Domande del paziente (6)

    Seguo uno psicoterapeuta da 15 anni, ciò che è rimasto: rimuginio, non sono "sciolto", difficoltà nelle relazioni, rigidità, i fastidi relativi a sensazioni comuni sono attenuati ma alcuni risultano molto limitanti, per esempio se uso cuffie o auricolari mi solleticano le orecchie mi gratto spesso e non riesco ad ascoltare la musica, infatti la ascolto con lo stereo.
    All'ultimo appuntamento ho chiesto come devo cambiare la rigidità e il terapeuta ha risposto che l'obiettivo è di smussarla partendo dal non andarsene prima rispetto agli altri del gruppo quando esco, lo ha già ripetuto altre volte.
    Ho fatto notare che non ci riesco ma secondo lui è questione di abitudine e ha citato il cambiamento dei vestiti che in passato ho realizzato.
    Non capisco perché confronta i fastidi con l'orario, sono due cose diametralmente opposte, i fastidi li volevo eliminare perché sarebbe andato solo a mio vantaggio, coricarsi dopo la mezza notte non può portare a nessuna conseguenza positiva.

    Per far capire se vado a letto alle 23 sto bene già se arrivo a mezzanotte il giorno dopo mi sento stanco. L'ultima volta che ho fatto tardi ero uscito mi avevano dato il passaggio dunque non potevo tornare prima. Uscimmo da un locale per andare in un altro a giocare a scala 40 senza soldi e alla fine tornai a casa alle 1.30. Già nel locale verso le 23.40 ero così stanco che quando parlavo dicevo poco e niente, mi dimenticavo di continuo le regole e alla fine mi stancai anche di giocare di nuovo rimanendo seduto a guardare in silenzio.
    Il giorno dopo mi bruciavano gli occhi che non potevo accendere la luce in stanza e ci sono volute le gocce, non sono riuscito a studiare, nemmeno a lavorare con papà (anche se era domenica), mi sentivo senza alcuna energia, non riuscivo a guardare lo schermo dello smartphone. Non sono neanche riuscito ad andare in palestra la mattina, cosa che mi fa sentire vivo e attivo.
    Alle 17 visto che ormai la giornata l'avevo buttata nel cestino ho pensato di masturbarmi ma non riuscivo a mantenere l'erezione (mi capita ogni volta che dormo troppo poco), mi stavo per addormentare. E come succede sempre quando vado a letto dopo l'una, nonostante tutto, non arrivo all'eiaculazione.
    Poi a mangiare la pizza da Zia ci siamo andati lo stesso ma non ho parlato quasi.
    Ne parlammo già io e il terapeuta.
    Mi chiedo, a prescindere dal malessere che provocano agli altri le ore piccole, che senso ha continuare a fare gli orari degli altri se mi fa stare così male?
    Se secondo la scienza coricarsi tardi è dannoso come è possibile che per sbloccare la situazione attuale debba proprio fare le ore piccole?
    Visto che il terapeuta mi dice di non tornare a casa prima come se fosse una condizione necessaria affinché possa diventare più spigliato come è possibile che esistano persone che non hanno bisogno di uno psicoterapeuta e si coricano al mio stesso orario?
    Grazie per le risposte.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa GIULIANA ARENA

    Salve caro scrittore. Capisco i suoi dubbi e le sue perplessità. mi chiedo che cosa le impedisce di parlare di questo con il suo terapeuta. E' terapeutico anche dire delle proprie perplessità e dei propri dubbi rispetto alle tecniche concordate con i propri terapeuti.


    Salve, ho un grosso problema di coppia, da autoerotismo per uso continuo di video porno, non riesco ad avere un erezione prolungata per avere un rapporto con la mia compagna, la relazione si è rovinata perché lei non ha più fiducia e mi dice che l'ho tradita da nove anni per causa di questi video. Sono andato sia da un andrologo che da uno psicologo, ho fatto diverse analisi e visite intime, anche per la prostata e và tutto bene, lo psicologo mi ha detto che è lei che è molto problematica, ma il problema è mio che non riesco ad avere un rapporto sessuale soddisfacente, ho preso da alcuni anni la "pillola" ma a lei non piace perché mi dice che sono come un robot e non partecipo al livello emotivo ma meccanico e poi non finisco mai. Io le voglio bene e la amo, ma litighiamo sempre per questi motivi, lei si sente frustrata, tradita, sola etc... Ho smesso per un mese a non vedere più porno, ma è come se mi è passato il desiderio in generale, allora penso che devo riprendere la masturbazione per il mio benessere fisico, ma lei? La nostra storia sta finendo e non so che fare... Ogni volta che mi apparato con lei, provo senso di colpa per averle mentito, penso se non riesco, penso che mi colpevolizza con brutte parole, allora parto bene ma non riesco a continuare che l'erezione si perde anche con la pillola. Ho 58 anni e stiamo assieme da nove anni...

