Dott.ssa
Barbara Galligani
Psicoterapeuta
·
Psicologa
Psicologa clinica
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sulle specializzazioni
Torino 1 indirizzo
Esperienze
Mi chiamo Barbara Galligani e sono psicologa e psicoterapeuta.
Nel mio lavoro accompagno le persone che stanno attraversando momenti di difficoltà o che sentono il bisogno di capire meglio ciò che stanno vivendo. Mi occupo in particolare di ansia, attacchi di panico, depressione, periodi di forte stress, difficoltà nelle relazioni e momenti di cambiamento della vita.
Credo che chiedere aiuto sia un gesto di grande consapevolezza e coraggio. Per questo cerco di offrire uno spazio accogliente e rispettoso, in cui ogni persona possa sentirsi libera di raccontarsi, senza giudizio e con i propri tempi.
Nel mio lavoro utilizzo anche l’approccio sensomotorio, che aiuta a comprendere il legame tra emozioni, pensieri e corpo. A volte le esperienze difficili non restano solo nei ricordi o nei pensieri, ma si esprimono anche attraverso sensazioni e reazioni corporee. Lavorare su questi aspetti può aiutare a ritrovare maggiore equilibrio e senso di sicurezza.
Ogni percorso è unico e viene costruito insieme, tenendo conto della storia, delle difficoltà e delle risorse di ciascuna persona. Il mio obiettivo è offrire uno spazio di ascolto autentico, in cui poter comprendere meglio se stessi e ritrovare maggiore serenità e benessere nella propria vita.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicoterapia
- Psicoterapia sensomotoria
- Psicoterapia di coppia
- Psicoterapia di coppia
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
70 € -
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Prima Visita
70 € -
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Supporto psicologico
70 € -
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Superamento di eventi traumatici
70 € -
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Sostegno psicologico
70 € -
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Recensioni
3 recensioni
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M
Ottimamente. Abbiamo iniziato un percorso che mi ha stimolato la voglia di proseguire e di intraprendere un lavoro su me stessa.
• Amaltea • psicoterapia •
Dott.ssa Barbara Galligani
La ringrazio molto per le sue parole.
Sono contenta che il percorso iniziato stia già aprendo uno spazio di riflessione e di lavoro su di sé: è un passaggio importante e tutt’altro che scontato.
Continueremo a lavorare insieme con attenzione e rispetto dei suoi tempi.
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Ludovica
La dottoressa Barbara è una persona estremamente competente e professionale che allo stesso tempo riesce ad immedesimarsi nel paziente e svolgere al meglio il suo lavoro. Diverse volte non sono riuscita a portare a termine un percorso mentre con lei è tutto diverso. Consiglio a tutti una dottoressa così.
• Amaltea • psicoterapia individuale •
Dott.ssa Barbara Galligani
Grazie di cuore per le sue parole e per aver condiviso la sua esperienza.
Sono molto contenta che il percorso che stiamo facendo insieme sia per lei significativo e diverso rispetto al passato.
-
C
Cristina
Con la sua gentilezza e il suo sorriso mi ha fatto sentire subito a mio agio, ho sentito subito una bella empatia.
Mi sta aiutando davvero molto a ritrovare la serenità riuscendo a percepire le mie difficoltà e le mie paure.
Sono pienamente soddisfatta del percorso intrapreso .• Amaltea • Altro •
Dott.ssa Barbara Galligani
Grazie davvero per questa condivisione.
Sapere che si è sentita accolta e compresa è molto importante per me.
Il lavoro che sta facendo su di sé è prezioso, e sono contenta di poterla accompagnare in questo percorso.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 5 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buonasera, scrivo per chiedervi se un episodio d'ansia forte della durata di 6 mesi circa vissuto oltre 10 anni fa possa avere generato dei danni, al punto di non riuscire più a studiare perché non riesco a ricordare. Mi rivolsi a uno specialista tempo fa che inizialmente credeva che fosse un episodio psicotico perché avevo dei pensieri di rovina e catastrofici per poi correggere la diagnosi dicendomi che era solo un episodio di ansia ed il disturbo ossessivo compulsivo. Assumo ancora oggi dei farmaci che però non interferiscono con la cognizione. Malgrado ciò io penso che sia stato quell'episodio vissuto molti anni fa a avermi rovinato dato che prima ero notevolmente più veloce nell'apprendimento scolastico ed universitario. É possibile che un episodio d'ansia forte durato circa 6 mesi possa avere cambiato qualcosa nella mia testa?
Cordialmente,
Buonasera,
capisco bene la sua preoccupazione, soprattutto quando si ha la sensazione di essere cambiati rispetto a prima e si fa fatica a ritrovarsi. È una cosa che mette in dubbio e che porta facilmente a cercare una causa precisa, come quell’episodio di ansia così intenso che ha vissuto.
