Gentile Dott. mi è stato programmato un intervento di ricostruzione del pavimento orbitale (post-tra
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Gentile Dott. mi è stato programmato un intervento di ricostruzione del pavimento orbitale (post-trauma). A distanza di oltre 2 mesi e mezzo dall’evento traumatico, l’operazione verrà eseguita senza aver effettuato una nuova TC, né altri esami recenti. La pianificazione si basa esclusivamente su una TC iniziale del trauma. Vorrei avere da parte Sua un parere tecnico: • È normale o clinicamente corretto procedere con un intervento orbitale senza valutazione aggiornata? • La presenza di possibili retrazioni, fibrosi, cambiamenti anatomici o risoluzione spontanea non dovrebbe essere esclusa prima dell’intervento? Non Le chiedo una valutazione del caso specifico, ma solo un orientamento professionale rispetto alla correttezza dell’approccio. Grazie in anticipo per l’attenzione e la disponibilità. Cordiali saluti
In linea generale, nella chirurgia ricostruttiva post-traumatica dell’orbita, è buona pratica effettuare una rivalutazione radiologica preoperatoria in caso siano trascorse diverse settimane dall’evento acuto. Dopo oltre due mesi, infatti, possono essersi verificati cambiamenti anatomici significativi, come:
• retrazioni cicatriziali,
• fenomeni fibrotici,
• riassestamenti spontanei,
• oppure, in alcuni casi, un miglioramento spontaneo dei sintomi o della posizione bulbare.
Una nuova TC massiccio-facciale ad alta risoluzione (con eventuale ricostruzione 3D) può fornire informazioni fondamentali per:
• confermare la persistenza e l’estensione del difetto orbitario,
• valutare eventuali modifiche rispetto alla condizione iniziale,
• e pianificare in modo più preciso la ricostruzione.
Pur non potendo esprimere un giudizio sul singolo caso clinico (non avendo accesso diretto alla documentazione e alla visita), posso dirLe che un imaging aggiornato è generalmente considerato uno standard di accuratezza in chirurgia ricostruttiva post-traumatica.
Le suggerisco quindi di esprimere serenamente il Suo dubbio al chirurgo che La seguirà.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Un cordiale saluto,
Dott. Umberto Tozzi
• retrazioni cicatriziali,
• fenomeni fibrotici,
• riassestamenti spontanei,
• oppure, in alcuni casi, un miglioramento spontaneo dei sintomi o della posizione bulbare.
Una nuova TC massiccio-facciale ad alta risoluzione (con eventuale ricostruzione 3D) può fornire informazioni fondamentali per:
• confermare la persistenza e l’estensione del difetto orbitario,
• valutare eventuali modifiche rispetto alla condizione iniziale,
• e pianificare in modo più preciso la ricostruzione.
Pur non potendo esprimere un giudizio sul singolo caso clinico (non avendo accesso diretto alla documentazione e alla visita), posso dirLe che un imaging aggiornato è generalmente considerato uno standard di accuratezza in chirurgia ricostruttiva post-traumatica.
Le suggerisco quindi di esprimere serenamente il Suo dubbio al chirurgo che La seguirà.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Un cordiale saluto,
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Gentile Signore/a,
Da chirurgo maxillo-facciale le confermo che, a oltre 2–3 mesi dal trauma, la prassi più diffusa è rieseguire un’imaging aggiornato (TC a strato sottile o CBCT) prima di una ricostruzione del pavimento orbitario. Ecco perché e quando possono esserci eccezioni: Nella chirurgia “tardiva”/secondaria (cioè oltre le prime settimane), no: è generalmente sconsigliato. In questo intervallo possono intervenire rimodellamento osseo, fibrosi, retrazioni dei tessuti molli, atrofia del grasso orbitario o miglioramenti spontanei che modificano volume orbitario, margini del difetto e piano chirurgico. Le serie e i protocolli moderni per correzione secondaria descrivono una pianificazione pre-operatoria basata su nuova TC con ricostruzioni multiplanari/3D (spesso con virtual planning e, quando disponibile, navigazione intra-operatoria).Si puo' evitare nei casi “precoci” (entro ~2 settimane), quando l’intervento si programma subito sull’imaging iniziale ed il quadro clinico è immutato, alcuni centri operano con la sola TC del trauma. Ma oltre le 2–3 settimane come nel suo caso la rivalutazione è raccomandata, perché le indicazioni chirurgiche stesse dipendono dall’evoluzione clinica (diplopia/duzioni forzate, enoftalmo) e dal volume orbitario attuale. Le review classiche e aggiornate sull’indicazione/tempi chirurgici sottolineano l’importanza di correlare clinica e imaging; il timing “entro 2 settimane” vale soprattutto per intrappolamenti acuti, mentre per gli altri casi si decide dopo osservazione e nuova valutazione.
Da chirurgo maxillo-facciale le confermo che, a oltre 2–3 mesi dal trauma, la prassi più diffusa è rieseguire un’imaging aggiornato (TC a strato sottile o CBCT) prima di una ricostruzione del pavimento orbitario. Ecco perché e quando possono esserci eccezioni: Nella chirurgia “tardiva”/secondaria (cioè oltre le prime settimane), no: è generalmente sconsigliato. In questo intervallo possono intervenire rimodellamento osseo, fibrosi, retrazioni dei tessuti molli, atrofia del grasso orbitario o miglioramenti spontanei che modificano volume orbitario, margini del difetto e piano chirurgico. Le serie e i protocolli moderni per correzione secondaria descrivono una pianificazione pre-operatoria basata su nuova TC con ricostruzioni multiplanari/3D (spesso con virtual planning e, quando disponibile, navigazione intra-operatoria).Si puo' evitare nei casi “precoci” (entro ~2 settimane), quando l’intervento si programma subito sull’imaging iniziale ed il quadro clinico è immutato, alcuni centri operano con la sola TC del trauma. Ma oltre le 2–3 settimane come nel suo caso la rivalutazione è raccomandata, perché le indicazioni chirurgiche stesse dipendono dall’evoluzione clinica (diplopia/duzioni forzate, enoftalmo) e dal volume orbitario attuale. Le review classiche e aggiornate sull’indicazione/tempi chirurgici sottolineano l’importanza di correlare clinica e imaging; il timing “entro 2 settimane” vale soprattutto per intrappolamenti acuti, mentre per gli altri casi si decide dopo osservazione e nuova valutazione.
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