buonasera io mi sento sento sempre più dentro un baratro ,l anno 2025 è stato un anno devastante dal
buonasera io mi sento sento sempre più dentro un baratro ,l anno 2025 è stato un anno devastante dalla perdita di mio suocero poi quella di mia nonna e poi la mia bambina di 4 anni fra poco ,diagnosi di ritardo dello sviluppo ,questa cosa mi logora ,il non sapere quello che succedere in futuro mi uccide lentamente,lei sta migliorando molto al suo tempo xo vi vuole pazienza e io non ho la forza di vederla in qst mondo che vuole tutti burattini altrimenti sei DIVERSO ,mi rendo conto di essere io stessa a vederla con occhi diversi e qst mi fa sentire uno schifo ,in più ansia costante paura che a qualcuno che amo possa succedere qualcosa ,ho due figli bellissimi un marito da tutta la vita e a 36 anni mi sento così soffocare dalle paure,insomma sono in un vortice e sembra non esserci uscita ,mi si dice fatti aiutare ma o paghiamo le cose più importanti come le terapie della piccola o spendo soldi x me e non voglio toglierli alla famiglia anche xke nn bastano . grazie per l ascolto
7 risposte
Buonasera, grazie a lei per aver condiviso tutto questo. Ha tante cose da sostenere tutte insieme, in poco tempo si è trovata ad affrontare perdite importanti e una diagnosi che ha inevitabilmente portato tante domande e paure sul futuro della sua bambina. Capisco anche quanto possa essere frustrante sentirsi dire semplicemente “fatti aiutare” quando concretamente le risorse economiche della famiglia sono già impegnate. Esistono però anche possibilità di sostegno psicologico a costi più accessibili, magari potrebbe valere la pena informarsi nella sua zona, perché anche lei merita uno spazio in cui poter appoggiare almeno una parte di questo peso. Sua figlia, come scrive lei stessa, sta facendo i suoi progressi con i suoi tempi e forse, in questo momento, potrebbe essere importante trovare qualcuno che aiuti anche lei a stare un po' più nel presente, senza essere continuamente trascinata verso tutto ciò che teme possa accadere. Potrebbe essere importante riuscire a trovare un modo per poter credere che non deve risolvere oggi tutte le paure sul futuro. Le mando un caro saluto!
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Mi dispiace signora per il suo malessere. Ci sono enti e servizi pubblici ai quali può rivolgersi o libri di autoaiuto che può trovare in biblioteca. Curi la sua salute mentale, perché lei é madre e c'è bisogno della sua forza, della sua lucidità e della sua serenità, per tutti. Buona vita a tutti voi
Quello che racconta restituisce il peso di un periodo in cui si sono concentrati lutti, preoccupazioni e un’incertezza profonda per il futuro di sua figlia. È comprensibile che, dopo tante esperienze dolorose, l’ansia e la paura siano diventate così pervasive. Mi sembra importante anche ciò che dice sul sentirsi in colpa per il modo in cui guarda sua figlia: accorgersi di avere paura o di fare fatica ad accettare ciò che non si era immaginato non significa amarla meno né essere una “cattiva” madre. Significa, piuttosto, essere una persona che sta cercando faticosamente di dare un senso a una realtà diversa da quella che aveva previsto. Non è necessario, però, affrontare tutto questo da sola. Prendersi cura di sé non significa sottrarre qualcosa ai propri figli: può essere anche un modo per trovare le risorse necessarie per stare accanto a loro. Se al momento una terapia privata non è sostenibile, potrebbe valere la pena informarsi sui servizi psicologici presenti nel territorio e sulle possibilità offerte dal Servizio Sanitario.
Le do una notizia importante: può rivolgersi ai servizi psicologici del consultorio oppure alla Psicologia clinica dell'azienda sanitaria di competenza, sono servizi che la possono aiutare con competenza e sono gratuiti. Si faccia fare dal suo medico di medicina generale l'impegnativa per primo colloquio psicologico.
Buongiorno, sta portando insieme lutti, paura per sua figlia, senso di colpa e un’ansia continua: è comprensibile sentirsi sopraffatta. Prendersi cura di sé, però, non significa togliere qualcosa alla propria famiglia: significa anche poter esserci per loro con più risorse. Provi a rivolgersi al medico di base o ai servizi psicologici pubblici della sua zona, spiegando anche la difficoltà economica: non deve necessariamente affrontare questo peso da sola.