Le rispondo però con chiarezza: un episodio d’ansia, anche forte e durato diversi mesi, non provoca un danno permanente al cervello tale da compromettere in modo stabile memoria e capacità di apprendimento. Non è qualcosa che “rovina” in senso definitivo.
Quello che può succedere, ed è molto più frequente, è che periodi così intensi lascino una traccia nel modo in cui la mente funziona. Dopo aver attraversato ansia forte, pensieri catastrofici o ossessivi, è come se il sistema rimanesse un po’ più in allerta: si fa più fatica a concentrarsi, si controlla di più quello che si fa o si ricorda, si hanno più dubbi, e questo paradossalmente peggiora proprio le prestazioni.
La memoria, infatti, non è solo una questione “meccanica”: dipende molto da quanto siamo tranquilli, da quanta attenzione riusciamo a mantenere e da quanto la mente è libera. Se c’è anche solo un sottofondo di tensione o di pensiero che gira, è facile sentirsi meno lucidi e meno efficaci nello studio.
A questo si aggiunge un altro elemento: il confronto con il passato. Spesso si tende a paragonarsi a un periodo in cui si era più spontanei, magari con meno pressioni o meno consapevolezza di sé. Quel tipo di funzionamento non è sempre replicabile allo stesso modo negli anni, e questo può far sembrare il cambiamento ancora più marcato.
Quindi, più che pensare che quei sei mesi abbiano “danneggiato” qualcosa, è più utile vedere che oggi probabilmente c’è un modo diverso di funzionare, ancora un po’ influenzato da ansia, controllo e fatica attentiva.
La buona notizia è che su questo si può lavorare. Spostare l’attenzione dal “cosa è successo allora” al “come sto funzionando adesso” è spesso il passaggio che permette di recuperare gradualmente anche le capacità che sembrano perse.
Cordiali saluti
Salve, la mia figlia, una ragazza normale ,semplice carina con uno sviluppo e una crescita adatta per ogni fase di età, senza tanti cambiamenti fino ad arrivare all età di 20 -21 anni. Nel periodo di adolescenza 14-15 anni innamoratissima di un ragazzo, poi a 18 -19 ha conosciuto un'altra ragazzo. Improvvisamente a 21 anni si è sentita attratta emotivamente da una sua amica. Sempre in quel periodo ha fatto erasmus all estero dove ha avuto un atto sessuale con una ragazza...La mie domande sono:Può essere omosessuale o bisessuale? Il cambiamento è dovuto a qualcosa? Quale è la spiegazione a tutto ciò? Ringrazio anticipatamente....Scusate un ultima cosa. Lei non mi ha parlato apertamente di tutto, sono venuta a sapere assistendo a una conversazione con la sua amica da qui ho capito che c era qualcosa. A quel punto me l ha detto. L ho ascoltata poi le ho detto intanto di vivere quello che sente poi in futuro si vedrà cosa sarà.
Quello che descrive non è così insolito come può sembrare, anche se capisco che da genitore possa spiazzare.
L’orientamento affettivo e sessuale non è sempre qualcosa di “lineare” o già definito fin da subito. Per alcune persone è molto chiaro precocemente, per altre invece si costruisce nel tempo, attraverso le esperienze, le relazioni e anche i contesti di vita (come, ad esempio, un’esperienza all’estero, che spesso amplia possibilità e libertà di espressione).
Sua figlia potrebbe essere eterosessuale, bisessuale, omosessuale… oppure ancora in una fase di esplorazione. Non c’è necessariamente un “cambiamento” dovuto a qualcosa che è successo: più spesso si tratta di un prendere contatto con parti di sé che magari prima non erano emerse o non avevano avuto spazio.
È importante anche dire che non è qualcosa che si “diventa” per un evento specifico, né qualcosa che si può indirizzare o correggere. È piuttosto un processo interno, personale.
Da quello che scrive, lei ha avuto una reazione molto adeguata: ha ascoltato, non ha giudicato e le ha lasciato spazio per capire cosa sente. Questo è l’aspetto più importante. In questa fase sua figlia ha più bisogno di sentirsi accolta che di avere delle etichette o delle risposte definitive.
Col tempo sarà lei stessa a capire meglio come definirsi, oppure anche a non sentire il bisogno di definirsi in modo rigido. Il ruolo del genitore, in questi casi, è restare un punto fermo e sicuro, più che cercare spiegazioni precise.
Se dovesse avere dei dubbi o sentire il bisogno di confrontarsi ancora, può essere utile anche per lei avere uno spazio di parola, ma senza trasformare questa situazione in un problema da risolvere.
Non c’è nulla di “anormale” in quello che sta osservando. C’è una ragazza che sta conoscendo se stessa. E una madre che, da come scrive, le sta già offrendo la cosa più importante: ascolto e apertura.
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