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Esperienze

Sono Chiara Librandi, psicologa e psicoterapeuta a Roma ad orientamento cognitivo interpersonale.

Nel mio lavoro accompagno adulti, bambini e adolescenti nei momenti in cui la vita può diventare più faticosa: quando le emozioni sono difficili da comprendere, le relazioni fanno soffrire o si attraversano periodi di cambiamento, stress o dolore.

Credo che la psicoterapia sia prima di tutto un incontro umano: uno spazio sicuro, accogliente e senza giudizio, in cui potersi fermare, sentirsi ascoltati e dare senso alla propria esperienza. Un luogo in cui esplorare insieme ciò che accade dentro di noi e trovare, passo dopo passo, nuove possibilità di comprensione e cambiamento.

Utilizzo un approccio integrato e personalizzato, costruito insieme alla persona. Nel lavoro terapeutico posso utilizzare anche strumenti come la Realtà Virtuale in psicoterapia e la EMDR, un metodo riconosciuto a livello internazionale e particolarmente efficace e veloce nel trattamento dei traumi e delle esperienze emotivamente difficili.

Mi occupo di disturbi d’ansia, stress, trauma e stress post-traumatico, depressione, bassa autostima e difficoltà emotive e relazionali, accompagnando le persone anche in percorsi di crescita personale. Ho inoltre esperienza nel lavoro con persone con background migratorio.

Lavoro anche con bambini e adolescenti, in particolare con difficoltà di regolazione emotiva, problemi di attenzione e impulsività e con neurodivergenze come ADHD e disturbo dello spettro autistico. Con i più piccoli il percorso si costruisce attraverso il gioco, la relazione e il rispetto dei tempi e del modo di essere di ciascun bambino, coinvolgendo quando necessario anche la famiglia.

Credo profondamente che ogni percorso terapeutico sia unico e che vada costruito insieme, con cura e rispetto.

Se sei arrivato/a qui, forse stai già facendo un primo passo importante.
Quando sentirai che è il momento, sarò felice di accompagnarti nel tuo percorso.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia del lavoro

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Consulenza online

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Dott.ssa Chiara Librandi

Via Vincenzo Briganti, 6, Roma 00171

Nel mio lavoro clinico integro, quando indicato, l’utilizzo della Realtà Virtuale in psicoterapia, uno strumento innovativo che permette di lavorare in modo esperienziale su ansia, fobie e difficoltà emotive.

Attraverso ambienti virtuali controllati è possibile affrontare gradualmente situazioni che generano attivazione o evitamento, in un contesto sicuro e guidato, favorendo consapevolezza e nuove strategie di gestione delle emozioni.

15/03/2026

Prestazioni e prezzi

  • Consulenza online

    70 €

  • Psicoterapia

    70 €

  • Psicoterapia individuale

    70 €

  • Colloquio psicologico individuale

    70 €

  • Consulenza familiare

    90 €

Indirizzi (3)

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Studio Privato Dott.ssa Chiara Librandi Centocelle

Via Vincenzo Briganti, 6, Roma 00171

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Studio Privato Dott.ssa Chiara Librandi Roma Est

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19 recensioni

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  • E

    Sono circa 3 mesi che vado dalla dottoressa Chiara, essendo la mia prima esperienza è andata benissimo e sono molto convinta di darle un giudizio positivo. Consigliatissima

     • Studio Privato Dott.ssa Chiara Librandi Centocelle colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Chiara Librandi

    Grazie davvero per la fiducia e per queste parole.

    Sono felice che questa tua prima esperienza sia stata positiva e che in questi mesi tu ti sia sentita accompagnata nel percorso. Non è mai scontato iniziare, e il fatto che tu lo abbia fatto con apertura e convinzione è già un passo importante.

    Grazie per aver condiviso la tua esperienza !


  • T

    Professionale, attenta, preparata, mi ha fatto sin da subito, sentire a mio agio. Era la mia prima volta, eppure si è creato un clima sereno e confidenziale senza alcuno sforzo. Attenta nell'ascolto e pronta a cogliere anche richieste di aiuto che si cerca di mascherare. Preparatissima si percepisce che lavora com passione e sopratutto con una grande competenza.

