Domande del paziente (6)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Marcella Compagno

    Salve. Le sue parole hanno suscitato in me molto interesse e con altrettanto coinvolgimento mi accingo a risponderle, non senza precisare che la mia risposta non potrà altro che essere parziale in quanto... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Marcella Compagno

    Leggendo quanto lei scrive sono rimasta molto colpita dall'onestà e dalla franchezza dei contenuti riportati; non è scontato sperimentare pentimento e assunzione di responsabilità dopo che agiamo in modo... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Marcella Compagno

    Cara Gaia, quello che lei sta sperimentando è comprensibile: guardare i nostri figli che iniziano la loro vita adulta al di fuori della casa natale può generare sentimenti di sconforto riconducibili ad... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Marcella Compagno

    Salve a lei. Dalle sue parole mi sembra di comprendere che lei abbia ricevuto una diagnosi psichiatrica di Disturbo ossessivo compulsivo, di livello grave. Ciò di cui lei parla, nello specifico il fissarsi... Altro


    Ho un vissuto problematico con il cibo da quando ho memoria. Da quando ho 6 anni vivo un rapporto conflittuale tra desiderio e repulsione. Ho fatto diete, di tutti i tipi possibili, che ho sempre portato a termine con successo, ma vivendole come una privazione dalla mia “dipendenza” ne annullavo l’effetto non appena le terminavo, riprendendo tutti i chili che avevo perso. Sono pienamente consapevole delle mie difficoltà e dell’approccio adeguato per poter raggiungere il peso e la forma fisica che vorrei ma mi rendo conto che le mie emozioni, sempre di più, bloccano la mia parte razionale e prendono il sopravvento. Sono entrata in un circolo vizioso da cui non riesco ad uscire. Ho consultato specialisti che mi hanno sempre indirizzato su metodi pratici invece di lavorare sulle emozioni e sulla dipendenza per il cibo. Vorrei arrivare ad eliminare questa dipendenza e considerare il cibo come un mezzo di sussistenza e basta. Come posso fare?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Marcella Compagno

    Grazie per aver scritto e grazie per la fiducia; ci vuole coraggio a mettere in parole tutto questo.
    Quanto dolore, a volte, attorno al cibo, e quante parole non dette vengono sostituite da un altro linguaggio, il linguaggio del corpo, un corpo che prende peso o che lo perde, nel tentativo di esprimere qualcosa e di farsi ascoltare.
    Ciò che lei descrive è una grande sofferenza legata al suo rapporto con l'alimentazione rispetto al quale sente di non avere un approccio regolato, e le emozioni che "prendono il sopravvento" sono proprio il meccanismo d'azione che lo rende possibile.
    I metodi pratici che le sono stati insegnati non sono sbagliati e servono in quanto è necessario dare nuove abitudini ad un corpo che è sotto la dittatura delle vecchie. Io personalmente, in quanto clinica psicodinamica,, ritengo che il disagio che lei descrive possa essere trattato, elaborato e, nel tempo, risolto e che questo necessiti di un lavoro della memoria sulla memoria che ridia dignità a quelle emozioni dalle quali, ora, lei si sente sopraffatta. E' un po' come andare, dopo molti anni, nella soffitta di casa. nostra per mettere ordine fra oggetti che non volevamo più tenere ma che non volevamo buttare. Tornare in quei luoghi significa riprendere in mano quegli oggetti, magari rispolverarli o restaurarli. Forse si ricorderanno eventi dolorosi, scomodi o felici, a volte sembrerà un lavoro lungo e senso senso. Ma ciò che è certo è che ciò che prima ci sembrava molto impegnativo apparirà, dopo, realizzabile. Le auguro di concedersi questo viaggio.


    quali sono i disturbi della personalità, me ne diagnostico tanti?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Marcella Compagno

    Buon pomeriggio e grazie per questa sua domanda. Denota un desiderio di comprendersi guardandosi dentro. Mi auguro che la mia risposta le risulterà esaustiva e contribuisca alla sua esplorazione.

    Intanto cos'è un disturbo di personalità?
    Facendo riferimento alla definizione fornita all'interno del DSM V tr, ossia del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, oggi alla edizione V text revision, un disturbo di personalità è un modo di pensare, sentire e comportarsi che si discosta in modo significativo da ciò che è considerato normale nella propria cultura di riferimento. Questa modalità è rigida, ossia non si modifica al variare delle situazioni che si presentano, ed è pervasiva, cioè si manifesta in più aree della vita, come, per esempio, nelle relazioni con gli altri, nel lavoro, e nella vita privata. Esordisce nell'adolescenza o nella prima età adulta, e tende a restare stabile nel tempo. Ciò che lo rende un disturbo è che causa sofferenza significativa alla persona stessa oppure difficoltà concrete nel funzionare nella vita quotidiana. In pratica, rispetto a qualunque situazione della vita, un disturbo di personalità ci fa reagire secondo il medesimo schema e ci produce sofferenza significativa in diverse aree della vita quotidiana.

