Domande del paziente (4)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Maurizio Rossetti

    Cara Federica,

    quello che descrivi non è “un momento no”.
    È un progressivo senso di solitudine dentro la relazione.

    Quando inizi a scostarti da una carezza, spesso non è il contatto fisico il problema:... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Maurizio Rossetti

    Buongiorno,

    quello che descrive è molto comune nei percorsi sull’ansia:
    la mente inizia a stare meglio… ma il corpo sembra “andare più lento”.

    Sì, è assolutamente possibile che, anche quando si sente... Altro


    Salve, quando passo davanti a un parco dove mi portavano da piccolo, mi viene a volte una stretta al petto o nella zona fra il petto e il diaframma. A volte è un po' più forte, però non mi viene da scappare, cioè c'è e mi viene anche il respiro un po più lungo però non mi viene da andarmene ma anzi di rimanerci. Che cosa vuol dire? Sono sintomi di un luogo che è stato positivo per me oppure no?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Maurizio Rossetti

    Salve,

    quello che descrive è un’esperienza piuttosto comune: alcuni luoghi legati al passato possono attivare nel corpo delle sensazioni anche intense, senza che sia subito chiaro il loro significato.

    Provo a darle una chiave di lettura.

    1. Il corpo reagisce prima della mente.
    Quando si trova in un luogo che ha un valore emotivo, il corpo può attivarsi automaticamente: una stretta al petto, un cambiamento nel respiro, una sensazione “particolare” difficile da definire.

    Non è necessariamente un segnale negativo: è una forma di attivazione emotiva.

    2. Non è sempre “positivo o negativo”.
    Spesso cerchiamo di capire se ciò che sentiamo sia bello o brutto, ma alcune esperienze sono più complesse: possono contenere nostalgia, affetto, malinconia, magari anche una lieve tensione.

    Il fatto che non senta il bisogno di allontanarsi, ma anzi di restare, è un elemento importante: indica che quella sensazione, pur intensa, è tollerabile e non percepita come pericolosa.

    3. La sensazione non è il problema, ma il modo in cui la interpretiamo.
    Se prova a leggerla non come “qualcosa che non va”, ma come “il mio corpo che sta reagendo a un ricordo significativo”, spesso cambia anche l’esperienza.

    Una piccola indicazione può essere questa:
    quando le succede, può provare a fermarsi qualche momento, notare il respiro e osservare la sensazione senza cercare subito di spiegarla o classificarla. Più che darle un’etichetta, può essere utile “stare” con quella esperienza.

    4. Il fatto che accada in un luogo dell’infanzia è coerente.
    I luoghi legati a periodi importanti della vita spesso funzionano come “attivatori emotivi”: riportano qualcosa che non è solo un ricordo mentale, ma anche corporeo.

    Non è tanto una questione di capire se quel posto sia stato “positivo o negativo”, quanto riconoscere che ha avuto un significato per lei.

    In sintesi, ciò che descrive non appare come qualcosa di preoccupante, ma come una normale attivazione emotiva legata a un luogo significativo.

    Più che cercare una risposta definitiva sul “cosa vuol dire”, può essere utile usarla come occasione per entrare in contatto con quella parte della sua esperienza.

    Un caro saluto


    masturbazione a 50 anni è normale? sento questa necessita almeno 3 volte a settimana e non ho una relazione stabile . sento che il corpo ne ha bisogno e cerco di assecondarlo eppure mi sembra di essere tornato adolescente

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Maurizio Rossetti

    Salve,

    sì, la masturbazione a 50 anni è assolutamente una pratica normale.
    Il desiderio sessuale non appartiene solo all’adolescenza: cambia nel corso della vita, ma non “scade” a una certa età.

    Spesso il problema non è il comportamento in sé, ma il significato che gli attribuiamo.

    Molte persone associano inconsciamente la masturbazione a qualcosa di “immaturo” o adolescenziale, e quindi quando il desiderio rimane presente anche in età adulta tendono a viverlo con dubbio o imbarazzo. In realtà la sessualità adulta può esprimersi in modi diversi: dentro una relazione, fuori da una relazione, oppure anche attraverso momenti personali di piacere e scarico fisico.

    Da ciò che scrive, non emerge tanto una perdita di controllo, quanto un bisogno corporeo che lei riconosce e gestisce senza che questo sembri compromettere la sua vita quotidiana.

    Tre volte a settimana, in assenza di una relazione stabile, non rappresentano di per sé un dato preoccupante.
    Più che la frequenza, è importante osservare:

    se diventa un comportamento compulsivo o incontrollabile,
    se viene usato esclusivamente per anestetizzare emozioni difficili,
    oppure se le crea sofferenza significativa o interferenze nella vita sociale, lavorativa o relazionale.

    Un altro aspetto importante è questo: avere desiderio non significa “essere rimasti adolescenti”.
    Può semplicemente significare che il suo corpo e la sua dimensione affettivo-sessuale sono ancora vitali.

    A volte, crescendo, cambia più il modo in cui giudichiamo certi bisogni che i bisogni stessi.

    Può essere utile quindi provare a guardare questa esperienza con meno autocritica e più naturalezza, senza trasformarla automaticamente in qualcosa di cui preoccuparsi.

    Un caro saluto


Domande più frequenti

Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.