Buonasera a tutti, io ho problemi con il cibo. Sempre avuti, grassottella già da bambina ora a 40 an
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Buonasera a tutti, io ho problemi con il cibo. Sempre avuti, grassottella già da bambina ora a 40 anni sono gravemente obesa. Negli anni ho provato 4 diverse psicoterapie da cui ho imparato molto ma evidentemente non ho risolto il mio problema. Ho una vita abbastanza soddisfacente, con alti e bassi come tutti. Tante fantastiche amiche, un marito affezionato e due bambine bellissime. Ho fatto tantissime diete, con alcune sono riuscita a perdere anche 20kg salvo poi riprenderli tutti. Ogni giorno mi impongo di iniziare a mangiare bene ma poi, di fronte al cibo insano, mi faccio prendere dalla gola e penso, inizio stasera o domani. Sono ovviamente andata da delle dietologhe che mi hanno inondata di consigli che già conoscevo e piani dietetici fotocopia. Esco ogni volta con le migliori intenzioni ma dopo poco abbandono. Forse cerco un miracolo, non so, ma sono tanto tanto scoraggiata.... grazie per l'attenzione buon lavoro a tutti.
Gentile Utente,
racconta di un problema che ha una lunga storia alle spalle, e posto che siano state escluse eventuali implicazioni di tipo organico, significa che c'è un importante fattore psicologico da trattare. Il cibo ha un grande potere regolatorio, e dunque sarebbe importante capire su cosa va ad agire, in termini di stati interni. Ovvero in altre parole, cosa muove il consumo di cibo insano come lo definisce lei ma, ancor più importante, cosa accade dentro di lei se prova a fermarsi un attimo prima di cedere nel consumarlo? Mi rendo conto che abbia già quattro diverse psicoterapie alle spalle, e che la prospettiva di una quinta forse non le suoni come risolutiva, ma è la strada più efficace per intervenire su un problema del quale, ad ora, conosce solo la porzione conclusiva (il consumo di cibo), e non cosa lo generi. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti. Un caro saluto
racconta di un problema che ha una lunga storia alle spalle, e posto che siano state escluse eventuali implicazioni di tipo organico, significa che c'è un importante fattore psicologico da trattare. Il cibo ha un grande potere regolatorio, e dunque sarebbe importante capire su cosa va ad agire, in termini di stati interni. Ovvero in altre parole, cosa muove il consumo di cibo insano come lo definisce lei ma, ancor più importante, cosa accade dentro di lei se prova a fermarsi un attimo prima di cedere nel consumarlo? Mi rendo conto che abbia già quattro diverse psicoterapie alle spalle, e che la prospettiva di una quinta forse non le suoni come risolutiva, ma è la strada più efficace per intervenire su un problema del quale, ad ora, conosce solo la porzione conclusiva (il consumo di cibo), e non cosa lo generi. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti. Un caro saluto
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Gentile signora, la descrizione che fa della sua vita sembra un "bilancio in positivo", forse e, sottolineo, forse, quello che non ha è proprio un desiderio autentico,o al contrario, riuscire a dimagrire renderebbe tutto, troppo "soddisfacente". A volte, la paura alberga dove meno ci aspetteremmo di trovarla.
