Buon giorno. Io,ogni tanto, soffro di ansia e colpi di attacco di panico mentre guido ma mi fermo e

Buon giorno. Io,ogni tanto, soffro di ansia e colpi di attacco di panico mentre guido ma mi fermo e devo fare qualsiasi cosa pur di distrarmi ma non sempre riesco. Ho provato con l'ansiolin ma invano. Ogni volta che mi metto in testa che devo andare in un posto mi viene già l'ansia per il tratto di strada che dovrò fare.

25 risposte


Salve, l’ansia rappresenta un sistema di risposta che si attiva a seguito di un pensiero di minaccia dunque ritengo fondamentale andare a caccia di quei pensieri catastrofiche disfunzionali che si attivano quando lei deve guidare e che danno origine a delle previsioni che ovviamente scatenano in lei questa emozione; ritengo fondamentale dunque che lei possa richiedere un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale al fine di identificare quei pensieri rigidi disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL

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Buongiorno, penso di potere affrontare insieme a lei questa problematica. Mi farebbe piacere incontrarla per un colloquio. dr.ssa Boggio


Gentile Utente, la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Le suggerisco di considerare l'opportunità di integrare la terapia farmacologica con un percorso psicologico che possa aiutarla ad esplorare più in profondità i suoi sentimenti, favorendo lo sviluppo di strategie personalizzate di gestione dell’ansia. Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento. Un caro saluto Dott.ssa Valeria Venturini


Gentile utente, posso immaginare quanto questo sia faticoso per lei. Sarebbe importante capire cosa le accade nella mente quando si mette alla guida? L'ansia è un emozione che proviamo quando temiamo che possa accadere qualcosa. Quali sono i suoi timori alla guida? Comprendere da dove arriva la sua ansia, quali pensieri la scatenano. Potrebbe valutare la possibilità di iniziare un percorso per lavorare su questa sua fatica. Rimango a sua disposizione Dott.ssa Alessia D'Angelo


Gentile utente buonasera. Le sindromi d'ansia e di panico sono diverse, perché diversa può essere l'origine. Dagli elementi che ci fornisce, è difficile comprendere se la situazione della guida sia l'unica causa scatenante i sintomi di ansia e panico, oppure se può esserlo il luogo dove deve recarsi, l'attività che va a svolgere, le persone che andrà ad incontrare. Insomma, è importante che lei abbia l'occasione di un colloquio preliminare con uno psicologo, in modo da indagare a fondo il suo malessere e individuare quale tipo di percorso psicologico è più idoneo per lei. Gli ansiolitici non sono una risposta definitiva, sono farmaci palliativi che agiscono solo per attenuare i sintomi, ma che non incidono sulle cause. Finché la causa persiste, persisterà l'ansia. Sarei lieto di fornirle maggiori informazioni, accogliendo le sue richieste in modo più dettagliato e specifico, certo che vuole liberarsi di questo destabilizzante disagio. Se vuole può contattarmi per una consulenza online. Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese


Buongiorno gentile utente, Posso solo immaginare quanto possa essere per lei faticoso e limitante convivere con l’ansia ogniqualvolta debba mettersi al volante. L’ansia è un’emozione negativa, sicuramente spiacevole, ma con una valenza adattiva in quanto ci aiuta ad anticipare delle possibili situazioni problematiche e a pianificare delle strategie di problem solving funzionali per una loro risoluzione o gestione. Tuttavia, affinchè questo sia possibile è necessario che si mantenga entro certi livelli di intensità, altrimenti rischia di diventare paralizzante e di favorire un effetto controproducente. Un’elevata esacerbazione dell’ansia può sfociare in un attacco di panico per effetto di alcune cognizioni disfunzionali che portano ad interpretare catastroficamente delle alterazioni fisiologiche e neurovegetative normotipiche. Sarebbe opportuno nel suo caso esplorare quali pensieri attraversano la sua mente nel momento in cui si mette in macchina per impostare un lavoro che l’aiuti a favorire la remissione degli attacchi di panico, ridurre l’ansia e migliorare la sua qualità di vita in generale. Rimango a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Ludovica Giani.

