Domande del paziente (8)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Silvia Curia

    Quello che descrive può essere molto spaventoso da vivere, ma ansia e forte stress possono manifestarsi anche con sintomi fisici molto intensi, proprio come quelli che ha descritto. In momenti di forte... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Silvia Curia

    Spesso, quando la fine di una relazione lascia molti dubbi, si può sentire il bisogno di cercare risposte altrove. Il desiderio di scrivere alla madre dell’ex potrebbe nascere proprio dal bisogno di capire... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Silvia Curia

    Sì, è possibile che dopo tanti anni resti una forte attrazione, soprattutto se c’è stata una relazione intensa e forse in parte irrisolta. Tuttavia, l’amore o un sentimento profondo non si misurano solo... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Silvia Curia

    Quello che racconti sembra averti ferito e forse deluso.
    I sogni che descrivi potrebbero dirti che queste vicende le senti ancora molto presenti emotivamente dentro di te e forse non le hai ancora del... Altro


    Buonasera, sono la mamma di Diego un ragazzo di quasi 14 anni dolce, gentile da sempre..sin da piccolo è sempre statoi un bambino molto vivace ammetto di averlo contenuto abbastanza con continui richiami, ma era veramente un terremoto . I primi anni della scuola dell infanzia sono stati duri, cercava di attirare l attenzione ..scarabocchiando il foglio del compagno, facendo piccoli dispetti, e non c'è stato giorno in cui le sue maestre non mi abbiano fermato per riferirmi tutto ciò..feci anche i controllo per verificare nel caso fosse ADHH ..ma nulla mi fu solo detto che era un ragazzino dal temperamento dinamico!Gli anni delle elementari sono trascorsi tranquilli, vivace ma nulla di che! Gli anni delle medie invece sono stati tosti! Ora è in terza media la sua classe è composta da un gruppo maschile che si trascina dalla materna , ed in piu giocano anche a basket insieme da anni..beh lui si è sempre sentito escluso , non accettato a pieno sebbene siano usciti anche tante volte insieme, come se questo fosse un gruppo ermetico !La sua risposta a cio è che risulta infantile, è come se ogni giorno dovesse fare intrattenimento , chiaramente afferma "se non faccio ridere mi sento non valido"si agita, esagera e per far ridere ha preso anche una nota disciplinare! inutile stare a dire che in casa parliamo tantissimo cerco di fargli capire che non deve performare per valere....ma la mia paura piu grande è che possa crescere insicuro e che x tutta la vita abbia questa richiesta di attenzioni.. cosa dobbiamo fare?grazie mille

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Silvia Curia

    Quello che descrive è un ragazzo che fino ad oggi ha imparato che "fare spettacolo" è il modo più sicuro per sentirsi accettato, è una strategia di adattamento che ha funzionato in qualche momento dell'infanzia, e ora continua a replicarla anche quando non è funzionale. E' bene ricordare che la pre-adolescenza e l'adolescenza sono momenti di importanti cambiamenti e l'accettazione da parte dei pari è un aspetto rilevante. Il problema non è cercare attenzione, ma collegare la propria autostima alla reazione degli altri, perchè quando poi quella reazione non arriva, Diego si sente invisibile. Spiegargli che non deve performare per valere è corretto, ma astratto per un 14enne, provi a relazionarsi facendogli domande che possano aiutarlo a riflettere in prima persona, mettendo in evidenza quei momenti in cui Diego è stato accettato semplicemente essendo se stesso, ad esempio nel basket dove è necessaria una maggiore disciplina e controllo per riuscire bene. Potrebbe provare anche a suggerirgli di iniziare un'attività diversa che gli consenta di ampliare il bacino dei compagni, avrebbe modo di relazionarsi al di fuori di dinamiche ormai cristallizzate nel tempo, da come riporta.
    Infine, potrebbe valutare la possibilità di far iniziare a Diego un percorso breve con uno psicologo, non perchè ci sia qualcosa che non va, ma perché a quell'età avere uno spazio neutro dove parlare di sé, lontano da mamma e dai professori, può fare una differenza enorme.
    Lei sta facendo molto e il fatto che Diego parli con lei di come si sente è molto importante.


    Buongiorno. La mia ragazza ha sognato di fare del sesso o di strusciarsi (lei dice che era strusciarsi) con un altro ragazzo (è capitato mentre dormiva accanto a me nella realtà, viviamo insieme) il ragazzo del sogno era un ragazzo che ha sempre reputato bello è una cosa normale secondo te? , poi al risveglio lo ha confessato. E si è svegliata perché aveva un capello davanti agli occhi. Me ne sono accorto perché muoveva il bacino velocemente e aveva un respiro accelerato.

    Cosa vuol dire tutto ciò? Che desidera lui? Che lo farebbe o vorrebbe farlo con lui?

    Vi ringrazio in anticipo.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Silvia Curia

    I sogni erotici sono un'esperienza assolutamente comune e non vanno letti come il riflesso diretto dei desideri reali di una persona. Durante il sonno il cervello elabora emozioni, volti e pensieri senza un controllo razionale.
    Il fatto che la sua ragazza abbia sognato qualcuno che reputa esteticamente bello è semplicemente il cervello che usa volti o persone già presenti nella nostra memoria, non significa automaticamente che voglia davvero stare con lui o tradirla.
    Secondo me, la cosa più importante è che gliel'abbia raccontato spontaneamente al risveglio: questo è un atto di fiducia e trasparenza, non un campanello d'allarme.
    Capisco che la situazione possa averle dato fastidio, per questo la invito a riflettere su quello che ha provato. Riconoscere e gestire le proprie emozioni, come la gelosia, ci consente di evitare di vivere come una minaccia qualcosa che, in realtà, è involontario e normale.
    Mi auguro che questi spunti possano esserle utili. Un caro saluto.


