Domande del paziente (4)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Federica Fazzini

    Quello che racconta restituisce l’immagine di un periodo molto intenso e carico di cambiamenti, in cui si intrecciano amore, aspettative, delusioni e una grande vulnerabilità legata anche alla gravidanza.... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Federica Fazzini

    Quello che descrivi è comprensibile e ha molto senso, considerando tutto ciò che stai sostenendo contemporaneamente.
    Sei immersa in una fase di vita con richieste molto elevate, sia sul piano pratico che... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Federica Fazzini

    Quello che descrivi arriva con tanta intensità, e si sente quanto tu sia spaventata e confusa in questo momento. Sei in un contesto nuovo, lontana da casa, con tanti stimoli e più spazio per stare nei... Altro


    Buongiorno,
    vorrei sottoporvi una mia problematica. Ho 37 anni e fin da ragazzina ho avuto difficoltà nel relazionarmi.
    Quando andavo a scuola ho sofferto di bullismo, mi canzonavano per il mio aspetto (a loro dire, ero una racchia) e subito costanti angherie.
    Anche per questo motivo fino ai 19 anni non ho mai avuto alcuna esperienza sessuale o di amore giovanile ma da ragazzina non mi ponevo il problema, ho sempre avuto molte passioni e poche amicizie ed ero contenta così.
    Dai 20 ai 23 anni ho avuto la mia prima storia seria con una persona rivelatasi poi insicura e con la quale vi erano costanti litigi. Dopo quasi 3 anni decido di chiudere questa relazione e per un po' sono stata bene così da single. Il problema nasceva quando provavo a rimettermi in gioco, perchè incontravo puntualmente persone interessate solo a rapporti fisici.
    Dopo questa prima storia ho avuto altre 3 relazioni (tutte a distanza di anni l'una dall'altra) della durata di un anno. In queste relazioni sono stata sia lasciata (dicevano di non sentirsi pronti) e ino l'ho lasciato io. Il problema nasce dal fatto che spesso e volentieri mi sentivo una sorta di passatempo per loro, non ho mai percepito un interesse reale di voler costruire qualcosa.
    Ad oggi sono single da quasi 5 anni e comincio a pensare che forse o nemmeno io voglio costruire qualcosa o sono sfortunata. In questi anni ho provato spesso a rimettermi in pista ma non sono mai andata oltre 2 appuntamenti. E temo che l'interesse che gli uomini hanno sia solo di natura sessuale. Quando ci esco insieme li vedo distratti e sembra quasi che debba corteggiare solo io. Inoltre non mi spiego come mai per anni sono trascorsi mesi senza fsrr incontri nella vita quotidiana e mi sono dovuta abbassare ad usare le app di dating per poi rivelarsi un ricettacolo di mercenari.
    Quando esco trovo solo gente molto grande o già impegnata e non so più dove sbattere la testa.
    Sono sola da anni e temo di non riuscire a sopportare altrettanti anni da sola.
    Mi chiedo solo che cosa ho fatto per meritare un simile dolore quando tutte le ragazze trovano qualcuno.
    In questi anni ho cercato delle risposte ma non me trovo. Comincio a pemsare che semplicemente non sono il tipo di donna con la quale un uomo vorrebbe una relazione. Mi sento depressa e spesso esco a camminare per ore o anche senza meta. Tanti mi dicono: "meglio sola che male accompagnata". Ma cosa ne sanno del dolore? Di quel dolore che ti fa bagnare il cuscino di lacrime! Vorrei solo potermi rassegnare una volta per tutte e tenermi tutto magari sposandomi al lavoro. Ma non penso sia possibile non amare più
    Ti dicono "trovato un hobby ", beh ne ho una serie ma non bastano a colmare il vuoto perché la testa va a quel pensiero, il pensiero "ok, togliti dalla testa di avere un compagno!"
    Ho superato tanti momenti bui nella mia vita ma la solitudine perenne penso non sia accettabile per nessuno sopratutto se pensi che hai un cuore grande.
    Vi chiedo solo se esiste un modo per convivere con questo tarlo nel cervello.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Federica Fazzini

    Buongiorno,
    la ringrazio per aver condiviso una parte così intima e dolorosa della sua storia.

    Dalle sue parole emerge quanto a lungo abbia dovuto fare i conti con esperienze di rifiuto, solitudine e delusione nelle relazioni. Il bullismo vissuto da ragazza, le relazioni che non hanno dato ciò che desiderava, il senso di non essere scelta davvero… sono tutte esperienze che possono lasciare tracce profonde, soprattutto nel modo in cui ci si percepisce e nel modo in cui ci si avvicina agli altri.
    Colpisce anche quanto lei abbia continuato, negli anni, a rimettersi in gioco nonostante tutto, e quanto sia viva dentro di lei la capacità di desiderare un legame autentico. Questo parla di una parte importante e vitale di sé, che non si è spenta.
    Il dolore che descrive è comprensibile e reale. La solitudine, quando non è scelta ma vissuta come una mancanza, può diventare molto pesante da portare, e sentirsi dire frasi come “meglio soli che male accompagnati” può far sentire ancora più incompresi. Non è solo una questione di “trovare un hobby” o “distrarsi”: il bisogno di relazione, di vicinanza e di sentirsi scelti è un bisogno umano profondo.
    Allo stesso tempo, quando alcune esperienze tendono a ripetersi, come la sensazione di non essere vista davvero o di incontrare persone poco disponibili, a volte può essere utile fermarsi, non tanto per cercare una “colpa”, ma per provare a comprendere insieme quali dinamiche si attivano, dentro e fuori dalla relazione. Spesso non sono aspetti immediatamente evidenti, ma hanno a che fare con la propria storia, con le ferite vissute e con i modi in cui, anche senza accorgercene, ci avviciniamo agli altri.
    Più che trovare una risposta definitiva o “rassegnarsi”, può essere importante trovare uno spazio in cui questo dolore possa essere accolto e ascoltato fino in fondo, senza doverlo zittire o combattere. Un luogo in cui poter dare senso a ciò che ha vissuto e sta vivendo, e in cui poter guardare con più delicatezza anche a se stessa.

    Se sentirà che può esserle utile, parlarne con un professionista potrebbe offrirle proprio questo tipo di spazio: un tempo e un luogo dedicati a lei.


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