Buona giornata ho iniziato la cura con efxsor per diversi anni per un acufene poi visto che stavo be
2
risposte
Buona giornata ho iniziato la cura con efxsor per diversi anni per un acufene poi visto che stavo bene l'acufene era diminuito di molto quasi sparito ho diminuito la cura da 4 che prendevo a una con una compresa di elopram
A distanza di mesi si cui non sentivo più l'acufene mi sono svegliato con un acufene molto forte ora ho ripreso la cura ma attualmente e sempre dopo 2 mesi ancora accentuato grazie e ancora presto per avere un miglioramento
A distanza di mesi si cui non sentivo più l'acufene mi sono svegliato con un acufene molto forte ora ho ripreso la cura ma attualmente e sempre dopo 2 mesi ancora accentuato grazie e ancora presto per avere un miglioramento
Dovrebbe ricorrere ad una visita specialistica e spiegare il suo problema con chiarezza.
Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online
Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.
Mostra risultati Come funziona?
Gentilissimo,
la gestione dell'acufene attraverso la terapia psicofarmacologica si basa su un meccanismo neurobiologico complesso che non agisce direttamente sull'orecchio, ma sulla modulazione centrale di come il cervello percepisce ed elabora il segnale sonoro.
L'Efexor è un farmaco che appartiene alla classe degli SNRI e agisce potenziando sia la serotonina che la noradrenalina, ed è molto probabile che fosse proprio questa doppia azione, in particolare la componente noradrenergica, a garantire quel "filtro" efficace che le aveva permesso di non sentire più il disturbo.
Il passaggio all'Elopram, che agisce in modo selettivo solo sulla serotonina, potrebbe aver fatto venire meno quella spinta noradrenergica necessaria a tenere basso il volume dell'acufene nel suo caso specifico, favorendo così la ricomparsa del sintomo.
Riguardo alla sua domanda sui tempi di recupero, sebbene due mesi siano un periodo solitamente congruo per valutare la risposta antidepressiva, quando si tratta di "spegnere" nuovamente un sintomo percettivo come l'acufene dopo una ricaduta, i tempi possono dilatarsi significativamente.
Il cervello tende infatti a sviluppare una sorta di memoria del disturbo e, quando l'acufene torna, si innesca un circuito di attenzione e allarme che funge da amplificatore naturale, rendendo il sintomo più resistente al trattamento rispetto alla prima volta.
È dunque plausibile che sia ancora presto per considerare fallimentare la ripresa della cura e che sia necessario attendere ancora diverse settimane affinché i recettori si desensibilizzino nuovamente e il farmaco possa ripristinare quel filtro cognitivo che le permetteva di ignorare il suono.
Il fatto che in passato la molecola abbia funzionato così bene è il miglior fattore predittivo di successo, le consiglio pertanto di avere pazienza e di mantenere la terapia con costanza, riducendo per quanto possibile l'ansia dell'ascolto che rischia di mantenere il sistema nervoso in uno stato di ipereccitabilità.
Resto a disposizione per eventuali necessità, un caro saluto.
la gestione dell'acufene attraverso la terapia psicofarmacologica si basa su un meccanismo neurobiologico complesso che non agisce direttamente sull'orecchio, ma sulla modulazione centrale di come il cervello percepisce ed elabora il segnale sonoro.
L'Efexor è un farmaco che appartiene alla classe degli SNRI e agisce potenziando sia la serotonina che la noradrenalina, ed è molto probabile che fosse proprio questa doppia azione, in particolare la componente noradrenergica, a garantire quel "filtro" efficace che le aveva permesso di non sentire più il disturbo.
Il passaggio all'Elopram, che agisce in modo selettivo solo sulla serotonina, potrebbe aver fatto venire meno quella spinta noradrenergica necessaria a tenere basso il volume dell'acufene nel suo caso specifico, favorendo così la ricomparsa del sintomo.
Riguardo alla sua domanda sui tempi di recupero, sebbene due mesi siano un periodo solitamente congruo per valutare la risposta antidepressiva, quando si tratta di "spegnere" nuovamente un sintomo percettivo come l'acufene dopo una ricaduta, i tempi possono dilatarsi significativamente.