Dott.ssa Ludovica Giani

Dott.ssa Ludovica Giani

psicologo clinico

Paderno Dugnano

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Buongiorno e grazie per questa sua condivisione. Ritengo che sia molto importante intraprendere un percorso di psicoterapia, possibilmente con un approccio olistico e un focus sulla relazione mente-corpo, che possa inizialmente aiutarla a contenere i sintomi (il professionista valuterà se è il caso di inviarla da uno psichiatra per assumere eventualmente dei farmaci, ma esistono anche altre strategie) e poi accompagnarla nell'identificazione di ciò che il suo Sistema Nervoso Autonomo ha identificato e registrato come "pericoloso". La psicoterapia e il percorso di consapevolezza di sé potranno aiutarla prima ad accogliere e decodificare i suoi stati fisiologici ed emotivi e poi a dare nuovi significati a ciò che in questo momento le causa gli attacchi di ansia che descrive. Rimango a disposizione, cari saluti, d.ssa Paola Pellegrino


Gentile Utente, comprendo quanto difficile possa essere convivere con queste spiacevoli sensazioni, soprattutto se, come dice, è diventato faticoso anche solo poter pensare di dover intraprendere uno spostamento. Là dove indicato da uno Specialista, l'utilizzo del farmaco può certamente aiutare o addirittura essere indispensabile per superare i momenti acuti, ma quello che, in situazioni come la sua, mi sembra sempre importante é affiancare al farmaco anche un percorso di supporto psicologico tramite cui cercare di capire quale significato possa nascondersi dietro al sintomo, che sempre, comunque, compare per "comunicarci" qualcosa che vale la pena ascoltare. Parlarne con una/uno Psicologa/o o Psicoterapeuta ad orientamento analitico penso potrebbe aiutarla in questa coraggiosa comprensione. Rimango a disposizione. Cordialmente, Dott.ssa Anna Bonci


Il disturbo di ansia o gli attacchi di panico sono dei sintomi che ci dicono che intanto siamo vivi e che vogliamo stare bene. Credo che all'interno di un percorso di terapia lei possa andare a capire la natura di questi disturbi per poi poterli mandare via


Buonasera, comprendo la difficoltà di questo momento, il fatto di sentire la propria libertà compromessa. Al di là dell'approccio farmacologico, ritengo possa essere importante per lei comprendere meglio ciò che innesca lo stato ansioso, svolgendo dunque un lavoro psicologico o psicoterapico che possa aiutarla a sciogliere alcuni nodi emotivi che potrebbero determinare queste sensazioni così spiacevoli. Un saluto cordiale, resto a disposizione.


Gentile utente, sarebbe sicuramente utile approfondire con l'aiuto di uno psicoterapeuta da dove traggono origine questi suoi attacchi d'ansia e di panico e che messaggio nascondono. L'approccio farmacologico da solo non basta per trattare questo tipo di disturbo, che può essere a tratti spaventoso e invalidante. Si rivolga con fiducia ad un terapeuta: chiedere aiuto è una preziosa risorsa. Un caro saluto


Gentile utente, mi dispiace molto per la sua esperienza; l'ansia può essere un sintomo invalidante, come ha riportato. Sarebbe utile per lei poterla esplorare e capire da cosa deriva, in modo da conoscerla, comprenderne la causa e capire come agire: questo è possibile all' interno di un percorso psicologico/psicoterapeutico. Il solo farmaco può sembrare apparentemente utile in quanto inibisce il sintomo, ma non lo elimina. Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento e le auguro una buona serata. Un saluto.


