Domande del paziente (48)

    EFFLUVIO CRONICO DA TERAPIA ORMONALE...Sono una ragazza trans... da 8 anni seguo terapia ormonale per cambio di sesso e da 8 anni a questa parte la terapia(ne ho cambiate parecchie) mi ha causato un telogen effluvium cronico che prima non avevo ... ho usato ed uso androcur e finasteride abbinati a progynova o estreva gel o etinilestradiolo (ho provato tantissime combinazioni)... uso anche minoxidil orale... eppure anziche migliorare mi trovo ogni giorno con una caduta di 200 300 capelli senza pero avere buchi in testa...i capelli cadono molli quasi come se si sfilato a ciocche... pero ne ho comunque tanti...la situzione peggiora quando il testosterone scende troppo vicino allo zero... migliora quando sta stabile attorno a 1,0 ugL.... ho girato tantissimi endocrinologi ma nessuno e' mai riuscito a risolvere il mio problema e spesso sono stata liquida sentendomi dire ''e' impossibile che se fa terapia ormonale per trasngender perdi i capelli''...sicuramente ho pasticciato molto cambiando spesso terapia e dovrei seguirne una piu stabile.... pero' ad oggi nessuno ha saputo darmi una spiegazione logica....qualcuno saprebbe aiutarmi a risolvere questo effluvio cronico da sbalzi ormonali? pagherei qualsiasi cifra pur di risolvere questo problema che e' diventato il mio incubo. Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Stefano Di Michele

    Il quadro che descrivi è compatibile con un telogen effluvium cronico, probabilmente sostenuto più dagli sbalzi endocrini e dalla continua modulazione terapeutica che da una vera alopecia androgenetica. Il fatto che tu perda molti capelli senza sviluppare aree glabre evidenti, insieme al peggioramento con testosterone quasi azzerato, fa pensare ad una sofferenza del ciclo follicolare legata all’instabilità ormonale piuttosto che ad una miniaturizzazione irreversibile.

    In questi casi, spesso l’errore è continuare a modificare frequentemente terapia, dosaggi e formulazioni: il follicolo pilifero necessita invece di equilibrio e continuità per diversi mesi consecutivi. Prima di impostare una strategia efficace è fondamentale rivalutare in modo integrato il profilo ormonale completo, la qualità della soppressione androgenica, eventuali carenze metaboliche e soprattutto distinguere con precisione, tramite valutazione tricologica, quanto del problema sia realmente effluvium e quanto eventualmente una forma androgenetica associata.

    Molte pazienti transgender con problematiche simili vengono purtroppo gestite concentrandosi solo sugli ormoni sessuali, senza un reale approccio tricologico-endocrinologico combinato. In realtà, spesso è proprio la personalizzazione fine della terapia, evitando soppressioni eccessive o oscillazioni endocrine marcate, che permette nel tempo di ridurre drasticamente la caduta.

    Una situazione così lunga e complessa difficilmente si risolve con consigli generici a seguito di una domanda online o cambiando empiricamente farmaci. Richiede invece un’analisi dettagliata della storia terapeutica, degli esami e dell’andamento temporale della caduta, così da costruire uno schema stabile e sostenibile nel lungo periodo.


    Domande su contraccezione

    Buongiorno, ho avuto il mio ciclo il 27 febbraio, il 9marzo ho avuto un rapporto completo, il 13 anche ma ho preso la pillola del giorno dopo "norvelo", devo iniziare a prendere la mia prima compressa anticoncezionale SLINDA quando mi arriverà il ciclo, e non so se ho un ciclo regolare o no perché per 17 anni ho portato una IUD che non dovevo avendo un utero setto, un errore della mia ex ginecologa, e mi è andata bene e che ora ho cambiato. La mia domanda è sono terrorizzata all'idea di rimanere avendo un'età di quasi 47 anni. Grazie a chi mi risponde

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Stefano Di Michele

    a parte il fatto che un utero setto non determina una controindicazione assoluta ad inserire un sistema intrauterino (quello che lei chiama IUD ma che probabilmente si riferisce ad uno IUS), non può fare altro che attendere la prossima mestruazione, dopodichè pensare di utilizzare una metodica anticoncezionale per garantirle maggiore tranquillità. Alla sua età, purtroppo o per fortuna, la fertilità può essere drasticamente ridotta o addirittura nulla. Fossi in lei, starei tranquilla.


