Domande del paziente (9)
Buongiorno, mio figlio ha avuto un grave incidente in auto. Frattura del soma L5 da interruzione della corticale con infossamento della limitante somatica superiore ed interessamento con distacco dello spigolo antero-superiore; conservato il muro somatico posteriore. Lievemente ridotti a sede posteriore gli spazi discali intersomatici nel tratto L3-S1. Calcificazione discale a livello D8-D9. DOPO appena una settimana me lo rimandano a casa con busto e antidolorifici da prendere. Mi potete dire qualcosa in merito? Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, fermo restando che per una maggiore definizione del caso sia necessario visionare le immagini radiologiche descritte ed effettuare una valutazione clinica accurata, si può comunque supporre che i medici abbiano ritenuto che questa frattura fosse sostanzialmente stabile (si intuisce dal referto che lei ha riportato), ovvero in grado di guarire spontaneamente senza necessità di interventi chirurgici.
Hanno quindi consigliato una scelta conservativa con busto, per evitare un carico sulla colonna, e (immagino) successivi controlli radiologi per verificare avvenuta guarigione nei prossimi mesi.
Che differenza ce tra ZIBREN e NICETILE? Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Zibren e Nicetile sono entrambi farmaci equivalenti a base di L-acetilcarnitina, utilizzati come supporto nel trattamento, in particolare, di neuropatie periferiche, grazie alla loro azione protettiva e antiossidante sui nervi. La differenza principale risiede nel produttore, mentre le indicazioni terapeutiche e il principio attivo sono sostanzialmente sovrapponibili
Un emangioma di 5,5 cm x 3 cm D12 / L1 colonna vertebrale, cresciuto di 1 cm negli ultimi 14 mesi, sintomatologia attuale, sensazione di ingombro a metà schiena, come può essere trattato?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, le possibilità terapeutiche sono varie, e dipendono da alcuni elementi quali: caratteristiche della lesione (che possono essere più o meno aggressive, pur essendo a carattere di benignità), dalla localizzazione (intravertebrale pura o con espressione nel canale vertebrale con eventuali sintomi e/o segni neurologici), dalla sede a livello della colonna vertebrale (cervicale o nel tratto toraco-lombare).
La possibilità di trattamento più comuni vanno dalla semplice attesa, con follow up clinico e neuroradiologico seriato, fino a tecniche chirurgiche come vertebro-cifoplastica, per il rischio di crollo vertebrale a volte associato, o radioterapia ed embolizzazione, in casi più selezionati, per riduzione del volume.
La decisione migliore va presa da uno specialista che tenga conto degli elementi suddetti unitamente d un accurata valutazione clinica generale e neurologica.
Salve, ho 67 anni e da alcuni mesi soffro di un dolore lombare costante che sta compromettendo la mia quotidianità. Il dolore peggiora se resto troppo tempo in piedi, ferma oppure dopo passeggiate un po’ più lunghe.
Ho eseguito anni fa una TAC lombosacrale (quando però non avevo questi sintomi) che evidenziava:
L'esame tomodensitometrico della colonna lombo-sacrale, eseguito a livello degli spazi intersomatici L1-L.2, L2-L3, L3-L4, L4-L5, L5-S1, ha mostrato:
- note di artrosi somatica ed interapofisaria dei metameri in esame;
- canale vertebrale di normale ampiezza;
- lieve bulging del disco intersomatico L4-L5, da iniziale discopatia;
- a livello dello spazio intersomatico L3-L.4 si apprezza una protrusione discale mediana e paramediana bilaterale
che impronta il sacco durale.
So che probabilmente sarà necessario ripetere gli esami, ma vorrei capire se sintomi come questi possano essere compatibili con un peggioramento del quadro , cosa fare , se c’è una cura o se si prende in considerazione un eventuale intervento chirurgico.
Grazie a chi potrà darmi un orientamento perché non so cosa fare
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, la definizione del successivo iter può essere definita dopo una accurata valutazione clinica neurochirurgica integrata da una RM del rachide lombosacrale praticato più recentemente.
