Domande del paziente (6)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Letizia Astrologo

    I sintomi che descrive, come vertigini e sensazione di testa vuota che compaiono prima dei pasti e migliorano dopo aver mangiato, possono essere legati a un temporaneo calo dei livelli di glucosio nel... Altro


    Buongiorno, il mio problema è avere la diarrea mangiando la pasta ma non averla mangiando pane. Negli anni ho fatto caso che la pasta fresca mi da meno problemi.
    Ho provato pasta senza glutine e va molto meglio. Ho provato ad eliminare i carboidrati per 10 giorni e, a parte la disperazione di non mangiare pane, stavo benissimo. Secondo voi può essere un'intolleranza ai carboidrati o al glutine?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Letizia Astrologo

    Quello che descrive è un quadro interessante e non così raro nella pratica clinica.

    Il primo passo, in questi casi, è sempre escludere una celiachia attraverso gli appositi test (esami sierologici ed eventualmente altri approfondimenti su indicazione medica). È importante eseguirli mentre si consuma ancora glutine, altrimenti i risultati potrebbero non essere attendibili.

    Se gli esami per la celiachia risultano negativi, non si può comunque escludere una sensibilità al glutine non celiaca. Questa condizione, a differenza della celiachia, non ha marcatori diagnostici specifici: si tratta infatti di una diagnosi prevalentemente clinica, basata sui sintomi e sulla risposta alla dieta.

    Nel suo caso, il fatto che:

    la pasta dia più sintomi rispetto al pane
    la pasta fresca sia meglio tollerata
    i prodotti senza glutine migliorino la situazione
    l’eliminazione dei carboidrati abbia portato beneficio

    fa pensare che possa esserci una componente legata al glutine o ad altri componenti dei cereali (non necessariamente “ai carboidrati” in generale).

    Un approccio sensato potrebbe essere:

    Effettuare i test per la celiachia (prima di modificare stabilmente la dieta).
    Se negativi, impostare un periodo controllato di alimentazione senza glutine, per valutare in modo oggettivo la risposta dei sintomi.
    Successivamente, eseguire una reintroduzione graduale e mirata del glutine, monitorando le reazioni: questo passaggio è fondamentale per capire se esiste davvero una correlazione causa-effetto.

    Questo tipo di percorso permette di fare una valutazione più precisa e di evitare restrizioni inutili o troppo rigide nel lungo periodo.

    Il consiglio è comunque di affrontare questo iter con un professionista, così da strutturare correttamente sia la fase di esclusione che quella di reintroduzione.


    Gentili dottori,
    voglio risolvere una mia curiosità.
    Spesso sentiamo dire che un abbuffata (per eventi sociali) non compromette lo stato di salute di una persona, ma anzi che questa posso fare anche bene.
    Volevo chiedere cio:
    1) Sappiamo che per prendere peso il surplus calorico deve essere prolungato nel tempo, allora le calorie di quell'abbuffata che fine fanno, come le immagazzina in nostro corpo?
    2) Il discorso di una giornata libera che faccia bene, diciamo, può essere valida solo per chi fa sport o anche per chi segue solamente una dieta bilanciata?
    Grazie mille per le risposte

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Letizia Astrologo

    Gentile paziente,
    le rispondo in modo sintetico ai due punti.

    1. Giornata libera vs abbuffata
    È importante distinguere tra:
    Giornata libera controllata: si mangia in modo più flessibile, seguendo comunque fame e sazietà, senza perdita del controllo.
    Abbuffata: assunzione eccessiva e disordinata di cibo, con scarso controllo quantitativo e qualitativo.

    Le calorie in surplus non vengono “eliminate”: il corpo le utilizza in parte come energia, in parte per ripristinare le riserve (glicogeno) e, solo se l’eccesso è significativo, una quota può essere immagazzinata come grasso.
    In ogni caso, un singolo episodio isolato ha un impatto limitato se inserito in un’alimentazione complessivamente equilibrata.

    2. Utilità della giornata libera
    Una giornata più flessibile può essere utile soprattutto perché:
    migliora la sostenibilità della dieta nel tempo
    riduce la percezione di restrizione
    aiuta ad aumentare l’aderenza al percorso alimentare

    Nella pratica, spesso non porta ad eccessi importanti, ma diventa una giornata semplicemente meno rigida, grazie anche al miglior controllo alimentare acquisito con la dieta.

    In sintesi: ciò che conta davvero non è il singolo giorno, ma l’andamento complessivo dell’alimentazione nel tempo.


