Domande del paziente (4)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Fabio Di Blasi

    Gentile Signore/a,
    Da chirurgo maxillo-facciale le confermo che, a oltre 2–3 mesi dal trauma, la prassi più diffusa è rieseguire un’imaging aggiornato (TC a strato sottile o CBCT) prima di una ricostruzione... Altro


    Salve,ho fatto una biopsia alle salivari il 16 aprile x sospetta sindrome di Sjogren,vorrei sapere e grazie a chi mi risponderà,come dovrebbe essere la salute del mio labbro ad oggi.
    Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Fabio Di Blasi

    Buonasera,
    dopo una biopsia delle ghiandole salivari minori del labbro per sospetta sindrome di Sjögren, a distanza di alcune settimane il labbro dovrebbe essere in fase di guarigione avanzata o già guarito.
    In condizioni normali può residuare per un certo periodo:
    una piccola cicatrice interna o area lievemente più dura al tatto
    una sensazione di tiraggio o fastidio locale
    una lieve alterazione della sensibilità della mucosa, che spesso migliora progressivamente
    raramente una piccola irregolarita come "nodulino" cicatriziale nella sede del prelievo.

    Non dovrebbero invece essere presenti, soprattutto a distanza di tempo, segni come dolore importante, aumento del gonfiore, secrezione, sanguinamento persistente, arrossamento marcato, difficoltà a muovere il labbro o grave peggioramento della sensibilità.

    Il mio consiglio è di fare un controllo con il collega che ha eseguito la biopsia, o con un chirurgo maxillo-facciale/ORL, soprattutto se nota che la zona è ancora gonfia, dolente, dura in modo importante o se la ferita non appare completamente chiusa. Una visita diretta permette di distinguere una normale cicatrizzazione da eventuali esiti infiammatori o cicatriziali da trattare.


    Buonasera, Ho subito un intervento di settoplastica e turbinati recentemente ( 21 maggio) e lavoro come agente di polizia locale, pratico sport (alpinismo arrampicata trail running scialpinismo).
    Chiedo cortesemente consulenza per quanto riguarda la ripresa lavorativa ( tempistiche ), stante anche alle calde temperature, e la ripresa sportiva , e/o cosa è meglio evitare da subito. Ringrazio Saluti

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Fabio Di Blasi

    Buonasera,
    dopo un intervento di settoplastica associata a trattamento dei turbinati, la ripresa deve essere graduale, soprattutto nel suo caso, considerando il tipo di lavoro e le attività sportive che pratica.
    In linea generale, per la ripresa lavorativa consiglio di attenersi prima di tutto alle indicazioni del chirurgo che l’ha operata, perché conosce esattamente l’entità dell’intervento e il decorso post-operatorio. Tuttavia, per un’attività come quella di agente di polizia locale, che può comportare esposizione al caldo, sforzi, turni prolungati o situazioni fisicamente impegnative, è prudente prevedere almeno 10–14 giorni di recupero, eventualmente di più se persistono congestione nasale importante, sanguinamento, croste, dolore o senso di pressione.
    Per quanto riguarda lo sport, nelle prime settimane è meglio evitare attività intense o con aumento della pressione arteriosa e venosa, perché possono favorire epistassi, gonfiore e rallentare la guarigione. Quindi eviterei inizialmente trail running, arrampicata, alpinismo e scialpinismo, soprattutto per sforzo, quota, rischio di trauma e sbalzi termici.

    In genere si può pensare a:
    camminate leggere dopo pochi giorni, se non ci sono sanguinamenti;
    attività aerobica blanda dopo circa 2 settimane, se il decorso è regolare;
    sport intensi o ad alto rischio di trauma dopo almeno 3–4 settimane, meglio se dopo controllo;
    attività in quota, arrampicata o trail impegnativi solo quando la respirazione nasale è stabile e non ci sono più croste/sanguinamenti.
    Da evitare da subito: sforzi intensi, sollevamento pesi, ambienti molto caldi, sauna/bagno turco, esposizione prolungata al sole/caldo, soffiarsi il naso energicamente e qualunque situazione con rischio di trauma al naso.


    Salve! Sono un ragazzo di 24 anni, mi trovo in provincia di Lecce e ho una cicatrice cheloidea sul naso dovuta al morso di un cane risalente a 4/5 anni fa. Si tratta di una cicatrice un po’ ispessita e vorrei migliorarla in qualche modo, cosa potrei farei? Qualcuno mi ha detto di provare con iniezione di cortisone, ablazioni laser etc ma vorrei essere sicuro di non peggiorare la situazione.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Fabio Di Blasi

    Salve,
    capisco bene il suo dubbio: quando una cicatrice è sul naso è normale volerla migliorare, ma anche avere paura di peggiorarla.
    La prima cosa da fare è valutarla dal vivo, perché non tutte le cicatrici ispessite sono veri cheloidi. A volte si tratta di una cicatrice ipertrofica, che può rispondere meglio ad alcuni trattamenti e avere un rischio minore di peggioramento rispetto al cheloide vero.

    Essendo passati 4–5 anni, la cicatrice è ormai stabilizzata, quindi si può pensare a un trattamento migliorativo. Le possibilità esistono: infiltrazioni di cortisone se è rilevata e dura, laser se c’è rossore o irregolarità della superficie, oppure protocolli combinati. La chirurgia, invece, va valutata con molta prudenza, perché se si taglia una cicatrice cheloidea senza un piano preventivo adeguato, c’è il rischio che possa riformarsi o diventare più evidente.

    Il mio consiglio sarebbe di non iniziare “a tentativi”, ma di fare prima una visita specialistica: bisogna vedere spessore, colore, consistenza, margini e posizione precisa sul naso e da lì si può impostare un percorso graduale, partendo dalle opzioni meno aggressive e più sicure.

    In sintesi: sì, la cicatrice può probabilmente essere migliorata, ma va trattata con criterio. La sua attenzione a non peggiorare la situazione è assolutamente corretta.


Domande più frequenti

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