     • Studio Privato Dott.ssa Chiara Librandi Roma Est psicoterapia individuale  • 

    Dott.ssa Chiara Librandi

    Grazie di cuore per le tue parole, mi hanno davvero fatto piacere.

    Sapere che ti sei sentita a tuo agio sin dal primo incontro è per me fondamentale, soprattutto quando si tratta della prima esperienza in un percorso di questo tipo. Creare uno spazio sereno, sicuro e autentico è sempre la mia priorità.

    Ti ringrazio per la fiducia e per aver condiviso qui la tua esperienza!


  • A

    Chiara é una dottoressa che sa metterti a tuo agio ed ascoltarti. Tutto quello di cui avevo bisogno.

     • Consulenza online psicoterapia individuale  • 

    Dott.ssa Chiara Librandi

    Grazie di cuore, Alberto, per la fiducia e per aver condiviso la tua esperienza.
    Sono felice che tu abbia trovato uno spazio in cui sentirti accolto e ascoltato.


  • S

    È una terapeuta molto capace, molto intelligente.
    E non lo dico alla leggera.

    Io non mi sono mai trovata bene con le donne in terapia. Con lei sì.
    E questo, per me, dice già moltissimo.

    È una persona che sa ascoltare davvero.
    Sa quando non vuoi parlare di qualcosa e lo rispetta non per evitarti il dolore, ma perché capisce che forzare non è cura.
    Con me ha colto subito una cosa importante: io non sono una che piange in terapia. È raro.
    Eppure, anche senza pianto, mi ha vista. Mi ha capita.

    In questo percorso sto cambiando.
    La mia autostima si sta alzando.
    Mi sento più centrata, più forte.

    Non mi sta plasmando in qualcun’altra.
    Stiamo capendo chi sono.
    E il lavoro che stiamo facendo insieme è ancora in corso.

     • Studio Privato Dott.ssa Chiara Librandi Centocelle psicoterapia  • 

    Dott.ssa Chiara Librandi

    Grazie di cuore per queste parole così sentite.
    È un onore poter accompagnare percorsi di crescita autentici, nel rispetto dei tempi e della soggettività di ciascuno.
    Ti ringrazio per la fiducia e per aver condiviso la sua esperienza


  • A

    Mi sono trovato a mio agio per essere la prima esperienza, mi sono sentito da subito in sintonia ... compreso senza avere difficoltà o sentirmi in imbarazzo

     • Studio Privato Dott.ssa Chiara Librandi Centocelle sostegno alla genitorialità  • 

    Dott.ssa Chiara Librandi

    Grazie mille per le tue parole AP! A presto!


  • F

    Attenta e rassicurante, sa mettere a proprio agio creando un’ottima empatia.
    CONSIGLIATISSIMA!!

     • Dott.ssa Chiara Librandi colloquio psicologico online  • 

    Dott.ssa Chiara Librandi

    Grazie mille a te per la fiducia e per la tua recensione. A presto!


  • A

    La dottoressa è estremamente attenta ed empatica, mi sento a mio agio e libera. Sono uscita dall'appartamento più leggera e rilassata.

     • Dott.ssa Chiara Librandi colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Chiara Librandi

    Grazie mille Alessia, per la tua fiducia!
    A presto!


  • O

    È un percorso incredibile. Non si tratta solo di capire se stessi, c’è molto di più. Felice di aver trovato una persona che sappia comprendermi con le giuste vibrazioni. La Dottoressa è competente, attenta e molto empatica. Grazie!

     • Dott.ssa Chiara Librandi colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Chiara Librandi

    Grazie infinite per esserti affidata a me! Complimenti soprattutto a te, per il tuo impegno nel percorso! A presto!


  • G

    Molto accogliente, ti fa sentire subito a tuo agio ascoltata e capita

     • Dott.ssa Chiara Librandi colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Chiara Librandi

    Grazie mille Giulia per la tua recensione! A presto!