    Ho 45 anni e per problemi di endometriosi ho assunto Linzagolix per 5mesi e quando ho sospeso con primonutlor perché mi arrivasse il ciclo, il ciclo non mi è arrivato ed è in ritardo di 5giorni. È tutto normale?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Stefano Di Michele

    Si dia del tempo, non necessariamente le torna, deve attendere ancora e rifare un controllo ginecologico se l'amenorrea (assenza di mestruazione) dovesse perdurare. Comunque nulla di preoccupante.


    Buonasera, ho subito un parto cesareo in emergenza per sindrome Hellp a 29+6 settimane è nata la mia bambina, la hellp nel mio caso si è presentata in maniera ‘esplosiva’ fino a pochi giorni prima del parto sono stata bene, mi sono recata al pronto soccorso ostetrico il giorno prima del parto per forti dolori nella parte destra dell’addome, dagli esami effettuati sono risultate piastrine basse, proteine nelle urine ,valori del fegato totalmente sballati pressione alta e Antitrombina III scesa a 25%, ho deficit congenito di ATIII valore che in condizione normale è attorno al 60%, inoltre ho lieve deficit di proteina S e MTHFR in eterozigosi, infatti da test positivo sono stata in cura con eparina fino a 6 settimane dopo il parto, ho effettuato inoltre terapia per la pressione ( TRANDATE ed ADALAT rispettivamente 2 compresse la mattina e 2 la sera di ogni farmaco) anch’esse per 6 settimane dopo il parto.
    A tal proposito, le mie domande sono le seguenti:
    -quanto dovrei aspettare per una seconda gravidanza?
    -quante possibilità ci sono che possa ricapitare una hellp?
    -che possibilità ci sono, a seguito di una storia come la mia, di tentare un parto spontaneo?
    Grazie anticipatamente

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Stefano Di Michele

    Cara signora, spero innanzitutto che il/la nascituro/a stia bene. A seguito di un parto cesareo, se volesse tentare un parto vaginale, sarebbe quantomeno opportuno attendere 18-24 mesi tra un parto e l'altro. Se per motivi di fertilità non può attendere tutto questo tempo, aspetti almeno 6-8 mesi prima di tentare un nuovo concepimento, così da dare tempo alla cicatrice uterina di rimarginarsi adeguatamente. Se vuole avere maggiori dettagli, cerchi Tolac e VBAC per farsi un'idea, oppure ne parli con il suo ginecologo di riferimento. In relazione al rischio di sviluppare nuovamente una sindrome HELLP, non è possibile fornire stime. Potrebbe pensare, in caso, di assumere a scopo preventivo la cardioaspirina dal primo trimestre; ne parli con chi la segue da un punto di vista ostetrico. Un caro saluto e davvero in bocca al lupo per tutto.


    Gentili Medici,
    paziente 29 anni normopeso con PCOS e insulino-resistenza. A livello muscolare avevo l'ipertono pelvico che adesso è quasi risolto (confermato da fisioterapia), tuttavia persiste una forte secchezza. Durante i massaggi o l'uso di dilatatori sento le pareti vaginali sottilissime e un attrito doloroso, come carta vetrata.

    Chiedo ma questa secchezza a 29 anni a cosa possa essere dovuta?

    Inoltre vorrei sapere:
    • Il trattamento Caress Flow (ossigeno + acido ialuronico) è la soluzione corretta per ripristinare il trofismo dei tessuti?

    • In quanto tempo si può sperare in una completa rigenerazione della mucosa?