Gentile, La ringrazio di cuore per la fiducia e per la profonda, dolorosa e toccante sincerità con cui condivide il suo vissuto. Voglio dirle subito una cosa con la massima chiarezza ed empatia clinica: lei non è affatto "uno schifo", non è una cattiva madre e non ha nulla di cui colpevolizzarsi. Ciò che sta vivendo è il risultato di un vero e proprio sovraccarico emotivo: il 2025 la messa a dura prova con lutti dolorosi (la perdita di suo suocero e di sua nonna) e, come se non bastasse, è arrivata la notizia della diagnosi di sua figlia. Il suo corpo e la sua mente sono semplicemente esausti per aver dovuto incassare un colpo dopo l'altro senza mai avere il tempo di respirare. Proviamo ad analizzare insieme quello che sta provando ed i passi concreti per permetterle di uscire da questo vortice: Il senso di colpa per come guarda sua figlia Il fatto che lei si renda conto di guardare sua figlia "con occhi diversi" ed il dolore nel vederla in un mondo che pretende standard rigidi è un passaggio del tutto umano. In psicologia perinatale e dell'età evolutiva sappiamo che, di fronte a una diagnosi di ritardo dello sviluppo, ogni genitore deve attraversare un percorso di elaborazione del lutto: il lutto per l'immagine del "bambino ideale e senza difficoltà" che si era immaginato. Sentirsi smarriti, spaventati e provati da questa diversità non significa amare meno la propria bambina. Anzi, il fatto che lei riconosca che la piccola sta migliorando dimostra quanta cura le sta dedicando. Si perdoni per la sua stanchezza: quello che prova è il dolore di una madre che vorrebbe proteggere sua figlia da ogni giudizio esterno. L'ansia costante ed il terrore che succeda qualcosa ai suoi cari Dopo aver affrontato la perdita di persone importanti in poco tempo, il suo cervello si è impostato su una modalità di iper-vigilanza e allarme rosso. È come se la sua mente le dicesse: "Visto che sono successe cose dolorose all'improvviso, devo stare sempre in guardia per evitare altri drammi". Questa ansia costante le toglie il respiro ed il sonno, ma è la reazione fisiologica al trauma non ancora elaborato dei lutti recenti. La trappola del "Non posso spendere soldi per me" Il punto in cui lei scrive "O paghiamo le terapie della piccola o spendo soldi per me, e non voglio toglierli alla famiglia" merita una riflessione di vitale importanza: La salute mentale della madre non è un "lusso" o un contorno: è la risorsa primaria per la guarigione ed il benessere della bambina. Per potersi prendere cura di una bambina con bisogni speciali lungo un percorso che richiede pazienza e continuità, la mamma ha assoluto bisogno di essere sostenuta, ascoltata e contenuta. Se lei crolla per lo sfinimento, l'intera famiglia ne risentirà. Prendersi cura di sé non significa "togliere risorse alla bambina", ma garantirle una madre presente, forte e sostenuta. Come farsi aiutare SENZA pesare sul bilancio familiare? Esistono strade pubbliche e gratuite che consentono di ricevere un sostegno psicologico di alto livello senza dover rinunciare alle terapie di sua figlia: Consultori Familiari della sua ASL / Distretto Sanitario I Consultori Familiari offrono percorsi di sostegno psicologico e genitoriale completamente gratuiti o tramite ticket minimo, dedicati proprio ai genitori che affrontano fasi di crisi, diagnosi complesse dei figli o lutti familiari. Centro di Salute Mentale (CSM / CPS) Può chiedere al suo medico di medicina generale (medico di base) un'impegnativa per una "Prima visita psicologica / psicoterapeutica" presso il CSM della sua zona. È un servizio pubblico a cui si accede con il solo pagamento del ticket (o in esenzione, se prevista). Supporto Psicologico integrato con la Neuropsichiatria Infantile (NPI) La struttura o il centro che segue sua figlia per la riabilitazione del ritardo dello sviluppo dispone spesso di spazi di Parent Training e supporto psicologico per i genitori, inclusi nei servizi di presa in carico della minore. Chieda all'équipe che segue la bambina se è previsto uno spazio d'ascolto per voi genitori. Associazioni di Genitori e Gruppi di Mutuo Aiuto (GMA) Contattare associazioni del territorio che si occupano di ritardo dello sviluppo o neurodiversità le permetterà di entrare in contatto con gruppi di supporto tra genitori gratuiti. Confrontarsi con mamme e papà che stanno vivendo la stessa diagnosi le farà capire che non è sola ed le darà una grande carica di speranza ed indicazioni pratiche. Un passo per oggi Il primo passo oggi non è risolvere tutto il futuro, ma fissare un appuntamento con il suo medico di base per farsi prescrivere un colloquio psicologico presso le strutture pubbliche, spiegando con trasparenza la situazione di stress e la diagnosi della bambina. Si conceda il permesso di essere fragile e di chiedere aiuto: lei è una madre meravigliosa che sta portando un peso immenso su spalle già stanche. Permetta alla rete di supporto di aiutarla a portare questo peso, per tornare a respirare ed a guardare il futuro di sua figlia con fiducia e serenità. Un abbraccio affettuoso, Dott.ssa Antonella Guiducci
Ha attraversato perdite enormi in poco tempo e ora sta cercando di proteggere tutti, mentre dentro di sé è esausta. Le chiedo: se sua figlia sta migliorando, perché la sua mente la porta continuamente nel futuro più doloroso, invece di concederle di vivere i progressi di oggi? Non è una madre sbagliata perché prova paura o fatica ad accettare la diversità: è una madre che ha bisogno di sostegno. Ne parli con il medico di base o con il consultorio, chiedendo un aiuto psicologico accessibile, senza dover sottrarre risorse alle terapie di sua figlia. Non deve essere forte sempre: anche chi sostiene gli altri ha diritto a essere sostenuto.
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