Migliori metodi per sbiancare i denti

Odontoiatria • 7 febbraio 2017 • Commenti:

Come sbiancare i denti?

Col termine di sbiancamento dentale viene genericamente indicato qualsiasi tipo di trattamento che porta i denti ad apparire più bianchi. Ogni persona presenta una propria colorazione dentale originale, che non sempre risulta essere un bianco limpido. Colorazioni dei denti più scure ed opache possono dipendere quindi sia da caratteri genetici che da fattori esterni, come il fumo di sigaretta, il passare del tempo, cibi o bevande particolari come caffè, liquirizia o tè ed alcuni coloranti artificiali presenti negli alimenti.

Per tentare di ripristinare una colorazione dentale bianca e luminosa sono disponibili diverse tipologie di trattamenti sbiancanti. Alcuni di questi vengono eseguiti da specialisti nello studio dentistico o in centri estetici specializzati, ma esistono anche altre pratiche che possono essere effettuate autonomamente dal paziente.

Tutte le diverse tecniche di sbiancamento dei denti rientrano comunque in due grandi categorie generali: lo sbiancamento ottenuto con metodi meccanici di sfregamento e lo sbiancamento ottenuto con metodi chimici, tramite l’utilizzo di sostanze decoloranti.

In ogni caso, prima di iniziare un qualunque trattamento sbiancante, è utile effettuare una visita dentistica per verificare la presenza di problematiche come carie o ipersensibilità dentale, ma anche per farsi consigliare da uno specialista sui metodi più adeguati alla propria condizione.

Tecniche di sbiancamento domestico

Esistono diversi metodi di sbiancamento dentale che possono essere effettuati in modo autonomo a casa propria. Queste metodologie sono meno efficaci rispetto alle tecniche professionali, ma risultano decisamente più economiche.

Il metodo più diffuso è sicuramente l’utilizzo di dentifrici abrasivi, che svolgono la loro azione sbiancante tramite lo spazzolamento dei denti. L’efficacia di questi prodotti è però limitata alla rimozione delle macchie superficiali ed un uso eccessivo può rovinare lo smalto dentale.

Un'altra tecnica molto comune prevede l’utilizzo delle cosiddette "strips", ovvero strisce adesive a base di agenti sbiancanti che vengono fatte aderire ai denti. Questo trattamento risulta essere economico, pratico e con bassi rischi di ipersensibilità dentinale, ma presenta anche una scarsa efficacia, richiedendo tempi abbastanza lunghi per ottenere dei risultati visibili, mantenuti solamente per pochi mesi.

Un migliore e duraturo effetto sbiancante può essere ottenuto tramite l’utilizzo di apposite mascherine in silicone morbido. Queste vengono realizzate dal dentista in modo da riprodurre l’esatta forma delle arcate dentarie del paziente, e ciò permette che i gel sbiancanti contenuti al loro interno vengano in contatto con i denti.

Esistono poi le cosiddette “penne sbiancanti”, degli strumenti tecnologici che permettono di smacchiare la dentatura senza ricorrere ad una seduta dentistica. L’effetto è quasi immediato ed è dovuto ad un gel contenente sostanze ossidanti che viene applicato direttamente sui denti.

Infine, vi sono una serie di rimedi naturali che permettono di sbiancare i denti, come l’utilizzo di foglie di salvia fresche, polpa di fragole o bucce di limone che vengono sfregati direttamente sulla dentatura. Questi metodi possono, alla lunga, consumare lo smalto dei denti per via della loro acidità e del potere abrasivo, non è quindi consigliabile utilizzarli troppo frequentemente.

Tecniche di sbiancamento professionali

Rivolgendosi al proprio dentista ci si può sottoporre ad un trattamento sbiancante professionale, detto bleaching. La tecnica più comune è eseguita direttamente nello studio dentistico e prevede l'utilizzo di agenti sbiancanti chimici ad alta concentrazione, coadiuvati da specifiche lampade che ne favoriscono l'azione. L’agente sbiancante più diffuso è costituito da un gel a base di perossido di idrogeno che viene attivato dall’esposizione a particolari fonti luminose, liberando ossigeno. Questo penetra nella struttura del dente dando vita a reazioni ossidoriduttive in grado di “disgregare” le molecole responsabili delle macchie.

Questo tipo di trattamento professionale permette di ottenere ottimi risultati minimizzando gli effetti indesiderati. Nonostante l’irritazione delle gengive e di altri tessuti venga evitata utilizzando delle mascherine in silicone morbido, spesso si presentano comunque delle lievi gengiviti che però regrediscono spontaneamente in uno o due giorni.

Questo tipo di trattamento non può essere effettuato in presenza di carie o gengiviti ed è sconsigliato nei ragazzi sotto i 14 anni d’età e nelle donne incinte.

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