  • E

    La dott.ssa Chiara si è mostrata da subito molto gentile ed empatica. Ero un po' titubante all'idea di andarci, perché avevo paura di chi mi sarei trovata di fronte e se mi avrebbe fatto sentire che stavo andando dalla psicologa, questo era quello che volevo evitare e lei non te lo fa pensare neanche per un secondo. L'ambiente, il suo benvenuto, le sue sedute.. sembra di stare andando da un'amica ed è questo quello che cercavo. Rispetta le tue emozioni e te le fa affrontare nel modo più sciolto possibile che non te ne rendi neanche conto! Ti dona tutto il suo tempo, anche quando hai un momento no e non sai con chi parlarne lei c'è, ti chiama anche se necessario. Se state cercando qualcuno empatico, comprensivo e professionale, lei è la risposta giusta

     • Dott.ssa Chiara Librandi colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Chiara Librandi

    Grazie infinite! Sono molto felice di poterti aiutare.
    Stai facendo un ottimo percorso, soprattutto grazie a te e al tuo impegno!
    A presto!!


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 38 domande da parte di pazienti di MioDottore

Domande su Ansia

Buonasera gentili dottori, sono una donna di 34 anni e non ho il dono della sintesi ma provo a riassumere:
- Circa 2 anni fa (luglio 2023) a seguito dell'assunzione di un Aulin per forti dolori mestruali, mi sento di svenire e chiamo il PS, registrano un calo pressorio e fortissima ansia inquadrato in ospedale come "sindrome vaso vagale". E' è stato l' inizio di un calvario personale a cui è seguito un periodo (settimane) molto difficili tra ansia e altri momenti di panico con accesso in PS, periodo contraddistinto da fortissima debolezza, vertigini, inappetenza (persi 5 kg in un mese), ansia, controllo spasmodico di pressione e sintomi corporali, farmacofobia. Tutti problemi a me non del tutto ignoti negli anni antecedenti ma mai gestiti in questa forma acuta e concentrata. Escluse dai medici consultati cause organiche/neurologiche, mi sono avviata ad un percorso psicoterapeutico con una psichiatra che, in primis, mi ha aiutato a ripristinare il rapporto con il cibo (prescrivendomi per circa 3/4 mesi Levopraid) e poi ha iniziato a conoscermi con un pò di incontri di psicoterapia.
- E' stato un periodo tosto, di circa 4 mesi che mi ha segnata profondamente e durante il quale nonostante la sofferenza non ho perso la voglia di combattere, di comprendere cosa stesse accadendo e di svolgere le mie amate attività seppure costantemente animata da una inspiegabile paura sopratutto di sentirmi male, quindi di stare da sola e morire inassistita. Non riuscivo ad accettare quanto mi stesse accadendo, ero sempre stata una lavoratrice energica, punto di riferimento per i vicini, entusiasta con gli altri, problem solver, instancabile, sportiva e operativa. Piano piano ho iniziato a riconoscere le mie sofferenze, a dare uno sguardo più attento alle mie emozioni - forse prima poco attenzionate (lutto paterno dopo oltre 15 anni di malattia oncologica, problemi di gestione familiare e distanza geografica da essa). La psichiatra ha identificato ansia generalizzata e disturbo di panico che si concretizzavano principalmente in paure ipocondriache connesse principalmente a tumori e paura di non farcela a superare le difficoltà e sopratutto farmacofobia specie con riguardo agli antidepressivi (mai del tutto sconfitta ...nonostante - per seguire le indicazioni della terapeuta - mi sia decisa poi ad assumerne).
- A Novembre 2023 accetto di prendere Brintellix che inizio ad assumere gradualmente fino ad arrivare, nel giro di 2 mesi, ad un dosaggio di 15 gocce che ho assunto poi fino a luglio 2024 quando ho iniziato sempre su indicazione della terapeuta, migliorati i sintomi, a scalare 1 gcc al mese fino a febbraio 2025, 8 gcc, di cui ancora oggi proseguo l'assunzione.
- Insomma è trascorso 1 anno di terapia farmacologica, nel corso del quale ho avuto con la psichiatra sporadici incontri di psicoterapia (1 al mese o ogni due mesi in base alle sue disponibilità) e per mia scelta e suo consiglio mi sono aperta alla scoperta della mindfullness nella quale ho trovato qualche giovamento quanto meno nella capacità di rallentare e vivere maggiormente il presente senza badare troppo al dopo. Globalmente ho percepito - tra alti e bassi- di aver recuperato la mia vita, l'ansia e il panico si sono ridotti tanto e forse i mesi in cui sono stata meglio sono stati gennaio/febbraio 2025 (ero a dosaggio 9/10 gcc) ma nutrivo anche la forte speranza che la cura avesse finalmente fatto effetto e che presto me ne sarei liberata grazie anche alla nuove risorse apprese grazie alla psicoterapia con la psichiatra (tipo cognitivo comportamentale) e alla meditazione.
- Da circa 20 giorni / 1 mese (diciamo aprile 2025) mi sento di nuovo sottotono, i pensieri intrusivi sulla salute sono tornati una costante giornaliera, ho avuto 2/3 attacchi di panico contraddistinti da paura di sentirmi male e morire (che ho gestito con respirazione senza andare in PS) e sopratutto è tornata una grande spossatezza fisica, accompagnata da nausea e come una sorta di "mal d'auto" a giorni alterni con bruciore di stomaco. Sono tornata con il medico di base a indagare motivi organici per sicurezza, abbiamo escluso gravidanza e, dalle prime analisi generali, malattie specifiche (in attesa ancora di alcuni esami residuali di pancreas e fegato in questi giorni). A breve avrò di nuovo l'incontro con la psichiatra che non vedo da 2 mesi e che vorrò aggiornare.
- Tuttavia, percepisco un generale sentimento di sfiducia verso la problematica ansia, mi chiedo se dovrò vivere tutta la vita così con alti e bassi e, a volte, non so che risposte darmi, può essere l'ansia a farmi sentire così? Può essere una conseguenza della riduzione del farmaco (seppure la dose attuale sia stata impostata 3 mesi fa? è il problema di fondo che torna a fare capolino?) Devo cambiare professionista visto che è spesso poco reperibile e mi vede ogni due mesi? Dovrei invece intensificare la psicoterapia che è sempre stata abbastanza sporadica? (mai più di 1 incontro al mese)... Il periodo che sto vivendo è di forte stress e aspettative (matrimonio alle porte, problemi nell'ambiente di lavoro).
Spero in un vostro punto di vista perché onestamente i miei unici riferimenti sono il medico di base (che - mi spiace affermarlo - ma si comporta spesso come un mero burocrate ed esegue quanto gli chiedo più che dirmi lui cosa fare) e questa psichiatra di cui ho avuto e vorrei avere ancora tanta fiducia e che mi ha sempre invitata a rispettare gli spazi terapeutici - cosa che ho sempre fatto - ma che, non posso negare, di percepire talvolta come assente. Mi chiedo se non faccia male a consultare un altro parere... Grazie a chiunque abbia avuto la pazienza di leggere.