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa GIULIANA ARENA

    Salve. Io parlerei con un terapeuta che si occupa di sessuologia per capire meglio la situazione e penso che possiate fare un buon lavoro insieme.


    Buonasera, da 25 anni soffro di Sindrome di Menière in modo importante, dopo 3 anni ho dovuto fare un'intervento di infiltrazione di gentamicina per annullare la funzione del labirinto sx, nel corso degli anni la situazione si è stabilizzata ma il filo conduttore è l'incertezza perché ogni santo giorno mi alzo e verifico se sto in piedi oppure no, ma nonostante questa situazione ho sempre cercato di vivere abbastanza nella normalità. Da alcuni anni mi succede che ho paura ad allontanarmi da casa per serate con amici o simili, negli ultimi mesi si è accentuata in modo significativo e il solo pensiero mi crea disturbi intestinali, palpitazioni, febbre, credo che questi siano gli effetti e non la causa, penso che 26 anni di insicurezza quotidiana a causa della Menière, da 5 anni una bruttissima psoriasi e da alcuni mesi anche un'angina possano "giustificare" il fatto che si sia creata questa mancanza di coraggio per uscire... grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa GIULIANA ARENA

    Buonasera caro scrittore. Mi dispiace molto. Immagino quanto debba essere difficile per lei affrontare giorno dopo giorno i sintomi di questa patologia. I disturbi intestinali, le palpitazioni, la febbre, la psoriasi, come dice lei, sembrano essere reazioni somatiche alle battaglie che affronta tutti i giorni. Le consiglio, comunque, di approfondire a livello medico. non leggo che lei sta seguendo un percorso di psicoterapia... se così fosse, le consiglio di pensarci: potrebbe esserle di aiuto per dare voce alle sue emozioni.


    Buongiorno, mi hanno cambiato la cura due giorni fa perché non riesco a star al lavoro e sono sempre con ansia e attacchi. Mi ha aggiunto questo medicinale Pregabalin eg stada italia insieme a xanax mg e zarelis da prendere a colazione e dopo pranzo.
    La sera ho solo lo xanax ..
    Volevi chiedere se è normale aver giramenti di testa, sonnolenza e essere un po stordita ecc.
    Perché non ho mai preso il Pregabalin e con questa combinazione di medicinali mi farà effetto dopo quanto?
    E in piu volevo chiedere è meglio non fare neanche un aperitivo?
    Grazie Cordiali Saluti

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa GIULIANA ARENA

    Salve caro scrittore. Le consiglio di rivolgersi al suo medico. Gli psicofarmaci hanno degli effetti collaterali e parlare con il suo medico la può aiutare a trovare il dosaggio corretto per lei. Durante l'assunzione di psicofarmaci è consigliato evitare il consumo di alcool.
    Sarebbe importante un supporto psicologico.
    Spero di esserle stato di aiuto
    un cordiale saluto


    Salve a tutti, ho un dubbio su come muovermi. Ho un fratello di quasi 21 anni, che è nato con un cuore uno ventricolare destro, ha subito vari interventi nel corso degli anni. Questa sua condizione ha influenzato enormemente il suo stile di vita e oggi a 21 si ritrova isolato per scelta sua, non lavora, ha lasciato gli studi a metà per cui non ha neanche un diploma, sta chiuso in casa tutti i giorni tutto il giorno a giocare al pc, ha iniziato da dopo il covid a soffrire di attacchi di ansia e/o panico. Lui non si rende conto di questa sua condizione e ha un umore molto altalenante, che influenza molto anche lo stile di vita di tutti noi familiari. Non sappiamo come comportarci, ho provato più volte a convincerlo a intraprendere almeno un percorso di psicoterapia per cercare di modificare alcune sue condizioni ma lui non ha forza di volontà e nè di iniziativa. Stavo pensando di prenotare una prima visita con un esperto ma non saprei neanche bene a chi rivolgermi se a uno psicologo o a uno psichiatra, tant’è che non saprei neanche quale approccio potrebbe andare bene per lui. È anche molto molto testardo e convincerlo è veramente difficile ma noi in casa non viviamo più a causa di questa sua condizione mentale. Spero che qualcuno mi possa dare qualche suggerimento in più, grazie a chi risponderà.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa GIULIANA ARENA

