Buon giorno a tutti! :-) Ho deciso di scrivervi perché da un paio di anni, ho la tendenza a lasciar

Buon giorno a tutti! :-) Ho deciso di scrivervi perché da un paio di anni, ho la tendenza a lasciare tutto aperto: cassetti, mobiletti di bagno/cucina, armadi, tutto e senza rendermene conto! Me ne sono accorta perché mia madre e mia nonna me l'hanno fatto notare parecchie volte e di recente si è aggiunto anche mio padre. Può essere legato a qualcosa del mio inconscio che tenta disperatamente di fare capolino? Volevo chiedervi a cosa potrebbe essere agganciato simbolicamente.. Ogni tanto, di sera, mi capita di prepararmi una tisana prima di andare a dormire... Appena finisco la tisana, alzo gli occhi e lo spettacolo è sempre lo stesso: tutti gli armadi aperti! Non riesco a controllare questa cosa... Assurdo! Che dire? Spero in una vostra risposta e vi auguro una buona giornata...

25 risposte


Gentile Utente, L’idea che dietro ogni nostro comportamento ci sia qualche significato profondo è più una deriva cinematografica/letteraria che altro, perché per quanto possano essere stimolanti le proposte avrebbero ben pochi dati reali sui quali fondarsi. Poi un significato è anche possibile ci sia, ma andrebbe costruito e non indovinato. Detto ciò, se la curiosità è forte, prenda in considerazione l’ipotesi di una terapia nella quale approfondire questo comportamento che diventa evidente ai nostri occhi solo a giochi fatti, ma del quale sembriamo ignorare le condizioni che lo innescano e spingono a verificarsi. Un caro saluto

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Direi che ha lasciato aperta anche...la domanda! Per dare un senso a questa graziosa manifestazione bisognerebbe parlare un po', per sapere cosa dice di lei e solo di lei in questo momento. Non vi è mai una corrispondenza univoca tra sintomo, lapsus, elemento onirico e significato. La stessa manifestazione, per due persone diverse, sta per qualcosa di diverso. SM


Salve, a mio avviso bisognerebbe conoscere il significato che per lei ha lasciare le porte e finestre aperte e il significato che ha per lei il fatto che le altre persone la "correggano" e glielo facciano notare. Credo, pertanto, che un supporto psicologico possa darle le risposte che cerca. Cordialmente, dott. FDL


Gentile Signore più che ragionare sul significato simbolico di un comportamento può essere utile capire se quel vissuto crea disagio o sofferenza e quanto sia invasivo o limiti gli eventi della vita. Certo se decide di raccontarsi in un luogo dove scrivono degli psicoterapeuti apre la strada all'ipotesi che ci sia qualcosa che le crea disagio. Forse può essere una buona idea chiedere un consulto con uno specialista. Un cordiale saluto


Salve, è difficile poterle dare una risposta chiara, servirebbe il Setting clinico. Ha mai pensato ad un consulto psicologico? Buona giornata. Dott. Fiori


Buongiorno, le informazioni a disposizione troppe poche per poter dirle qualcosa. Se è interessata ad approfondire l'argomento, consulti uno psicologo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini


Buongiorno, quella che lei ci sta indirizzando è una domanda su qualcosa che la riguarda e che evidentemente non dà più per scontato. Mi sembra questo l'aspetto più interessante per lei, cioè il fatto che lei stessa si accorga che esiste anche rispetto a se stessa una dimensione non conosciuta che la interroga. Se vuole, può cominciare da qui per cominciare un'analisi. Cordiali saluti.PG


Buon giorno e grazie per la sua domanda/riflessione assolutamente non banale. Si evince la presa di consapevolezza di un atteggiamento che sembra generale vissuti di disagio sui quali sarebbe opportuno impostare un percorso di indagine al fine di provare a capire origine e causa del suo comportamento. Come affermato dai miei colleghi può essere un buon punto di partenza per un approfondito lavoro di analisi più che di psicoterapia. Se posso permettermi Le consiglierei di rivolgersi a un analista che la possa aiutare a riflettere e entrare in contatto con quelle parti del suo mondo interno che ancora non conosce. Cordialmente Gian Piero dott. Grandi