I sintomi che lei riferisce sono solo parzialmente giustificati dal referto TC che ha citato. In ogni caso, l'intervento chirurgico è un' opzione solo in casi selezionati.
Salve mi hanno diagnosticato una malattia rara delle vene cerebrali la moyamoya vorrei capire se avendo più del 70% di stenosi del tratto M1 dovrei fare qualche intervento o se continuerò con i farmaci grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, è necessaria una valutazione neurochirurgia e di neuroradiologia interventistica per definire, su base della valutazione clinica e delle immagini radiologiche, il tipo di percorso più adatto.
Salve. Ernie discali cervicali C5 C6 c7. Dolore nuca, tempie, collo e trapezio molto contratto. Risonanza magnetica febbraio non c'è compressione. Varie sedute di manipolazioni fisio e osteopata. Due infiltrazioni cortisone nuca occipitale e zona lateral scapole. Dolori ancora persistenti. Lavoro come mulettista magazziniere. Leggera pesantezza braccia sensazione indolenzite " e irritate. Non so più come affrontare la situazione. Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, è necessaria una valutazione clinica neurologica ed una attenta analisi sulle immagini di risonanza magnetica (recente) per poter definire al meglio il percorso che, in caso selezionati e su indicazione specialistica, può essere chirurgico o riabilitativo
Operato il 6 novembre 2025 di decompressione spinale . Il dolore al nervo sciatico provocato dalla compressione spinale è passato. Dopo sei mesi permane fastidioso formicolio al piede sx nella parte esterna del piede ed alle ultime 3 dita. Mi chiedo se è normale che non si sia verificata alcuna variazione post intervento. Grazie per l'attenzione
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, nei casi di intervento di decompressione spinale e/o erniectomia, in assenza di complicanze, la sintomatologia dolorosa sparisce più rapidamente; i disturbi stesici (addormentamenti, formicolii), invece, regrediscono più lentamente (fino anche ad un anno). La percentuale più recupero è fortemente influenzata dalla fisioterapia e da terapia medica di supporto, eventualmente, su indicazione del chirurgo di riferimento
Questa è una parte della risonanza, la parte che riguarda le vertebre cervicale riporta comunque molteplici ernie e diffusi segni di artrosi somatica ed interapofisaria con ipertrofia artrosica dei massicci articolari e stenosi del canale vertebrale, poi ho riportato il resto parola per parola, volevo sapere se la situazione è preoccupante, grazie a chi mi risponderà.
A livello dello spazio intersomatico D11-D12 si rileva unernia discale posteriore meridiana e parameridiana, che comprime il cono midollare; a tale livello questultimo presenta segnale tenuemente ipertensivo in STIR da sofferenza tessutale.
Sfiancamento disco anulare del disco intersomatico L1-L2 con iniziale riduzione di ampiezza dei forami di congiunzione.
A livello dello spazio intersomatico L4-L5 si rileva unernia discale posteriore mediana e paramediana con impronta sul sacco durale ed estensione nella porzione caudale dei forami di congiunzione.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
È necessaria una valutazione neurochirurgica specialistica, sulla base di quanto riportato, soprattutto per definire l'impatto clinico/neurologo della compressione a livello dorsale descritta dal neuroradiologo.
Nei casi di compressione midollare con mielopatia, con corrispondente quadro clinico, può essere necessario anche l' intervento chirurgico
Salve gentilmente vorrei informazioni sulla rachicentesi periodica
Che significa
Mia madre ha 85 anni con idrocefalo normoteso
Grazie
Francesca
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La rachicentesi è una procedura che consiste nel prelievo di liquor cerebrospinale con l' obiettivo, nel caso di idrocefalo normoteso, di ottenere benefici sui sintomi della paziente.
La sintomatologia tuttavia può ripresentarsi ciclicamente e la rachicentesi periodica rappresenta una possibilità terapeutica, soprattutto nei pazienti anziani, in alternativa alla procedura chirurgica più "definitiva" che spesso è rappresentata dalla derivazione ventricolo-peritoneale.
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