Ha intrapreso già diverse pricoterapie, non so di quale orientamento. Proverei a pensare ad una psicanalisi. Non è esattamente la stessa cosa. Un caro saluto,
MG
Ha intrapreso già diverse pricoterapie, non so di quale orientamento. Proverei a pensare ad una psicanalisi. Non è esattamente la stessa cosa. Un caro saluto,
MG
Gentilissima, scrive il suo messaggio rivolgendosi agli psicologi di un portale dunque è chiaro che ritenga che i suoi “problemi col cibo” sottendono delle questioni di ordine psicologico. E’ chiaro e comprensibile quindi che i percorsi di carattere dietologico non siano andati a buon fine: come sembra sapere, purtroppo a sue spese, molto bene, un conto è sapere una cosa un altro e’ metterla in pratica. Ciò che si frappone tra teoria e’ pratica e’ un meccanismo inconscio: paradossalmente, quel che più desidera a livello razionale, ovvero perdere peso, e’ cioè a cui il suo inconscio più si oppone. Quel che occorrerà dunque fare e’ proprio domandarsi cosa ci sia alla base di questo meccanismo, ovvero a quale bisogno risponda il cibo. Cita ben quattro terapie intraprese che sarebbero state efficaci, terapie che forse però non sono andate a lavorare fino in fondo su questo punto. Occorrerà quindi domandarsi come mai questo non sia successo. Forse non era pronta ad affrontare davvero il problema. Forse ora lo è, e se così forse è arrivato il momento di affrontare la questione e darsi la possibilità di essere finalmente felice nel suo corpo di donna. Resto a disposizione per dubbi e chiarimenti. Un caro saluto, Marta Corradi
Gentile signora, da quello che scrive sembra che a livello razionale lei sappia già bene quali siano le azioni da compiere per perdere peso, ciò che le manca davvero è comprendere quali siano le ragioni emotive e psicologiche che la spingono verso il cibo, da ciò che leggo soprattutto quello che viene definito "cibo spazzatura". Per ognuno di noi il cibo risponde a bisogni che non sono solo nutrizionali ma che soprattutto afferiscono al nostro mondo emotivo e familiare. Probabilmente sarebbe interessante capire a quale ricordo o fase della vita si legano i "cibi spazzatura" che le fanno sempre rimandare l'assunzione di un serio impegno verso il dimagrimento. In un percorso terapeutico inizierei da questo per vedere dove ci porterebbe la sua storia alimentare. Credo che un viaggio dentro se stessi sia sempre fonte di crescita personale e maggiore conoscenza di sè. Resto a sua disposizione per domande e curiosità. La saluto, Dott.ssa Amati Maria
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Buonasera,
spesso possiamo utilizzare il cibo come "strategie" per regolare quello che è un disagio emotivo. Il primo passo è quello di diventare consapevoli del cosa sentiamo e avvertiamo quando questa strategia si attiva; una volta diventati consapevoli di ciò si può lavorare in diverse direzioni fra le quali ci possono essere strategie di regolazione emotiva, strategie comportamentali... anche se per il mio orientamento spesso suggerisco di lavorare nella direzione dell'accettazione del proprio vissuto nel qui ed ora per "ottenere" la libertà di scegliere una strada alternativa a quella abituale, qualora lo si desiderasse.
Devo aggiungere che, dato che lei scrive di aver già intrapreso 4 psicoterapie diverse, mi sento di suggirirle un'approccio maggiormente strutturato e quindi di rivolgersi ad una struttura specializzata nel trattamento dei disturbi alimentari per svolgere un'eventuale valutazione del suo disagio.
Cordialmente.
Dr. Giacomo Calvi Parisetti.
spesso possiamo utilizzare il cibo come "strategie" per regolare quello che è un disagio emotivo. Il primo passo è quello di diventare consapevoli del cosa sentiamo e avvertiamo quando questa strategia si attiva; una volta diventati consapevoli di ciò si può lavorare in diverse direzioni fra le quali ci possono essere strategie di regolazione emotiva, strategie comportamentali... anche se per il mio orientamento spesso suggerisco di lavorare nella direzione dell'accettazione del proprio vissuto nel qui ed ora per "ottenere" la libertà di scegliere una strada alternativa a quella abituale, qualora lo si desiderasse.
Devo aggiungere che, dato che lei scrive di aver già intrapreso 4 psicoterapie diverse, mi sento di suggirirle un'approccio maggiormente strutturato e quindi di rivolgersi ad una struttura specializzata nel trattamento dei disturbi alimentari per svolgere un'eventuale valutazione del suo disagio.
Cordialmente.
Dr. Giacomo Calvi Parisetti.
Gentile utente,
da quanto racconta in passato si è rivolta a vari specialisti, compresi degli psicoterapeuti, e ciò le ha permesso di comprendere una parte di quello che per lei rappresenta un problema, ma evidentemente ciò non è stato sufficiente. I disturbi alimentari sono patologie complesse e in quanto tali meritano un approccio multidisciplinare; pertanto le consiglio di rivolgersi a strutture/centri regionali/associazioni specializzate in questi disturbi che possano garantirle una presa in carico globale e un lavoro che si svolga in sinergia tra i vari professionisti coinvolti (psicologi-psicoterapeuti, dietologi, dietisti, medici).
Con i miei migliori auguri.