Lasciare aperto qualcosa, che però resta fermo nell'armadio! Forse è arrivato il tempo di iniziare a parlarne a un'analista, il suo interrogativo è già nella direzione giusta. Sul significato di ciò che le dice il suo inconscio, in merito a questioni sue senz'altro più ampie, di cui l'atto mancato (le ante aperte) ne è un segno, un rappresentante, può saperne qualcosa solo parlando in seduta, sempre che ne voglia davvero sapere! Che aspetta ancora? Un caro saluto, Dr.ssa Veronica Rinaldo, Psicoterapeuta a indirizzo psicoanalitico,Firenze.


Buongiorno, qualora fosse effettivamente interessata a capire meglio questa situazione, non lasci allora la domanda e la "porta" aperta. Probabilmente un percorso psicologico può aiutarla nel definire al meglio questa sua richiesta. Un caro saluto


Buongiorno. Come spesso accade, qualcosa diventa per noi vera, quando è l’occhio dell’altro che la vede, in questo caso i suoi familiari. Deduco sia una giovane donna, pertanto l’aspetto interessante è che ci sia qualcosa che lei lascia aperto e che le dona la spinta per domandarsi se significhi qualcosa. Tutto ciò che permette di interrogarci su noi stessi a mio parere va accolto. Potrebbe essere un bellissimo inizio per un’analisi! Cordialmente Dr.ssa Russo


Buongiorno, mi trovo in linea con i colleghi che in precedenza le hanno qui sopra risposto. Non per forza di cose tutti i nostri comportamenti debbono trovare una interpretazione emotiva e psicologica, ma se è arrivata a porre la domanda qui significa che la questione le preme. Potrebbe essere pertanto importante approfondire la questione con un/una collega della sua zona iniziando un percorso psicoterapico. Come spunto di riflessione mi verrebbe da dirle che dal suo scritto sembra esserci una sottolineatura sul fatto che altri (madre, nonna ed ora padre) glielo facciano notare e ne appaiano infastiditi, per cui il punto di partenza della sua analisi introspettiva potrebbe essere proprio sulle dinamiche relazionali che questa sua "distrazione" va a creare. Cordialmente Dott.ssa Arianna Sala Cernusco sul Naviglio

Dott.ssa Arianna Sala

Dott.ssa Arianna Sala

psicologo

Cernusco sul Naviglio

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Gentile utente, cosa c’è di aperto nella sua vita che non riesce a chiudere? Le auguro una buona giornata. Giada Bruni


In quasi tutto quello che facciamo e diciamo c’è sia un aspetto inconscio che conscio. Per quanto riguarda i suoi rituali serali, non mi preoccuperei se non le crea problemi concreti. Ovviamente è sempre possibile in un setting psicoanalitico analizzarne eventuali significati. Un saluto


Molto semplicemente mi viene da dirle: provi a sentire l 'emozione quando chiudo uno di quegli sportelli. Quello che sentirà avrà un significato molto personale che potrà approfondire.


Salve, Mancano troppi elementi per definire la situazione problematica al punto di preoccuparsene. Se per esempio Lei avesse 14 anni,sarebbe diverso da se ne avesse 41. Quello che le potrei consigliare sarebbe, un giorno, alzando gli occhi, e vedendo tutto aperto, di provare con una lebtezza estrema a chiudere, se le riesce, una per una, tutte le ante, osservando come il suo respiro si modifica, i pensieri che le salgono alla mente e se ci sono, le emozioni che insorgono. E ne faccia tesoro. Al termine si metta su un foglio precedentemente preparato con i colori a fianco e osservi cosa le sue mani disegnano e come riempiono gli spazi bianchi, con che colori. Ecco. Forse da questa situazione potrebbe quindi allora trarne giovamento, come da ogni terapia ben fatta, che non si risolve solo nella funzione di risolvere problemi, ma ancor piu' di svelare potenziali

