Buona sera, mia mamma aveva l'omocisteina tre volte il valore massimo e nessun medico le aveva mai c

Buona sera, mia mamma aveva l'omocisteina tre volte il valore massimo e nessun medico le aveva mai chiesto le analisi nonostante la carenza di vitamina b12. Continuava ad integrare, ma poi ad un certo punto andava di nuovo in carenza e cominciava ad integrare nuovamente. Lo scopriì per puro caso. Ogni tanto mi chiedo perché il medico non ha mai prescritto l'analisi dell'omocisteina, poi penso che le poteva venire un ictus. Questi pensieri sembrano non essere utili e non avere nemmeno una soluzione. Come devo affrontare questo periodo visto che non ci sono state conseguenze nonostante il valore era alto?

5 risposte


Gentile utente, la sua è una reazione molto comprensibile, scoprendo che una persona cara ha avuto un valore clinico potenzialmente importante, è frequente che la mente inizi a costruire scenari del tipo: "E se fosse successo qualcosa?", "Perché nessuno se n'è accorto?" oppure "Si sarebbe potuto evitare?". Questi pensieri sono aspetti del così definito ragionamento controfattuale, la tendenza a immaginare come sarebbero andate le cose se alcuni eventi fossero stati diversi. Sebbene nascano dal tentativo di trovare un senso a ciò che è accaduto, spesso mantengono uno stato di preoccupazione senza offrire una reale soluzione. Nel suo caso è importante distinguere tra il dato oggettivo e le ipotesi. Il dato è che sua madre ha avuto un valore elevato di omocisteina e, fortunatamente, non ha riportato le conseguenze che oggi teme. Le ipotesi riguardano ciò che sarebbe potuto accadere, ma che non è possibile conoscere con certezza. Affrontare questo periodo significa, gradualmente, imparare a riconoscere quando la mente si concentra sul passato nel tentativo di ottenere risposte definitive che, probabilmente, non esistono. Più che cercare una certezza impossibile, può essere utile chiedersi: "Questo pensiero mi aiuta a prendermi cura di me e di mia madre oggi, oppure mi tiene bloccato nel timore di ciò che avrebbe potuto accadere?" Se questi pensieri diventano frequenti, alimentano senso di colpa, rabbia o ansia e interferiscono con la serenità quotidiana, un percorso psicologico può offrire uno spazio per elaborarli, comprendere i meccanismi che li mantengono e sviluppare modalità più funzionali di gestire l'incertezza e la preoccupazione. Le auguro di poter trovare, con il tempo, una maggiore tranquillità rispetto a questa esperienza. Cordialmente, AM

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Gentile utente, è comprensibile che, ripensando a quella situazione, possano affiorare pensieri come "cosa sarebbe potuto succedere". Quando si scopre qualcosa solo in seguito, è naturale cercare spiegazioni e immaginare scenari alternativi. Nel suo caso, però, è importante considerare anche un altro elemento: oggi sa che, nonostante quel valore fosse elevato, non ci sono state le conseguenze che temeva. Continuare a tornare con la mente a ciò che sarebbe potuto accadere rischia di alimentare ansia e senso di allarme, senza offrire nuove risposte. Può essere utile chiedersi se questi pensieri la aiutino a prendersi cura di sua madre nel presente oppure se la tengano ancorata a un passato che non è più modificabile. Se questa preoccupazione dovesse diventare ricorrente o molto intensa, potrebbe essere utile confrontarsi con uno psicologo per comprendere meglio il significato che questi timori stanno assumendo nella sua vita. Un caro saluto.


Buongiorno, mi dispiace ma penso che abbia sbagliato la sezione in cui far ela domanda, provi nella sezione medicina generale. Cordialmente

Dott.ssa Laura Bova

Dott.ssa Laura Bova

psicologo

Quartu Sant'Elena

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gentile utente, grazie per la condivisione. Credo che possa essere importante sentire e discuterne direttamente con il medico curante di sua madre, il quale conosce meglio la situazione. Saluti AV

Dott.ssa Antea Viganò

Dott.ssa Antea Viganò

psicologo

Pessano con Bornago

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Buongiorno, capisco la sua preoccupazione e forse l'irritazione ed ulteriore preoccupazione che possono scaturire da questa "mancanza" dei medici. I medici, come tutti i professionisti possono sbagliare in quanto sono persone e non solo il ruolo che ricoprono. Sicuramente è importante essere seguita da un professionista attento e che integri tutte le conoscenze che ha acquisito, suggerendo al pz svariati approfondimenti. In conclusione anche le figure di riferimento possono sbagliare e possono deludere, può essere utile avere un confronto con queste ultime cosi da spronarle ad una maggior attenzione e cura. Qualora la situazione non migliorasse si potrà scegliere un altro medico.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.