Dott.ssa Gullone
da quanto racconta in passato si è rivolta a vari specialisti, compresi degli psicoterapeuti, e ciò le ha permesso di comprendere una parte di quello che per lei rappresenta un problema, ma evidentemente ciò non è stato sufficiente. I disturbi alimentari sono patologie complesse e in quanto tali meritano un approccio multidisciplinare; pertanto le consiglio di rivolgersi a strutture/centri regionali/associazioni specializzate in questi disturbi che possano garantirle una presa in carico globale e un lavoro che si svolga in sinergia tra i vari professionisti coinvolti (psicologi-psicoterapeuti, dietologi, dietisti, medici).
Con i miei migliori auguri.
Dott.ssa Gullone
Buongiorno. Da ciò che scrive la sua vita sembra appagante esoddifacente, fatta di alti e bassi, come tutti, ma piena di affetto e amore. Il suo problema on il cibo sembra che "stoni" in questa descrizione. Sarei portata a chiederle se ritiene di aver toccato i nodi fondamentali del suo problema con il cibo, nei percorsi psicoterapeutici che ha intrapreso. Oppure se in qualche modo di fronte al suo problema con il cibo si sente "rassegnata". Il mio suggerimento è di provare a rivolegersi a strutture specializzate per i disturbi con il cibo e a trovare in sè nuove motivazioni. A disposizione per ogni ncessità. Un caro saluto Dot.sa Demontis
Gentile utente posso comprendere bene il meccanismo che la spinge ogni volta ad iniziare una dieta con tutte le buone intenzioni, ma purtroppo stare a dieta a lungo è impegnativo e spesso si rivela anche improduttivo: dopo un pò i kg persi vengono riaccumulati anche con gli interessi! Esistono diversi tipi di fame e spesso quando si accumulano così tanti kg ad avere fame non è solo lo stomaco, ma molto più spesso il cuore o la mente. Le consiglio di approfondire il tema della mindful eating che può fornirle degli strumenti per allenare il muscolo della consapevalezza anche a tavola. Un caro saluto
Dott.ssa Maria Taranto
Dott.ssa Maria Taranto
Buonasera. Quale aspetto sia stato analizzato ora forse non è fondamentale. Probabilmente sarebbe interessante comprendere quale parte di sé ha deciso di nutrirsi di "cibo insano ". Cosa significa per lei questa trasgressione?
Gentile Signora, sicuramente un buon lavoro con uno psicoterapeuta è una strada utile. Il motivo per cui quattro psicoterapie non hanno modificato la sua situazione è molto importante. Le informazioni che ci fornisce pur essendo semplici e chiare non ci consento di capire questo aspetto che forse merita molta attenzione. Non ci comunica se lei ha interrotto questi lavori o se sono stati portati a termine e questo è un elemento molto significativo. Un cordiale saluto
Buonasera, sarebbe interessante capire su che cosa ha lavorato in queste 4 psicoterapie e capire le motivazioni che non l'hanno più spinta a continuare il percorso terapeutico: ciò sarebbe molto utile per proporle un trattamento terapeutico maggiormente individualizzato. Inoltre, sembra che vi sia da lavorare molto su quelle che sono la motivazione e l'approccio alla dieta. Un caro saluto Dr.ssa Claudia Sposini
Salve, a volte la sola consulenza con un nutrizionista/dietologo non è sufficiente, il cibo coinvolge molti aspetti della nostra vita, oltre a quelli "biologici in senso stretto" infatti entrano in gioco anche fattori di tipo psicologico e sociale. Il cibo a volte diventa un vero e proprio regolatore degli stati interni anche in base ai significati, a volte impliciti, che abbiamo costruito relativamente ad esso. Provi a chiedere un incontro ad uno specialista in psicoterapia; aiutare a comprendere come si sente quando assume determinati cibi potrebbe essere un primo passo per sviluppare una maggiore consapevolezza a riguardo. Cordialmente.