Dott.ssa Francesca Baldini

Dott.ssa Francesca Baldini

psicoterapeuta

Santarcangelo di Romagna

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Buongiorno signora, comprendo la sua sorpresa nel rendersi conto di avere questo comportamento per lei inconsueto, probabilmente significa qualcosa che andrebbe compreso con lei e a cui si potrebbe arrivare a dare un significato. La cosa che mi sembra interessante è che "grazie" a questo comportamento lei sia giunta a porre un quesito ad una "comunità" di psicologi, forse questo ha a che fare con la voglia di saperne di più su alcuni suoi aspetti e a farsi aiutare in questo da uno psicologo. Cordialmente. Giovanni Pasolini


Gentile ragazza, avverto una sua curiosità nel voler sapere perché le viene da lasciare tutto aperto, mi sembra che si stia chiedendo se delle parti di sé le vogliano dire qualcosa. Forse può farsi questa domanda e probabilmente qualche risposta già affiora in lei. Mi sembra di capire poi che il problema principale sia di convivenza, ovvero forse se vivesse da sola più di tanto non se ne accorgerebbe di lasciare cassetti e armadi aperti se non nel momento di un possibile urto. Mi sto chiedendo quanto questo suo comportamento sia tollerato in casa e se le pesa che altri più volte al giorno glielo facciano notare. Un caro abbraccio Paola


Salve, sarebbe troppo semplicistico darLe una risposta con così pochi elementi. Tutto ciò può voler dire qualcosa o forse nulla, bisognerebbe valutarlo all'interno di un setting terapeutico ed in maniera più approfondita. Innanzitutto, sarebbe il caso di capire se e cosa per Lei è un "problema". Sicuramente,la cosa che più di tutte mi salta all'occhio è quasi il Suo timore (mi sembra di capire) del non controllo della situazione...questo,potrebbe essere un punto di partenza per un eventuale approccio terapeutico e di scoperta del significato che tutto ciò ha per Lei. Un cordiale saluto. Santarsia Lorena


Buongiorno, interessante. Le chiederei come mai proprio ora chiede "aiuto" e non 6 mesi fa o tra 6 mesi? Che è successo proprio ora? Più che chiedermi perchè lascia aperto, mi verrebbe da chiederle se ha difficoltà a chiudere (in senso lato). E sicuramente quello che lei fa senza accorgersene ha un senso per lei, che andrebbe esplorato. Resto a disposizione, si dal vivo che on line.


Ha mai pensato che forse lascia gli armadi aperti, perché dentro c'é qualche "scheletro" che le chiede di uscire? Non si spaventi, la porta rappresenta anche la separazione o la comunicazione tra due ambiti, non solo intesi come spazio fisico che delimita l’interno dall’esterno, ma anche come passaggio tra due livelli: il noto e l’ignoto, il profano e il sacro..E' molto interessante, vinca il suo timore con la curiosità e approfondisca con un esperto!


Salve, sicuramente questo aspetto merita un approfondimento maggiore, provi a rivolgersi ad un professionista e sicuramente, se c'è un significato dietro questi comportamenti, riuscirà a trovarlo. MMM


Se senti che questo comportamento ti causa disagio o interferisce con la tua vita quotidiana, potrebbe essere utile esplorarlo ulteriormente in un contesto terapeutico. Il terapeuta potrebbe aiutarti a capire se questo schema ha delle radici più profonde o se si tratta di un'abitudine che può essere modificata con strategie specifiche.

Dott.ssa Adriana Messina

Dott.ssa Adriana Messina

psicologo clinico

Tremestieri Etneo

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Non esiste un disturbo riconosciuto di questo tipo che porti a lasciare armadi e armadietti aperti, o simili. Tuttavia esistono cause di diverso tipo (psicologiche, per lo più, ma non solo) che possono portare a questo tipo di comportamento. Ipotizzando lei non abbia altri comportamenti che possano far pensare ad una neurodivergenza, il problema potrebbe essere radicato in problemi di affaticamento cognitivo, stress o ad altri tipi di necessità non sufficientemente corrisposte (per esempio esistono schemi in cui è indice di necessità o ricerca di attenzioni). Potrebbe essere un problema da approfondire, anche solo in assistenza psicologica per cominciare.