    Salve. Capisco la sua preoccupazione e la condivido. Potrebbe iniziare con un percorso psicoterapeutico per capire meglio la situazione ma dovrebbe essere suo fratello a contattare un terapeuta e poi dovrebbe probabilmente vedere anche uno psichiatra; il suo isolamento potrebbe far pensare ad un disturbo depressivo ma le informazioni sono poche per dare una conferma di questo. Sicuramente inizierei con un approccio psicoterapeutico e poi sarà il professionista a suggerisce uno psichiatra se riterrà opportuno.


    ho perso 40 kg con il by pass gastrico fatto il 14 ottobre 2025 .
    però ovviamente ci tengo a sottolineare che a livello gastrico la fame è contenuta perchè la capienza di cibo nello stomaco è decisamente minore rispetto a prima .
    sono molto felice di aver perso peso ok.. ma comunque la fame emotiva è ancora viva e le emozioni sono ancora intense talmente tanto che delle volte mangio un pochettino in più , non come prima ma ci sono ovviamente quei momenti .
    allora io oggi scrivo qui 1 perchè penso che tutto si può risolvere nella vita . Questi disturbi purtroppo sono dei disturbi dell animo più che della mente .. dell animo perchè dal mio punto di vista chi mangia tanto , chi si abbuffa nasconde dentro di sè un mondo molto caotico , pieno di incomprensioni , a volte a mio parere anche strano perchè non viene capito da nessuno .
    pensate che io che per anni ho combattuto contro il mostro dell obesità , io che per tanto tempo mi sono odiata allo specchio e disprezzata ... mi sento certe volte ancora quella di prima .
    ho una famiglia molto malsana che nonostante ciò mi vuole bene ok ma è letteralmente malsana e disfunzionale .
    mia mamma non accetta il mio cambiamento fisico , a primo impatto penso che sia gelosa .
    ATTENZIONE , NON DICO CHE È GELOSA PERCHÈ È CATTIVA .. CI MANCHEREBBE , È MIA MADRE , ma secondo me dato che è stata per molto tempo abituata a vedermi in un certo modo con una coperta di grasso metaforicamente parlando che nascondeva la mia vera personalità , ora mi vede diversa , solare , energica , positiva etc... e quindi lei riflettendoci bene non è che non mi accetta ma ancora non deve abituarsi a questa nuova immagine di me cambiata , diversa ma non del tutto perchè nonostante il mio dimagrimento io sono sempre silvana .. silvana che ha delle passioni , silvana che ha degli interessi , degli obiettivi di vita importanti che vuole raggiungere .
    Il rapporto tra me e mia madre non è mai stato dei migliori , tra me e lei è stato presente sempre un grande conflitto . Ricordo ancora che quando ero molto piccola lei mi diceva di non mangiare troppo , di stare attenta alla linea , parlava sempre del fisico magro e asciutto perchè anche lei è stata sempre fissata con la linea ... sempre .
    mio padre è diversi da mamma , è più positivo , prende la vita più con il sorriso ma secondo me si lascia influenzare parecchio dalla negatività di mamma ...
    mamma purtroppo non cambierà mai , questo lo devo accettare .
    però quello che voglio dire è che non posso cambiare io chi non vuole cambiare , ognuno deve assumersi la propria responsabilità al cambiamento ma prima ancora deve avere consapevolezza di avere un Problema e mia mamma non ha questa consapevolezza e a me non frega perchè io voglio godermi la mia rinascita e pensare a me stessa , alla mia vita e ai miei obiettivi
    via le persone negative ....

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa GIULIANA ARENA

    Salve Silvana. Leggo le sue parole e mi emoziono. Penso a quanto sia stato difficile per lei in questi anni lottare con la sua obesità. Come dice lei, la fame che attualmente sente, è fame dell'anima. Penso che potrebbe essere di grande supporto per lei trovare uno spazio per poter parlare di questa "fame" che fa pensare ad un profondo vuoto da riempire.
    E' verissimo: non possiamo cambiare gli altri. Possiamo cambiare solo noi stessi, lavorandoci in uno spazio protetto dove poter parlare del nostro dolore.


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