Infatti cara signora il problema principale non è perdere peso ma mantenere il dimagrimento ottenuto, come sostengono i massimi esperti in materia (Dalle Grave per esempio). Saranno sinergie di fattori che le permetteranno di raggiungere i suoi obiettivi...in primis una rivisitazione accurata, meditata, possibile del suo attuale stile di vita. Auguri
Buongiorno con la terapia strategica è possibile risolvere il suo problema
Dott. Ioimo
Dott. Ioimo
Gentile utente di mio dottore,
i problemi legati al cibo sono strettamente collegati ad un disagio di natura psichica. Si è rivolta a diversi specialisti per la stessa problematica ma a quanto pare senza successo. Parla della sua vita come se non ci fossero grossi problemi ma probabilmente non è proprio cosi. Il cibo spazzatura alle volte lo si cerca proprio per poter soddisfare parti di sè che per altre ragioni risulterebbero insoddisfatte e frustrate. Andrebbero approfonditi certi aspetti della sua vita e la sua stessa storia e sarebbe opportuno effettuare un lavoro piu profondo e duraturo. Non ci è noto cosa in passato abbia interrotto i percorsi di psicoterapia e come mai abbia cambiato specialista di riferimento ogni volta;
magari ogni volta la psicoterapia si è affrontata con poco desiderio di cambiare realmente e da questo scaturirebbero gli insuccessi degli interventi. Prima di potersi rivolgere ad altri specilisti valuterei prima la reale motivazione a voler rettificare questi aspetti della propria persona e ad approfondire cosa si celi dietro alle modalità alimentari disfunzionali.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
i problemi legati al cibo sono strettamente collegati ad un disagio di natura psichica. Si è rivolta a diversi specialisti per la stessa problematica ma a quanto pare senza successo. Parla della sua vita come se non ci fossero grossi problemi ma probabilmente non è proprio cosi. Il cibo spazzatura alle volte lo si cerca proprio per poter soddisfare parti di sè che per altre ragioni risulterebbero insoddisfatte e frustrate. Andrebbero approfonditi certi aspetti della sua vita e la sua stessa storia e sarebbe opportuno effettuare un lavoro piu profondo e duraturo. Non ci è noto cosa in passato abbia interrotto i percorsi di psicoterapia e come mai abbia cambiato specialista di riferimento ogni volta;
magari ogni volta la psicoterapia si è affrontata con poco desiderio di cambiare realmente e da questo scaturirebbero gli insuccessi degli interventi. Prima di potersi rivolgere ad altri specilisti valuterei prima la reale motivazione a voler rettificare questi aspetti della propria persona e ad approfondire cosa si celi dietro alle modalità alimentari disfunzionali.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Buona sera, una grave obesità non si risolve solo con le solite diete che scatenano spesso la fame emotiva e complicano di più il problema. Ne ha già provate abbastanza di queste esperienze da non insistere più in questa direzione infruttuosa.
Il cibo cosiddetto proibito scatena la ribellione prima o poi.
Un approccio multidisciplinare in un centro apposito per gravi obesi è il suo caso. Es. a Villa Garda a VR.
Integrato anche con la consapevolezza con tutti i cibi attraverso le pratiche di Mindful Eating.
Saluti. Gianpietro Rossi
Il cibo cosiddetto proibito scatena la ribellione prima o poi.
Un approccio multidisciplinare in un centro apposito per gravi obesi è il suo caso. Es. a Villa Garda a VR.
Integrato anche con la consapevolezza con tutti i cibi attraverso le pratiche di Mindful Eating.
Saluti. Gianpietro Rossi
Gentile utente,
Immagino che abbia seguito il consiglio di tanti dietologi ma non abbia visto dei "risultati"; poiché il dimagrimento è un processo del corpo ma parte anche dalla mente. Quindi le consiglierei un percorso di psicoterapia ad indirizzo psicosomatico per vedere anche gli aspetti psicologici connessi al dimagrire.
Se vuole ulteriori informazioni resto a disposizione
Cari saluti
Immagino che abbia seguito il consiglio di tanti dietologi ma non abbia visto dei "risultati"; poiché il dimagrimento è un processo del corpo ma parte anche dalla mente. Quindi le consiglierei un percorso di psicoterapia ad indirizzo psicosomatico per vedere anche gli aspetti psicologici connessi al dimagrire.
Se vuole ulteriori informazioni resto a disposizione
Cari saluti
Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online
Salve. Descrive la sua vita soddisfacente. Ma, quando vede il cibo spazzatura non riesce a resistere.
