Domande del paziente (4)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Armando Perretta

    Salve,
    Capisco quanto possa essere difficile vivere le relazioni sentendo di non riuscire a mostrarsi pienamente per come si è. È una condizione che può generare molta fatica e sofferenza, soprattutto... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Armando Perretta

    Quello che descrive arriva con molta forza. Si sente quanto questo cambiamento la stia attraversando in modo profondo e doloroso. Trasferirsi, lasciare la propria famiglia e i propri riferimenti affettivi,... Altro


    Salve ho 50 anni e premetto che sono sempre stato ipocondriaco e ansioso, da qualche tempo ho paura di strozzarmi deglutendo il cibo, ho una sensazione di avere tra gola e palato un bolo, a tavola mangio poco o quasi nulla per paura di soffocarmi. Ma la cosa che mi preoccupa è che da quando ho avuto il problema di aver paura di soffocare, ho perso qualche chilo per me di troppo, sono alto 196 e attualmente peso intorno agli 80 chili.. Sto mangiando molto meno rispetto a prima solo pasta e frutta a pranzo e poco a cena. Ho paura di andare sottopeso o che non riesca a recuperare. Ho paura di avere qualche patologia, mi misuro spesso pressione, ho fatto recenti analisi sangue che sono risultate regolari. Ho paura di non riuscere a superare questo problema.Attendo un vostro gradito consiglio.. Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Armando Perretta

    Gentile utente,
    da ciò che descrive emerge una sofferenza importante, che sta incidendo in modo concreto sulla sua quotidianità, sul rapporto con il cibo e anche sul suo senso di sicurezza. La paura di soffocare può diventare molto pervasiva: quando l’attenzione si concentra in modo costante sulla deglutizione e sulle sensazioni della gola, anche segnali corporei comuni possono essere percepiti come minacciosi o amplificati, alimentando un circolo di allerta e controllo.
    Ha già fatto un primo passo importante eseguendo controlli medici e analisi recenti risultate nella norma. Se la difficoltà percepita nella deglutizione persiste, può essere utile confrontarsi anche con uno specialista (ad esempio un otorinolaringoiatra o gastroenterologo), così da avere un inquadramento più completo e rassicurante anche sul piano organico.
    Parallelamente, visto quanto questa paura sembra aver assunto spazio nella sua vita, potrebbe essere molto utile un supporto psicologico mirato. Un percorso psicoterapeutico può aiutarla a comprendere meglio il funzionamento di questa paura, ridurre l’ipercontrollo sul corpo e recuperare gradualmente un rapporto più sereno con l’alimentazione e con le sensazioni corporee.
    Il fatto che oggi viva questa difficoltà non significa che non possa superarla: situazioni come quella che descrive sono affrontabili, soprattutto quando vengono accolte e trattate in modo integrato, senza trascurare né la dimensione fisica né quella emotiva


    Salve, la mia figlia, una ragazza normale ,semplice carina con uno sviluppo e una crescita adatta per ogni fase di età, senza tanti cambiamenti fino ad arrivare all età di 20 -21 anni. Nel periodo di adolescenza 14-15 anni innamoratissima di un ragazzo, poi a 18 -19 ha conosciuto un'altra ragazzo. Improvvisamente a 21 anni si è sentita attratta emotivamente da una sua amica. Sempre in quel periodo ha fatto erasmus all estero dove ha avuto un atto sessuale con una ragazza...La mie domande sono:Può essere omosessuale o bisessuale? Il cambiamento è dovuto a qualcosa? Quale è la spiegazione a tutto ciò? Ringrazio anticipatamente....Scusate un ultima cosa. Lei non mi ha parlato apertamente di tutto, sono venuta a sapere assistendo a una conversazione con la sua amica da qui ho capito che c era qualcosa. A quel punto me l ha detto. L ho ascoltata poi le ho detto intanto di vivere quello che sente poi in futuro si vedrà cosa sarà.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Armando Perretta

    Gentile utente,
    Il fatto che sua figlia abbia avuto relazioni o innamoramenti con ragazzi e, successivamente, abbia provato un coinvolgimento emotivo e anche un’esperienza con una ragazza, può rientrare in un percorso di scoperta di sé. Questo non significa necessariamente che “sia cambiata” in senso improvviso, ma piuttosto che sta entrando in contatto con parti di sé che prima non erano emerse o non erano state riconosciute. Non si tratta di qualcosa che “succede” per effetto di un episodio o di un contesto (come l’Erasmus), ma piuttosto di una dimensione complessa dell’identità che può emergere gradualmente. Da ciò che scrive, colpisce molto positivamente la sua risposta: averle detto di vivere ciò che sente e di vedere con il tempo è un messaggio di apertura e non giudizio, che rappresenta un fattore protettivo fondamentale.
    Partendo da questo fattore credo sia molto utile per lei e per la relazione con sua figlia, parlare apertamente con lei dei dubbi e delle preoccupazioni che sente, in modo tale da rafforzare ancor di più il vostro rapporto.


Domande più frequenti

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