Buona sera; ho 32 anni; scorso mese di agosto mi sono recato al ps per gonfiore e forte dolore al te

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Buona sera; ho 32 anni; scorso mese di agosto mi sono recato al ps per gonfiore e forte dolore al testicolo sinistro. Effettuata una visita e la successiva ecografia mi è stata diagnosticata una epididimite/orchite. Riesco a rivolgermi a specialista che conferma anche con esame ecografico la diagnosi (escludendo varicocele ecc...), svolgo esame delle urine con urinocoltura, spermiocoltura e tamponi uretrali che risultano tutti negativi, i sintomi tuttavia spariscono dopo ciclo antibiotico di 5giorni. Passati un paio di mesi riscontro gonfiore (meno accentuato) allo stesso testicolo che tuttavia non risulta doloroso nemmeno al tatto, ripeto gli esami che danno nuovamente esito negativo, mi reco dall'urologo che effettua esplorazione rettale da cui riscontra prostata nella norma ma lievemente dolente, di li a breve mi compaiono altri sintomi sporadici quali dolore sovrapubico (di durata breve ma intensa) oltre ad occasionale calore dalla zona perineale.
Mi reco quindi nuovamente dall'urologo il quale effettua ecografia vescicale pre e post minzione da cui si evince un residuo di 80cc, mi prescrive terapia antibiotica con bactrim+supposte topster+integratore invitandomi a svolgere uroflussimetria ad un 20/30 giorni dal termine della cura.
Concluso il ciclo di antibiotici e supposte i sintomi del calore perineale e del dolore sovrapubico sembrano essere terminati, il testicolo sx resta tuttavia gonfio nella parte inferiore: impercettibilmente durante buona parte della giornata in maniera più visibile la sera. Mi consigliate di sottopormi nuovamente a visita, eventualmente anche prima di svolgere l'uroflussimetria ?
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
E' evidente che ci siano state delle sottovalutazioni e in ogni caso ci sono questioni in gioco non valutate. Sembra essere una quadro di forte congestione infiammatoria pelvico-prostatica con estensione all'area testicolare. Le colture negative non hanno giustificato tutta la terapia antibiotica svolta anche se apparentemente ha svolto un ruolo disinfiammante, ma ha anche alterato il microbiota intestinale, urinario e prostatico incrementando gli squilibri in essere. Occorre comunque vedere le ecografie svolte e magari eseguirle con maggiore attenzione e con la fase doppler, ma poi vanno eseguiti i dovuti esami generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, vascolare, fisico e stressogeno) e l0analisi spermatica almeno base. Poi serve un buon andrologo per la adeguata ed attenta valutazione dei dati con la loro integrazione. L'uroflussometria non servirà a nulla.

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