostando la sella anteriormente, il ginocchio, fortemente già sollecitato dal tipo di attività sportiva, ha dovuto sopperire ad una linea di carico “impropria”: la MTB richiede anche fasi in cui si resta sospesi sopra alla sella, in cui tutto il peso è sui piedi e scarica sulle ginocchia, mantenute in semiflessione con un importante reclutamento della muscolatura di coscia. Come in uno squat mal eseguito allo stesso modo la tua postura in sella ha sicuramente sovraccaricato l’articolazione del ginocchio bilateralmente.
Dopo 20 giorni, col sopraggiungere del dolore immagino tu ti sia fermato per poi fare gli accertamenti del caso. La RM di ginocchio risultava negativa perché una sollecitazione articolare atraumatica di soli 20 giorni difficilmente causa delle alterazioni anatomiche visibili.
Al consiglio dell’ortopedico modifichi l’assetto della sella, alzandola e quindi scaricando le ginocchia ma, mi sembra di capire, che la sella fosse ancora posta anteriormente (forse troppo vicina al manubrio?) tant’è che sono sopraggiunti i dolori agli hamstrings, che infatti con questa postura, durante il moto ciclico del pedale, mantengono uno stato di accorciamento costante con scarsi e insufficienti momenti di contrazione eccentrica e di allungamento. Si mantengono contratti anche in estensione di ginocchio poiché devono rispondere alle sollecitazioni del terreno e controllare il bacino per mantenere l’equilibrio in sella.
Sopraggiunge inoltre l’instabilità di ginocchio, che possiamo anche in questo caso associare allo scarso reclutamento di quadricipite, per questo tipo di setting di sella.
Con questa modalità però in qualche modo hai continuato a praticare ciclismo e nel corso degli anni gli ischio-crurali si sono accorciati tanto che pure facendo allungamento passivo o stretching non riesci ad avere una effettiva sensazione di allungamento.
La difficoltà nella deambulazione e nell’ortostatismo è dovuta ad un’estensione incompleta del ginocchio?
Si inserisce poi un problema che potrebbe in qualche modo essere nato dalla postura scorretta in bici: la patologia discale a livello lombare (ma è difficile che sia da correlarsi ad un fattore unico poiché la pratica sportiva riguarda una percentuale limitata delle ore settimanali).
Hai scritto che le gambe sono rigide alla risalita dalla posizione assisa e per i primi passi con scarso controllo deambulatorio anche nella discesa dalle scale. Seppur la EMG degli arti inferiori non rilevi sofferenze di nervo, non significa che non possa esservi una lieve radicolopatia che si manifesta solo in determinate posizioni, anche perché alla RM si è diagnosticata un’ernia che prende contatto con la radice di S1, radice che innerva anche gli hamstrings.
Ovviamente occorrerebbe una visita fatta di persona per poter valutare clinicamente la condizione degli arti inferiori quindi ti consiglio innanzitutto una visita fisiatrica; meglio presentarsi già con un’ecografia muscoloscheletrica degli hamstrings svolta da un ecografista esperto in ecografia muscoloscheletrica (meglio se sportiva): non tutti gli ecografisti hanno lo stesso background e la stessa esperienza quindi un professionista che non è abituato a fare ecografia di muscolo non è detto che abbia l’”occhio” per questo tipo di distretto, raramente indagato nella popolazione generale.
Una fibrosi della muscolatura è possibile ma potrebbe essere una concausa che si inserisce in un quadro più ampio.
Ricapitolando farei innanzitutto un’ecografia muscoloscheletrica degli ischio-crurali e poi una visita fisiatrica: nel tuo piano riabilitativo potrebbero proporti tecarterapia per ridurre rigidità ed eventuale infiammazione muscolare, massoterapia o trattamento fibrolitico manuale e idrokinesiterapia o rieducazione motoria a secco per ripristinare la funzionalità degli arti inferiori.
Mi dispiace aver rubato molto tempo con una risposta molto lunga ma data la domanda complessa era difficile non dilungarsi.
Spero di esserti stata d’aiuto.
Un caro saluto,
Dott.ssa Erica Bagolini
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