Buongiorno, grazie per la condivisione. L'ansia è una modalità protettiva usata dal nostro cervello nel momento stesso in cui avvertiamo una minaccia o ricordi intrusivi che si associano alle azioni che vogliamo compiere. Indispensabile comprenderne la natura e agire di conseguenza. Comprendere il problema che ne sta alla base permette di INTRAVEDERE e "COSTRUIRE" in breve tempo la soluzione più adatta a lei. Un percorso di consapevolezza, comprensione e presa in carico del problema che l'affligge le permetterà di superare il tutto in breve tempo. Consiglio vivamente un metodo di terapia breve: la terapia Emdr. Auguro una pronta soluzione ai suoi problemi. Dr Pesce


Salve grazie per la sua condivisione, ciò che lei racconta sembra denotare un quadro sintomatologico ansioso, ha mai pensato oltre alla parte farmacologica di intraprendere un percorso di consulenza psicologica? prima che certi comportamenti diventino un circolo vizioso dal quale poi potrebbe diventare più complicato venir fuori? Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento, anche online Dott.ssa Gioia Picchianti


Buongiorno, l’ansia è un fenomeno naturale che implica una attivazione dell’organismo quando una situazione viene percepita come pericolosa. Diventa fondamentale quando è necessario “attivarsi” per affrontare un pericolo. Tuttavia se questa attivazione supera certi limiti può diventare patologica. Quando l’ansia non raggiunge livelli di intensità estremi per superarla si possono ad esempio utilizzare tecniche di rilassamento, fare sport per scaricare i livelli di energia accumulati, provare la mindfulness, curare la qualità del sonno … Al contrario quando raggiunge livelli di intensità estremi o addirittura non controllabili è necessario rivolgersi ad un professionista per essere aiutati a superarla. Si confronti quindi con un professionista per avere almeno un consiglio su cosa sia più utile per lei Cari saluti dott.ssa Chiara Barlucchi


Gentile Utente, la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Le suggerisco di considerare l'opportunità di integrare la terapia farmacologica con un percorso psicologico che possa aiutarla ad esplorare più in profondità i suoi sentimenti, favorendo lo sviluppo di strategie personalizzate di gestione dell’ansia. Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento. Un caro saluto Dott.ssa Andreozzi Jasmine


Salve, mi dispiace che stia avendo questo problema. In questi casi è opportuno intervenire prima sul contenimento dell’ansia e degli attacchi di panico attraverso l’utilizzo delle tecniche di rilassamento per poi procedere ad un’analisi approfondita di ciò che le causa questo stato di malessere. Le auguro di tornare presto a guidare senza difficoltà.


Buon pomeriggio gentile utente, le consiglio di iniziare un percorso psicologico con uno specialista. Sono a disposizione, anche online. Un saluto, dottoressa Nibbioli.


Salve, le consiglio vivamente di rivolgersi ad uno psicoterapeuta per intraprendere un percorso di sostegno psicologico e comprendere le ragioni profonde del malessere sperimentato. Per qualsiasi esigenza resto a sua disposizione. Un caro saluto, dr. Omar Isa


Salve, l'ansia e il panico probabilmente le stanno segnalando qualcosa, capirne il messaggio sarebbe fondamentale per togliere potere al sintomo e al corpo, restituendolo alla mente e alla possibilità di comprenderlo e parlarne. Un percorso terapeutico potrebbe aiutarla a comprendere l'origine del sintomo che non va soffocato ma ascoltato e capito. Resto a disposizione per ulteriori info e confronti. Un caro saluto, Luisa Cirimbilli


Salve, in questo caso sono risultate utili le tecniche che fanno parte del metodo detto "terapia strategica breve". Questa scuola ha sede ad Arezzo ma vi sono allievi in tutta Italia. Vengono prescritti semplici esercizi da svolgere tra una seduta e l'altra. Si tratta di una terapia breve, spesso sono sufficienti meno di 10 sedute. Non posso entrare nei dettagli, ma si lavora sullo spostamento dell'attenzione, sulla focalizzazione del pensiero e molto altro. Si tratta quindi di un trattamento cognitivo-comportamentale. Cordialmente. Dr. Tacchini