    Ora vengo alla prima parte della sua domanda, ossi "quali sono i disturbi di personalità" : sarò schematica e fornirò una breve descrizione di ciascun disturbo di personalità.
    Sempre secondo l'attuale versione del Manuale DSM V tr, i disturbi di personalità sono 10, divisi in 3 gruppi differenti, chiamati cluster, e sono i seguenti:
    1. Disturbo Paranoide di Personalità
    È caratterizzato da elevata sospettosità e profonda sfiducia verso gli altri. Chi ne soffre si aspetta di essere maltrattato o sfruttato, tende a serbare rancore a lungo e fatica ad aprirsi. Vive con il timore costante che gli altri stiano tramando contro di lui e monitora ossessivamente le persone vicine alla ricerca di eventuali intenzioni ostili.
    2. Disturbo Schizoide di Personalità
    La caratteristica essenziale è la difficoltà , e soprattutto la mancanza di desiderio , di stabilire relazioni sociali. Gli individui schizoidi appaiono indifferenti alle opportunità di creare legami stretti e non sembrano trarre soddisfazione dal far parte di una famiglia o di un gruppo. Gli altri sono vissuti come intrusivi e poco gratificanti. A differenza del disturbo evitante, lo schizoide non soffre per il suo isolamento.
    3. Disturbo Schizotipico di Personalità
    È caratterizzato da isolamento sociale e comportamento insolito e bizzarro. Gli aspetti più rilevanti riguardano le stranezze del pensiero: sospettosità e ideazione paranoide, idee di riferimento (interpretare eventi non collegati come se avessero un significato speciale per sé), credenze bizzarre e pensiero magico (ad esempio credere di avere poteri speciali o di saper leggere i pensieri altrui), ed esperienze percettive insolite.
    4. Disturbo Antisociale di Personalità
    È caratterizzato, fin dall'adolescenza, da una serie di condotte volte a infrangere le regole sociali e a recare danno agli altri. Vi è disprezzo per le norme di convivenza e per i diritti altrui. Le caratteristiche distintive includono irresponsabilità sociale, disprezzo per gli altri, inganno e manipolazione degli altri per tornaconto personale.
    5. Disturbo Borderline di Personalità
    È caratterizzato da un pattern pervasivo di instabilità nelle relazioni interpersonali, nell'immagine di sé e negli affetti, con marcata impulsività. Chi ne soffre è costantemente impegnato a evitare possibili o immaginari abbandoni da parte delle persone vicine, sperimentando frequentemente intensa paura o rabbia difficile da controllare.
    6. Disturbo Istrionico di Personalità
    È caratterizzato da una costante ricerca di attenzione ed emotività eccessiva. Chi ne soffre tende a erotizzare i rapporti anche appena iniziati, la seduzione è un atteggiamento costante ed è molto manipolativo. Il comportamento e il modo di presentarsi sono sempre teatrali e appariscenti.
    7. Disturbo Narcisistico di Personalità
    Gli individui con questo disturbo mostrano un senso grandioso di sé, mancanza di empatia e bisogno di ammirazione. Hanno aspettative irragionevoli di trattamenti speciali da parte degli altri e sono spesso assorti in fantasie di successo, potere, fascino, bellezza illimitati o di amore ideale.
    8. Disturbo Evitante di Personalità
    È caratterizzato da un costante stato di ansia e apprensione nei contesti sociali. Chi ne soffre può evitare lavori che richiedano molto contatto con le persone, per paura del rifiuto, della disapprovazione e della critica. Fatica a costruire relazioni intime ed è molto sensibile alle critiche. A differenza dello schizoide, desidera le relazioni ma le teme.
    9. Disturbo Dipendente di Personalità
    Le persone con questo disturbo hanno una necessità eccessiva di essere accudite, che le porta a comportamenti sottomessi e di attaccamento. Temono di essere lasciate sole e fanno sforzi straordinari per ottenere sostegno e approvazione dagli altri. Quando una relazione intima termina, tendono a ricercarne immediatamente una nuova che possa offrire ciò di cui sentono di aver bisogno.
    10. Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità
    Si caratterizza per specifici tratti: preoccupazione per i dettagli, perfezionismo, eccessiva devozione al lavoro e alla produttività, estrema coscienziosità, difficoltà a delegare compiti, difficoltà a buttare via oggetti inutili, avarizia, testardaggine e rigidità.

    Ora vengo alla seconda domanda, ossia "me ne diagnostico tanti?"
    Rispetto a questa sua richiesta, mi preme dirle, innanzitutto, che comprendo il desiderio di farsi chiarezza e apprezzo il suo intento e lo slancio che ha avuto nello scrivere su questa piattaforma per cercare risposta ai suoi interrogativi. Tuttavia, pur apprezzando molto il suo moto interiore, la invito a non farsi diagnosi da sé e a non mettersi etichette che potrebbero non corrispondere alla realtà; il processo diagnostico non è immediato neanche per noi clinici. Inoltre, c'è un altro aspetto sul quale, a mio parere, occorre soffermarsi. Vede, ognuno di noi ha la sua personalità il suo tipo di personalità, ma questo non significa che tutti abbiamo un disturbo di personalità. Tutti nasciamo con un temperamento, ossia con una base costituzionale, genetica, che ci fa avere risposte emotive stabili agli stimoli. Poi, asseconda del modo in cui i nostri care giver hanno reagito al nostro temperamento, si forma il carattere, e poi, nel tempo, la personalità. Se lei si riconosce maggiormente in una delle descrizioni precedenti, non è perchè lei abbia una personalità disturbata, piuttosto, come tutti, un tipo di personalità.
    Diagnosticare un disturbo di personalità richiede competenze specifiche e tempo, oltre ad esperienza nell'uso di test a questo preposti.
    Se desidera approfondire tali temi, è preferibile rivolgersi ad un clinico che la guidi nel fare chiarezza..
    Io ci sono.
    Le auguro un'ottima giornata



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