    Salve vorrei avere un vostro consiglio.
    Ho in mente di iniziare un percorso terapeutico , fare seduti in un pisocolog*. Ho scoperto avere tanti disturbi come la DOC.
    Soltanto che ho tanta paura e timore nel parlare dei miei problemi e paure.
    Non vorrei andare fisicamente ma tipo online però ho il timore della videochiamata, io avevo pensato tipo all'inizio o se sia possibile un colloquio Soltanto scrivendo e poi se riesco anche con videochiamata.
    Diciamo che una volta siamo andati da una psicologa per trattare una questione ed eravamo in famiglia, questa vostra collega tratto male mia madre , alzo la voce e disse che lei era esagerata e ci consigliò di dare delle medicine tranquillanti.
    Appena mamma fu sgridata uscì dallo stupido e la trovammo che piangeva.
    Per questo ho timore.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Silvia Curia

    Buonasera, mi dispiace per l'esperienza che ha vissuto con sua madre, deve essere stato spiacevole ed è comprensibile che possa avere difficoltà dopo un'esperienza del genere. Non tutti i professionisti però lavorano allo stesso modo.
    Per rispondere alla domanda sul poter iniziare con una comunicazione solo testuale — via chat o email — prima di passare alla videochiamata, la risposta è sì, ma non essendo la modalità più diffusa è opportuno chiederlo esplicitamente quando contatta il professionista: può spiegare esattamente quello che ha scritto qui, ovvero che vorrebbe iniziare scrivendo e poi valutare.
    Inoltre, potrebbe valutare la possibilità di iniziare con un primo colloquio conoscitivo di pochi minuti ed eventualmente proseguire con sedute più brevi (20/30 minuti).
    In questo modo avrebbe il vantaggio di poter capire se c'è sintonia con lo psicologo e se riesce a sentirsi a suo agio, senza avere l'ansia di dover sostenere un incontro prolungato. Tenga presente che la relazione con il professionista è parte del percorso stesso, e costruirla gradualmente è già terapeutico.
    Le auguro di trovare presto il professionista giusto per lei.


    Come dire a mia mamma di voler predere la pillola? Ho 23 anni e mi sto frequentando con una ragazzo da un mesetto. Abbiamo già fatto tutti i preliminari e vorrei spingermi oltre, ma ho il costante terrore di gravidanze indesiderate. Vorrei dire a mia mamma (con cui ho molta confidenza, tranne per queste cose) di voler prendere la pillola ma non so come introdurre l’argomento, essendo l'intimità un argomento tabù in famiglia. L'ultima volta in cui gliel'ho detto mi ha fatto un pò di storie (esempio dicendomi che non ero ancora fidanzata con questo ragazzo, chiedendo se avesse intenzioni serie e chiedendomi cosa dobbiamo fare ecc...). Non mi sento a mio agio a parlare di queste cose con lei, specialmente rapporti sessuali. So anche che potrei affidarmi ad un consultorio, ma se per qualche motivo venisse a sapere che prendo la pillola ? penso sia meglio avvisarla subito. Non so se fidarmi solo del preservativo la prima volta. Come posso avvisarla della mia scelta cercando di limitare l’imbarazzo (suo e di conseguenza anche mio)?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Silvia Curia

    Ci sono due aspetti distinti nella situazione che racconta.
    Il primo è quello contraccettivo: il desiderio di proteggersi da una gravidanza indesiderata è una scelta responsabile. Esistono diverse opzioni e la pillola anticoncezionale è solo una delle possibilità (ad esempio esistono anche impianti sottocutanei, anello, cerotto, ecc.). In ogni caso, la pillola non sostituisce il preservativo, che resta importante anche per la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili. Per questo, confrontarsi con un/una ginecologo/a o con un Consultorio Familiare può aiutarla a capire quale metodo sia più adatto alle sue esigenze, senza che la scelta debba essere necessariamente condizionata dal rapporto con sua madre.
    Il secondo aspetto riguarda invece il rapporto con sua madre e la sfera dell’intimità. Il tema della sessualità sembra essere carico di imbarazzo e di possibili giudizi sulla relazione (“è una storia seria?”, “cosa dovete fare?”, ecc.). Per quanto possa essere difficile, può essere utile tenere separati i due livelli: la scelta di informarsi su un contraccettivo riguarda la propria salute e autonomia, mentre il confronto con la madre tocca il modo in cui vengono condivisi, o non condivisi, aspetti della propria vita privata.
    Probabilmente potrebbe essere utile esplorare maggiormente proprio questo secondo aspetto: la figura materna occupa spesso un ruolo molto significativo nel vissuto, soprattutto nelle giovani donne. In questo senso, potrebbe essere importante cercare di costruire un dialogo aperto e sincero, che tenga conto dei reciproci punti di vista, dei vissuti e anche del contesto culturale/familiare. Potrebbe concedersi il tempo di cui ha bisogno per affrontare questo passaggio e, se lo ritenesse opportuno, valutare il confronto con uno specialista che possa supportarla nell’esplorare queste dinamiche e nel trovare modalità comunicative che la facciano sentire più serena anche nell'affrontare argomenti più intimi come la sessualità.


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