Dott. Alessandro Biffi

Dott. Alessandro Biffi

psicologo

Verderio Inferiore

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Salve, la situazione che descrive è sicuramente curiosa e comprendo il desiderio di darle un significato più profondo, soprattutto perché sembra ripetersi con una certa frequenza e quasi senza che lei se ne accorga. Tuttavia, da una prospettiva cognitivo comportamentale, inviterei ad essere prudenti nel collegare automaticamente questo comportamento a un significato simbolico nascosto o a contenuti inconsci che starebbero cercando di emergere. Molto spesso tendiamo a pensare che ogni nostro comportamento debba necessariamente avere un significato psicologico profondo, mentre in realtà esistono anche spiegazioni più semplici e concrete. Può accadere che alcune azioni vengano svolte in modo estremamente automatico, soprattutto quando siamo concentrati su altro, stanchi, distratti o immersi nei nostri pensieri. Aprire un armadietto, prendere un oggetto e passare immediatamente all'attività successiva può diventare una sequenza talmente automatizzata da non lasciare spazio alla verifica finale, cioè alla chiusura. Il fatto che lei racconti di non rendersi conto di lasciare aperti armadi e cassetti sembra proprio suggerire una componente di automatismo piuttosto che una scelta volontaria o consapevole. È interessante osservare come il problema emerga soprattutto quando qualcun altro glielo fa notare o quando, a posteriori, si accorge di avere lasciato tutto aperto. Questo non significa che la sua curiosità sia infondata. Anzi, a volte un comportamento apparentemente banale può diventare uno spunto interessante per conoscere meglio se stessi. Ad esempio, potrebbe essere utile chiedersi se in questo periodo della sua vita tende ad avere la mente molto occupata, se si sente spesso assorbita da preoccupazioni, progetti, fantasie o pensieri che la portano a vivere alcune attività quotidiane in modalità quasi automatica. In molte persone il problema non è tanto l'armadietto aperto, ma il fatto che la mente sia già altrove mentre il corpo sta ancora completando l'azione precedente. Dal punto di vista psicologico, più che cercare un significato simbolico universale del "lasciare aperto", sarebbe interessante comprendere il contesto in cui questo accade. I comportamenti assumono significati diversi a seconda della storia personale, delle abitudini e del momento di vita della persona. Per questo motivo diffiderei delle interpretazioni troppo generiche che attribuiscono automaticamente a un gesto un preciso contenuto inconscio. Mi colpisce però il fatto che lei descriva questa abitudine come qualcosa che "non riesce a controllare". Quando una persona inizia a percepire un comportamento come ripetitivo, automatico o difficile da modificare, può essere utile osservarlo con maggiore attenzione e curiosità. A volte basta diventare più consapevoli di ciò che accade per iniziare gradualmente a modificarlo. Più in generale, il suo messaggio mostra una naturale tendenza a interrogarsi sul funzionamento della propria mente e sul significato dei propri comportamenti. Questa è una risorsa preziosa. Quando però alcuni aspetti della propria vita iniziano a generare dubbi frequenti, curiosità persistenti o il bisogno di trovare spiegazioni sempre più approfondite, può essere utile confrontarsi con un professionista per esplorare in modo più ampio i propri schemi di funzionamento, il modo in cui si rapporta ai pensieri, alle emozioni e alle abitudini quotidiane. Un percorso cognitivo comportamentale, ad esempio, può aiutare a comprendere meglio il legame tra ciò che pensiamo, ciò che facciamo e ciò che proviamo, andando oltre il singolo comportamento e osservando il quadro complessivo. Nel suo caso, più che il fatto di lasciare aperti gli armadi, trovo interessante la curiosità con cui cerca di comprendere se stessa. A volte è proprio da queste piccole osservazioni della vita quotidiana che possono emergere riflessioni utili sul proprio modo di funzionare. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.