Il cervello tende infatti a sviluppare una sorta di memoria del disturbo e, quando l'acufene torna, si innesca un circuito di attenzione e allarme che funge da amplificatore naturale, rendendo il sintomo più resistente al trattamento rispetto alla prima volta.
È dunque plausibile che sia ancora presto per considerare fallimentare la ripresa della cura e che sia necessario attendere ancora diverse settimane affinché i recettori si desensibilizzino nuovamente e il farmaco possa ripristinare quel filtro cognitivo che le permetteva di ignorare il suono.
Il fatto che in passato la molecola abbia funzionato così bene è il miglior fattore predittivo di successo, le consiglio pertanto di avere pazienza e di mantenere la terapia con costanza, riducendo per quanto possibile l'ansia dell'ascolto che rischia di mantenere il sistema nervoso in uno stato di ipereccitabilità.
Resto a disposizione per eventuali necessità, un caro saluto.
Domande correlate
- Buongiorno, ho 42 anni e da 2 anni ho problemi a prendere sonno, all'inizio sporadicamente, adesso mi succede ad intervalli brevi. Ho provato tanti prodotti con melatonina ed erbe, mi rilassano ma non riescono a farmi addormentare. L'unico medicinale che funziona è Zolpidem. Si potrebbe trattare di un…
- Buongiorno sono Francesco Dopo avere avuto una forte preoccupazione in famiglia, con conseguenti "arrabbiature," il tutto durato un paio di giorni, e motivo per cui mi ha provocato parecchio stress, da quel giorno ho notato di percepire palpitazioni e come dei tuffi, localizzati al margine destro del…
- Buongiorno e grazie del gradito atteso e professionale feedback che darete alla mia situazione che qui vengo a porvi. Sono anni oramai che mi trascino una prostata molto grande, con livelli stabili di PSA di circa 4+-, Tesosterone Ok . Non ho mai avuto perdite di sangue e neanche dolori se non ultimamente…
- Salve dottore sono in prediabete al digiuno ho 103 . Volevo sapere per quanti mesi devo fare la dieta a basso indice glicemico per fare tornare la glicemia a livelli normali ? Grazie
- Salve, ho 25 anni e vado in terapia da una psicologa da 4 quasi.. è da un po’ che penso di voler terminare il percorso, e continuare da sola con gli strumenti appresi insieme in questi anni. Mi sento più autonoma e inoltre un mese fa mi sono laureata e sto entrando in una nuova fase della vita diciamo,…
- Buongiorno,si puo' prendere il tadalafil,se si prendono i farmci per la presdione alta? Grazie
- soffro da mesi di dolore cronico lombosa rale che ha peggiorato in modo significativo la depressione di cui soffro da anni. La mia vita quotidiana non esiste più e pensare al poco futuro (ho 74 anni) in questa situazione mi fa pensare solo a uscire dalla vita, svegliarmi è diventata angoscia perché…
- Salve, sono un uomo di 48 anni,ho un problema da molti anni.il tt è iniziato con grosse perdite di sangue rosso vivo subito dopo l evacuazione.fatto colonscopia ed è risultato emorroidi e il gastroenterologo mi ha prescritto antrolin.col tempo il problema è peggiorato e in seguito ho fatto visita proctologica…
- soffro da mesi di dolore cronico lombosacrale che ha peggiorato in modo significativo la depressione di cui soffro da anni. Vivo sola e il pensiero che il mio poco futuro (ho 74 anni) sarà così invalidante mi porta a pensare di chiudere la mia vita. Non c'è la faccio più! Svegliarmi è diventata la…
- Salve o fatto lo spindaggio quasi un mese fa x un inciso che dondolava, solo che dopo due settimane accusato dolore al dente il dottore mi a consigliato di devitalizzazione del dente, però a distanza di due settimane accuso ancora dolore sotto la gengiva del dente Pur avendolo devitalizzato,come mai?
Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda
Il tuo caso è simile? Questi specialisti possono aiutarti:
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.