    Buongiorno ho 75 anni sono 1 donna in sovrappeso di 10 kg cammino molto e sono molto giovanile. Purtroppo ho accumulo di gr
    Soffro di colon irritabile.
    asso sulla pancia e la parte alta delle gambe.Avrei bisogno di sapere come migliorare. Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Letizia Astrologo

    Buongiorno,
    la situazione che descrive è piuttosto comune: la Sindrome dell’intestino irritabile può influenzare non solo il benessere intestinale, ma anche il metabolismo e la distribuzione del grasso corporeo.

    In questi casi, approcci nutrizionali mirati (anche temporanei), come ad esempio protocolli specifici per il colon irritabile, possono aiutare a ridurre i sintomi intestinali, migliorare la digestione e favorire indirettamente anche il dimagrimento, soprattutto a livello addominale.

    È importante però evitare soluzioni fai-da-te: ogni intestino irritabile ha caratteristiche diverse e richiede un intervento personalizzato.

    Per questo motivo le consiglierei:

    una valutazione con un professionista della nutrizione, per impostare un piano adatto alle sue esigenze e ai suoi sintomi
    eventualmente, un approfondimento sul microbiota intestinale, che può fornire indicazioni utili per un intervento ancora più mirato

    Il fatto che sia attiva e cammini molto è già un ottimo punto di partenza: con un approccio nutrizionale corretto può ottenere miglioramenti sia a livello intestinale sia sulla composizione corporea.

    A disposizione,
    Dott.ssa Letizia Astrologo
    Biologa nutrizionista a Roma e OnLine
    email: info@letiziaastrologo-nutrizione.com
    sito web: letiziaastrologo-nutrizione.com


    Salve, volevo chiedere un parere sul digiuno intermittente a medici e nutrizionisti specializzati. Voglio perdere peso e sento molti che ne parlano bene

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Letizia Astrologo

    Il digiuno intermittente è un approccio nutrizionale di cui si parla molto negli ultimi anni. Le evidenze scientifiche più solide, però, riguardano soprattutto i potenziali benefici sul benessere cellulare e metabolico, più che la perdita di peso in senso stretto.

    Detto questo, può comunque rappresentare una strategia efficace anche per il dimagrimento, ma non è una soluzione universale. La sua applicabilità dipende da diverse condizioni individuali: stato di salute generale, parametri ematochimici, rapporto con il cibo, stile di vita e contesto sociale.

    Per questo motivo, è importante valutare caso per caso, evitando approcci standardizzati. Un percorso personalizzato resta sempre la scelta più sicura ed efficace.

    Resto a disposizione per eventuali dubbi o approfondimenti.

    Dott.ssa Letizia Astrologo
    Biologa nutrizionista, Roma e OnLine


    Buonasera. Sono una ragazza di 28 anni, alta 160 cm e peso 64. Premetto che anni fa partivo da una condizione di obesità, con vari percorsi sono riuscita a perdere peso anche se non in maniera definitiva. Negli ultimi anni, seguita da nutrizionisti e dietisti, ho fatto la cheto ma mi rendo conto che non riesco più a seguirla e soprattutto perdo inizialmente qualche chilo ma poi mi blocco. Chiedo quindi consigli su quale approccio utilizzare considerando che vorrei arrivare a quello che è da sempre il mio obiettivo ovvero 59 kg. Il mio metabolismo basale è di 1350 kcal, dovrò per forza stare al di sotto di questo pur praticando camminata da 7/9 km al giorno e circuiti di 20 minuti con pesi ed elastici? Grazie a chi mi darà qualche Consiglio

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Letizia Astrologo

    Intanto ti faccio i complimenti: il percorso che hai già fatto è tutt’altro che banale, e il risultato ottenuto dimostra chiaramente che il tuo metabolismo è perfettamente in grado di rispondere alle modifiche dello stile di vita.

    Per quanto riguarda l’approccio, è importante considerare che le diete drastiche o di esclusione, come la chetogenica, pur essendo efficaci sotto diversi aspetti, mostrano spesso un limite importante: sono difficili da sostenere nel lungo periodo. Quando la sostenibilità cala, inevitabilmente cala anche la compliance, e questo porta ai classici stalli o recuperi.

    Proprio per questo motivo, un regime alimentare equilibrato, strutturato sulle tue esigenze e accompagnato dall’attività fisica che già stai svolgendo, rappresenta una strategia molto più solida ed efficace nel tempo.

    Per quanto riguarda le calorie, non è corretto pensare in modo rigido di dover stare “per forza” sotto il metabolismo basale: il fabbisogno va sempre contestualizzato sul dispendio totale giornaliero e sulla tua situazione specifica.

    Se ti va, possiamo sicuramente approfondire il tutto in modo più dettagliato: dare indicazioni generiche in questi casi rischia di essere poco utile, perché ciò che funziona davvero è sempre un approccio personalizzato.


Domande più frequenti

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