Domande del paziente (3)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, ti rispondo prima di tutto con due parole:
confini chiari: noto che sempre di più oggi c'è una certa confusione con la parola "amico", quando due persone si definiscono come tali è necessario rispettare...
Altro
Buonasera
Sto vivendo un momento un po' doloroso
Mi piace molto una ragazza, una mia collega di lavoro.
Siamo caratterialmente diversi lo ammetto, però abbiamo ammesso ieri di provare un interesse reciproco ma c'è un enorme problema che blocca tutto.
Ci sono stati diversi litigi, soprattutto per mancanza di onestà da parte di lei, che mi hanno fatto alterare e reagire un po' troppo.
Questi litigi a lei le hanno fatto capire che non possiamo stare insieme, non potremo mai, che ha già vissuto una situazione del genere e che non vuole caderci di nuovo.
Ha già pensato diverse volte se tra noi poteva andare oltre ma non ce la fa, non è ancora pronta per una relazione e perché siamo colleghi e se già litighiamo così spesso prima di iniziare dopo diventerebbe peggio, anche se secondo me meglio litigare all'inizio che nel mezzo.
Ho provato a farle capire che io sono disposto a provare e a migliorare in primis per me stesso e sarei disposto a farle vedere più avanti che sono migliorato (davvero) ma lei non vuole neanche provarci.
Le ho confessato che è la cosa più bella che mi sia capitata da quando lavoro in questa azienda(ed è vero) e sono felice tutte le volte che la vedo... Questo discorso l'ha fatta emozionare e mi ha preso anche le mani.
Resta il fatto che ha dato un no definitivo e non vuole fare neanche un tentativo perché siamo troppo diversi e ci sono troppi litigi.
Secondo voi, ci potrà mai essere un ripensamento da parte sua e quindi un cambiamento di scelta?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, la situazione che riporta è comprensibilmente dolorosa e confusa, soprattutto per l'ambiguità (più emotiva che razionale) che sembra esserci.
Da un lato avete riconosciuto un interesse reciproco, lei dice di non essere pronta ad iniziare una relazione (per tutti i motivi legittimi che ha elencato).
Uno dei primi passi è riconoscere che una persona può provare emozioni e sentimenti, ma non sceglierci mai davvero e questo è fuori dal nostro controllo, quello che si può fare è lavorare sull'accettazione e, con il tempo, sul lasciare andare, cosa che comprensibilmente non è per niente facile, perché queste dinamiche portano spesso a sentirci divisi tra il piano emotivo e quello logico. Il cervello, inoltre, rimane ancorato a ciò che potrebbe essere, alimentando l'idealizzazione, tanto di più per ciò che concretamente non si è avverato ma rimane una possibilità.
Un altro spunto di riflessione che le propongo è il seguente: quando si è emotivamente coinvolti è naturale chiedersi se ci potrebbe essere un ripensamento, soprattutto se l'altra persona mostra coinvolgimento, tuttavia, credo sia importante provare ad ascoltare ciò che la ragazza sta comunicando in modo esplicito, osservando cosa ora può offrire in modo concreto. Inoltre, il desiderio di migliorarsi è qualcosa di estremamente positivo ma è importante che questo percorso venga fatto per sé stesso, in modo che lei possa chiedersi non se questa ragazza cambierà idea ma chi sarà se questa ragazza sarà in linea con lei.
Buongiorno, sono un ragazzo di 22 anni che vive la vita in un grigio perenne. Il mio problema? La sensazione di non essere mai scelto, nel senso, ho 22 anni e non ho mai avuto una ragazza, ma non solo quello, ormai non riesco neanche più ad approcciarmi con una ragazza se non la conosco, fatico a continuare un discorso non riesco a tenere il contatto visivo e varie cose che forse una persona di 22 anni dovrebbe riuscire a fare. È come se andassi in blocco, evito anche di affezionarmi o cose del genere perché tanto so già che non finirà come voglio io. Prima associavo la cosa del non trovare una ragazza con il mio aspetto fisico, ma con il tempo ho capito che non è quello, anche perché ho migliorato di molto il mio aspetto, certe volte mi sembra di essere destinato a non poter trovare l’amore, mi sembra di essere noioso, di non essere mai abbastanza, mi sembra di essere proprio io il problema ed è da 22 anni così. So che molti diranno “non sei in ritardo ognuno ha i suoi tempi” ma allora a questo punto mi chiedo, quanto sono lunghi i miei tempi? Quanto ancora dovrà durare questa cosa? Per quanto ancora dovrò vedere i miei amici con le loro fidanzate e io dovrò cercarmi altri amici non fidanzati per uscire? So che magari potrà sembrare una banalità, ma ho bisogno di poter amare e di essere amato e invece sono anni che lotto con me stesso e che vivo questa situazione, una situazione che mi logora da fin troppo tempo e certe volte mi fa dire che forse è così che deve andare.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, comprendo molto bene ciò che riporti, partiamo per gradi, prima di tutto mi piacerebbe fare una riflessione: il fatto che tu ne stia parlando in modo così lucido, che tu riconosca che quello che chiami "problema" non sia solo l'aspetto fisico e il fatto che tu stia chiedendo un supporto, è indice di forte consapevolezza e introspezione, può sembrare banale ma la consapevolezza del proprio disagio e la capacità di comunicarlo come hai fatto te, ti permette di essere già a un buon punto del percorso di miglioramento di sé.
Tornando al tuo vissuto, il sentirsi scelti è un bisogno fondamentale dell'essere umano, quando sentiamo che per lungo tempo non viene soddisfatto possiamo sentirci soli, sbagliati, inadeguati. Quello che può succedere è che si inneschi una sorta di circolo vizioso, che può riguardare le relazioni amorose ma anche tanti altri aspetti della vita: osservi di non essere scelto -> ti proteggi evitando, controlli molto di ciò che dici o di come appari (come appunto l'aspetto fisico) -> ma questo genera ancora più ansia da prestazione e distanza dalle relazioni, perché, l'essere scelto non è una performance, non è sotto il nostro controllo e non si deve essere bravi, belli o potenti affinché avvenga. Il rischio quindi è che tu, senza volerlo, ti allontani dalle relazioni, perché viverla come una performance o perché le aspettative della società dicono che ad una certa età bisognerebbe aver fatto esperienze.. diventa troppo emotivamente carico.
Penso che il punto non sia l'avere una ragazza in sé per sé ma la tua autostima, quanto e come percepisci il tuo valore, la paura del rifiuto o la convinzione che le cose andranno male prima ancora che accadano (tutti aspetti sui quali è possibile lavorare).
Ti propongo queste domande.. se al momento tu immaginassi di accettare questa situazione, non in senso passivo e cinico, ma nel vederla come fuori dal tuo controllo (perché non bisogna meritare l'amore, tutti siamo degni di essere amati), c'è qualcosa che pensi ti possa permettere di soddisfare questo bisogno al di là di un'eventuale relazione?
Cosa pensi succederebbe se lasciassi da parte le aspettative della società? E soprattutto, pensi sarebbe possibile per te mollare la presa e non controllare le variabili che intervengono nel momento in cui ci relazioniamo con l'altro?
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