Buongiorno! Quello che stai vivendo non è il segno che sei fragile o che stai tornando indietro.
È il segnale di un sistema che per molti anni ha retto, ha resistito, ha tenuto insieme tutto… forse anche troppo.

L’ansia, in questo senso, non è un nemico da eliminare ma un’alleata scomoda: arriva quando abbiamo superato un limite, quando abbiamo chiesto a noi stesse più di quanto fosse sostenibile. Il problema non è l’ansia, ma il modo in cui la leggiamo. Se la vediamo come un pericolo, ci spaventa e ci travolge; se impariamo a vederla come un messaggio, può diventare una guida.

Tu sei stata una donna molto forte, affidabile, capace di reggere il dolore, il lutto, le responsabilità. Questa forza ti ha aiutata a sopravvivere, ma probabilmente ha anche nascosto dei bisogni, delle parti stanche, delle emozioni che non hanno avuto spazio. Quando il corpo ha detto ‘basta’, lo ha fatto in modo brusco, perché nessuno lo stava ascoltando prima.

È normale che in momenti di grande stress o di cambiamento come quello che stai vivendo ora, l’ansia torni a farsi sentire. Non significa che la cura non abbia funzionato o che dovrai stare così per sempre. Significa che il tuo sistema nervoso è sensibile e chiede continuità, sicurezza, presenza.

Chiedere un altro parere non è un tradimento, ma un atto di responsabilità verso di te. Così come può essere molto utile avere un supporto psicologico più regolare e presente, che ti accompagni non solo nella gestione dei sintomi, ma nella comprensione profonda di ciò che ti ha portata a dover essere sempre ‘quella che ce la fa’.