    Uso già ovuli Santes che un po’ mi aiutano

    grazie anticipatamente

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Stefano Di Michele

    Molto difficile fare una valutazione a distanza: di certo ci sono tecnologie migliori del caress flow (vedi ad esempio il laser a diodi), ma soprattutto bisognerebbe escludere tutte le altre cause che possono causare questa sintomatologia, banalmente anche le infezioni. Si affidi comunque, come immagino stia già facendo, a chi la segue per il pavimento pelvico, cercando di trovare professionisti interessati prima al suo benessere e solo dopo al tornaconto economico. Un caro saluto.


    Salve dott. Volevo chiedere dopo aver avuto un rapporto protetto del quale sono anche venuto fuori ho trovato del liquidò sulle lenzuola che nn mi sembrava sperma anche xke stava nel preservativo , dopo 5 ore ho fatto prendere il norlevo a mia moglie , vorrei salse ho fatto bene visto che lei a 47 anni io 49 vorremmo evitare una gravidanza

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Stefano Di Michele

    è improbabile che a quell'età si possa essere ancora adeguatamente fertili (parlo di sua moglie), ma ad ogni modo, se ha voluto scongiurare ogni evenienza possibile, con i mezzi a disposizione, non aveva altre opzioni. Stia tranquillo


    Ho smesso la pillola anticoncezionale Yasmin che prendevo da anni in quanto mi provocava fastidi e per prendere una "pausa" per fare riposare le ovaie diceva la ginecologa per 6 mesi. Lunedì 6 aprile ho ricominciato a prenderla con l'arrivo del ciclo. Oggi sento dolori al basso ventre tipo spilli che arrivano fino all'ombelico e un po' di bruciore. È un sintomo normale?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Stefano Di Michele

    Mi dispiace, ma trovo assolutamente improprio fare una pausa per "far riposare le ovaie". Non solo è un errore, ma si sottopone nuovamente ad una stimolazione epatica, in termini di sintesi proteica, che con un'assunzione in cronico aveva già oltrepassato. Detto ciò, i sintomi che descrive sono abbastanza atipici, bisognerebbe capire meglio con un consulto. Un saluto


    Buongiorno, due anni fa ho fatto una visita ginecologica causa sanguinamenti da un ginecologo che dicono essere molto bravo e che opera.
    Ho 50 anni.
    Il giorno dopo la visita ho avuto dei dolori pelvici allucinanti che diminuivano solo con Brufen e sono durato un anno.
    Durante la visita aveva constatato adenomiosi, aderenze e dolore al forno a posteriori.
    Sono stata bene per sette mesi fino a quando ho rifatto la visita dallo stesso dottore due settimane fa e dal giorno dopo ancora dolori pelvici e in piú senso di ingombro e pesantezza e fastidio zona retto e vagina. É possibile che una visita manuale causi tutto questo?
    Adesso ho anche il dubbio che mi abbia provocato un prolasso perché faccio fatica sia a stare seduta che a camminare.
    Sono ripiombata nella disperazione di due anni fa.
    Adesso ho paura a farmi rivisitare per capire se c'è un prolasso. É possibile che una visita manuale un po' invasiva causi un prolasso?
    Altrimenti cosa può avermi toccato che mi dà così dolore dentro?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Stefano Di Michele

    Signora non è possibile che una visita manuale le causi un prolasso o un tale peggioramento della sintomatologia. Inoltre, la visita manuale, non è invasiva. Se lei avesse, per esempio, dei focolai endometriosici, oppure un ispessimento dei legamenti utero-sacrali che vengono stimolati a seguito della visita, potrebbe manifestarsi un certo dolore che potrebbe persistere per un po'. A conferma di ciò, le chiederei se ha dolore durante i rapporti sessuali. Ad ogni modo, si fidi del suo ginecologo e ponga questi dubbi e queste perplessità nei suoi confronti.


Domande più frequenti

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