Salve, ha mai intrapreso un percorso di psicoterapia? L'ansia arriva sempre quando non diamo voce a una questione che sta richiedendo la nostra attenzione. Attraverso la psicoterapia puo' dare voce all'ansia e lavorarci con un/a professionista. La saluto


Salve, grazie per aver condiviso un suo vissuto personale. Iniziare un percorso di supporto online o in presenza, la aiuterà a individuare la causa della sua situazione ansiogena, e a gestire gli attacchi di panico. Resto a sua disposizione.


Buongiorno, potrebbe essere più utile per lei, al fine di superare la sua attuale condizione di fragilità, che evidentemente condiziona la sua vita quotidiana, con una terapia psicologica, magari associata all'assunzione di qualche farmaco con un dosaggio lieve.


Buongiorno, quello che descrive è qualcosa che molte persone sperimentano quando l’ansia si lega a situazioni specifiche come la guida. Non è tanto la guida in sé a creare il problema, quanto ciò che la mente inizia ad associare a quella situazione. Nel tempo si può creare una sorta di collegamento tra “mettersi al volante” e “possibile perdita di controllo”, e questo fa sì che già al solo pensiero del tragitto il corpo inizi ad attivarsi. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, è importante osservare come questo meccanismo si costruisce e si mantiene. Quando anticipa mentalmente il percorso e pensa che potrebbe stare male, il corpo risponde con segnali di ansia. Questi segnali, come tachicardia, tensione o senso di sbandamento, vengono poi interpretati come pericolosi o ingestibili, aumentando ulteriormente la paura. A quel punto fermarsi, distrarsi o evitare diventa una strategia comprensibile per ridurre il disagio nel momento, ma nel lungo periodo rischia di rinforzare proprio quell’associazione tra guida e pericolo. Il fatto che lei riesca a fermarsi è una modalità che le ha permesso finora di gestire la situazione, ma può anche contribuire a mantenere la convinzione che senza quella “via di fuga” non sarebbe in grado di affrontare il momento. Questo è uno dei nodi centrali su cui si lavora quando si affronta questo tipo di difficoltà: non tanto eliminare l’ansia nell’immediato, quanto cambiare il rapporto con essa e con i pensieri che la accompagnano. Un altro elemento molto importante è l’anticipazione. Il fatto che l’ansia inizi già quando pensa al tragitto indica che la mente sta lavorando molto prima ancora che la situazione si presenti. In questi casi, l’immaginazione può diventare quasi più potente dell’esperienza reale, perché costruisce scenari che il corpo vive come se fossero già in atto. È comprensibile che questo porti a sentirsi limitati e in difficoltà, soprattutto quando la guida è parte della vita quotidiana. La buona notizia è che questi meccanismi, proprio perché sono appresi, possono essere anche modificati. In un percorso psicologico si lavora proprio su questi passaggi, aiutando a riconoscere come si attivano i pensieri, come influenzano il corpo e come gradualmente si possa tornare ad affrontare le situazioni senza dover ricorrere sempre all’evitamento o alla distrazione. Spesso, con il giusto supporto, si riesce a recuperare una sensazione di controllo più stabile e a ridurre l’ansia anticipatoria, tornando a vivere la guida in modo più sereno. Non si tratta di forzarsi o di “resistere”, ma di comprendere il funzionamento di ciò che sta accadendo e intervenire in modo mirato su quei meccanismi. Considerata la frequenza e l’impatto che questa difficoltà sta avendo sulla sua vita, potrebbe essere davvero utile avere uno spazio in cui esplorare questi aspetti in modo più approfondito e guidato, così da non dover affrontare tutto questo da solo e con strumenti limitati. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.