Il lavoro, ora, non è tornare quella di prima, ma diventare una versione di te che sa ascoltarsi prima di spezzarsi. L’ansia può insegnarti proprio questo, se smettiamo di combatterla e iniziamo a dialogare con lei. Ti auguro il meglio! Buon percorso :)

Dott.ssa Chiara Librandi

salve, mi fa strano scrivere queste cose dato che non sono abituata. sono una ragazza di 20 anni che frequenta il secondo anno di scienze e tecniche psicologiche. da quando ho 13 anni ho avuto sempre la sensazione e la voglia di intraprendere un percorso psicoterapeutico ma non l’ho mai fatto in quanto sia prima sia adesso non mi sento di dire ai miei che vorrei farlo. in quell’età principalmente i “problemi” erano legati alla mia famiglia e ad un episodio che ho visto che mi ha segnata molto. ad oggi, vivendo in un’altra città, quando non sono a casa si attenua il pensiero riguardante la famiglia ma quando torno a casa mi sento molto a disagio, in più, da sempre non ho avuto rapporto con mio fratello ma adesso quando lo vedo in casa noto ancora di più questa cosa non essendoci sempre. qualche anno fa ho perso il mio gruppo di amiche e questa cosa mi ha segnata talmente tanto che mi viene molto difficile stringere amicizie e relazionarmi con la gente. inoltre, penso di avere una sorta di ansia sociale in quanto provo molta vergogna ad uscire di casa da sola, non vado in negozietti piccoli e mi imbarazza andare nello stesso luogo più volte per esempio in una settimana. sicuramente provo disagio sulla mia persona, nel senso che magari non esco di casa struccata e voglio e devo essere sempre presentabile. con ciò non nego che esco con altri miei conoscenti e frequento luoghi dove c’è gente perché mi piace molto, ma ci sono delle specifiche dinamiche che mi mettono in difficoltà. da una parte mi spaventa andare da uno psicoterapeuta perché non so che approccio scegliere, non so quale sia il migliore per me, dall’altro canto sicuramente la questione economica mi blocca in quanto il fatto che non voglia dirlo ai miei e il fatto che sia solo una studentessa e che quindi non ho ancora un lavoro non mi permette di avere molta indipendenza. ho ovviamente fatto richiesta per il bonus psicologico ma purtroppo non sono stata selezionata. spero che con questo messaggio però possa ricevere qualche risposta per capire e vedere com’è la situazione. aggiungo in finale che se dovessi intraprendere un percorso, mi piacerebbe farlo in presenza dato che sfortunatamente online mi causa vergogna, è strano sì ma preferisco così. la zona è Catania, grazie mille

Ciao, grazie per aver scritto: non è affatto facile parlare di queste cose, soprattutto da così giovani.

Da quello che racconti, il tuo disagio non nasce oggi: le difficoltà familiari, l’episodio che ti ha segnata, la perdita delle amicizie e il sentirti più a tuo agio lontana da casa aiutano a capire perché oggi tu faccia fatica nelle relazioni e in alcune situazioni sociali. Non è mancanza di capacità: è una forma di protezione, spesso legata alla vergogna e alla paura del giudizio.

Il fatto che tu desideri stare con gli altri e riesca comunque a uscire potrebbe dire che dentro di te c’è una parte vitale che non si è spenta, ma che è frenata dall’ansia e da un’immagine di sé fragile. Anche il bisogno di essere sempre “presentabile” sembra più un modo per sentirti al sicuro che un problema in sé.

Il desiderio di iniziare una psicoterapia è molto sensato. Non devi scegliere da sola l’approccio “giusto”: conta soprattutto trovare una persona con cui ti senta accolta. La preferenza per la presenza è assolutamente legittima.

Capisco bene i limiti economici e il fatto che tu non riesca a dirlo ai tuoi. Potresti informarti su consultori, servizi universitari o professionisti che offrono tariffe agevolate per studenti nella zona di Catania: anche un primo colloquio può aiutarti a fare chiarezza.

La tua sofferenza non è “troppo poco” per chiedere aiuto. Stai solo iniziando ad ascoltarti.

Un caro saluto!

Dott.ssa Chiara Librandi
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