Mi chiedo come è il suo rapporto con la manifestazione delle emozioni, se riesce ad esternarle o se le trattiene. Mi riferisco soprattutto alla rabbia, è capace di usarla per affermarsi? Se volesse intraprendere un nuovo percorso psicoterapeutico, nel suo caso, consiglierei una psicoterapia bioenergetica che lavorando sull'integrazione mente corpo, può stimolare la fiducia in se stessa e un vissuto emotivo costruttivo. Distinti saluti
Mi chiedo come è il suo rapporto con la manifestazione delle emozioni, se riesce ad esternarle o se le trattiene. Mi riferisco soprattutto alla rabbia, è capace di usarla per affermarsi? Se volesse intraprendere un nuovo percorso psicoterapeutico, nel suo caso, consiglierei una psicoterapia bioenergetica che lavorando sull'integrazione mente corpo, può stimolare la fiducia in se stessa e un vissuto emotivo costruttivo. Distinti saluti
Comprendo profondamente il senso di scoraggiamento e quel peso che, prima ancora che fisico, sembra essere diventato un faticoso compagno di vita che Le sottrae speranza. Sentirsi prigioniere di un ciclo di buone intenzioni che si infrangono ogni giorno di fronte al cibo può far sentire impotenti, quasi come se esistesse una scollatura tra la Sua volontà e quel bisogno impellente che la spinge verso ciò che definisce "insano".
In psicologia, il rapporto con il cibo è raramente una questione di sola forza di volontà o di conoscenza calorica; spesso il cibo diventa un linguaggio simbolico, un modo per gestire emozioni, colmare vuoti o proteggersi da tensioni che non trovano altre vie di espressione. Il meccanismo del "rimandare a domani" è un tentativo della mente di allentare la pressione di un ideale di perfezione che sente come irraggiungibile. Nelle dinamiche familiari e relazionali, il corpo può talvolta farsi "scudo" o diventare il luogo dove si depositano fatiche che, nonostante una vita soddisfacente, restano silenziose. Il fatto che le diete "fotocopia" falliscano suggerisce che il problema non risiede in ciò che mette nel piatto, ma in ciò che il cibo rappresenta nel Suo mondo interno.
La psicoterapia ad orientamento psicodinamico può offrire una prospettiva diversa rispetto ai percorsi già fatti: non si tratta di "imparare" nuove nozioni su di sé, ma di abitare la relazione terapeutica per comprendere quale funzione assolva l’obesità nel Suo equilibrio attuale. Lavorare sulle matrici profonde che legano l'identità al nutrimento può aiutarLa a trasformare il cibo da nemico o "miraggio" in un elemento che non debba più occupare tutto lo spazio emotivo. La invito a non arrendersi all'idea che serva un miracolo, ma a considerare la possibilità di un percorso che metta al centro la Sua storia e il Suo sentire, permettendo al Suo corpo di trovare un nuovo modo, più leggero e libero, di stare al mondo.
Cosa pensa che accadrebbe se, per un attimo, smettesse di chiedersi come perdere peso e provasse a chiedersi cosa sta cercando di "nutrire" o proteggere attraverso il cibo?
Cordialità
Dottssa Giovanna Costanzo
In psicologia, il rapporto con il cibo è raramente una questione di sola forza di volontà o di conoscenza calorica; spesso il cibo diventa un linguaggio simbolico, un modo per gestire emozioni, colmare vuoti o proteggersi da tensioni che non trovano altre vie di espressione. Il meccanismo del "rimandare a domani" è un tentativo della mente di allentare la pressione di un ideale di perfezione che sente come irraggiungibile. Nelle dinamiche familiari e relazionali, il corpo può talvolta farsi "scudo" o diventare il luogo dove si depositano fatiche che, nonostante una vita soddisfacente, restano silenziose. Il fatto che le diete "fotocopia" falliscano suggerisce che il problema non risiede in ciò che mette nel piatto, ma in ciò che il cibo rappresenta nel Suo mondo interno.
La psicoterapia ad orientamento psicodinamico può offrire una prospettiva diversa rispetto ai percorsi già fatti: non si tratta di "imparare" nuove nozioni su di sé, ma di abitare la relazione terapeutica per comprendere quale funzione assolva l’obesità nel Suo equilibrio attuale. Lavorare sulle matrici profonde che legano l'identità al nutrimento può aiutarLa a trasformare il cibo da nemico o "miraggio" in un elemento che non debba più occupare tutto lo spazio emotivo. La invito a non arrendersi all'idea che serva un miracolo, ma a considerare la possibilità di un percorso che metta al centro la Sua storia e il Suo sentire, permettendo al Suo corpo di trovare un nuovo modo, più leggero e libero, di stare al mondo.
Cosa pensa che accadrebbe se, per un attimo, smettesse di chiedersi come perdere peso e provasse a chiedersi cosa sta cercando di "nutrire" o proteggere attraverso il cibo?
Cordialità
Dottssa Giovanna Costanzo
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