Buonasera, Ho 72 anni. Avendo notato da qualche mese croste sul cuoio capelluto persistenti, ho con

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Buonasera,
Ho 72 anni. Avendo notato da qualche mese croste sul cuoio capelluto persistenti, ho consultato un dermatologo il quale in 5 minuti di visita ha diagnosticato:
"CHERATOSI ATTINICHE DEL CUOIO CAPELLUTO
Pr: Eryfotona fluido
S: applicare la mattina ai cuoio capelluto ed al volto
Pr: Actixicam crema
S: applicare la sera sulle lesioni
Si prograrmma terapia fotodinamica".
L'unica precisazione fatta dal dermatologo è che si tratta di formazioni precancerose. Non avendo contezza di questa patologia, non gli ho rivolto altre domande. Ho iniziato l'applicazione delle creme in attesa della seduta di fotodinamica prevista dopo 3 settimane dalla visita e non ancora eseguita.
Avendo acquisito nel frattempo maggiori informazioni su questa patologia, per la quale, ho visto, esistono diverse tecniche per il trattamento (es. crioterapia ed altro), le chiedo cortesemente se queste tecniche siano alternative oppure se sia devoluta al dermatologo la scelta in relazione alla situazione specifica. Essendo la fotodinamica molto costosa, non vorrei che la scelta sia stata un pò condizionata e che la mia situazione possa essere trattata anche con altra tecnica. Inoltre le chiedo in quanto tempo la situazione precancerosa possa evolvere in cancerosa e come ci si accorge del mutamento.
Chiedo inoltre se il dolore alla base cervicale da circa due mesi mesi, una sensazione di ovattamento ed episodi di cefalea frontale da pressione a seguito ad es. tosse e starnuti, potrebbe secondo ricondursi alla diagnosi di cheratosi attiniche, ovvero ad evoluzione negativa delle stesse.
Ringrazio anticipatamente per i chiarimenti che lo specialista vorrà fornirmi.
Dr. Massimo Laurenza
Dermatologo, Chirurgo generale
Roma
Per prima cosa le dico che non dovrebbe preoccuparsi del dolore che non ha attinenza con le discheratosi. Per quanto riguarda il trattamento preferisco la crioterapia che mi ha sempre dato ottimi risultati, se si sospetta un l’evoluzione della discheratosi si asporta chirurgicamente e si procede con l’esame istologico.

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